Notifiche
Cancella tutti

Ragionare sul futuro è possibile?  

  RSS

GioCo
Noble Member
Registrato: 13 anni fa
Post: 1190
31 Ottobre 2020 , 20:49 20:49  

Avevo già trattato la ministerie TV "master of science fiction" concepita come serie antologica di fantascienza nel 2007 trasmessa dalla ABC e costituita da 6 episodi, gli ultimi due dei quali ebbero ascolti così bassi da far terminare prematuramente la serie. La voce del fisico Stephen Hawking o potremmo dire del suo riproduttore vocale volutamente elettronico (una volta un tecnico del suono mi disse che riprodurre una voce naturale umana era immensamente più semplice che riprodurre una voce elettronica) ci chiede di partecipare a un laboratorio comune per riflettere sulle sfide che la tecnologia porta all'umanità nel suo complesso.

Era il 2007 e quella proposta è caduta nel vuoto. Ora siamo prossimi a sperimentare tutte quelle rivoluzioni e certamente anche di più dato che non è stato possibile andare oltre il sesto episodio. Non era la prima volta che la science fiction tentava questa strada "più seria" ma potrebbe essere stata l'ultima, prima di prendere atto che coinvolgere l'opinione pubblica su certi temi troppo pesanti non era più possibile. D'altronde come biasimare un paralitico in carrozzina che afferma (sempre che il suo riproduttore fosse davvero collegato al suo cervello e non ad un I.A. tramite un qualche ricetrasmettitore) non senza una certa ironia di avere tutto il tempo per immaginare realtà sterminate, senza doversi preoccupare del corpo?

Soprattutto per me dal momento che affermo che l'intelligenza non è il risultato di una elaborazione cerebrale ma di tutto il corpo! Qualsiasi intelligenza rappresenti Howking, di certo non rappresenta quella della società nel suo complesso, cioé non rappresenta la nostra intelligenza, quella che padroneggia la "grande comunità umana" nel suo insieme. Quindi non può nemmeno comprenderla. Così come non l'ha compresa (secondo il mio modesto parere di uno che non è nessuno) Le Bon, perché credo fosse un intelligentissimo depresso cronico, cioè con altro handicap non meno invalidante di quello di Howking.

Detto questo, però la sfida che viene lanciata da quella voce nell'introduzione di ogni puntata della serie oggi sembra più simile a una specie di grido disperato. Come di qualcuno che vedendo da una prospettiva "largamente anticipata" e "totalmente indifesa" una realtà che oltrepassa qualsiasi capacità di giudizio, cerca di avvertire i suoi simili della sfida inevitabile in arrivo così come appare. Oltre ogni evidenza evidente però noi, suoi simili, abbiamo ignorato il messaggio e non siamo stati in grado di seguirlo, di recepire il monito.

Grottescamente, come in una scena dei Monty Python, la voce narrante che rappresenta nella serie la scienza si svela incapace di provocarci fisicamente, pur essendo quella di un fisico, come se la fisica avesse perso la sua vocazione sensibile. A me non soprende che funzioni meglio un altro serial TV abbastanza insulso come "Black Mirror", un altra serie televisiva, questa volta britannica, prodotta da Charlie Brooker per Endemol che ha lo stesso obbiettivo, cioé riflettere sull'impatto che le nuove tecnologie potrebbero avere sulla nostra vita, ma senza alzare il tiro oltre la realtà prossimale del cittadino medio. Insomma, occupandosi delle relazioni vicine, piccole e immediate, piuttosto che dei problemi sociali a più largo respiro. Certo, se Asimov si fosse fermato a quello, noi non avremo letto le sue memorabili pagine di fantascienza, ma è accaduto già come una specie di "grande reset" nella testa della gente che pure prima era capace di appassionarsi per uno scrittore come Asimov. A un certo punto tutto il potenziale del pensiero umano sembra collassato dentro i problemi minuti del quotidiano, come si fosse scollegato completamente dalla realtà appena fuori dalla porta di casa.

Io so a cosa è dovuto, meglio, ho la pretesa di saperlo: è un effetto diretto della Paura, non necessariamente negativo. Si tratta di un comportamento piuttosto noto, come quello dell'animaletto che si rifugia nella tana e va in letargo per attendere che il periodo gramo passi. L'intento e risvegliarsi dopo come in un'altra primavera. Ce l'abbiamo nel DNA dopo milioni di anni di continui rivolgimenti cataclismatici e ha funzionato per tutto questo tempo, per eventi di gran lunga peggiori, non si capisce perché non dovrebbe anche adesso.

Per cio diversamente da altri commentatori, non biasimo chi non sembra voler capire ne cogliere la portata enorme che gli attuali eventi storici svelano ai nostri sguardi attoniti e miopi. Già è tanto secondo me trovare ancora 4 gatti capaci di parlarne con un certo distacco.

Prendo le distanze da Viganò, non reputo Trump più degno di Biden se non nella narratologia politica degli spin doctor che gestiscono la campagna elettorale. Non vedo un "male contro un bene", vedo due diverse entità oscure fatte ballare come pupazzi in un teatrino, al fine di gestire una fiaba utile a convincerci che "il meno peggio" sia un cavaliere del bene e ci risparmierà dalla orrida agenda del GAFA e di un deep state che nasconde, più che nascondersi, la realtà infinitamente più inquetante del deep web.

Una realtà che già preannuncia adesso nel dettaglio a cosa servono i nostri dati e le nostre realtà biologiche, senza scampo, alla faccia di Trump il trombone (cioé l'oratore che sembra seguire lo sparitito di una musica sperimentale) o chi volete al suo posto.

Una realtà nata per falsificare e sostituire il vero con il falso. Una realtà per concepire obbedienza incontrastabile ovunque si voglia, in qualsiasi momento e a prescindere da ogni logica. Era chiarissimo già decenni fa, eppure ancora oggi non riusciamo a cogliere la sfida, nessuno a nessun livello.

Chi ne fa il suo portabandiera e la eleva a massimo sistema per il governo futuro non ha capito. Capirà che le simulazioni non simulano altro che illusioni e allora, solo allora davanti al crollo delle illusioni, le stesse delle Grandi Muraglie, si dovranno raccogliere i cocci e sarà necessario ricominciare tutto da capo. Chissà se per allora si potrà finalmente imparare qualcosa di più sull'esaltazione giustificata del vizio.

Chissa se nel periodo in cui si ritornerà a discutere pacatamente dei massimi sistemi, ma anche di quelli di mezzo tra quelli e i minimi, non meno importanti, sarà possibile non arroccarsi su posizioni fonologiche, sulle quisquillie che riguardano le parole più che il loro significato. Tipo "termovalorizzatore", cioè "forno che brucia ad alta temperatura spazzatura di qualunque genere producendo ceneri altamente tossiche e inquinamento particolato estremamente pericoloso", o meglio ancora, il massimo esempio simbolico nonché evidenza evidente di cosa sia l'ecologia per chi la gestisce.

Non è forse per la continua protesta inascoltata e il continuo rifiuto di accettare alternative, per l'estrema pervicace e ottusa resistenza per le soluzioni imprescindibili (che equivalgono sempre alle peggiori) che adesso queste schifezze di "termovalorizzatori" ammorbano ovunque l'aria delle nostre distese urbane? Un po' come torturare una bestia da allevamento costringendola a vivere tra i suoi escrementi, per l'inevitabilità di un processo fisico, industriale, scientificamente preordinato che recita "non c'è niente di meglio che possiamo sperare e offire per il vantaggio di tutti".

Ecco, allora la società tecnologica del futuro è proprio questo: ciò che non riesce a offrirci niente di meglio che nuotare nella merda per il vantaggio di tutti che poi a ben vedere, non è nemmeno il vantaggio dei pochi. Non è il vantaggio proprio di nessuno. Ma non mi spreco a spiegarlo, perché sono consapevole quale nessuno che non posso farci niente. Si dovrà scoprire con il corpo e sarà infinitamente più doloroso di quanto Hawking avrebbe mai potuto immaginare. Da ciò, se soppravviveremo, ne trarremo una immensa saggezza. Però se devo essere sincero, per me che non valgo niente, a guardarlo bene questo futuro non vale la pena.

Come sempre spero ardentemente di sbagliare.


esca hanno apprezzato
Quota
Condividi:

Comments are closed.