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Fake Reality: attendendo la neo-surrealtà abitudinaria  

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GioCo
Noble Member
Registrato: 12 anni fa
Post: 1096
27 Maggio 2020 , 13:34 13:34  

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C'è qualcosa di disturbante nella realtà di adesso. Qualcosa che va oltre le leggi e i comportamenti anche della natura più bizzarra. Qualcosa che è stato caricato nell'ambiente, come un software pirata ma di basso profilo come fatto da un imbecille, uno che non sapeva bene quello che stava facendo ma aveva ben chiaro quello che voleva ottenere. Per poterlo ignorare e continuare a stare tranquilli abbiamo bisogno di estremo impegno con risultati scarsi ma paradossali. Questo qualcosa, di qualunque cosa si tratti, manifesta la determinazione per diventare una distorsione abituale della percezione.

Cioè qualcosa di nascosto ma nel senso in cui è nascosta l'evidenza evidente. Qualcosa che non deve più essere necessario pensare a meno che non siamo malati, come il quotidiano risveglio. Eppure, eppure si tratta di un complesso di assurdità prive di senso, non meno prive di senso del denaro che si crea dal nulla ma fa debito, un lieve difetto del vecchio surrealismo. "Elefanti nel salotto" latravano alcuni cani sciolti ovviamente inascoltati. Ben nascosti però, aggiungo io, dentro le capienti tasche dell'evidenza evidente.

Ma questi più che elefanti nel salotto sembrano ormai cetacei dalla massa smisurata che non solo ingrassano a vista d'occhio ma accelerano l'ingrassamento e nuotano nell'aria attraversando le pareti delle nostre case e anche i nostri corpi che a loro paiono complessivamente come proiezioni di semplice luce. Ologrammi. Eppure, eppure non siamo a loro indifferenti. Vorremmo, ci piacerebbe, ma non lo siamo. Immaginate di vivere in un mondo dove i vampiri sono una realtà con cui convivere, perfettamente integrati e accettati nella nostra società però in assoluto una minoranza molto esigua. Li salutate il mattino quando vanno a letto e la sera quando si svegliano, come dei vicini qualsiasi di una qualsiasi realtà urbana dove l'isolamento è un obbligo strutturato dalla società, dalla TV e dalle abitudini. Si riconoscono perché girano in appositi vestiti neri per proteggersi alla bisogna dai raggi del sole. Ma di solito non disturbano la quotidiana realtà mercantile, anzi sono ottimi lavoratori, promossi per le loro qualità e si impegnano a sostituire quelli dal sangue caldo in tutte quelle faccende che per loro sono rischiose. Per esempio andando nell'artico a salvare persone intrappolate nel ghiaccio perché a loro il freddo, anche il più rigido, non torce un capello. Oppure a fare gli esperimenti nello spazio aiutando le ricerche perché a loro le condizioni critiche esterne al pianeta non preoccupano. Nemmeno l'assenza di aria da respirare pare troppo problematica, al massimo perdono conoscenza. Certo, di tanto in tanto hanno bisogno di essere nutriti, ma con la banca del sangue si evitano brutte ricadute, tipo caccia selvaggia. Possono solo accoppiarsi tra loro e hanno una fertilità ridottissima. Ma questo è un bene dato che tendono a vivere migliaia di anni. Insomma ogni aspetto negativo pratico pare risolto in favore di una splendida e reciprocamente vantaggiosa convivenza. Tutto a posto? Beh, insomma ... non ci dovremmo preoccupare che i vampiri sono animati da intenzioni estremamente sataniche? Tipo orrori cosmici di un altra dimensione geneticamente concepiti per essere specificatamente letali al 100% per l'umanità? Tipo che il solo unico fine per loro concepibile è lo sterminio totale e incondizionato dell'essere umano, la fine definitiva e agognata da secoli dell'antropocene?

Ma come @GioCo, direte voi, se si nutrono di sangue avranno poi bisogno di chi glielo fornisce. Ecco il ragionamento del cieco che non vuole considerare l'evidenza evidente. Avranno bisogno di procurarselo, non di farselo consegnare, è diverso. Sottilmente ma velenosamente diverso. Se quel che mi interessa di te è il sangue perché ti vedo come un sacco di cibo, quello a me interessa, il resto diventa una seccatura, compreso tutto quel cianciare inutile di diritto o di democrazia, di rispetto del prossimo o di benessere. Ti appendo a dei cavi fornendoti tutto quel che ti occorre, cibo e chimica che ti tenga buono e mediamente satollo, così ti levi dai coglioni producendo il cibo che mi serve e basta. Mi basta fare una rete e appenderci tutto il cibo come i panni ad asciugare e il @GioCo è fatto. Non facciamo così con i polli negli allevamenti intensivi? Tutto ciò che mi interessa se fossi nei panni di un vampiro e levare dai coglioni sti polli fastidiosi e fare in modo che possano diventare produttori totalmente passivi di ciò che mi occorre. Come le vacche e senza tra l'altro averne il minimo senso di colpa, tanto noi facciamo la stessa cosa, non ci passa nemmeno per l'anticamera del cervello di dare spazio e diritto alla natura selvaggia, se contrasta con il nostro di fare quel ca%%o che ci pare, fosse pure perseguire il puro e semplice divertimento personale.

Ma non vi preoccupate. Era solo un esempio, sono certo che ogni aggancio con la realtà che la vostra sciocca fantasia potrà fare è del tutto casuale. Nevvero?

Questa discussione è stata modificata 2 mesi fa 8 tempo da GioCo

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esca
 esca
Prominent Member
Registrato: 11 anni fa
Post: 929
28 Maggio 2020 , 16:41 16:41  


E' un mondo predatorio, ma in basso come ora raramente si e' giunti nella storia, perche' oggi si e' colpevoli di collaborazione, ci si consegna mani e piedi al Nemico e forse in questo stara' la vittoria che agognava, egli.

Il grottesco e' vedere come i polli riescano ad esprimere nei loro geni contaminati il medesimo atteggiamento predatorio verso il prossimo, al pari del loro sfruttatore. Ora come ora sono piu' guardinga nei confronti di un concittadino qualsiasi, specie alcuni, che delle istituzioni, vessatorie per definizione. Ma si era "previsto" anche questo.

Che miserevole traguardo....con le potenzialita' a nostra disposizione e' invece stata imboccata la via disastrosa della concessione gratuita della propria anima, con convinzione, pensando che sia cosa buona e per giusta causa. Un capolavoro per il signor Vampiro.


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