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"Quel che é di Dio" - Parte II di IV


enzosabe
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Racconto di immaginazione di Enzosabe in CDC (e che la Fantasia sia con voi).

“Quel che é di Dio”.

Parte II di IV.

Era passata da molto la mezzanotte. L´interno della grande chiesa era illuminato solo da delle torce che emanavano una fioca luce. L´aria era totalmente  ferma: quasi nulla si muoveva. Il cerimoniere dopo aver bevuto e mangiato per ultimo dopo tutti i presenti, secondo il rito dissacratorio,  usando il Calice, la Pisside e la Patena sacri presi  dal Tabernacolo e che gli erano stati messi a disposizione dal sacerdote infedele, prese in mano la fiaccola di ferro e bronzo e l´accese ad una  torcia. Fatto questo, disse solennemente e a voce alta perché tutti i presenti sentissero e assentissero: “Morirete tutti, velocemente”. Cosí facendo allungó la fiaccola verso la base di  un panno trafugato dalla   Chiesa,  che pendeva da un sostegno alto circa due metri e sul quale erano raffigurati tutti i Santi della Chiesa. Il panno non voleva saperne di accendersi,  ma doveva pur  accendersi … ” la Scienza non mente mai” … stava pensando il cerimoniere. Portó allora la fiaccola a  contatto con il panno in modo che il lembo inferiore  potesse essere impregnato con il liquido infiammabile. Infine questo inizió a bruciare. Una vampata di fuoco salí da terra fino alla parte superiore visibile del panno, dando l´impressione di essere giá tutto a  fuoco. A questo punto il cerimoniere si irrigidí: una  folata di vento gelido lo aveva appena  colpito sul viso. Pensó che un grosso uccello doveva essere passato in volo sopra di lui.Guardó in sú  ma non vide niente; eppure le folate di vento  continuavano ad arrivargli. Aspettó fermo ancora  alcuni secondi: sentí  delle urla di terrore e di  strazio che sembravano giungere da sopra la sua testa; ma non duró a lungo. Finalmente il vento si placó. Dismise la cosa pensando che si fosse trattato  di una corrente di vento fra due finestre aperte della chiesa e che alcune persone stessero litigando  seriamente fuori della chiesa. Si voltó infine soddisfatto verso i presenti e inizió a ricevere i loro  applausi magnificando allo stesso tempo  con la fiaccola alzata  al cielo le loro  grida di gioia e di vittoria. Nel frattempo il panno, a causa della spinta convettiva  dell´aria calda che saliva, fu spinto verso l´alto  e infine  scivoló nella  parte posteriore del  sostegno, tirato giú anche  da un contrappeso che pendeva alla sua altra estremitá e lí continuo  a bruciare, ma senza consumarsi.  

Il che aveva fatto venire alla vista uno specchio che era stato usato come sostegno e che era stato messo lí alcuni giorni prima da alcuni addetti alla chiesa  in attesa di essere spostato altrove.  E dallo specchio uscí improvvisamente una voce diversa da quella del cerimoniere che ripeté puntualmente le sue parole: “Morirete tutti, velocemente”. Il cerimoniere si voltó per la sorpresa e vide nello specchio solo sé stesso e gli altri insieme a lui. La Scienza gli diceva che non poteva essere vero quel che aveva udito: lui stesso non era stato e  non poteva essere  un´eco … dopo tanto tempo poi ? Qualcuno doveva essersi  nascosto o aver  nascosto un altoparlante dietro allo specchio, stava pensando. Il cerimoniere controlló. Dietro, nonostante il fioco chiarore, sparso anche dal panno che continuava ad ardere appena,  non sembrava esservi  niente e neppure lungo la  colonna  che stava dietro allo specchio  e da cui pendeva un quadro. Eppure lo specchio sembrava aver parlato. Il cerimoniere  dismisse la cosa con un: “Un giorno la Scienza spiegherá sicuramente anche questo fatto” e diede di nuovo  le spalle allo specchio, e disse ai presenti: “Non é nulla di preoccupante …, portiamo a compimento  il nostro  piano …ormai nulla ci puó piú fermare  … tutto é deciso”,  quando un´altra voce  uscí dallo specchio: “Ogni vita  solamente umana  che viene posata  nel ventre materno, cosí come inizia ad  esercitare il proprio libero arbitrio,  inizia allo stesso tempo a  scavarsi con le proprie mani  la fossa in cui si seppellirá da sola  al  termine della sua permanenza terrena … e durante questo tempo decide di propria responsabilitá  quanto deve essere lunga, quanto deve essere larga e soprattutto quanto deve essere profonda …. una cosa sola gli rimane sempre  preclusa … il quando … e questo lo decide sempre e  solo  Dio …”. Tra la meraviglia di tutti,  il cerimoniere, capito di cosa in realtá si trattava,  tutto adirato  si voltó di nuovo, si avvicinó faccia a faccia con lo specchio e con viso di sfida  gli gridó: “Chi sei tu per dire queste cose a Noi? taci, spirito, perché Noi decidiamo il quando  … Dio?  non esiste altro dio all´infuori di Noi… ormai la Scienza ci rende  invincibili …AH! AH! AH! AH! …..”. Detto questo, con la fiaccola che aveva ancora in mano, colpí  lo specchio che si frantumó in mille pezzi.

Il cerimoniere pensava  di aver risolto la questione e con il viso ancora piú soddisfatto si voltó subito  verso i presenti con l´aspettativa di ricevere una maggiore ovazione e  per dare il cenno  di continuare, ma si accorse subito  che nessuno lo applaudiva… anzi, nessuno lo guardava ma tutti stavano a bocca aperta e con lo sguardo rivolto verso qualcosa che stava dietro di lui, un poco sopra all´altezza della sua testa. Il cerimoniere si voltó lentamente  e nella penombra che regnava riconobbe una scritta in un quadro a lui noto che stava appeso alla colonna e lo lesse con la sua mente in  un: “Siete stati pesati … e siete stati trovati mancanti”. Ma in realtá tutti stavano a bocca aperta perché proprio quel tratto di scritta stava emanando della luce propria nella penombra della chiesa.  Il cerimoniere smise di ridere,  e giá fortemente innervosito perché le cose non stavano andando come previsto, divenne furente, perse il controllo  di  sé stesso e urló:  “Con Noi  stavolta hai paura di mostrare la tua mano? … perché sai che se lo fai, te la mozzeremmo, eh? … “ ed in un sfogo di superbia “e sai anche che presto diventeremo come te …e ci impadroniremo della tua creazione e del tuo creato? ”  e con la fiaccola  inizió a dare dei colpi al quadro nel tentativo di distruggerlo.

Nella foga un colpo  mancó il quadro e mozzó una delle mani protese in avanti di una statua di marmo di un Cristo che era posta su una mensola rialzata al lato del quadro. Staccatasi, questa  planó con la velocitá di un  proiettile verso terra  andandosi a conficcare in una grossa bottiglia di liquido infiammabile  per fiaccola che era stato dimenticata  in vicinanza da chi aveva preparato la cerimonia. La  bottiglia si squarció tutta  ed  il liquido fuoriuscí e si divise in due rivoli: uno, il piú consistente,  raggiunse senza che nessuno se ne accorgesse, la prima riga dei presenti;  la seconda  il panno dei Santi  ed un drappo non visibile ai presenti  posto nel retro della colonna che  saliva dal pavimento fin sú al tetto della chiesa che era sorretto da delle massicce strutture di legno. Tutti i presenti, passato lo spavento  e incoraggiati da quanto vedevano fare dal cerimoniere e cavalcando il  senso di  invincibilitá che stavano provando, pensavano solo  a spronare il cerimoniere a continuare:  nessuno si era reso conto del pericolo che si era creato.  

Il liquido  venne a contatto con il panno dei Santi che ancora ardeva flebilmente ai piedi della colonna ed il fuoco divampó. Questo si estese ai  piedi di alcuni dei presenti che erano giá bagnati dal liquido ed anche al drappo nella parte posteriore della colonna  e, fatto straordinario, salí  su questo  in sú  alla stessa velocitá con cui si sarebbe propagato se fosse caduto in giú. Il panico inizió. Tutti iniziarono a fuggire verso l´uscita, anche coloro che avevano i piedi in fiamme, spargendo cosí ulteriormente  le fiamme. In poco tempo anche  le strutture di legno del tetto si incendiarono, ma nessuno se ne accorse. Il sacerdote infedele che aveva le chiavi della porta dell´uscita e che aveva chiuso dietro di sé la  serratura per assicurarsi che nessuna persona non  autorizzata li sorprendesse durante la  cerimonia, stava al momento del fatto a buona distanza dalle porte chiuse e  a causa della muraglia umana che si era formata fra lui e la porta, non la poté piú raggiungere per aprirla. Il fumo inizió a togliere il respiro… dei pezzi di tetto  infuocato iniziarono a cadere sui presenti; questi nel tentativo  di evitare di essere colpiti dalla pioggia di fuoco, si sparsero per tutta la chiesa, ma le gocce ardenti  che piovevano sembravano  come essere guidate da delle mani invisibili che non davano scampo neanche sotto i ripari piú nascosti della chiesa. Alcuni tentarono di uscire attraverso delle finestre rialzate della chiesa ma d´improvviso la terra inizió a tremare violentemente. Il tetto,  ormai gravemente danneggiato dall´incendio,  cadde  di colpo come  una immensa palla di fuoco  proveniente  dal cielo …

… morirono tutti, velocemente …

 e non ebbero nemmeno  il tempo di dire una preghiera …

Questa discussione è stata modificata 2 mesi fa 4 tempo da enzosabe

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