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Variante 21A(Delta) B.1.617.2.3 e B.1.617.2.3.1


Enrico Fila
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Ammesso che i dati genetici forniti da www.ncbi.nlm.nih.gov siano corretti....

Analizzando il genoma di queste 2 varianti, sequenziate rispettivamente in aprile e maggio 2021 in Usa e pubblicate successivamente  a luglio, ho riscontrato evidenti prove che le identificano come varianti ingegnerizzate.

Gli attuali sieri anti Covid-19, potrebbero, e dico potrebbero avere un senso, visto e considerato che sono attualmente scarsamente efficaci contro le varianti selvatiche.

Credo che vedremo i primi risultati di questo grande esperimento, in autunno/inverno 2021-2022

 

Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/nuccore/MZ505747?%3Fdb=nucleotide

 


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Pfefferminz
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"ho riscontrato evidenti prove che le identificano come varianti ingegnerizzate."

Chiedo venia, Enrico, non ho capito bene. Le due "varianti" identificate come "ingegnerizzate", significa che non provengono dal virus originario di Wuhan e che sono state ingegnerizzate in un momento successivo oppure che provengono dal virus di Wuhan (il quale era ingegnerizzato)?

Gli attuali sieri Covid 19 sono efficaci contro il ceppo di Wuhan, anche se da allora il virus ha subito centinaia di mutazioni?

Quali sono le tue previsioni per autunno/inverno? 


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Enrico Fila
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@pfefferminz

Le due nuove varianti sono molto strane. Sembra sia stato preso il virus originale di Wuhan ed in seguito innestato con qualcosa che assomiglia alla variante Indiana naturale del 2020, ma che allo stesso tempo differisce di molto dalla medesima.

Sembra una Chimera, un collage di sequenze genetiche, e non me lo sò spiegare.

Con l'arrivo dell'autunno, molto probabilmente diventerà la variante dominante, e molto probabilmente potremo capire meglio cosa sta succedendo e chi avrà avuto ragione.

Se la epidemia è stata artificialmente progettata, sapremo finalmente a cosa servivano le terapie geniche.


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R66
 R66
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@Enrico Fila hai lasciato troppo spazio all'immaginazione per cui faccio una domanda più sintetica.
Immaginando che ci sia stata la progettazione artificiale:
1) il vaccino dovrebbe funzionare contro di essa?
2) oppure... ?


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Enrico Fila
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@r66

Mi spiace, a queste domande non posso rispondere con certezza scientifica.

Quello che posso sostenere è quanto segue:

1) Per qualche ragione è stata sostituita in parte la Glicoproteina ORF1 della variante Delta originale (3720 nucleotidi) , con quella del virus originale di Wuhan. La ORF1 è la proteina necessaria per la trascrittasi inversa dei virus ad Rna a filamento singolo.

2) La variante B.1.617.2.3.1 è sicuramente ingegnerizzata, a meno che qualcuno mi dia una spiegazione logica, su come potrebbe un virus inglobare parte di un Rna estinto più di 18 mesi fa, e mescolare il restante genoma con il virus attualmente dominante.

3) La Glicoproteina di superficie (Spike) della nuova variante è del tutto comparabile a quella della variante Delta originale. Presenta alcune mutazioni che non parrebbero apportare grosse differenze funzionali, perlomeno a livello morfologico. Si può quindi dedurre approssimativamente , che i sieri genici attualmente in commercio, abbiano la stessa percentuale di efficacia che hanno contro la variante Delta selvatica. Non è comunque provato che il vero scopo di questi composti, sia quello di bloccare la replicazione virale.

Concludo dicendo che:

Se questo innesto è stato intenzionale e la mia analisi del genoma è corretta, le possibili interazioni tra le terapie geniche ed il virus, avverranno molto probabilmente questo Autunno/Inverno.

 

 


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emilyever
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@enricofila

La variante indiana naturale del 2020? sei sicuro? perchè da marzo a luglio 2020 in India, che era ricorsa alle cure precoci della medicina territoriale, c'erano stati pochi morti e non si parlava di varianti, fino a quando non si cominciò a vaccinare e prima ancora, ma a fine anno, ad usare il remdesivir. Forse abbiamo altre fonti


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Enrico Fila
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@emilyever

La variante a cui faccio riferimento è la B.1.617.2, 20A (Delta) isolata in India nel dicembre 2020.

Piccola curiosità da prendere come tale. Per quanto riguarda il Remdesivir ( di cui ignoravo il suo utilizzo in India) ho identificato nell'ultima variante delta sequenziata,una proteina al 99.76% compatibile con quella presente nel farmaco antivirale.

https://swissmodel.expasy.org/interactive/GEhArQ/


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GioCo
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@enricofila, intanto ti ringrazio di cuore per l'onestà intellettuale e poi per le informazioni che ci offri, di prima mano e così straordinariamente dettagliate e precise.

Ma passiamo al tipo di quadro coerente che potrebbero significare, senza troppe speculazioni di tipo teorico "complottista", solo seguendo i dati e gli eventi osservabili e proviamo a fare qualche constatazione. Iniziamo da queste tue frasi:

 

 

1) Per qualche ragione è stata sostituita in parte la Glicoproteina ORF1 [...] proteina necessaria per la trascrittasi inversa dei virus ad Rna a filamento singolo.

Se questo innesto è stato intenzionale e la mia analisi del genoma è corretta, le possibili interazioni tra le terapie geniche ed il virus, avverranno molto probabilmente questo Autunno/Inverno.

Ora la domanda da totale ignorante viene da se: è stata sostituita in modo da favorire oppure ostacolare la strascrittasi inversa? Perché nel primo caso il patogeno è inquadrato in un tentativo di modellazione genetica del bersaglio, nel secondo lo è in tutti gli altri casi e questo mi ricorda un po' la storia delle zanzare OGM che impedirebbero la proliferazione (ingegnerizzate con i fondi privati dei soliti noti). Da qui, qualche ipotesi più probabile sulle "interazioni" possiamo iniziare ad azzardarle.


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emilyever
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@enricofila

Grazie enrico, tutto quadra, quindi: uso del remdesivir più vaccinazione e potrebbe essere  la variante indiana, come tempi ci siamo.Ti ringrazio anch'io per le tue preziosissime informazioni. Per caso mi puoi confermare anche l'ipotesi di microbiologi inglesi del Kent, dell'origine della variante inglese da somministrazioni per lungo tempo ad immunodepressi sia di plasma iperimmune sia di remdesivir? Grazie


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Enrico Fila
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@gioco

Attualmente non ho una risposta univoca e valida alla sua domanda, che possa essere supportata da dati scientifici. Quindi, perlomeno in questo momento, preferisco astenermi dal formulare una o più ipotesi sulla funzione della ORF1 originale del Covid-19 rispetto a quella selvatica.

Quello che posso sicuramente affermare però, è che il grosso problema non ancora risolto, nell'utilizzo di un virus come vettore per la modifica ad esempio del Dna, è il sistema immunitario.

Se ad esempio, volessi curare una qualsiasi malattia genetica ereditaria o dovuta ad una mutazione attraverso un Virus ingegnerizzato dovrei:

1) Ingannare il sistema immunitario così che non aggredisca le cellule infette dal Virus.

2) Ingannare il sistema immunitario e fargli produrre anticorpi non immunizzanti.

3) Creare un Virus ad elevata contagiosità cellulare ma allo stesso tempo con capacità di replicazione controllata, in modo tale da non uccidere o danneggiare la cellula ospite.

4) Modificare il Dna delle cellule infettatate, in modo tale che non possano essere re-infettate, ed evitare errate sovrascritture del codice genetico.

 


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Pfefferminz
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La mia impressione è che hanno preso atto che i vaccini non sono efficaci contro la variante Delta e, invece di creare nuovi vaccini mirati a combattere la variante Delta, ingegnerizzano la variante Delta per far sì che i vaccini attuali risultino efficaci. Infatti la "Glicoproteina ORF 1" della variante Delta originale è stata sostituita con quella del virus originale di Wuhan. La cosa strana è che sia stata scelta proprio "la proteina necessaria per la trascrittasi inversa dei virus a RNA a filamento singolo".

Non sapevo che si stesse cercando di utilizzare un virus come vettore per la modifica del DNA. Se le cose stanno così, si aprono naturalmente altri scenari.

Anch'io ringrazio Enrico  per queste straordinarie informazioni. 


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