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Chi siamo?  

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GioCo
Noble Member
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17 Agosto 2020 , 18:25 18:25  

E rieccoci con uno dei miei post per "duri e puri". Quelli che "non devono chiedere mai", come dice la pubblicità "politicamente più scorretta di sempre" per soli maschi (profumati).
 
Che viviamo un epoca propagandata a forza di schizofrenie inculcate a me sembra abbastanza evidende. Da una parte siamo continuamente stimolati a vivere una sessualità perversa (non tanto per la propaganda di genere o per quella etero cattolica ma per come intendiamo proprio la sessualità educata da brave bestie impollinate dal fattore) e dall'altra a reprimerla, attraverso un facile moralismo, un giudizio promosso quando sparato dietro i paraventi digitali con la massima tensione emotiva che ci riesce.
 
Tuttavia a me non interessa polemizzare sulle posizioni attuali circa il significato dato alla sessualità umana da questo o da quello. Mi limito a far notare che il centro del dibattito dovrebbe essere la riproduzione e non la sessualità o il genere che fa parte di una sfera privata e deve rimanere tale. Se poi ci sono abusi o illeciti questi dovrebbero essere esaminati caso per caso (indipendentemente dalla tentenza di "genere" includendo quella etero) e non presi ad esempio per individuare patologie genearalizzate tutte da dimostrare. Come ad esempio affermare che la nostra sia una società maschilista quindi malata, sulla base della critica che i posti di potere sarebbero occupati quasi tutti da maschi. Per rispondere parafrasanto un passo del "Signore degli Anelli": così al posto di un Signore Oscuro avresti preferito una Regina del Male? (quando Frodo offre l'anello a Galadriel). Quindi anche se fosse (e i fatti smentono platealmente, dalla Albright alla Clinton per non parlare della Thatcher) non credo che questo sia ciò che intendono i movimenti femministi per "recupero della dignitià", o no?
 
Questo poi mio breve incipit, serve a introdurre un concetto più sottile ma non dissociato: chi siamo? Certamente non siamo il genere che scegliamo, dal momento che la possibilità di cambiare il corpo in base a una supposta identità che potrebbe volerlo diverso dalla sua genesi originale, smentisce esattamente che sia il corpo ciò che ci indentifica. Però quarda un po' che strano sono poi i nostri dati biometrici ad essere selvaggiamente contesi dal mercato. Non sarà per caso che come per la sessualità si è insinuata una nuova forma di propaganda schizofrenica forzata? Lascio a voi l'ardua sentenza, a me basta e avanza farlo notare, come al solito.
 
Quindi se non siamo nemmeno il genere che abbiamo scelto, etichette ataviche come "maschio" e "femmina" inclusi, chi diamine siamo? Scientificamente, secondo una clasificazione linneiana, veniamo etichettati come specie "Homo Sapiens" appartenente al  genere "primate". Ma scusate la franchezza, "sti ca%%i" ne sappiamo tanto quanto prima.
 
Ho già accennato in un altro passaggio come tutte le specie di questo pianeta hanno un qualche predatore naturale, invi inclusi i predatori in cima alla catena alimentare. Noi no. Ho fatto notare però come i predatori tendono a non farsi riconoscere dalle loro prede e per un motivo molto semplice: le prede non gradiscono e scappano. Poi ho fatto notare come il processo di domesticazione, sia un particolare tipo di addestramento della preda, da parte del predatore naturale, utile a renderla docile e disponibile nei suoi confronti. Come i polli, oppure le mucche. Infine ho fatto notare che per via della nostra intelligenza e capacità di significazione (=coscienza) naturalmente prodotta dai nostri nascituri, indipendentemente dall'educazione, anche se l'intelletto è certamente stimolato e modellato dalla cultura di riferimento, un nostro predatore naturale eventuale sarebbe costretto a non svelare mai la sua identità. Sarebbe altresì costretto a mescolarsi tra di noi e agire di conseguenza.
 
Ora, l'identità è formulata sempre tramite un confronto. Non posso identificare un tavolo se non lo confronto alla sedia, al pavimento, al resto del luogo che lo contiene e ovviamente a mille altri elementi d'arredo simili, tutti denominabili "tavolo" nonostante le differenze di forma e aspetto. Il confronto è quindi essenziale. Ma se non posso confrontarmi, dov'è la mia identità? Direte, ma l'umanità si confronta eccome ... certo, ma abbiamo appena detto che il corpo non è l'identità. Io confronto corpi che rappresentano la specie "Homo Sapiens" su questo pianeta oggi, ma questa è la nostra identità? Oppure è solo un aspetto, un apparenza proiettata nell'immaginazione tramite i nostri sensi?
 
Facciamo un ipotesi che deve rimanere tale (e vi prego di impegnarvi a lasciarla tale). Ipotizziamo che la nostra "forma" (meso che ce ne sia una) corrisponda a una "palletta di luce". Si lo so, forse molti storceranno il naso e faranno anche solo fatica a immaginarlo, ma facciamo lo sforzo di accettare l'ipotesi per assurdo. Allora dovremmo iniziare a immaginare che questa palletta di luce che siamo avrà delle caratteristiche che dovrà comunque esprimere tramite il corpo, per il banale motivo che interagisce con quest'ultimo, oltre ogni ragionevole dubbio. Un po' come un pilota areonautico interagisce con l'apparecchio tramite la plancia comandi: se guida quello non ne guida altri nello stesso tempo. Ora facciamo un altro sforzo e immaginiamo che questa palletta di luce però non abbia dimensione o tempo. Quindi non può essere contenuta nel corpo che invece è limitato entro una dimensione e un tempo, più o meno come un segnale radio diffuso nel cosmo non può essere contenuto in una ricetrasmittente, al massimo può essere catturato e trasformato in un qualcosa di intelleggibile, come una voce fuori campo. Finché rimane "solo" un segnale radio diffuso non interagisce se non molto debolmente (tipo i neutrini) con ciò che chiamiamo "realtà fisica". Quindi la palletta di luce avrebbe bisogno di un corpo per esprimersi compiutamente.
 
Bene, ora mettiamo che questa palletta di luce, abbia un suo complesso di energie (come qualsiasi manifestazione a noi nota, ivi inclusa la materia) che la caratterizza. Facciamo finta che sia una sorta di orientamento obliquo dei costituenti di quella elettromagnetica (che sperimentalmente noi non abbiamo ancora osservato ufficialmente). Diciamo che la questione è teoricamente possibile, ma altamente improbabile perché me la sono inventata io adesso. Tendo comunque a invetare cose logiche che poi nel tempo invariabilmente si svelano più che reali, ma per adesso e per quanto ne so, è una mia invenzione. Lo dico perché in questo modo siamo tutti più tranquilli. Torniamo alla palletta. Diciamo che l'orientamento è quello che cambia le caratteristiche fisiche con cui questo tipo di energia si manifesta. Basta la geometria a renderla senza tempo e senza spazio? Si, se il tempo e lo spazio fosse definito da geometrie e guarda un po' e proprio così.
 
Quindi, quali sarebbero queste caratteristiche? Ne indivuduo due o più precisamente una che si manifesta in due modi "bizzarri". Tanto per iniziare, se si tratta di un segnale è portatore di informazione. Ma siccome è incorporeo è anche energia. Quindi si tratta di "energia informata". Più o meno come il segnale pulsato delle nostre più moderne antenne 5g di cui ho trattato in altri post. Ma essendo senza tempo e senza spazio equivale a "energia informata infinita". Dal nostro punto di vista ovviamente, abitanti nel corpo di uno spazio e un tempo finito. Se si preleva energia dalla palletta essa "prende le distanze", si allontana (da questa realtà). Se invece fornisco energia, si avvicina. Ma questo non altera mai la sua integrità originale. Non un secchio quindi che si riempie e si vuota, ma l'equivalente di una massa sparata nel cosmo, che aumenta quando accellera e diminuisce quando decellera.
 
Questo comportameto "bizzarro" è cruciale per capire poi il resto. Certo è solo un ipotesi, ma come ogni teoria non vuole assumersi la responsabilità di definire niente di vero, occorre solo come spunto per una riflessione che poi ci permetta di lavorare attorno ai concetti.
 
Siccome la palletta sarebbe "energia informata infinita", la sua manifestazione più evidente (riagganciandoci all'analisi dell'evidenza evidente a me tanto cara) è che noi diamo signficato alle cose. Quindi un nostro eventuale predatore naturale (sempre nell'ipotesi che noi siamo quelle "cose" lì) avrà fame di significato, nel senso che preleverà energie che però sono anche portatrici di significato. Questo processo predatorio l'ho chiamato in passato "dimenticanza" e ho specificato che non è esattamente il dimenticare anche se ci sono dei punti di contatto. Più precisamente l'ho descritto come "l'incapacità di sintonizzarsi sui significati". Come la perdita di canali radio per una ricetrasmittente. In altre parole è l'incoscienza che guarda un po' che caso, quando domina corrisponde proprio alla perdita di lucidità.
 
Bene, ci sarebbe davvero tantissimo da aggiungere ma adesso mi pare che basti. Vorrei dare spazio ai commenti e in particolare se qualcuno ha mai sentito niente del genere. Eventualmente anche ciò che percepite leggendo, ad esempio se il discorso fila, ha un senso o comunque vi sembra coerente, oppure no.

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esca
 esca
Prominent Member
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Post: 946
17 Agosto 2020 , 20:38 20:38  

Ciao

A leggere il post, mi e' balenata in mente una tipologia di sogno in cui fortunatamente mi imbatto di rado. Un accenno senza troppi dettagli: sono li' che faccio il mio sogno fatto di tremila cose per i fatti miei, e d'un tratto mi vedo costretta a interrompere il film a causa di una presenza non definibile ne' identificabile che si "cala" senza preavvisi, senza inviti e parecchio fastidiosa. Questa tipologia ne ha sostituita un'altra che mi ricorreva anni addietro: il classico risveglio di soprassalto dovuto alla sensazione di stare precipitando da qualche dirupo, messo li' a caso, nel mezzo del sogno. Temo facciano parte di manifestazioni energetiche di interferenza esterna che bypassa la materialita' con incursioni improvvise (per l'umano), ma in realta' facenti parte di una strategia: penso che i predatori degli umani, chiunque siano o di qualunque forma, siano piu' intelligenti della media delle loro prede. Sono metodici e strateghi. Gli umani sono prevedibii e boccaloni. Dovremmo farci un po' piu' furbi, ecco.

 


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GioCo
Noble Member
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Post: 1190
18 Agosto 2020 , 13:51 13:51  
Postato da: @esca

Ciao

A leggere il post, mi e' balenata in mente una tipologia di sogno ...

Non so se ti è d'aiuto ma ho permesso anche a psicologi di interpretare meglio i sogni. Non è un vanto è solo quello che constato, la psicologia tende a fare casino perché (secondo me) ha le idee confuse a riguardo. Qualcosa di meglio la sanno i biologi ma vige un "aura" di diffidenza reciproca tra le varie discipline (poi non so chi andrebbe da un biologo a interpretare i sogni) ed è raro che differenti discipline si incontrino tra loro. Non parliamo poi della medicina in generale, così arroccata sulle sue posizioni da mentore sanitario.
 
A me interessa mantenere un profilo altamente interdisciplinare e non avendo preparazioni specifiche "preconcette" sono un pochino avvantaggiato. Giustamente parli di tipologia e infatti i sogni non sono tutti uguali. I ricordi di fatti si mescolano a interpretazioni che la nostra mente tende poi a presentare in modo codificato. E' un po' come sciogliere un rebus o risolvere indovinelli. Si va per gradi. Con la descrizione che hai lasciato (ed è corretto che non sia approfondita, questo non è il luogo adatto per fare questo tipo di analisi) tenderei a pensare che si tratti di avvertimenti del corpo più che interferenze. Tipo spia della benza che manca nell'automobile. A volte non ci facciamo caso e poi ci deve venire a prendere il carro attrezzi. 🙃 
 
Quella della presenza incorporea del sogno ad esempio e spesso una nostra paura che poi prende le sembianze di un aggressore invisibile (e invisibile perché è una paura generica, tipo l'ansia da prestazione prima di arrivare al lavoro). Quella del cadere da altezze invece è un tipico sogno rituale associato però più spesso all'età infantile e al timore della perdita (tendenzialmente infatti perdiamo poi il mondo infantile e le sue "certezze"). Però oggi si cresce un po' tutti troppo bambinoni e quindi fenomeni che un tempo erano circoscritti dall'età si ripresentano sempre più spesso anche dopo.
 
Fai attenzione che non sto cercando di dire che questa sia l'interpretazione corretta. Sto solo dicendo che questi segni sono più spesso legati a questo tipo di significati. Nei dettagli però sta il demonio e quindi potrebbe essere che con maggiori dettagli il quadro cambia radicalmente.

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esca
 esca
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Post: 946
19 Agosto 2020 , 13:42 13:42  

Ti ringrazio per gli spunti di riflessione che mi hai illustrato. Per me i sogni sono sempre stati un enigma. Particolarmente spassoso quello sulla benza in riserva, che in effetti potrebbe essere uno dei motivi per cui dormendo capita di agitarsi. Adesso mi dilungo un po' dato che vedo che l'argomento ti appassiona. Spero di essere il piu' comprensibile possibile, poiche' non e' facile 

Gli unici sogni chiari a cui sono stata capace di dare un significato sono quelli premonitori. Tra questi, ne ho evidenziati due tipi: in un paio di casi, nel sogno, mi sono trovata chiaramente in una situazione ambigua dove in base alla scelta fatta ci sarebbero state una conseguenza negativa e l'altra positiva. Quando mesi dopo nella vita reale mi sono trovata in quell'esatta situazione, non ho avuto dubbi su quale scelta fare e non ho sbagliato, anche se si e' trattato della strada piu' onerosa e difficile, per cui su due piedi avrei scelto l'altra. Salvata in corner, sarebbe stato un mezzo disastro!  

L'altro tipo di premonitore e' stato invece, ahime', l'aver vissuto, sempre con un anticipo di mesi, eventi non gradevoli che inevitabilmente mi attendevano, lasciandomi di sasso doppiamente nel momento dell'accadimento.

Tornando ancora sul mio intervento precedente e relativa tipologia di sogni con invasione sgradita,  riflettendoci credo di concordare che si tratti per lo piu di spia della benzina talvolta in esaurimento. Tranne in uno, dal quale sono rimasta intimorita per giorni anche per la reazione del mio gatto che dormiva nelle adiacenze....

Questo post è stato modificato 3 mesi fa da esca

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