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Veniamo dal Polo Nord

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PietroGE
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https://www.maurizioblondet.it/sperare-in-agartha/

Sperare in Agartha

Nel 1903 uscì in India “The Arctic Home in the Vedas”, in cui Bal Gangadhar Tilak, un mahratti del ceto medio, attestava che nei Veda c’è il ricordo che la prima sede (home) dell’uomo indo-europeo nel Polo Nord, allora beneficiato da clima temperato; lo provavano le indicazioni vediche delle costellazioni che splendevano su quella sede nordica. Il libro è molto citato (ma forse non altrettanto letto), tanto da diventare un luogo comune del New Age sedotto dall’Induismo. Il fatto che Tilak fosse un insegnante e d attivista politico, e avesse scritto il libro in polemica con gli occupanti inglesi (“Noi siamo più nordici di voi”), non contribuisce a rendere inattaccabile la sua tesi.

E tuttavia, il fatto che quei cacciatori di salmoni del Baltico e Mare del Nord e parlavano “l’idioma originario” con somiglianze al sanscrito, avessero un ricordo preciso di venire da un Nord assoluto, polare, un paradiso terrestre climatico, di cui era simbolo la svastika, è criticamente attestato nell’Edda, nel ciclo dal Ragnarok. Nel fatale crepuscolo degli dèi contro il destino e il Male, Yggdrasill, l’albero cosmico, si scuote e seguono alluvioni, terremoti e catastrofi naturali. Cala un inverno della durata di tre stagioni senza l’estate in mezzo; spariranno quindi Sól (il Sole) e Máni (la Luna): i due lupi (Skǫll e Hati) che, nel corso del tempo, perennemente inseguivano i due astri finalmente li raggiungeranno, divorandoli, privando il mondo della luce naturale.

E’ irresistibile constatare che qui si adombri l’evento di deviazione dell’asse terrestre; evento raro ma ricorrente di cui la razza umana deve essere stata testimone e coinvolta. Innumerevoli altri racconti antichissimi coincidono in modo stupefacente col RagnaRok. Per brevità ci limiteremo a citare i testi degli arii dell’Iran, il Vendidad: dove si tratta del “mitico” re Yima, governante di quella isola polare, che fu avvertito da Ahura Mazda di “fatali inverni” opera del dio di tenebra, che avrebbero reso inabitabile il regno: “Freddo per le acque, freddo per la terra, freddo per la vegetazione. Vi furono dieci mesi d’inverno e due d’estate”: il clima artico di oggi.

I miti greci riguardanti “l’ultima Thule” divenuta gelata e nebbiosa consonano con i racconti tolte chi sulla ormai irraggiungibile Tulla nel Nord estremo: il nome allude alla Bilancia (Tula in sanscrito), costellazione in cui allora era la stella polare, perché vi avrebbe puntato a quel tempo l’asse terrestre . Poi “i cieli a settentrione scesero sempre più in baso” (Li-Tze) e furono i fatali inverni.

La cosa da ritenere per noi contemporanei è almeno questa: per quei nostri progenitori, lo sconvolgimento cosmico fu conseguenza di un disordine spirituale di quella razza umana, di un “peccatum” (originale?) che rese quella razza un tempo longeva e che “parlava con gli dei” fragile, esposta al dolore e alla concupiscenza, e alla morte precoce.

Non occorre credere che Battiato fosse chissà che “iniziato”, quando esprimeva nostalgia per le età del Cinghiale Bianco; bastano le nozioni che si apprendono nella letteratura New Age o in Guénon ed Evola; e tuttavia è un merito anche solo aver evocato quella suggestione.

l Cinghiale, nei testi meno antichi è l’avatar di Vishnu; ma la prima versione di questa incarnazione, è nella Taittirya Sanhita, che la attribuisce a Brahman, il supremo. E’ lui che in forma di immenso cinghiale bianco solleva la terra arida dalle acque primordiali con le zanne. Nel Ramayana è detto che è Vishnu “in forma di Brahma” che compie l’atto cosmico; ciò si spiega con lo sbiadire di Brahman nella cultura indù, per il fatto che gradualmente è divenuto sempre meno oggetto di culto rituale; ed oggi non lo è affatto, come in modo analogo Indra, divinità dei cacciatori bianchi, è stato rimpiazzato da Shiva.

Ciò che conta è che la parola cinghiale, varaha in sanscrito, equivale a “borea” in greco (dove b e v si confondono) e in latino, ed anche nelle lingue anglo-germaniche: l’inglese moderno stesso chiama il cinghiale “boar”.

E’ il Nord che il nome richiama; quel Nord paradisiaco (Paradesha, “contrada suprema”) divenuto Agartha (inaccessibile), nozione da cui la mia giovinezza fu confermata nella nozione che il mondo moderno è un carcere cieco.

Ed è notorio che il cinghiale fu l’animale totemico dei brahmani e ugualmente dei druidi, sacerdoti della religione celtica, rappresentanti dell’autorità spirituale prima che fosse divisa dal potere temporale; così come l’orso lo fu della casta kshatrya, la casta del potere temporale; e il nome di re Artù, principe dai cavalieri della Tavola Rotonda, echeggia Arth in brittonico ed arktos in greco antico; la nostalgia del Cinghiale Bianco è per quella restaurazione dello spirituale col temporale “secondo l’ordine di Melkisedek” – in cui consiste l’immutabile Ordine di “Pace e Giustizia”, di Clemenza e Rigore voluto del Cielo, e che nonostante i nostri sforzi di ometti contemporanei, tornerà.

 


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oriundo2006
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Non 'veniamo' direttamente ma siamo 'nati' come stirpe umana 'bianca' al Polo, quando una tribu' di 'neri' africani parti' dal Corno d' Africa per recarsi in un luogo che sapevano costituisse un 'progresso' rispetto alle condizioni in cui vivevano: la deriva genetica fece il resto, selezionando alcune particolarita' specifiche delle mutazioni ivi prodottesi per influsso ( probabile ) dell'esposizione differente ai raggi cosmici e 'creando' cosi' l' ' uomo bianco' come e' oggi. Da li' si e' poi diffuso sul resto del Pianeta imponendo la sua discussa e terribile  egemonia: che fu frutto un progresso enorme rispetto alle tribu' rimaste in Africa.

Ci sono indizi ed anche alcune leggende africane antichissime sui figli del Sole ed i figli della Luna, ad esempio, nonche' certe ardite ipotesi derivate dallo studio delle tavolette cuneiformi. Una cosa che fa riflettere, tra le molte, e' la presenza in Africa di una montagna sacra dal nome 'magico', nome che si ritrova pari pari nell' induismo col medesimo significato: il Monte Meru della Tanzania. Se a questo aggiungiamo il Monte Moriah della Palestina forse cominciamo a capire qualcosa in piu' sulle origini della nostra specie: la ripetizione di 'topoi' geografici 'mitici' con la presenza di 'leggende' comuni a tutti i popoli, ad esempio il 'diluvio', come espressione di una unita' originaria del genere umano. Siamo da sempre uniti ... nella diversita' e non potrebbe essere che cosi'.

Poco alla volta la verita' si fara' strada, confermando e rettificando sia la scienza che le testimonianze 'religiose'. 


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PietroGE
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La teoria 'out of Africa' fa acqua da tutte le parti : https://www.scientificamerican.com/article/is-the-out-of-africa-theory-out/

Is the Out of Africa Theory Out?

An examination of over 5,000 teeth from early human ancestors shows that many of the first Europeans probably came from Asia

"La continuità del 'modello dentale eurasiatico' dal primo Pleistocene fino alla comparsa dei Neandertali del Pleistocene superiore suggerisce che i corsi evolutivi dei continenti eurasiatico e africano furono relativamente indipendenti per un lungo periodo e che l'impatto dell'Asia nella colonizzazione del L'Europa era più forte di quella dell'Africa ",

https://sitn.hms.harvard.edu/flash/2018/oldest-human-fossil-found-outside-africa-sheds-light-behavior-early-homo-sapiens/

Oldest human fossil found outside of Africa throws popular theory into doubt

...........................................................................................................................................................................................

Quanto al rapido spostamento dei poli, ci sono delle ipotesi riassunte su Wikipedia ( https://en.wikipedia.org/wiki/Cataclysmic_pole_shift_hypothesis) probabili ma secondo me solo con un intervento esterno tipo impatto di un grande meteorite.


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mazzam
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Postato da: @oriundo2006

Non 'veniamo' direttamente ma siamo 'nati' come stirpe umana 'bianca' al Polo, quando una tribu' di 'neri' africani parti' dal Corno d' Africa per recarsi...

o signur...


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uparishutrachoal
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Ogni razza o etnia si vuol costruire una mitologia compatibile al proprio desiderio di grandezza e di assoluta originalità genetica..

Si cerca qualche prova.. si trascurano quelle contrarie alla teoria..e ecco che l'origine è fatta..e possiamo contempare un passato di gloria e grandezza inarrivabile..

Ovviamente va letto tutto con simpatia e attenzione..ma considerarlo cosa vera..è come considerare vera ogni ideologia fondata per interessi particolari ..questi si indubitabili..

In realtà il passato è avvolto dal buio più fitto..e al netto di fantasie..abbiamo delle certezze..come l'esistenza delle razze..e delle diversità psichiche degli uomini chiamate un tempo caste...o categorie umane a seconda del grado di materialità o spiritualità..

Più che l'origine geografica di queste certezze..avvolte nella indefinita molteplicità degli accadimenti materiali..spesso caotici e imprevedibili..è bene elevarsi al loro significato..perché nulla può esistere sul piano materiale se prima non viene prodotto dal piano spirituale..degradando via via dal sottile allo spesso..trovando veicoli giusti di supporto..

In qualche epoca antica..qualche influenza cosmica ha trasmesso l'imput alla modifica genetica che ha permesso a  varie tipologie di scimmie di evolversi in essere umani..e poi di differenziarsi a seconda del mezzo di supporto..più o meno atto a ricevere l'influenza..e stutto secondo un ordine stabilito che vede la materialità grezza dominare quantitativamente sulla qualità spirituale..più rarefatta..

Si spiega così la differenza di comprensione tra  uomini ..e perché si dividono in coatti e intelligenti..

Idem sul piano fisico e razziale..dove alla maggior prestanza fisica si lega un minor sviluppo spirituale..che si vede espressa nella razza nera e gialla..con quella bianca in posizione mediana..e le religioni lo mostrano in modo chiaro..essendo lo specchio ideologico di realtà superiori...

Ma quando scendiamo sul piano storico di manifestazione..tutto diventa nebuloso e frastagliato...oscuro..e alla fine..risolvibile solo con massicce dosi di fantasia..che cementano le poche certezze..

 

 

 

 

 

 

 


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cedric
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Idem sul piano fisico e razziale..dove alla maggior prestanza fisica si lega un minor sviluppo spirituale..che si vede espressa nella razza nera e gialla..con quella bianca in posizione mediana..

Non esistono  le razze umane perchè gli umani non si articolano in razze ma in specie (homo sapiens è l'unica specie in vita, le altre si sono tutte estinte). Si possono invece usare le descrizioni culturali (le etnie) e descrizioni morfologiche (ad esempio doligocefali e brachicefali).

Il termine razza si applica solo ai vari tipi di animali domestici creati(!) dall'uomo con selezione ed ibridazione. Per gli animali selvatici non si usa il termine razza ma il termine sottospecie. Poi se ci si ostina ad usare il termine razza per gli umani, serve pazienza.

Prima o poi anche anche le sciure lombarde accetteranno che noi sapiens siamo tutti di origine africana (come erano africani pure i neandertaliani e i denisoviani). Ci siamo semplicemente sbiancati perchè la melanina ha fatto morire di scoliosi e rachitismo tutti quelli che non si sono schiariti in tempo dopo essere migrati a nord per non morire di fame (altrimenti restavano in Africa come molti ancora oggi vorrebbero). Il poco sole e la carenza di vitamina D ha fatto strage di chi aveva la pelle nera, visto che allora non c'era l'ASL a prescrivere il Dbase. Sono sopravvissuti e si sono riprodotti  solo quelli che riuscivano ad assorbire la poca luce solare, fra notti lunghe e vestiti pesanti.

 

Per inciso il citato articolo  di Scientific American è di agosto del 2007, ben 14 anni fa che in ambito scientifico sono una enormità. Da allora sono stati fatti passi enormi nell'analisi del dna delle specie estinte. Basta cercare in rete Svante Pääbo  e leggere di come nel 2010 abbia sequenziato il dna completo dei neandertal  e di come  si  stia facendo altrettanto col dna del mignolo della piccola denisoviana.


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MarioG
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@cedric

A parte lo sbianchamento, perchè sono cambiati i tratti somatici fino al tipo di capigliatura?


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PietroGE
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Le razze umane esistono e la teoria 'Out of Africa' non spiega il perché della diversità dei tratti somatici. Il negro che è emigrato negli USA, nonostante il passare delle generazioni non diventa bianco, a meno che non ci siano popolazioni bianche disponibili al meticciato. Lo stesso vale per gli indoeuropei che non diventeranno mai cinesi da soli. Il problema è che i tratti somatici sono determinati geneticamente e la variazione genetica non regressiva è molto difficile, anzi quasi impossibile. L'africano che subisce una mutazione genetica non  diventa bianco. Che ci siano affinità biologiche tra le razze umane nessuno lo mette in dubbio, dire che gli uomini (e le donne) di razze e popoli differenti siano tutti eguali tra loro è contrario all'evidenza.


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GioCo
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Postato da: @cedric

 

Idem sul piano fisico e razziale..dove alla maggior prestanza fisica si lega un minor sviluppo spirituale..che si vede espressa nella razza nera e gialla..con quella bianca in posizione mediana..

Non esistono  le razze umane perchè gli umani non si articolano in razze ma in specie (homo sapiens è l'unica specie in vita, le altre si sono tutte estinte). Si possono invece usare le descrizioni culturali (le etnie) e descrizioni morfologiche (ad esempio doligocefali e brachicefali).

Il termine razza si applica solo ai vari tipi di animali domestici creati(!) dall'uomo con selezione ed ibridazione. Per gli animali selvatici non si usa il termine razza ma il termine sottospecie. Poi se ci si ostina ad usare il termine razza per gli umani, serve pazienza.

[...]

Per inciso il citato articolo  di Scientific American è di agosto del 2007, ben 14 anni fa che in ambito scientifico sono una enormità. Da allora sono stati fatti passi enormi nell'analisi del dna delle specie estinte. Basta cercare in rete Svante Pääbo  e leggere di come nel 2010 abbia sequenziato il dna completo dei neandertal  e di come  si  stia facendo altrettanto col dna del mignolo della piccola denisoviana.

Quoto tutto e sottoscrivo. Aggiungo solo per ridondanza che abbiamo avuto un fiero "debunker" della teoria della razza come Cavalli-Sforza, un genetista e ricercatore di fama mondiale scomparso nel 2018 che ha ben documentato il concetto (QUI) mettendo una pietra tombale sull'idea di razza nell'uomo e non solo, spiegando bene come le teorie di sociobiologia derivino dall'entomologia e non tengono conto della complessità etnica e culturale.

E poi, dato che la variazione genetica che si ritrova in “razze” umane diverse è al più il 15% di tutta la variazione esistente nell'uomo, quella che si trova fra i singoli individui di ogni popolazione è il residuo 85%, per ciò quasi nessun altro mammifero mostra una variazione tra “razze” tanto piccola quanto quella osservata nell'uomo.

In sintesi: per l'Uomo parlare di razze è inappropriato perché "sotto la pelle" di un cinese o di un africano, apparentemente dissimili tra loro, si nasconde più differenza genetica con altri cinesi e africani (rispettivamente) di quanta ve ne sia tra di loro.

 


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uparishutrachoal
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@gioco

Capisco che la cancel culture voglia abolire termini del passato innominabile..ma così facendo si creano confusioni evidenti..

Le razze evidenziano termini fisici e somatici..mentre le etnie quelli culturali..e volerli sovrapporre è dare significati inventati..come se sopprimendo una parola..si annullasse il significato reale..che è appunto una differenza fisica e somatica tra le varie etnie..

La razza..uscita dal porta rientra dalla finestra..come etnia caucasica.. negroide..o mongolide..e il negroide  sostituito con con nera..o colorata..e se non è zuppa è pan bagnato..

Comunque..pur cambiando i nomi ..il significato non cambia..e le diverse etnie di differenziano per diverse tipologie fisiche e psichiche ..nel senso che la specie umana ..per incorporare il massimo delle possibilità..si declina in etnie differenti per raggiungere lo scopo..

Gli estremi vanno da un nero del Congo..a un asiatico del Giappone..con in mezzo i caucasici e gli amerindi..e tutti rappresentanti diverse possibilità fisiche e psichiche per rendere la specie umana il più differenziata possibile..per motivi di completezza nella nicchia genetica di appartenenza..

Se poi prendiamo come metro di giudizio le caratteristiche spirituali..che riguardano la tipologia all'armonia dettata da un equilibrio interiore e che una volta si chiamavano caste..o vicinanza o lontananza dalla propria coscienza come riflesso dello spirito nella consapevolezza di sé e del Sé..ci può stare che le razze o le etnie perdono di valore in questa differenza..in quanto a livello individuale siamo tutti uguali rispetto allo Spirito..e un congolese può essere più elevato che un giapponese ..

Insomma..annullare la parole razza e chiamarla etnia..non abolisce le differenze..che sono una ricchezza e non una privazione o un impedimento all'essere umani..anzi..è proprio nelle differenze che l'umanità si rafforza..basta riconoscerne il valore e l'unicità..prescindendo dalla capacità di potere materiale che determinano..

Il nemico è volere uniformare l'Umanità ai propri intendimenti etnici..e l'arma per farlo è azzerare le differenze..così la più forte domina non riconoscendo la diversità nelle altre..confinandole nell'inespressione di se stesse e obbligandole a valori lontani dal proprio sentire..provocando il razzismo che vediamo..

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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cedric
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Il negro che è emigrato negli USA, nonostante il passare delle generazioni non diventa bianco,

Se si guarda  la pianta dei piedi di un nero la si vede quasi bianca, perchè lassotto  il sole  non arriva e la melanina non serve a proteggere la pelle.

Per la cronaca i neri d'america non si sono ancora sbiancati perchè  è passato troppo poco tempo. I primi schiavi africani furono portati in america dai coloni inglesi nel 1600, quindi considerando 4 generazioni ogni cento anni (figliazione media a 25 anni) sono passate solo 16 generazioni, davvero poche.  Si stima che homo sapiens sia emigrato dall'africa fra 30 e 40.000 anni fa, quindi son passate grossomodo 1500 generazioni, come dire che ai neri d'america ne servono ancora un migliaio prima di perdere la produzione di melanina stabile che li rende neri:fra 20-30.000 anni saranno bianchi pure loro (ora la figliazione media è salita a 33 anni).

Basta guardare le abbronzature dei turisti occidentali che tornano dai mari tropicali per rendersi conto di quanto rapida ed abbondante sia la produzione di melanina da parte della pelle umana in presenza di forte e costante irraggiamento solare.  Ovviamente l'abbronzatura turistica scompare in breve tempo perchè il corpo dei bianchi si è adattato al nuovo clima (insolazione ridotta) ed ai nuovi abiti (corpi ben coperti per difendersi dal freddo e dalle ire pruriginose dei preti d'ogni risma).


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uparishutrachoal
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Postato da: @cedric

 

 

Il negro che è emigrato negli USA, nonostante il passare delle generazioni non diventa bianco,

Se si guarda  la pianta dei piedi di un nero la si vede quasi bianca, perchè lassotto  il sole  non arriva e la melanina non serve a proteggere la pelle.

Per la cronaca i neri d'america non si sono ancora sbiancati perchè  è passato troppo poco tempo. I primi schiavi africani furono portati in america dai coloni inglesi nel 1600, quindi considerando 4 generazioni ogni cento anni (figliazione media a 25 anni) sono passate solo 16 generazioni, davvero poche.  Si stima che homo sapiens sia emigrato dall'africa fra 30 e 40.000 anni fa, quindi son passate grossomodo 1500 generazioni, come dire che ai neri d'america ne servono ancora un migliaio prima di perdere la produzione di melanina stabile che li rende neri:fra 20-30.000 anni saranno bianchi pure loro (ora la figliazione media è salita a 33 anni).

Basta guardare le abbronzature dei turisti occidentali che tornano dai mari tropicali per rendersi conto di quanto rapida ed abbondante sia la produzione di melanina da parte della pelle umana in presenza di forte e costante irraggiamento solare.  Ovviamente l'abbronzatura turistica scompare in breve tempo perchè il corpo dei bianchi si è adattato al nuovo clima (insolazione ridotta) ed ai nuovi abiti (corpi ben coperti per difendersi dal freddo e dalle ire pruriginose dei preti d'ogni risma).

L'etnia..una volta chiamata erroneamente razza..non è determinata solo dal colore della pelle..che è una tipologia superficiale..ma da tratti somatici e fisiologici..

Anche se dipingi un giapponese di nero..rimarrà fondamentalmente sempre giapponese..

La melanina prodotta da agenti climatici potrà stabilire il colore..ma le caratteristiche somatiche non credo vengano influenzate dal clima..

Solo fattori genetici influenzano la fisiologia..che poi si adatta al clima..

Non è che se vivi in Cina poi ti vengono gli occhi mandorla..neppure tra mille anni..

 

 


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GioCo
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@uparishutrachoal,

forse capisco cosa intendi. Quello che stai sottolineando è l'imbarazzo di considerare uguali individui di provenienza differente. Usi cioè "razza" come termine intercambiabile a "etnia".

Messo e non cencesso che ci siano state delle elaborazioni genetiche da parte di enti terzi prima che la razza umana divenisse "padrona del mondo" come oggi (qualsiasi sia la nostra idea di questa "padronanza" residua effettiva) per lo meno nei processi più deleteri e che questo abbia causato una differenza morfologica ascrivibile a "razze", più o meno come per noi tra barboncini e pastori tedeschi, la questione di fondo rimane la differenza genetica che non è sufficiente a sostenere l'ipotesi. Il problema è nei numeri, non nella valutazione estetica che nessuno sta mettendo in dubbio.

Chiaro che tra uno nato in centro africa da genitori africani e me che sono nato da genitori caucasici c'è una netta differenza di aspetto e forse non basta che si sbianchi la pelle. Certe marcate differenze, come il setto nasale o altre, non cambiano di certo a meno che non si mescolino attributi genetici. Tuttavia, ciò che conta è che per questo individuo certe idee (per esempio verso le donne o verso i bambini) non sono condivisibili sempre per la mia cultura da occidentale, questo però riguarda una radice etnica che è più culturale che biologica. La covivenza tra gruppi eterogenei (etnicamente) numerosi è sempre stata un mito. Di fatto al più poi si creano fragili compromessi, come tra Hutu e Tutsi, che poi il faccendiere di turno può dirottare facilmente in conflitto aperto per suo proprio profitto.

Tendiamo a credere che questo sia lasco, sia meno dirimente e su questo abbiamo fondato una serie di ideologie (come il multiculturalismo) che più e più volte sul campo si è dimostrato una fesseria senza mezzi termini. Una cultura è certamente un processo in perenne rinnovamento, ma ha i suoi tempi e i suoi processi che non possono essere forzati senza conseguenze che mandano l'intera società fuori controllo. I padroni del vapore intendono sostituire la liquidità del processo culturale (cioé il suo rinnovamento rapido continuo) con la tecnologia per evitare di perderne il controllo. Per esempio favorendo trasumanze esasperate da paesi più prolifici a paesi meno prolifici, per il commercio di carne umana.

Mai scemenza più devastante potrebbe essere concepita senza costruire un futuro sulla sabbia e noi sappiamo bene chi disse che non conveniva costruire i propri edifici (come suggerisce ad esempio la Open Society) sulla sabbia. No?

Se e questo che ti preoccupa, allora non c'è bisogno di insistere. Anche senza considerare la razza stai tranquillo che di confusione non ne facciamo.


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PietroGE
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uparishutrachoal ha ragione i tratti somatici sono determinati geneticamente. Per cambiarli si deve cambiare il DNA della gente. Il negro può stare 40000 anni negli USA sempre nero resterà. La teoria (chiamata 'Out of Africa') di un antenato africano unico dell'homo sapiens  che è emigrato in tutti i continenti non regge perché non spiega la diversità determinata geneticamente delle razze umane.


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uparishutrachoal
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Postato da: @gioco

@uparishutrachoal,

forse capisco cosa intendi. Quello che stai sottolineando è l'imbarazzo di considerare uguali individui di provenienza differente. Usi cioè "razza" come termine intercambiabile a "etnia".

Messo e non cencesso che ci siano state delle elaborazioni genetiche da parte di enti terzi prima che la razza umana divenisse "padrona del mondo" come oggi (qualsiasi sia la nostra idea di questa "padronanza" residua effettiva) per lo meno nei processi più deleteri e che questo abbia causato una differenza morfologica ascrivibile a "razze", più o meno come per noi tra barboncini e pastori tedeschi, la questione di fondo rimane la differenza genetica che non è sufficiente a sostenere l'ipotesi. Il problema è nei numeri, non nella valutazione estetica che nessuno sta mettendo in dubbio.

Chiaro che tra uno nato in centro africa da genitori africani e me che sono nato da genitori caucasici c'è una netta differenza di aspetto e forse non basta che si sbianchi la pelle. Certe marcate differenze, come il setto nasale o altre, non cambiano di certo a meno che non si mescolino attributi genetici. Tuttavia, ciò che conta è che per questo individuo certe idee (per esempio verso le donne o verso i bambini) non sono condivisibili sempre per la mia cultura da occidentale, questo però riguarda una radice etnica che è più culturale che biologica. La covivenza tra gruppi eterogenei (etnicamente) numerosi è sempre stata un mito. Di fatto al più poi si creano fragili compromessi, come tra Hutu e Tutsi, che poi il faccendiere di turno può dirottare facilmente in conflitto aperto per suo proprio profitto.

Tendiamo a credere che questo sia lasco, sia meno dirimente e su questo abbiamo fondato una serie di ideologie (come il multiculturalismo) che più e più volte sul campo si è dimostrato una fesseria senza mezzi termini. Una cultura è certamente un processo in perenne rinnovamento, ma ha i suoi tempi e i suoi processi che non possono essere forzati senza conseguenze che mandano l'intera società fuori controllo. I padroni del vapore intendono sostituire la liquidità del processo culturale (cioé il suo rinnovamento rapido continuo) con la tecnologia per evitare di perderne il controllo. Per esempio favorendo trasumanze esasperate da paesi più prolifici a paesi meno prolifici, per il commercio di carne umana.

Mai scemenza più devastante potrebbe essere concepita senza costruire un futuro sulla sabbia e noi sappiamo bene chi disse che non conveniva costruire i propri edifici (come suggerisce ad esempio la Open Society) sulla sabbia. No?

Se e questo che ti preoccupa, allora non c'è bisogno di insistere. Anche senza considerare la razza stai tranquillo che di confusione non ne facciamo.

Venendo al punto e prendendolo per le corna..che poi è quello che ci interessa..

Gli uomini..la specie umana..si può dividere in tre modi..al netto di tutte le pruderie che si evocano..

Le sottospeci ..una volta chiamate razze ed ora etnie..suddivise per caratteri fisici e somatici..

Le etnie propriamente dette..che adesso inglobano le vecchie razze con in più le determinazioni culturali..

Le caste..concetto questo reputato offensivo prima del termine razza..ma che identificano il livello di apertura o chiusura innato verso la spiritualità o la consapevolezza di quel quid che ci rende uguali di fronte a Dio o la Natura..e che si mostra nella comprensione dell'altro..della compassione ..e che è elemento distintivo di un essere volto più agli influssi celesti che non quelli terrestri..

Il termine casta è stato abolito dalla rivoluzione francese perché ormai stava veicolando valori di possesso.. prescindendo da quelli spirituali..e con l'acqua sporca si è buttato pure il bambino..perché gli uomini..non più divisi in caste impermeabili si sono divisi in classi stabilite dal censo..che non essendo genetico..e con l'aiuto della cosiddetta uguaglianza..ha trasformato la vita sociale in una lotta perenne e in un disordine legalizzato..

Adesso al termine razza è destinata la stessa fine e le stesse conseguenze..

I diritti..che in fin dei conti sono la possibilità di diventare ciò che siamo..e non quella di diventare  ciò che crediamo di essere..fomentati da fantasie etniche chiamate valori..portano a pretendere tutti di avere le stesse caratteristiche e quindi a condannare come ingiustizia qualsiasi differenza di potere..che..riflettendosi sul censo..diventa sfruttamento legalizzato..

Ma torniamo al punto..

La razza o le sottospecie umana determina le differenze fisiche ..

Le etnie determinano le differenze culturali..

Le caste..le differenze spirituali..

Queste differenziazioni sono variamente intrecciate..e formano i vari esseri umani..

L'importanza che gli assegniamo deriva dalla nostra casta di appartenenza.. nel senso che l'uomo più spirituale darà più importanza alla casta e non alla razza..o all'etnia..

Io che sono bianco mi sentirò più vicino a un nero spirituale che non a un bianco grezzo..

Ma se sono un bianco grezzo.. mi sentirò più lontano da tutto ciò che non appartiene alla mia razza....in quanto i valori razziali non  sono  unificanti ma divisivi..come gli stati razziali sono divisivi rispetto agli imperi..che venivano legati etnicamente dal rispetto verso l'Imperatore..e l'etnia stava in secondo piano rispetto al momento unificante..se l'Imperatore governava con saggezza..o le etnie non erano troppo coriacee..

Quando più razze convivono..possono essere unificate dalla stessa casta spirituale anche se diverse razze o etnie la compongono..perché si unificano a livello superiore..

Se invece la casta superiore non esiste perché distrutta.. come avviene al tempo presente..i valori etnici e razziali dividono la collettività perché non trovano spazio di conciliazione essendo solo aspetti divisivi e non unificanti ..allora solo la destabilizzazione impera.. e il fine è la frantumazione in entità sempre più piccole fine all'estinzione..

I valori attuali sono passati dal pil ..che identificava una casta volta al guadagno..alla tirannia di una pseudo casta che cerca il potere bruto con la violenza verso le masse ridotte a schiavi..

Siamo al capovolgimento di una società ordinata..perché domina solo il potere materiale..e la forza di chi lo impone..

Tutti i problemi razziali o etnici che si mostrano..sono solo la la conseguenza di un mondo alla deriva..perché perdendo la presenza reale di una casta dedita alla verità e poi alla giustizia che possa armonizzare le differenze..queste si ingigantiscono..e non basterà esorcizzarle con l'acqua fresca delle buone intenzioni pelose per farle recedere..

Se un uomo perde la testa..aprirà lo spazio al potere del ventre..dell'aspetto..del censo..dell'etnie delle razze..e di quant'altro si possa ergere a comandare senza averne le qualità..perché alla fine..il riconoscersi uguali animati dallo stesso spirito pur chiamato in modi diversi..è l'unica possibilità di dare a ognuno il suo..perché la differenza sarà al servizio dell'unica esistenza che vive dentro di noi..

Non è necessario che tutti la percepiscano ma solo quelli che dovranno governare al servizio di una realtà superiore e non di valori inventati.. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Hospiton e Primadellesabbie hanno apprezzato
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