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Spengler aveva ragione.


PietroGE
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Nel Tramonto dell'Occidente Spengler  (da Wikipedia) :

 sosteneva che le civiltà attraversano un ciclo naturale di sviluppo, fioritura e decadenza, e che l'Europa, vittima di un angusto materialismo e del caos urbano, si trovava nell'ultimo stadio, l'inverno di un mondo che aveva conosciuto stagioni più fruttuose. Lo sviluppo storico, secondo Spengler, non andava visto nell'ottica illuminista del progresso, ma al pari delle scienze naturali, come lo sviluppo delle grandi civiltà (nascita, apogeo, declino); le società si sviluppano portando in sé valori assoluti, che assumono invece un carattere relativo al di fuori. È proprio il decadimento di questi valori all'origine del declino occidentale. L'Europa, a meno di riuscire a purificarsi e ripristinare i propri valori spirituali e il ceppo originario, sarebbe caduta preda di politiche selvagge e di guerre di annientamento

Vediamo un po' : https://www.maurizioblondet.it/dilaga-la-nuova-ideologia-ufficiale-imposta-dalla-ue/

Dilaga la nuova ideologia ufficiale. Imposta dalla UE.

Prima relegata ad ambienti universitari marginali, arriva dall’America – e quindi da noi – la nuova virulenta infezione ideologica: la “teoria critica delle razze”. Che bisogna rigettare l’idea stessa che esistano razze in natura: sono un “costrutto” portato dalla cultura, e precisamente dalla cultura dell’oppressione instaurata dai bianchi contro i negri.

E’ l’estensione della teoria del “gender”. Avere un sesso, essere nati maschi e femmine, è qualcosa che ti inchioda ad un destino, che non ti sei scelto tu; limita la tua libertà in modo decisivo, ti porta ad ammettere che non ti sei fatto tu, che Qualcun altro ha deciso per te. Perciò la parola “sesso” è sostituita dal “genere”: termine grammaticale. Articoli e nomi hanno infatti un “genere”, maschile, femminile e neutro. Così, per diffondere e imporre questa teoria, i transessuali non sono più malati che hanno bisogno di aiuto (ti denunciano se lo dici) ma avanguardie ideologiche della nuova libertà di darsi il ”gender” che si preferisce; hanno il compito esaltante di insegnare ai bambini nelle scuole cattoliche, che anche loro possono essere trans: l’ultima liberazione.

La teoria critica delle razze sta attualmente devastando l’America come una tempesta ideologica:

L’idea centrale infatti essendo che “il razzismo è un costrutto sociale e che non è semplicemente il prodotto di prevenzioni o pregiudizi individuali, ma anche qualcosa di incorporato nei sistemi legali e nelle politiche”, si sta procedendo a smantellare le leggi, anzi tutte le istituzioni che – a giudizio insindacabile di negri e femministe militanti – incorporano il pregiudizio anti-negro. Da qui il rigetto delle opere d’arte classiche: incorporano il costrutto che i bianchi sono migliori dei negri, più intelligenti e più colti; di qui la lettura della storia intera in termini di “razzismo oppressivo”.

“La teoria critica della razza”, riporta la conservatrice Heritage Foundation, “fa della razza il prisma attraverso il quale i suoi sostenitori analizzano tutti gli aspetti della vita americana, classificando gli individui in gruppi di oppressori e vittime. È una filosofia che sta infettando tutto, dalla politica all’istruzione, al posto di lavoro e all’esercito”.

Christopher F. Rufo sul New York Post nel luglio 2020 e nel maggio scorso) elenca alcuni fatti:

  1. il Dipartmento di Homeland Security dice ai dipendenti bianchi che commettono “microiniquità” e che si sono stabilmente “socializzati” nel ruolo di “oppressori”;
  2. il Dipartimento del Tesoro tiene una sessione di formazione in cui dice ai membri dello staff che “praticamente tutti i bianchi contribuiscono al razzismo” e che devono convertire tutti, nel governo federale, all’ideologia dell’antirazzismo;
  3. i Sandia National Laboratories, che progettano l’arsenale nucleare americano, inviano i dirigenti maschi bianchi in un campo di rieducazione di tre giorni dove si dice loro che la “cultura maschile bianca” è analoga al KKK, ai suprematisti bianchi e, udite udite, alle uccisioni di massa (i dirigenti sono pertanto costretti a rinunciare al loro “privilegio maschile bianco” e a scrivere lettere di scuse a donne fittizie e persone di colore);
  4. A Cupertino, in California, una scuola elementare ha costretto i bambini di prima elementare a decostruire le loro identità razziali e sessuali e a classificarsi in base al loro “potere e privilegio”;
  5. a Springfield, Montana, una scuola media ha pensato bene di costringere gli insegnanti a collocarsi in una “matrice di oppressione” basata sull’idea che i maschi etero, bianchi, cristiani e di lingua inglese, sono membri della classe degli oppressori e devono espiare”.

L’infezione sta già venendo imposta dal potere europeista. Lo dimostra la reazione della Ursula alla legge ungherese che riconosce l’istituzione di “matrimonio” solo a quello fra un uomo e una donna (subito ribattezzata dai media “Legge anti-LGBTQ”) . “La legge ungherese è una vergogna, discrimina persone sulla base dell’orientamento sessuale e va contro i valori fondamentali della Ue. Noi non faremo compromessi su questi principi”, e David Sassoli ordina di colorare arcobaleno la sede dell’europarlamento. Lo suggerisce l’ordine di Enrico Letta ai calciatori: “Inginocchiatevi tutti”, che significa: “Chiedete perdono di avere il privilegio di essere bianchi, che non è un fatto naturale ma il portato di una cultura di oppressione razziale di cui voi godete gli indebiti frutti”. E’ solo l’inizio, e già dilaga. Sul piano italiano, è facile vederne l’applicazione: solo gli immigrati di colore hanno diritti , noi nati in Italia dobbiamo solo chiedere perdono ed espiare. Cedendo a loro case, soldi e cibo…. Fra poco qualche giudice comincerà ad applicare questo principio, anzi già lo applicano alcuni. Si veda la sentenza per cui il negro che spaccia non può essere punito perché non ha mezzi di sussistenza....


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uparishutrachoal
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I fin dei conti l'Occidente si è meritato questa fine..

Con quali valori ha arricchito il mondo ..se non un sapere tecnologico al servizio dello sfruttamento di popoli..risorse ..e adesso anche nella distruzione di qualsiasi salute mentale..?

Gli europei non sono la razza o la sottospecie  fenotipica di colore rosa..o bianca..

Gli europei sono i discendenti meticciati di quella cultura dell'età del bronzo che ha conquistato l'Europa portando guerre e violenza..e ha continuato per millenni con la stessa narrazione..

Oggi è il momento di far risorgere la base neolitica originaria..quella che ha prodotto nella fase finale i dolmen..i menhir..l'ipogeo di Malta..la Dea della vita..e l'arte cicladica..

Occorre tornare alle origine vere..dello Spirito e della Pachamama..

L'Occidente sta affogando nel liquame che ha prodotto..e la razza bianca può tornare a quella che viveva senza l'idolatria della guerra..in pace .. in armonia col cosmo..e con le altre etnie..

Shiva trionfa su Indra..gli antichi Dei riornano dopo essere stati spodestati da quelli olimpici..le influenze cosmiche sono propizie..l'Età dell'Acquario è alle porte..e le tenebre torneranno nel buio da dove sono venute sei mila anni fa..

 

 

 

 


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Platypus
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Premetto che alle genuflessioni di fronte a chichessia, terrestre o celeste, preferisco un più sobrio namastè. 

L'occidente sta crollando sotto le proprie insanabili contraddizioni, sono secoli che non è più in grado di produrre nulla che non sia mercantilismo e materialismo non perché sia "cattivo" ma perché sostanzialmente vuoto... "vuoto di senso crolla l'occidente e dall'oriente orde di fanatici..." cantava Battiato in tempi ancora non sospetti. 

Parlando solo di noi italiani, crediamo veramente di essere i discendenti dei greci o dei romani? Ma se siamo la risultante di tutti i meticciati possibili ed immaginabili!

Ci riempiamo la bocca di Rinascimento, di Lettere e di Arte, ma a quando risale l'ultimo artista, poeta o letterato italiano degno di paragone con ciò che additiamo come perfezione ed eccellenza?

Vogliamo parlare dell'aspetto identitario per eccellenza, ossia del cristianesimo? il suo principale rappresentante è un'istituzione tanto vuota quanto corrotta, latrice di una dottrina rimaneggiata innumerevoli volte ad uso e consumo dei potentati di turno e che si permette di pontificare su temi etici quando è universalmente noto che ha nel suo direttivo i peggiori pederasti del pianeta. Lascino fare agli adulti consenzienti ciò che vogliono e stiano alla larga dai ragazzini.

L'occidente, qualsiasi sia il significato che vogliamo attribuire a questo termine, non sta morendo, è già morto e ciò a cui assistiamo non sono altro che gli effetti del suo stato avanzato di decomposizione: nient'altro che fuochi fatui. 


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cedric
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la gustosa frase

 

 

 

solo gli immigrati di colore hanno diritti , noi nati in Italia dobbiamo solo chiedere perdono ed espiare. Cedendo a loro case, soldi e cibo….

 

si puo' agevolmente riscrivere com

solo i padroni e gli invasori bianchi e cristiani hanno diritti, noi invece dobbiamo chiedere perdono ed espiare. Cedendo loro case, soldi e cibo

il che è  quello che hanno pronunciato per secoli vari gruppi sociali (l'ordine non è cronologico) riferendosi ai bianchi cristiani

- i neri d'africa deportati come schiavi in america dagli inglesi (1700-2020)
- gli ebrei sefarditi in spagna  (1492 editto di granada)
- i bosniaci in serbia (1995)
- gli ebrei askenaziti in germania (1938)
- i boeri afrikaneers nel trasvaal  (1880)
- gli eritrei  nelle colonie(!) italiane (1925)
- i baltici pagani  (1150) 
- i congolesi nelle colonie belghe in africa (1930)
- i nativi australiani (1770)
- i nativi sudamericani (1500)
- serve continuare?

Noi bianchi cristiani (si fa per dire) occidentali abbiamo da secoli sfruttato chi aveva la pelle di un altro colore o anche chi era di una diversa etnia o religione.  Godendo del potere che avevamo ci siamo arricchiti in modo abnorme depredandoli di tutto o facendoli lavorare con paghe da fame.

Bene, adesso sta iniziando la guerra dei poveri e sarà un massacro perchè loro hanno solo i figli come arma mentre noi abbiamo il napalm per arrostirli a modino se si azzardano a toccare la donna bianca (titolo di un noto film). E il napalm lo useremo davvero quando la situazione diverrà insostenibile. Anche un polacco che si spacciava per papa cristiano parlava di guerra giusta quando serve la guerra, valli a capire i preti.

Ci sarà da divertirsi, tanto a sparare su quella folla di derelitti ci andranno i nostri poveri, i rider che consegnano pizze, i piccoli ladruncoli che vivono di espedienti, i disoccupati, quelli che giustamente si rifiutano di lavorare in nero. Ci sarà la leva obbigatoria e tutti al fronte contro l'invasore pagano dalla pelle scura. Noi invece ce ne staremo in poltrona a guardarli in tv, ricordandoci di andare a messa la domenica, come fanno i bravi cristiani.


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Platypus
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@cedric

ma si, quelli che elenchi sono i piccoli peccati di gioventù che si finisce immancabilmente per scontare in vecchiaia. 

piuttosto vorrei sottolineare la frase

"È proprio il decadimento di questi valori all'origine del declino occidentale. L'Europa, a meno di riuscire a purificarsi e ripristinare i propri valori spirituali e il ceppo originario, sarebbe caduta preda di politiche selvagge e di guerre di annientamento"

a me sembra che le politiche selvagge e le guerre di annientamento si instaurino proprio in quei momenti in cui l'Europa, ossia chi ritiene di esserne il ceppo originario, pretende di "purificarsi" (da cosa?) e di ripristinare i propri "valori" spirituali (quali?). 

La colpa non risiede nei valori spirituali (ad avercene... quali sarebbero?) ma nell'uso che i pochi ne fanno per giustificare il proprio potere. Quella che assistiamo non è una guerra tra vecchi e nuovi poveri ma tra vecchie e nuove èlite; il giorno in cui i nuovi poveri si ribelleranno, come osservi giustamente, a fronteggiare le sommosse ci manderanno i ragazzi della gig economy ossia le generazioni che stanno venendo su in questi anni (i nostri figli); a noi non resterà che guardare dalla finestra come ci sfasceranno l'auto parcheggiata sotto casa mentre sarà qualcun'altro a godersi la scena comodamente seduto davanti allo schermo.


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PietroGE
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@cedric

Ci sono un paio di differenze sostanziali :

  • Loro hanno costituito movimenti di liberazione nazionale, da noi si predica l'accoglienza e si finanzia l'invasione, un 'unicum' nella storia del mondo.
  • L'identità nazionale nei Paesi coloniali coincide con quella etnica, non c'è il fenomeno dell'immigrato che diventa concittadino con un pezzo di carta e un timbro.

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oriundo2006
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Spengler, che lessi oramai tanti anni fa, era di moda in tempi altrettanto e più lontani come latore del ‘pathos’ di una età perduta che via via corrompendsi menava nel baratro le società allora presenti, dall’ antica Roma in avanti. Era l frutto tardivo e postumo del romanticismo nordico ‘sturm un drang’ che troverà poi nelle ‘tempeste d’acciaio’ la sua terribile e presagita fine.

Di fatto non è successo niente di tutto ciò. Il mondo ‘bianco’ ha continuato ad erigersi sulle proprie macerie, costruendo sui propri disastri nuove e più salde fondamenta, anzi oggi vantandosi addirittura di poterne fare a meno: un mollusco supponente ed ambizioso, ridicolo quanto stolido nel suo proporsi e riproporsi come chiave finale del mondo storico, che nelle sue concrezioni ‘tecniche’ e ‘scientifiche’ ha colonizzato il globo imponendosi dappertutto in modo totalitario.

Latouche parlava appropriatamente di ‘occidentalizzazione’ del ‘mondo’ come stigma della ‘modernità’, che nel trionfo del mondo giudeo-cristiano, dovuto al suo sforzo di colonizzazione del globo, aveva finalmente realmente resettato tutte le altre ‘culture’: tra cui la propria, oggi lo possiamo ben dire e vedere.

In realtà questo è il punto fondamentale, non la caduta generica dei valori o la perdita del senso complessivo della ‘realtà’ ma il farlo destrutturando la propria tabula valoriale sino alla propria negazione ontologica e storica: il mollusco a questo punto capisce di essere un 'experimentum in corpore vili' e questa autocoscienza lo spinge alla propria autodistruzione finale pur di mantenere il processo e dunque il ‘valore’ a cui ha dato luogo.

Si immola nel proprio ‘sacrificio’, assai giudeo-cristiano, pur di dichiararsi coerente con la propria ‘missione’ civilizzatrice, a questo punto chiaramente frutto di un elemento a lui estraneo...

La fine del processo di occidentalizzazione è proprio questa fine come scomparsa del reale dotato di un senso suo autonomo ‘a prescindere’ dal processo stesso. Questi è coattivamente condotto al suo annientamento proprio dal suo esito ideologico pensato come necessario dunque da accettarsi e da non potersi più modificare: la colonizzazione totalitaria del presente impedisce un futuro diverso, che potrebbe essere a questo punto solo ‘razzista alla rovescia' ( questo è stato capito assai bene dai fautori del primato del BLM ) oppure definitivamente razziale...

Tutto ciò è ballare saltellando sul bordo del precipizio. In realtà ‘bianchi’ o ‘coloured’ sono avvolti dal modesimo destino infausto compiuto in nome e per conto altrui: solo demistificandone l’attore nascosto ci può essere liberazione.


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oriundo2006
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Infine, non è un esito estraneo al mondo giudeo-cristiano: ne è la sua sublimazione. Questa avviene nel nome e per conto di quel ‘dio’ malato che dopo aver sacrificato il ‘figlio’ ora vuole sacrificare quel ‘mondo’ che gli ha dato forza, origine e significato: il ‘mondo’ dell’ uomo ‘bianco’ evanescente e contraddittorio con sè stesso sino alla propria autodistruzione finale

Uscire da questo ‘grimoire' è uscire definitivamente dal mondo divenuto malato insieme a codesto ‘dio’: nella mitologia insana del ‘sacrificio’, della ‘colpa’ e della connessa ‘redenzione’ attraverso il rito malefico della presa di possesso finale del ‘dio’ su questa povera umanità esangue e priva di forze di fronte al maleficio supremo: immolarsi scomparendo definitivamente a favore del ‘princeps huius mundi’ e dei suoi reggi filatteri.

Io l’ ho fatto: e voi ? Cari amici siate coerenti con voi stessi...


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PietroGE
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La  ‘occidentalizzazione’ del ‘mondo’  non è riuscita per due motivi :

  • È impossibile esportare completamente una cultura perché bisognerebbe esportare anche la gente che definisce questa cultura. Ogni cultura ha una base etnica. Quello che è esportabile è la sottocultura mediatica omogeneizzata per essere appetibile al più vasto auditorio possibile. Musica pop, cinema, vestiti alla moda ecc. ecc. Questi elementi sono rimasti però alla superfice in alcune civiltà (ad esempio quella giapponese) in altre, quelle islamiche sono stati totalmente rigettati.
  • La percezione di una civiltà occidentale  in declino non è solo di alcuni commentatori, viene intuita, più che compresa, anche dalle masse non occidentali. Al di fuori dell'occidente, dove  non opera l'emancipazionismo individualista, la gente percepisce una cultura dominante associata ad una forza economica, militare, demografica e culturale capace di 'fare la storia' e non di subirla. Nessuno vuole stare dalla parte dei perdenti. E l'occidente sta assumendo sempre più questo ruolo nell'immaginazione della maggioranza del mondo.

In ogni caso, tanto di cappello a chi è stato capace di guardare lontano in tempi non sospetti come Spengler. Sono convinto che una parte dello sviluppo sociale sia, come dice lui, una evoluzione naturale, sono anche convinto che questo declino terminale dell'occidente sia stato, diciamo accelerato ad arte a partire dalla fine della WWII e in particolare dagli anni '60. 


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oriundo2006
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Salve, Pietro, mi permetto di dissentire: ho viaggiato un pò nel mondo e ti posso assicurare che l’ occidentalizzazione del mondo è avvenuta ovunque e comunque, nei limiti si capisce delle condizioni dei differenti paesi…tra cui anche il nostro, soggetto e assoggettato ad una rioccidentalizzazione negli ultimi anni che ne ha modificato profondamente non solo la sovrastruttura che dici ma ne ha intaccato anche la struttura, come è avvenuto appunto anche altrove.

Se questo è il ‘vangelo’ che doveva esser portato prima che la profezia avvenisse, ebbene, oggi è cosa fatta, attraverso la penetrazione, anche e sopratutto violenta, nei modi di vita tradizionali, completamente modificati sotto l’urto delle tecnologie che davvero già solo loro hanno riunito il mondo e l’ hanno trasformato irriversibilmente.

Ovunque sono andato, gli occidentali, bianchi, sono considerati una ‘razza’ a parte rispetto agli altri, diversamente ‘coloured’…e non a caso. Sono sentiti nel bene come nel male, i latori di un  ‘plus’ di ‘civiltà’, civiltà altra e diversa rispetto alle condizioni nelle quali queste altre società si sono, anzi si erano ‘evolute’ e la reazione a questo, soprattuto islamica, non è assolutamente maggioritaria in quei paesi, nonostante tutto.

Ne accettano i prodotti ed il modo di vita per respingerne solo la deriva totalitaria e militare. Il resto è ideologia ininfluente ( ed invidia terribile…da cui occorre guardarsi ): nessuno rigetta il telefonino o la TV satellitare. Solo i talebani avevano provato e solo provvisoriamente nelle aree poverissme dell’ Afghanistan. L’Asia, un continente immenso è completamente occidentalizzata. Le Americhe idem come gran parte dell’ Africa.

Questo a mio parere è incontestabile, come è incontestabile che la rioccidentalizzazione nel nostro Paese è avvenuto per opera del mondo giudaico, anche se non viene esplicitamente detto: mondo che non a caso viene considerato con estremo rispetto sono a sconfinare nella devozione assurda ( vedasi il caso del piccolo Etam e dei suoi sfortunati genitori, esaltati mediaticamente sino a ricevere quasi onori di stato…).

Morale: siamo al termine di un ciclo lunghissimo, precedente addirittura il cristianesimo, ciclo che ora affronterà le sue ultime convulsioni con a capo degli esaltati talmudisti privi del senso proprio della modernità, che non sta negli apparati tecnologici ma in un retaggio oramai desueto del mondo classico: l’autonomia spirituale della persona umana, padrona a casa propria, cioè del proprio corpo e della propria psiche.

Queste due ultime sono le ultime barriere che oggi si tenta di demolire.


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PietroGE
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Mah, io non ho viaggiato al di fuori del Paesi occidentali : ho vissuto 23 anni per lavoro in diversi Paesi europei al di fuori dell'Italia, poi brevi viaggi negli USA e  in Australia, quindi per quello che succede nei Paesi asiatici e in generale nel terzo mondo devo affidarmi al resoconto dei media. Ho visto però con i miei occhi la mancanza di integrazione degli immigrati in Francia, Germania Olanda e Svezia. Per questa gente la cultura occidentale è rimasta ' a fior di pelle' viene accettata come  come un vestito che si indossa e che si toglie a seconda delle circostanze. Non è penetrata nella mentalità della gente. 


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