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È legittimo interferire apertamente e radicalmente nel destino del singolo?

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Primadellesabbie
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@derwanderer

Va tenuto presente che si sono mossi dopo aver occupato o comprato una quantità di posti di potere in ogni dove, nelle istituzioni locali e internazionali, nella politica, nel sistema giudiziario, nell'industria, nei media, nelle università, ecc., un lavoro scrupoloso di decenni che prevede complicità di ogni tipo, anche da parte di quelli che oggi fingono di cadere dal pero.


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Primadellesabbie
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@fuffolo

Ti danno le istruzioni per telefono?


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Pfefferminz
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"come si profila sul piano etico e morale che qualcuno decida di interferire uccidendo una persona il cui destino sarebbe stato di continuare a vivere."

È un omicidio.

Esistono dei diritti inalienabili che non possono venir messi in discussione. Nella storia del genere umano si era già raggiunto questo traguardo e non vedo perché si debba tornare indietro. 

Non ha senso chiedersi se questa possa essere o no la "convinzione prevalente", perché sarebbe come prendere sul serio gli atteggiamenti di persone che, vittime della propaganda, non hanno più autonomia di giudizio. 

Questo post è stato modificato 4 settimane fa da Pfefferminz

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oxalidaceae
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Mi intrufolo.

Vorrei anche evidenziare che, al rettile, in un intervento, è stata posta una importante domanda.

Gli è stato chiesto di comunicare al Paese a che tipo di obbligo vaccinale facesse riferimento, se all’obbligo “assoluto” oppure ad un obbligo “relativo”.

L'obbligo assoluto, è quando lo Stato ti stana casa per casa e manda infermieri e carabinieri per un Tso, ti infilano l'ago nel braccio e stop.

L'obbligo relativo invece, non da un vero e proprio obbligo a vaccinarsi, ma secondo la percentuale di vaccinati raggiunta, se diventa statistica negativa secondo le loro illuminate stime, si trasforma nella ineludibile esigenza di punirci con un castigo di legge chiamato "restrizioni". (Vedi anche la malvagia Legge Lorenzin, che non è "assoluta", infatti per le famiglie inadempienti ci sono penalità e conseguenze, ci sono limitazioni e multe, ma non prevede alcun trattamento sanitario obbligatorio.)

Per chi si sottrae ecco quindi la grandiosa idea del nazi-green-pass.

Questo per dire che, tra assoluto e relativo qualche differenza e margine c'è.

Ad oggi che io sappia, una risposta dal rettile non è ancora pervenuta (voi avete notizia di avvenuta precisazione?), perché se non capiamo questo, come possiamo pensare se sia possibile o meno un contrasto, e in qual misura, a questa infame situazione?


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Primadellesabbie
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Postato da: @pfefferminz

...sarebbe come prendere sul serio gli atteggiamenti di persone che, vittime della propaganda, non hanno più autonomia di giudizio.

È da talmente tanto tempo che queste persone determinano la forma del mondo in cui viviamo, e la direzione delle scelte politiche, che molti non ci facevano più caso o lo ritenevano 'naturale', questa storia del virus, costruita proprio sulle loro reazioni, mette in evidenza i pericoli di consegnarsi in balia dei loro istinti. 


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fuffolo
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@primadellesabbie

?


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Primadellesabbie
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@fuffolo

Pensi che chi si mette in coda per l'iniezione voglia suicidarsi?

Io non lo credo, io credo che voglia fidarsi, che voglia legittimamente e quindi creda di vivere in un mondo 'normale' dove chi comanda non ti pugnala alla schiena.


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fuffolo
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@primadellesabbie

Suicidio assistito, eutanasia, le collettività decidono di agevolare la decisione sul fine vita, ma solo per chi solo ha il gp.

ps

con chi parlerei per telefono? 


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Primadellesabbie
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Hai scritto che ci assistono se vogliamo suicidarci.

Chiedo: come? Ci danno istruzioni per telefono?

Spero sia chiarito, ci penserò dieci volte prima di rispondere ad una battuta delle tue.

Fuffolo, io sul personale non ci vado MAI, neanche di striscio.

 


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GioCo
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Postato da: @primadellesabbie
 

@fuffolo

Pensi che chi si mette in coda per l'iniezione voglia suicidarsi?

Io non lo credo, io credo che voglia fidarsi, che voglia legittimamente e quindi creda di vivere in un mondo 'normale' dove chi comanda non ti pugnala alla schiena.

[...]

Hai scritto che ci assistono se vogliamo suicidarci.

Chiedo: come? Ci danno istruzioni per telefono?

Spero sia chiarito, ci penserò dieci volte prima di rispondere ad una battuta delle tue.

Fuffolo, io sul personale non ci vado MAI, neanche di striscio.

 

A parte che a @fuffolo riconosco una capacità di provocazione sfruttabile come allenamento, che personalmente trovo utilissima, almeno quanto la maieutica socratica, e che ti ammiro @primadellesabbie per quanto riguarda il personale, perché essere totalmente impersonali è proprio di individui speciali, non certo miserabili come me, non penso che ci sia tutta sta fiducia in chi alla fine cede per avere l'agognato g.p., una non misura per una non legge che non definisce nulla in termini di sicurezza sanitaria.

Cioé al solito, come ogni parto del Male qualcosa che si può definire bene solo per ciò che nega, non per ciò che offre. La questione non è solo di coscienza ma anche della sua negazione, l'incoscienza o come amava chiamarla quel confusionario di Freud l'inconscio. Che in realtà è solo la negazione della coscienza, cioé quando noi non accettiamo qualcosa che però comprendiamo benissimo. Qualsiasi cosa. Se poi è da noi riconosciuta "giusta" in un senso profondo e (per l'esatto motivo che ci porta a rifiutare) sfuggente di fatto "cade" (o viene spinta come la polvere sotto il tappeto) nelle tasche capienti dell'evidenza evidente che per alcuni è "inconscio". Quindi per altri diventa l'atto "giusto per l'anima" ma non per la materia (o il corpo?) ed essendo questa una società fortemente materialista e individualista, ecco che il secondo domina sul primo. Ma è una forza debole che domina Male, perché nella parte interiore c'è l'emotus, ciò che muove dentro l'animo, il senso che diamo alle cose e che comanda a prescindere per ovvi motivi. Quindi il conflitto interiore si accende tra il valore emotivo o meglio ciò che dona significato alla Vita e la volontà, o meglio "l'erba voglio", quel famoso ritrovato allopatico di origine officinale da cui ricavare l'elisir dei "ca%%i miei", che non troviamo nemmeno nel giardino del Re. Ma forse in quello delle ville superlusso dei plutocrati moderni si o almeno loro immagino credano ciecamente di averla trovata. Se no il drago non si comporterebbe come si comporta.

Detto tutto ciò, torniamo al punto. Non ci si può "fidare" di qualcuno che sai perfettamente essere inaffinabile per principio (tipo le farmaceutiche?). Ad esempio, Faust non si fida di mesfistofele, lo chiama al suo cospetto per sfruttare i vantaggi che può trarne e basta. Ma se il Gatto ti presenta la Volpe come esperta di affari&turlupinazioni, sai che è vero e te lo fai passare, come ben altro con tanto olio di vaselina costei potrebbe propinarti, immaginando che non tocchi a te il peggio ma a qualun altro.

Ecco allora che tuuutti quelli che ho osservato (e sono ormai tanti) che si sono fatti ingannare, coprono un arco di tempo che va dal primo minuto all'ultima ora, e hanno tuuutti un tratto in comune: poi, appena fatto, come un adolescente scappato di casa la notte per combinare qualche marachella, cercano qualcuno, chiunque, che "sia in accordo" con la marachella e si raccontano a vicenda la loro "avventura" come se fossero "Indiana Jones" che ha affrontato il tempio maledetto. A questo punto non importa cosa è stato fatto, "cosa fatta capo ha", ma solo che ne sei uscito "vivo" o come direbbe l'antico "sano e salvo". Insomma, puoi ancora raccontarla e raccontartela.

Un illusione? Certo! Ma non è il punto. Non c'è stata alcuna "volontà" di fiducia, ciò che si è mossa come tale era solo una "ragione ragionevole" di superficie, un "pour parler" che era già dato per scontato come un intercalare, una pezza giustificativa per qualcosa di ingiustificabile che ha coperto le ragioni emotive giustificatissime, tipo il timore di fare qualcosa di profondamente sbagliato. Che si sapeva benissimo essere profondamente sbagliato, ma non avendo potuto in tempo chiarire le ragioni (=verbalizzandole) si è derubricato il tutto come "timore di fare una terapia che ci salva", ma dopo, non prima (*). Dopo quindi è rimasto stampato così a lettere cubitali all'ingresso dell'inferno già ormai varcato e si sa che è facile entrare all'inferno, il difficile è poi uscirne. Indietro non torni. Al netto ovviamente di danni subiti nell'immediato che non siano la morte, perché in quel caso la pezza della terapia che ti salva cade come la foglia di fico.

Faccio notare come uso i pronomi, il tu o "ti" e il noi in "ci" -salva, quando sarebbe opportuno dire "noi chi?" perché a salvarsi sono i plutocrati e basta.

Per questo tutte le volte che si cerca di far ragionare uno che è già all'inferno non si riesce a farlo uscire, anche se lui sa benissimo di esserci entrato. Poi c'è la categoria di chi cede al ricatto per la pressione di chi ormai "da posseduto" non può che agire per conto dell'inferno, manca la forza di opporsi, ma in questo modo non essendoci un adesione "alla marachella", il senso di ciò che poi si fa è un altro, lo si subisce come un abuso, una violenza e questo crea poi vergogna e senso di colpa, ci si nasconde e si cerca una posizione più defilata, che non rinnega affatto ciò che è riconosciuto come profondamente sbagliato, quindi non c'è il problema di "tornare indietro", non è mai stata varcata la soglia. A costoro va dato coraggio e tolta disperazione.

(*) a questo proposito, ricordo come in certi posti fosse riportata la scritta "Arbeit macht frei"  come cancello per entrare in altri inferni che come noto significa "il lavoro rende liberi", che guardacaso è il concetto di base che muove la società che stiamo laciando con la quarta rivoluzione industriale. Anche in quel caso non ci facevamo però domande in proposito, derubricando il tutto come "follie nazifasciste". No?


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Primadellesabbie
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@gioco

Grazie per la casistica che hai ben illustrato, la mia è scarna, per lo più persone che, per come si pensano, non possono fare a meno di farsi iniettare, altre in bilico da una vita tra rivolta e acquiescenza alle quali la solitudine, alleviata dalla tv, ha dato il colpo di grazia.

Poi 'cosa fatta capo ha' o, come mi piace richiamare, quando una scelta è costata qualche riflessione la si difende ad oltranza: mica sono scemo io!

Invece, nel mio ultimo soggiorno nel Bel Paese sono stato sorpreso da persone, di diversa estrazione, che mi hanno detto/confidato di non essersi fatte inoculare.

 


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oriundo2006
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@Gioco: tu dici ''

È legittimo interferire apertamente e radicalmente nel destino del singolo "

ebbene, gia' lo fanno cabalisticamente sia nei singoli sia per le collettivita'. C'e' anche un po' di letteratura sull'argomento, nascosta prudentemente dietro al 'trasferimento di personalita'. I primi ad esserne 'consenzienti' e nel contempo vittime sono proprio gli 'innominabili', quelli che hanno fatto della loro presunta 'sacerta' di popolo il viatico per ogni licenza a valere sugli esseri umani: sia gli 'altri' sia i propri. Il possesso dei corpi precede e segue a quello sulle anime, quelle poche che osano dire di NO, che osano opporsi, ma il rapporto puo' abilmente rovesciarsi. In quest'ordine di idee, il 'rito di passaggio' rappresentato dal vaccino ha una importanza determinante nel costituire il consenso alla 'presa di possesso' da parte di costoro. E per chi NON ci crede, dato che siamo in un contesto cristiano/cattolico, rammento quanto ebbe a dire il vostro maestro circa quelli che avevano il potere di far perire non tanto il corpo quanto sopratutto l'anima ( Matteo 10,28 ). Il plurale e' significativo per chi sa leggere oltre le righe: il riferimento al maligno e' si al singolare ( colui ) ma e' solo per 'interposta persona' che il demone puo' fare cio' che vuole, interposta persona rappresentata da chi sulla terra detiene questa facolta' terribile. Del resto, un indizio e' proprio rappresentato da quanto abbia avuto modo di verificare in questi mesi da incubo, la strana ed inspiegabile simultaneita' di pensieri e comportamenti e idee in attori completamente estranei sino a poco prima

Naturalmente, ci tengo a dirlo, il mio giudizio e' NO, non e' legittimo se tale interferenza si accompagna alla perdita di ogni autonomia spirituale, buono o cattivo che sia l' intento interferente: il condizionamento mentale, il plagio, il coartamento della volonta' e' la massima 'deviazione',  il massimo 'peccato' che si puo' fare, specie se e' accompagnato da sanzioni che colpiscono l' uomo nei suoi affetti piu' cari o nella sua stessa possibilita' di vivere una vita dignitosa: cioe' libera e felice. Non esiste alcuna 'volonta' del padre' o di Allah o di 'do' ( Hashem, Yaweh ) da perseguire, esiste solo il Bene da realizzare come dimensione verace del Divino in noi come libera scelta. E basta.

Questo post è stato modificato 4 settimane fa 2 tempo da oriundo2006

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MarioG
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Il concetto di "trattamento sanitario obbligatorio" è (o era) destinato quasi esclusivamente ai soggetti portatori di patologie psichiatriche provatamente e direttamente pericolose per il prossimo.

Il trattamento di solito è di tipo costrittivo e anche i farmaci usati dovrebbero avere azione temporanea (sedazione). Da un punto di vista giuridico la cosa sta bene in piedi, perchè, come rovescio della medaglia, la giustizia penale contemporaneamente si astiene dall'azione 'punitiva' per reati connessi a questa condizione. 

In effetti, non c'è alternativa: se non si vuole trattare i reati dovuti a condizioni psichiatriche patologiche nello stesso modo degli altri, non si può prescindere dal riservarsi il diritto a imporre restrizioni a questi soggetti (innocenti) ove sia giustificato.

L'unica altra emergenza medica in cui (anche storicamente) è lecito disporre di provvedimenti coercitivi è quello delle quarantene.

Ora, innanzitutto, la quarantena non è un intervento medico sulla persona.

In secondo luogo, i requisiti di applicabilità dovrebbero avere ovvi criteri di proporzionalità sotto due aspetti: la pericolosità della malattia trasferibile e i criteri che determinano la presunzione di contagiosità.

Per esempio: per il Covid 19 normalmente non stanno in piedi nessuno dei due requisiti (vedi le folle di 'asintomatici') 

(Ecco, magari non trasferire malati comprovati di Covid nelle RSA di ottantenni...).

In nessun caso, una vaccinazione, che è un intervento medico ed ha sempre effetti a lungo termine (compresi quelli benefici) e spesso irreversibili, può essere equiparata ai casi sopra descritti. Per questo non può mai essere resa obbligatoria e il viceversa sarebbe radicalmente illegittimo. Viola la dignità della persona a prescindere (a dispetto di quello che dice la Costituzione).

Non che: "va fatta per salvare il nonno", neanche fosse vero (e non fosse una vomitevole scusa di criminali-ammazza-vecchi&giovani).

 

 

 


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