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"Quel che é di Dio" - parte IV di IV


enzosabe
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Racconto di immaginazione di Enzosabe in CDC (e che la Fantasia sia con voi).

“Quel che é di Dio”.

Parte IV di IV

Il secondo soccorritore non sapendo cosa pensare di tutta la cosa, inizió a guardare con rinnovato interesse le figure che erano disegnate sul panno rimasto totalmente incombusto che aveva nelle mani e che aveva appena estratto dalle ceneri dell´incendio e, affermando quello che aveva sempre creduto sulla questione ma stavolta senza la solita convinzione, disse: “E´proprio curioso come ancora oggi esistano persone che prestino fede a queste credenze“ poi pensó ancora un momento e, sconsolato perché non riusciva neanche lui a trovare una risposta  che giustificasse la resilienza al fuoco del panno con i Santi, continuò: “ dai, sú, non pensiamoci piú … forse sono solo coincidenze … a proposito … oggi é l´ultimo giorno di coprifuoco e l´ultima ora é appena terminata  … e tutto sta riaprendo … ma ora che abbiamo finalmente di nuovo la possibilitá e dopo tutto quello che abbiamo passato ci vuole proprio un qualcosa di nutriente e rinfrescante per liberare il nostro corpo da tutto questo calore d`inferno … come minimo un boccone  di pane  ed un sorso di vino sincero …” e mostrando il panno dei Santi dispiegato al collega aggiunse scherzando: “ma che siano santi …”

Il primo soccorritore, che era anche amico di infanzia del secondo con l´acquolina giá in bocca rispose: “Si, ben detto fratello, andiamo a prendere qualcosa in quel locale che sta vicino a quell´antica chiesetta nascosta lá dietro e che nessun incendio é stato ancora capace di distruggere e dove andavamo quasi tutti i giorni quando eravamo piccoli, e … chissá se quel sacerdote sta ancora lá …” fece una pausa e non capendo la battuta del collega e con il tentativo di farsi venire maggior acquolina in bocca chiese: “ma perché se il pane e il vino sono santi hanno un miglior sapore?“

Il secondo soccorritore, non avendo alcuna idea della cosa, si inventó la risposta: “Non lo so, ma chi ci crede cosí afferma” e ritornando alla prima domanda “credo che quel sacerdote non abbia mai abbandonato quella chiesetta  … ogni volta che sono passato per di lá l´ho visto sempre sul sagrato e negli ultimi tempi l´ho visto indossare un abito totalmente bianco con tanto di calotta che si intonava perfettamente con i suoi capelli bianchi … ma nonostante la sua etá mi pare che sia ancora veramente  arzillo …  non so perché lo dico, peró mi ha sempre dato l´impressione che aspettasse qualcuno o qualcosa che non arrivava mai ma che sapeva che sarebbe arrivato …”

Il primo soccorritore: “Sicuramente stará aspettando che arrivino i Re Magi  … ah! ah! ah! … ”

Cosí stavano discorrendo quando da lontano sentirono la voce severa del  loro capo: “ Ehi, voi due… sfaccendati … di cosa state confabulando… venite a sporcarvi le mani … qui ho trovato degli altri oggetti …”

Uno dei due: “Cosa hai trovato, capo?”

Il capo: “Una tela con la cornice danneggiata che ho giá fatto portare via, poi queste due coppe e questo piattino tutte d´oro massiccio e anche un resumaglio annerito di quella che sembrava essere una calotta fatta con tessuto bianco … chissá perché il fuoco non li ha consumati tutti … mah!”

Il secondo soccorritore: “Capo …  siamo stanchi …  dopo tanto lavoro vorremmo andarci a prendere qualcosa di ristoratore in quel locale vicino a quell´antica chiesetta dove vai sempre a messa anche tu e poi magari ci intratteniamo a chiacchierare un poco con il sacerdote che sta sempre sul sagrato“ ed aggiunse “dai, sú, prenditi pure tu una pausa e vieni con noi …”.

Il capo osservó brevemente le coppe ed il piattino e li trattenne saldamente con il braccio contro il suo corpo perché non li perdesse, poi esaminó la rimanenza della calotta, fece una smorfia e disse: “Che vada al diavolo tutto quello che sta qua sotto … ed anche questo …”, e gettó la calotta di nuovo nelle ceneri. Fatto questo si levó il casco e disse: “Vengo anch`io”.

Il capo raggiunse i due, e tutti  e tre si avviarono verso la chiesetta.

Dopo alcune centinaia di metri, lungo la strada, il primo soccorritore disse al secondo: “Ma non é che il sacerdote che sta sempre sul sagrato sta aspettando proprio noi tre? “

Il secondo: “Noi tre? il capo forse … ma come fa ad aspettare anche noi due se non siamo andati in chiesa per almeno venti anni? Perché dici questo?”

Il primo: “Perché siamo in tre e ognuno di noi ha in mano qualcosa che potrebbe essere un dono degno di lui… quanto piú cammino tanto piú mi immagino di essere un novello re magio … “ e indicando con il dito la patena d´oro in mano al capo che proprio in quel momento stava riflettendo il suo viso, aggiunse “e poi con il mio viso completamente sporco potrei ben essere scambiato per un moro …  ci manca solo la cometa ah! ah! ah! ...”

Il secondo: “Ma quello che abbiamo in mano non stava in quella chiesetta ed anche se gli appartenesse non possiamo darglielo direttamente noi … la legge lo vieterebbe …  e poi l´autoritá civile potrebbe decidere di disporne diversamente”.

Il capo, che era dell´opinione del secondo soccorritore e che stava seguendo il discorso dei due, si fermó improvvisamente come se un pensiero gli avesse colpito la testa e disse: “Un momento”. Dapprima  si fece mostrare quello che avevano in mano i suoi due colleghi tastando bene con le mani i materali di cui erano fatti …, poi osservó i disegni delle coppe e del piattino che erano nelle sue mani constatandone il  perfetto stato in cui erano rimaste …, poi si voltó indietro ad osservare come di quella che era stata una volta una chiesa imponentissima e dall´aspetto inespugnabile e a cui non si sentiva piú di appartenere, non era rimasta pietra su pietra ed era stata ridotta dagli eventi ad un mucchio di ceneri fumanti pronte ad essere disperse dal primo colpo di vento …, e infine si voltó di nuovo in avanti e vide in alto nel cielo quell´astro con la sua scia luminosa che era passato troppo vicina alla Terra … e scendendo giú con la sguardo, la piccola chiesa intatta che era venuta alla vista lungo il cammino e ...  gli parve di essere entrato in un sogno …

… perché ora oltre a vedere l´anziano sacerdote tutto vestito di bianco, il capo stava vedendo immediatamente dietro di questi, ma non gli era chiaro se fosse reale od un miraggio e non sapeva se gli altri due vedevano la stessa cosa, un giovane gigante di cui non si poteva indovinare l´etá e che sembrava stare a guardia della piccola chiesetta: aveva la carnagione chiarissima, dei capelli lunghi e biondi che gli arrivavano fino alle spalle e vestiva un abito lungo di foggia antica di color oro e superava in statura addirittura la chiesa appena distrutta; i suoi piedi sembravano confondersi con la chiesetta e, proprio cosí come stava facendo in quel momento il sacerdote tutto vestito di bianco, stava con le mani rivolte in avanti e, sorridendo, stava guardando proprio loro … quasi che li aspettasse e li invitasse a venire avanti e a non aver paura perché quello che stavano per fare gli era gradito.

Il capo, colpito da grande smarrimento e timore, abbassó lo sguardo in soggezione che andó a finire proprio sulla figura di Gesú dipinta sulla tavola in mano al primo soccorritore … e finalmente capí tutto ed esclamó ad alta voce: “E´Lui!!”.

E sentendosi improvvisamente minuscolo davanti a Dio alzó la Pisside, il Calice e la Patena verso il cielo e pronunció queste parole:

“Io Credo … che qualsiasi cosa che Dio lanci nell´universo, non importa quali spazi occupi o attraversi, quanto tempo impieghi, a quali galassie dia la luce, quante stelle incendi, attorno a quali soli giri o in a quali mondi si manifesti con la vita …, se per Sua natura non si contamina o vuole che comunque non si perda, ritornerá sempre nelle Sue mani … “date a Dio quel che é di Dio”, come ha detto il Re dei re su questa Terra …andiamo dunque a restituire a Dio quel che abbiamo rubato a Dio … e a chiedere con fiducia il Suo perdono per tutti i peccati che ha commesso!”.

Gli altri due, spiazzati dalle parole maestose e solenni del capo si guardarono in faccia e volendo emularlo e dirne una qualunque anche loro, ma non ricordandosene nemmeno una salvo l´ultima parola, alzarono anche loro la Tavola ed il Panno verso il cielo e dissero in un solo coro: “Amen”.

E cosí i soccorritori in tre ma uniti, con il capo al centro con la Pisside, il Calice e la Patena, il primo soccorritore alla sua destra con la Tavola raffiguranti Gesú, la bandiera con la Croce, la Madonna, l´arcangelo Michele, tutti gli angeli di Dio e la promessa per sempre valida di Dio in terra a tutti gli uomini di buona volontá, ed il secondo soccorritore alla sua sinistra con il Panno raffigurante tutti i Santi della Chiesa, si dimenticarono di tutti i ristori terreni e dopo poco piú di  duemila anni, con il sincero desiderio di ottenere il Suo perdono anche a nome della superstite umanitá, andarono a  rendere un rinnovato omaggio a Dio.

Questa discussione è stata modificata 2 mesi fa 3 tempo da enzosabe

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enzosabe
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Nota: il capo in "qualsiasi cosa che Dio", per Dio intende la "SS. Trinitá"


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