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Fallimento dell'auto elettrica?


Primadellesabbie
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Dopo l'attuazione del piano che prevede la pandemia e l'imposizione del presunto vaccino, che dimostra il potere accumulato e l'efficienza organizzativa, ci andrei piano nell'annunciare fallimenti di fasi del complotto planetario in atto da parte dell'élite nazi in versione liberal finanziaria.

Ad ogni modo sembra interporsi qualche ostacolo alla diffusione forzata dei veicoli elettrici e nell'"Orizzonte degli eventi" di ieri ne viene dato diligentemente conto, metto la trascrizione da libreidee.

A seguire, dato che è in tema, un articolo dalla BBC che riguarda un problema digitale che ha impedito a centinaia di possessori di Tesla di usare le loro auto per alcune ore.

Addio auto elettrica: schiaffo a Davos e ai Re del Covid

Se a Trieste contro i portuali sono bastati gli idranti, a Rotterdam la polizia ora s’è messa a sparare sui manifestanti. Contrari all’adozione dell’ennesimo lockdown in arrivo, gli olandesi contestano il fallimento delle politiche Covid: l’83% della popolazione, nei Paesi Bassi, ha ricevuto ben due dosi – inutili, evidentemente – del siero genico sperimentale che i media chiamano ancora “vaccino”. L’ultimo colpo di coda delle politiche “carcerarie” inaugurate nel 2020 col pretesto della sicurezza sanitaria – vedasi anche il caso dell’Austria, pronta a tornare a chiudere tutti in casa (contro il parere della stessa polizia austriaca) – avrebbe un preciso fondamento politico, reso evidente da un indizio: il tramonto dell’auto elettrica. Tradotto: la sbandierata emergenza climatica – concepita come “secondo step” dell’emergenza generale permanente – non starebbe funzionando, come spauracchio. Di qui il ricorso ai “tempi supplementari” della crisi-1, quella tuttora presentata come “pandemica”.

Crisi sanitaria ormai palesemente smascherata: finiscono all’ospedale solo i pazienti che non vengono curati tempestivamente, a casa. E i “vaccini genici” – in Italia imposti con il ricatto, dal governo Draghi – non fornirebbero nessuna particolare protezione, oltre a non limitare affatto la circolazione del presunto virus. Comunque, secondo Nicola Bizzi, siamo vicini alle battute finali della tragica commedia inaugurata quasi due anni fa: l’incubo – più politico che sanitario – sarebbe destinato a terminare, non appena l’Ema dovesse finalmente approvare l’adozione dei nuovi farmaci (operazione che, a quanto pare, vedrebbe la Francia in pole position). Ipotesi e riflessioni offerte da Bizzi e da Matt Martini nella trasmissione “L’Orizzonte degli Eventi”, con Tom Bosco e un ospite come Davide Rossi, autore di un esplosivo pamphet sul ruolo della Fabian Society nella sovragestione delle recenti politiche emergenziali.

E’ Matt Martini a porre l’accento sul freschissimo fallimento, a Glasgow, della conferenza Cop26 sul clima: nessun impegno vincolante, per i prossimi anni, grazie all’opposizione di paesi come Cina, India e Russia, indisponibili a recitare il copione “gretino” che punta il dito contro il riscaldamento, anziché sull’inquinamento, e in più imputa il “climate change” all’azione dell’uomo. Non solo: in assenza di vere innovazioni tecnologiche, Volskwagen e Stellantis – questa la grande novità – rinunciano ufficialmente alla riconversione elettrica dell’automotive, vera e propria bandiera della “rivoluzione green” progettata dall’élite finanziaria che sogna la digitalizzazione totale del pianeta e il controllo definitivo su ogni aspetto della vita umana. Tra l’altro, l’adozione forzata dell’auto elettrica – rileva Martini – avrebbe posto fine al diritto alla mobilità, salvo che per i ricchi, dato l’altissimo costo dei veicoli elettrici.

Un vero e proprio bluff ecologico? Sono in molti, ormai, a sostenerlo: l’impatto ambientale di un veicolo elettrico (la produzione dell’energia necessaria a farlo muovere, senza contare la realizzazione e poi lo smaltimento delle batterie) sarebbe superiore a quello comportato dal tradizionale motore termico. Lo stesso Martini ricorda le posizioni assunte fin da subito da Toyota, contraria alla “rivoluzione” elettrica: costi immensi, senza una reale contropartita ambientale (se non per i grandi centri urbani: ma a che prezzo?). A ruota, è stata la Renault a chiarire che i costi dell’auto elettrica sarebbero stati letteralmente proibitivi: una vettura media sarebbe costata il doppio di un’auto tradizionale. Ora, la pietra tombale: i grandi costruttori europei (tedeschi, francesi e italiani) sembrano archiviare definitivamente l’auto elettrica, anche se l’Uesperava di renderla pressoché obbligatoria entro il 2030. Per il cartello di Davos – osserva Martini – è la prima, storica sconfitta. E forse è anche per questo che, oggi, le pedine di quel club tornano a premere l’acceleratore sulla “dittatura sanitaria”.

Da qui:

https://www.libreidee.org/2021/11/addio-auto-elettrica-schiaffo-a-davos-e-ai-re-del-covid/

Dalla BBC:

(traduzione quasi automatica)

I conducenti di Tesla non sono stati in grado di avviare le loro auto per un'interruzione [di un'app]

L'app Tesla viene utilizzata come chiave dai conducenti per sbloccare le proprie auto

I conducenti di Tesla affermano di essere stati bloccati fuori dalle loro auto dopo che un'interruzione ha colpito l'app della casa automobilistica.

Decine di proprietari hanno pubblicato sui social media la visualizzazione di un messaggio di errore sull'app mobile che impediva loro di connettersi ai propri veicoli.

L'amministratore delegato di Tesla, Elon Musk, ha risposto personalmente a una denuncia di un autista in Corea del Sud, dicendo su Twitter: "Ora controllo".

In seguito Musk ha affermato che l'app sarebbe tornata online.

L'app Tesla viene utilizzata dai conducenti come chiave per sbloccare e avviare la propria auto.

I proprietari hanno pubblicato una moltitudine di reclami online per non essere stati in grado di utilizzare i loro veicoli.

"Sono bloccato a un'ora da casa perché di solito uso il telefono per avviare l'auto", ha twittato un proprietario.

Circa 500 utenti hanno segnalato un errore sull'app intorno alle 16:40 ET (21:40 GMT) di venerdì, secondo il sito di monitoraggio delle interruzioni DownDetector. Cinque ore dopo, c'erano poco più di 60 segnalazioni di errore.

"Ci scusiamo, adotteremo misure per garantire che ciò non accada di nuovo", ha twittato Musk.

Da qui:

https://www.bbc.co.uk/news/technology-59357306


alpho hanno apprezzato
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carla
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Nel nostro paese i programmi governativi dei seguaci di greta e i suoi gretini prevedevano l'installazione negli anni scorsi di ben 15.000 ricariche per auto elettriche lungo la rete autostradale (parliamo quindi di strade dove già si paga per la percorrenza).

Sapete quanti ne sono stati installati e sono attualmente disponibili?

87, ve scrivo anche in lettere ottantasette, potreste credere che mi sono dimenticata una cifra o due o anche tre  😉

p.s. potete anche togliere il punto di domanda dal titolo

Questo post è stato modificato 1 settimana fa da carla

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carla
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A proposito di Tesla e degli utenti che non hanno potuto mettere in moto l'auto vi chiedo:

- se tutti avessimo un auto simile e decidessero che domani nessuno deve muoversi, staremmo di sicuro tutti a casa.


oriundo2006 hanno apprezzato
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Primadellesabbie
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Proprio così, ma più divertente sarebbe se chi tiene il banco decidesse che l'auto la puoi usare dalle 7 alle 9 o solo i giorni dispari o non di domenica a meno di pagare un supplemento, o in un'area delimitata...o "No tu no!".

 

 


carla hanno apprezzato
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carla
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Già è cosi' in Norvegia, dove nel 2015-2017 a momenti giravano più Tesla che biciclette grazie a grossi incentivi statali che permettevano una grossa auto al costo di una utilitaria e dove i piazzali dei distributori , peraltro molto ampi (sono solo 5 mil.di ab.) avevano decine di ricariche elettriche funzionanti, ma che lo stato dopo aver appunto generosamente finanziato l'acquisto dell'auto elettrica decise che sì l'auto non inquina più, ma surprise! consuma l'asfalto delle strade che richiede manuntenzione e perciò ordinò riduzione dell'uso auto aiutandosi condiversi tipi di divieti.

Poi è arrivato il covid e non hanno avuto bisogno di altre scuse per chiuderli in casa, "ubi maior, minor cessat" - il globalismo colpisce ovunque anche chi è pieno di risorse idriche, petrolifere, monetarie e non è schiavo della NaziUe


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carla
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Già è cosi' in Norvegia, dove nel 2015-2017 a momenti giravano più Tesla che biciclette grazie a grossi incentivi statali che permettevano una grossa auto al costo di una utilitaria e dove i piazzali dei distributori , peraltro molto ampi (sono solo 5 mil.di ab.) avevano decine di ricariche elettriche funzionanti, ma che lo stato dopo aver appunto generosamente finanziato l'acquisto dell'auto elettrica decise che sì l'auto non inquina più, ma surprise! consuma l'asfalto delle strade che richiede manuntenzione e perciò ordinò riduzione dell'uso auto aiutandosi condiversi tipi di divieti.

Poi è arrivato il covid e non hanno avuto bisogno di altre scuse per chiuderli in casa, "ubi maior, minor cessat" - il globalismo colpisce ovunque anche chi è pieno di risorse idriche, petrolifere, monetarie e non è schiavo della NaziUe


oriundo2006 hanno apprezzato
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