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USA: una nazione morta che cammina.


oldhunter
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GLI STATI UNITI: UNA NAZIONE MORTA CHE CAMMINA. LA RUSSIA POSSIEDE ARMI SUPERIORI?

Paul Craig Roberts

3 settembre 2016

Questo è un articolo informativo di Dimitry Orlov: http://www.cluborlov.com. Io uso gli scritti di Orlov e The Saker per verificare le mie conclusioni.

Nel suo articolo Orlov è arrivato alla conclusione che gli Stati Uniti sono una nazione morta, che ancora cammina, ma non ormai più la sola superpotenza. Sono d’accordo con Orlov che i sistemi d’arma USA sono focalizzati più sul profitto che sull’efficacia, e che la Russia ha armi di maggior qualità, perché queste ultime sono ideate per la difesa, più che per il dominio.

Tuttavia, nella sua valutazione di una possibile guerra nucleare, penso che Orlov sottovaluti l’impegno dei neo-conservatori di Washington per un’egemonia Statunitense mondiale, la loro incoscienza, e Hillary Clinton. Washington è furiosa che la Russia (e la Cina) abbiano il coraggio di resisterle, e questa rabbia toglie la capacità di ragionare.

Inoltre credo che Orlov sottostimi la debolezza del governo russo provocato dagli “Integrazionisti Atlantici”. Quest’ultimi sono membri dell’élite russa e credono che il futuro della Russia dipenda dall’integrazione con l’Ovest. E per raggiungerla sarebbero persino in grado di sacrificare una indeterminata quantità di sovranità russa.

La mia conclusione è che Washington è a conoscenza della pressione che grava sul governo russo, e questo è il perché Washington, con uno strattone diretto alla Russia, ha tranquillamente orchestrato il colpo di Stato che ha rovesciato il governo ucraino. Credo che questa pressione spieghi anche gli errori che il governo russo ha fatto declinando le richieste delle Repubbliche di Donetsk e Luhansk di essere reincorporate nella Federazione Russa, e nel prematuro ritiro dalla Siria, permettendo così a Washington di approvvigionare gli jihadisti e di intromettere le Forze Armate Statunitensi nel conflitto, complicando in tal modo la situazione di Russia e Siria.

Orlov vede in vantaggio i russi nel conflitto in corso tra Kiev e le repubbliche separatiste, e ciò potrebbe comportare la caduta del Governo fantoccio degli Stati Uniti a Kiev. Tuttavia lo svantaggio è che del conflitto in corso viene accusata la Russia, e ciò alimenta la propaganda occidentale anti-russa. Sembra che questo renda la Russia debole e insicura di sé stessa, come se la critica occidentale sulla reincorporazione della Crimea alla Russia abbia colpito nel segno, e quest’ultima ora ha paura di ripetere lo stesso con le repubbliche separatiste.

Inoltre, se il governo russo avesse accettato le richieste del Donetsk e Luhansk di essere annesse alla Russia, da cui si erano ufficialmente separate, non solo sarebbe finita la guerra, ma il popolo ucraino avrebbe compreso il disastro causato dal colpo di Stato di Washington contro il loro Governo, e sua volta, l’Europa avrebbe compreso dalla decisa azione russa che non è nel proprio interesse provocare la Russia per favorire Washington. La risposta russa è stata impedita dal desiderio degli Integrazionisti Atlantici di calmare Washington.

A differenza di Orlov, il Saker sottovaluta la forza militare russa, ma comprende i vincoli posti alla risolutezza russa dagli Integrazionisti Atlantici, che sembrano contare tra le loro fila l’establishment economico, includendo la Banca Centrale e forse, persino il Primo Ministro. Nonostante ciò Putin non sembra essere eccessivamente preoccupato per ciò che a me sembra una sorta di 5° colonna di agenti di Washington, dato che lo stesso Putin ha fatto grandi azzardi per raggiungere un accordo con l’Occidente. Ma ha utilizzato la mano pesante sui finanziatori americani delle NGO che hanno provato a destabilizzare la Russia.

Le analisi di esperti e università occidentali sulla Russia sono solo propaganda, e quindi unitili per comprendere la situazione. Ad esempio in questo numero di The National Interest, Thomas Graham, che si occupava degli affari russi nel Consiglio di Sicurezza Nazionale durante il regime di George W. Bush, attribuisce la “destabilizzazione dell’Est Ucraina” alla “annessione russa della Crimea”. Quindi evita di menzionare il rovesciamento orchestrato dagli Stati Uniti di un governo ucraino eletto, e che la popolazione della Crimea ha votato in massa (97%) per la riannessione alla Russia dopo aver visto che governo russofobico Washington ha insediato a Kiev. Qui l’articolo in originale [in inglese].

Secondo Graham, il misfatto dell’accettazione da parte della Russia di un esito democratico ha sconvolto tutti gli atteggiamenti amichevoli, di sostegno e di speranza di Washington verso la Russia.

Con tutti i “presupposti che hanno guidato la politica statunitense nei confronti della Russia”, elaborati da Washington, ma ora irrimediabilmente lacerati, non è più possibile sostenere che la Russia sia “un partner idoneo ad affrontare questioni internazionali”. Graham continua a definire la Russia come un problema, poiché favorisce un mondo multi-polare rispetto ad uno uni-polare, gestito da Washington.

È possibile leggere la ripetizione della linea propagandistica quando Graham si genuflette davanti ai neo-conservatori prima di procedere, assumendo un profilo basso e silenzioso, ad attaccare il loro comportamento egemonico nei confronti della Russia. Nel suo paragrafo conclusivo Graham ci dice che Washington deve assolutamente elaborare un nuovo accordo con la Russia, un accordo fatto di stabilità e limiti che impediscano “il ricorso alla forza, che sarebbe devastante dato il potere distruttivo delle armi moderne.”

Tutto sommato, è un astuto discorso che inizia incolpando la risposta russa alle provocazioni di Washington per una pericolosa situazione, e si conclude dicendo che Washington deve assolutamente adattarsi alla difesa russa dei propri interessi nazionali.

È rassicurante vedere un po’ di realismo tornare lentamente nei comportamenti di Washington nei confronti della Russia. Tuttavia, questa visione realistica rappresenta ancora una minoranza, ed è improbabile che un regime con a capo Hillary Clinton possa seguire questa visione.

A mio parere, la possibilità di una guerra nucleare provocata dai neo-conservatori, errori di valutazione o falsi allarmi rimangono elevate. Le provocazioni da parte delle forze armate US/NATO e le istallazioni di basi missilistiche nelle vicinanze dei confini russi, sono azioni incoscienti che creano tensione tra potenze nucleari. È in tempi di tensione che falsi allarmi vengono presi sul serio ed errori di valutazione vengono commessi. Nell’interesse della vita sulla terra, Washington dovrebbe ridurre drasticamente la tensione con la Russia, e non alimentarla. Sino ad ora non vi sono segni che i neo-conservatori siano disposti a rinunciare alla loro egemonia per il bene della vita su questo pianeta.

Paul Craig Roberts è stato Assistente del Segretario del Tesoro per la Politica economica ed editore associato del Wall Street Journal. E’ stato editorialista di Business Week, Scripps Howard News Service e Creators Syndicate. Ha ricoperto molte cariche universitarie. Le sue rubriche di internet hanno attirato un vasto seguito in tutto il mondo. Gli ultimi libri di Roberts sono stati The Failure of Laissez Faire Capitalism and Economic Dissolution of the West, How America Was Lost, e The Neoconservative Threat to World Order.

Articolo di Paul Craig Roberts pubblicato da Global Research il 26 Agosto 2016
Traduzione in Italiano a cura di Davide per SakerItalia.it
Link: http://sakeritalia.it/sfera-di-civilta-russa/gli-stati-uniti-una-nazione-morta-che-cammina-la-russia-possiede-armi-superiori/

Versione originaria: http://www
.globalresearch.ca/the-us-a-dead-nation-walking-russia-has-superior-weapons/5542726

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mago
 mago
Estimable Member
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Tutti gli imperi sono miseramente crollati...avvitati su se stessi sempre per gli stessi motivi...nessuno ci riflette mai..


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helios
Illustrious Member
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Tutti gli imperi sono miseramente crollati...avvitati su se stessi sempre per gli stessi motivi...nessuno ci riflette mai..

per riflettere occorre intelligenza e quando invece si pensa sempre a destabilizzare il mondo e tenerlo come un supermercato non si ha tempo per capire le cose.

Per cui gli Usa non sono nemmeno un impero perchè gli stessi avevano cultura sapere e conoscenza. Tutte cose che si ottengono con la riflessione e con la capacità intellettiva libera e non oppressa dal dover sottomettere tutto e tutti al nulla, come si sta notando nel mondo.

Gli imperi sono crollati e hanno lasciato macerie nel loro territorio.
Altri hanno attinto dalla loro cultura.
Quello presunto di ora lascia macerie su tutto il pianeta diventato in pratica una discarica di ogni nefandezza materiale che ha offuscato anche lo spirito tanto che non viene nemmeno piu considerato.
Ha preso tutto quello che poteva prendere e non lascierò alcuna traccia come gli insetti che mangiano tutta la pianta poi scompaiono.

Il pagamento per questo prezzo potrebbe essere la sopravvivenza della specie umana. Che puo solo esistere su questo pianeta.


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mago
 mago
Estimable Member
Registrato: 10 anni fa
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Purtroppo stanno facendo tante porcherie per prenotarsi il dopo...manipolando geneticamente quello che in letteratura e nella vita reale contribuisce a tutto....il seme...uccidendo prima le api e poi con il seme terminator...che dio ci aiuti.


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