Notifiche
Cancella tutti

Sanificante e grottesco ma a tutti i costi  


GioCo
Noble Member
Registrato: 13 anni fa
Post: 1245
Topic starter  

A proposito della sanità dei volenterosi che non vedono l'ora di curarci a tutti i costi, vorrei riprendere un passo di questo articolo appena pubblicato su CDC (QUI): "[...] chi sostiene che si sta reagendo in modo eccessivo ha più probabilità di avere ragione che di sbagliareÈ proprio come la persona che dice: “Non comprate l’assicurazione per la vostra casa quest’anno, non andrà a fuoco”. Alla fine di ogni anno, per la maggior parte di noi questa sarà stata una decisione conveniente, ma la valutazione di quanto sia stato saggio può essere fatta solo con il senno di poi. In prospettiva, è imprudente non avere l’assicurazione. Si tratta di una sfida fondamentale per i politici rispetto alle numerose minacce di questo tipo, tra cui quelle di una pandemia. [...]".

Com'è facile per me ora sgamare le oscurità che si autodefiniscono salvatori di quella umanità che sotto sotto disprezzano nella misura in cui si fa infinocchiare dalle belle parole e dalle verosimiglianze. Pare un avvocato questo dott. Harvey V Fineberg tanto sa parlar bene e poi quanti blasonati appellativi gli sono riconosciuti, a partire dall'immancabile presidente di prestigiose istituzioni (sempre le stesse incensate sempre dagli stessi) per dirti solo che "lui può e tu no". Insomma se la canta e sa la ride da solo perché sa che se lo può permettere.

Bene, finché posso anche se solo dal mio miserabile angolino da riserva indiana e senza pretese d'essere più di quel che sono (non mi presento blasonato ma solo con la mia miseria) non solo mi permetto di replicare, ma cosciente che il mio prossimo non ha voglia, tempo e desiderio, oltre che non poco spesso timore, lo smonto pure volentieri per mostrarlo nudo e ributtante esattamente così com'è.

Iniziamo a divertici riscrivendo il grassetto che non è mio ma del testo originale:

1) chi sostiene che -CDC- sta reagendo in modo grottesco ha sicuramente ragione, ma non possiamo sostenerlo perché non è bello mordersi la lingua per evitare di ridere davanti ai clienti.

2) chi sostiene che -CDC- sia una manica di pazzi squinternati scelti apposta per fare a pezzi ogni resistenza sensata che bilancia benefici con le controindicazioni ha più probabilità di avere ragione che di sbagliare, infatti abbiamo bruciato ogni opportunità futura di resistere e adesso non si può più nemmeno replicare a tono alle nostre fandonie.

3) chi sostiene che -CDC- abbia perso ogni contatto con l'assunto originario di Ippocrate per aderire a un modello di cura TSO perpetua non può avere ragione, infatti non si sta ricorrendo sempre più all'esercito per affrontare un epidemia e non stiamo pensando a trattamenti sanitari universali standardizzati a prescindere dallo stato di salute del cliente. A dire il vero non stiamo nemmeno pensando al cliente quanto al prodotto che è il suo stato di salute ma questa è tutta un altra faccenda.

4) chi sostiene che -CDC- faccia finta di essere serio non è serio, infatti la serietà è un altra cosa, ad esempio farsi un vaccino sperimentale senza chiedere che tanto te lo fanno gratis per il bene non tuo ma delle generazioni future e per proteggere gli anziani, non socializzare casomai ti venga qualche prurito rivoluzionario con assembramenti non autorizzati, rispettare il distanziamento sociale e i lockdown come abbiamo imparato si fa nelle carceri, che non garantisce su epidemie e violenza però garantisce un occupazione socialmente edificante a tutti i carcerieri.

All'inizio di questa avventura, cioè all'inizio dell'ormai famigerato 2020, quando si combatteva contro l'incredulità di chi non aveva nemmeno capito che iniziava la grande campagna pubblicitaria di vidocq e poi dopo quando non si faceva altro che parlare di quando "#tutto tornerà alla normalità" (mai più come prima) e "#tutto andrà bene" (in via esclusiva per i soliti noti a cui tutto deve andare sempre bene se no non va bene e basta) vi ricorderete che insistevo nel dire che c'era un unico certo, anzi no certissimo, obbiettivo, un unica certa, anzi no certissima vittima che doveva essere il centro di tutta la campagna promozionale sanitaria: il nostro sistema immunitario.

Il vero unico nemico a cui abbiamo dichiarato (nolenti o volenti) guerra.

Riflettiamoci un attimo: la casa di cui parla il nostro prode Fineberg, aspirante dottor stranamore, di cos'è fatta? Cos'è che ci consiglia sordidamente di assicurare, senza dirci a quale banda di criminali dovremmo affidarci? Già perché non so voi, ma chi ci assicura che l'assicurazione poi paga a parte l'assicurazione stessa?

La casa è il nostro sistema immunitario che improvvisamente è diventato così inefficiente che se non gli diamo un assicurazione di fatto diventiamo criminali. Lo stesso processo è stato fatto con le case e le automobili, ma il passo di farlo con i corpi umani è certamente eugeneticamente determinante per ottenere il socialismo tecnocratico modellato sulla volontà di un aristocrazia di conservare sigillata in via imperitura nei secoli dei secoli la fortuna che il turlupino continuo gli ha fruttato. Se infatti possiedo almeno le reazioni del sistema immunitario dei corpi, possiedo i corpi o almeno un agente di ricatto sufficiente a fare dei corpi praticamente quello che voglio a prescindere dal mio capriccio. Come un bamboccio viziatissimo perché ricco sfondato, o no?

Ora, chi è in prima fila che ci propone il vaccino che ci riprogramma il DNA? Un noto filantropo super-ricco e viziato che si è occupato di programmazione di base per computer (per fottere chi ci ha messo la testa con intelligenza) e ha fatto fortuna a forza di videogame e bug del suo stesso software. Cioè convertendo artatamente (come ama il Fusaro ripetere) l'utile con il desiderabile e sempre, sempre, sempre nascondendo com'era fatta la sua soluzione (=fregatura) con le unghie e con i denti. Egli è stato abile a indottrinare generazioni di tecnici con libri e corsi costosissimi su come funzionava il suo software, lasciando che pochissimi super-selezionati sapessero perché funzionava in quel modo. Un po' come se insegnassi a un ingegnere esperto di impianti elettrici come funzionano gli interruttori con lunghe tassonomie linneane da imparare a memoria e spiegate con ossessivo dettaglio per allungare costi e tempi di apprendimento e per evitare apposta di dire perché funzionano, cioè qual'è il principio fisico e tecnico con cui sono stati concepiti.

In questo modo tutto diventa "magggico" come ho già avuto occasione di dire in altri miei interventi e qualsiasi porcata diventa solo una bella fiaba. In questo senso parole speciali sono evocate come formule rituali, ad esempio "intelligenza artificiale" per risolvere tutti i problemi di natura umana conflittuale, come se Terminator non fosse una macchina che si auto-concepisce per sterminare (l'inutile e debole?!) vita umana o come se un ca%%o di programma, dal momento che si assume in qualche misura senziente, non possa sbroccare, non possa essere concepito per fare cose ignobili o non possa fare cose per cui non è stato progettato o che i progettisti non avevano immaginato in origine, uscendo così totalmente fuori controllo.

Ovviamente se ciò vale per uno stupidissimo algoritmo che esiste solo nella fantasia cibernetica di un mondo straordinariamente più limitato e limitante (ed energivoro soprattutto) di quello reale a cui siamo abituati, possiamo solo sperare che non sia fantasticamente peggio in quello reale quando si inizia a giocare con gli "spettacolarmente" più complessi mattoni della Vita, il DNA.

Ma ehi, siamo nel mondo di questi fottuti geni del futuro, bambocci che hanno frequentato le migliori scuole del mondo, valutati da altri bambocci cresciuti nello stesso humus sociopatico, soprattutto molto costoso, molto privato, molto elitario e straordinariamente capace di auto-incensarsi come prestigioso, quindi cosa potrebbe mai andare storto?

Beh, Gente che devo aggiungere allo spettacolo di una tale desolazione? Buona Fortuna a tutti Noi. Nei tempi dell'Impero Galattico del Grottesco e dell'Infame che sono arrivati e che saranno forse per chissà quanto, ne avremo di sicuro bisogno.

Questa discussione è stata modificata 2 settimane fa 2 tempo da GioCo

Quota
Kami
 Kami
Active Member
Registrato: 1 mese fa
Post: 15
 

@GioCo, so che a te piacciono i dettagli e allora ti dico un dettaglio che vedo io tutto il tempo e che per contro diventa un po' la mia narrativa generale, essendone il fondamento. Secondo me, e ripeto secondo me, l'emergenza sanitaria, la paranoia dei vaccini, il Bill Henry IV (o qualcosa del genere), i DPCM, posso dire l'anno 2020 in uscita (e 2021 in entrata) sono e sono stati una enorme distrazione da altro. Da cosa? Non dal grande reset. Quello fa parte della distrazione.

  https://it.m.wikipedia.org/wiki/Dibbuk    

Potrebbe essere una risposta. Alla fine il dettaglio che noto tutte le volte che metto il muso fuori casa per andarmi a fare una girata è lo stesso: diverse persone hanno perso l'anima o sono in uno stato grave di possessione. Glielo vedo negli occhi. In tal senso, ripeto una cosa che mi ripeto tutti i giorni (per mantenere i nervi saldi); investire pensiero, e quindi inevitabilmente emozioni, parole e riflessioni sul covid (anzi, ad essere, forse, superstiziosi anche citarlo troppo spesso) va a contribuire alla solidificazione di questa egregora e a manifestare ed invitare certe entità davvero "appiccicose". (E non ti mento se ti dico che è da fine 2018 che le sentivo arrivare, anche se non potevo vederne il disegno, ovviamente. In tal senso non mi stupisce questa cover up). Se il mondo è come una bilancia, allora se metto del peso su un piatto, inevitabilmente l'altro deve aumentare per controbilanciarlo. La situazione esiste perchè dell'energia è spesa da entrambe le parti per tenerne viva la materializzazione. Da un lato i terrorizzati posseduti e dall'altro chi ha un minimo il giramento di palle. Non dico che se non ci pensi allora non esiste 😉 dico che se nessuno ci pensasse allora non esisterebbe. Un saluto! Kami

 


RispondiQuota
GioCo
Noble Member
Registrato: 13 anni fa
Post: 1245
Topic starter  
Postato da: @kami

[...] Potrebbe essere una risposta. Alla fine il dettaglio che noto tutte le volte che metto il muso fuori casa per andarmi a fare una girata è lo stesso: diverse persone hanno perso l'anima o sono in uno stato grave di possessione. Glielo vedo negli occhi. [...] Se il mondo è come una bilancia, allora se metto del peso su un piatto, inevitabilmente l'altro deve aumentare per controbilanciarlo. La situazione esiste perchè dell'energia è spesa da entrambe le parti per tenerne viva la materializzazione. Da un lato i terrorizzati posseduti e dall'altro chi ha un minimo il giramento di palle. Non dico che se non ci pensi allora non esiste 😉 dico che se nessuno ci pensasse allora non esisterebbe.

Un saluto! Kami

Beh, @Kami che ti devo dire? Hai ragione. Però, da antipatico puntiglioso quale sono (a volte) permettimi di fare due brevi approfondimenti. Il primo riguarda la possessione: cos'è la possessione?

Ognuno di noi la vive, solo che considerandola "normale" la possiamo vedere riflessa negli altri quando è difforme dalle aspettative (cioé dalla normalità che ci rimane tra le dita) ma raramente possiamo percepirla in noi, perché non abbiamo molti parametri di confronto per intercettarla. A meno che qualche buon amico non ce li faccia notare, ma è raro che accada perché ci vuole molta fiducia per permettersi un tale scambio... Diciamo che (un altra volta) le cosiddette scienze sapienziali ci vengono un poco in aiuto, non tanto per chiarire il fenomeno che rimane necessitante di indagine ma per offrire quadri interpredativi suggestivi senza i quali rimaniamo di fatto completamente al buio.

Essa suggerisce che non vi sia una possessione a interruttore: c'è o non c'è. Ci dice invece che la possessione è a prescindere e a partire dal corpo. Il grado di indentificazione con l'esperienza del corpo di natura materiale (ad esempio tutti noi proviamo la fame e abbiamo bisogno di mangiare) ci indica grossomodo il grado di dipendenza dalle forze che realizzano la possessione. Alcuni si spingono a dire che quando realizziamo un movimento con il corpo (ad esempio alziamo un braccio) non stiamo facendo nient'altro che "chiedere" a un ente terzo perfettamente autonomo da noi di farlo al nostro posto. Egli lo fa ma potrebbe anche non farlo. L'identificazione (in questo quadro) ci porta a soffrire quando la nostra volontà non è rispettata. Per esempio in caso di disagio o di malattia.

Questa gradualità della possessione si estende poi all'accordo. Il concetto di accordo è davvero troppo complesso da trattare in questa sede ma per brevità potremmo definitlo come "la volontà dell'infinito". Se hai mai provato a fare l'esercizio di immedesimarti in un ente infinito, ti verrà semplice immaginare che la sua volontà (qualsiasi essa sia) non ha niente a che vedere con quella del corpo. Se quest'ultimo tende alla sua sopravvivenza e risponde alla necessità di conservazione della specie che rappresenta, all'infinito di questo gli importa praticamente ... niente. Trovare quindi un accordo significa trovare una mediazione tra il corpo e l'infinito. Cosa non semplice perché per farlo è indispensabile (almeno all'inizio) l'ente terzo che è l'identificazione e che serve per costruire proprio l'accordo. A meno che non si inserisca una quarta forza (debole) che ha tutto l'interesse a disturbare il delicato equilibrio di ricerca dell'accordo per ritardarlo e così si sostituisce alla identificazione e fa finta di essere noi e noi (di riflesso) ci identifichiamo quindi nella volontà di un intruso. Se colleghi a questo il resto del nostro scambio portato anche in altre sedi, le conseguenze non dovrebbero essere difficili da intendere.

Secondo punto. L'effetto di bilanciamento tra la paura e l'irritazione per quanto accade, se ci pensi è in fondo esattamente quello che ci accade... sempre. Quando vai a trovare per la prima volta qualcuno che per te ha importanza (dal futuro possibile ragazzo, al personaggio famoso, ma anche i compagni nel primo giorno di scuola) proviamo paura. Senso di inadeguatezza, timore di non farcela, di non riuscire a trovare una quadra con le nostre aspettative, portano inevitabilmente timore. Di chi sono tutti questi pensieri? Cosa ci ha portato a vivere in quel modo queste situazioni? La stessa cosa accade in altre circostanze quando viviamo ad esempio piccole ingiustizie che ci fanno arrabbiare.

Da dove arrivano i pensieri? Cosa sono? Perché sembrano così facilmente condizionare le nostre emozioni? La cosa più facile che ci troviamo a fare quando ci poniamo queste domande e accontentarci di risposte che sembrano restituirci sicurezza. Ad esempio "io penso con la mia testa!", oppure peggio "so quello che faccio e sono padrone dei miei pensieri!". Quanto è difficile ammettere che in effetti il controllo residuo che ci rimane nel mondo della materia è risibile. Di fatto chi ci controlla fa quello che vuole con noi.

Se partissimo da qui e a questo affiancassimo il concetto che però questo "noi" sta nell'dentificazione, quindi può fare quello che vuole con la nostra identidificazione, allora forse inizieremmo a vedere le cose in modo diverso, utile per iniziare a risalire la china di questa fatiscosa montagna, dopo il lungo precipitare.

Questo post è stato modificato 2 settimane fa 5 tempo da GioCo

RispondiQuota
Kami
 Kami
Active Member
Registrato: 1 mese fa
Post: 15
 

"Antipatico e puntiglioso", sono eufemismi, @GioCo. 😉

Comprendo quello che dici però, e mi trovi d'accordo. Meditavo proprio su quanto dici al punto 1 non molto fa; l'ansia sul da farsi ogni tanto emerge e continuo a ricordarmi che nello stato in cui sono adesso non ho scelta più saggia che aspettare in quanto qualsiasi azione io possa compiere non è e non sarà allineata con una Intelligenza superiore, ma solo con le "mie" paturnie (o meglio con quelle dei miei ospiti). È un po' il sunto della lotta spirituale passare da un tipo di possessione ad un Altra, se mi concedi il termine (non nobis..).

Però c'è una bella differenza tra lo stare in Purgatorio o all'Inferno. E penso che la differenza, per noi comuni mortali, sia davvero tutta qui. In tal senso, ragionavo oggi su quanto ora più che mai ci sia necessità di questa guerra santa, da compiere nel nostro intimo e non sulle piazze. Poi magari arriverà anche là, sulle piazze, chissà..


RispondiQuota
Condividi:

Comments are closed.