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Ostentare certezza nel Male  

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GioCo
Noble Member
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Post: 1118
27 Luglio 2020 , 3:36 3:36  

Torno a scrivere dopo una lunga pausa che per me si chiude con questa giornata, lunga e faticosa. E' passata la mezzanotte e di fatto è un nuovo giorno e un nuovo capitolo delle vicende umane.

Questo pezzo è uno di quelli difficili e proprio tornando a scrivere (non a caso) scelgo un argomento difficile. Quando scrivo che l'argomento è difficile intendo che è per pochi tra i pochi, gli altri traviseranno o non capiranno proprio.

Ovviamente non tratterò argomenti complessi, al solito userò l'evidenza evidente per tracciare la linea di principi immediati alla comprensione che però non hanno tempo e nemmeno appartengono a un luogo preciso per ciò a dispetto della loro semplicità apparente scriverne ha una conseguenza che rimane occulta alla maggioranza, non per mancanza di volontà ma di possibilità.

Parleremo dell'argomento più antico di sempre. No, non è la prostituzione, ma la dicotomia tra il Male e il Bene. Importante è scriverne in questi tempi che sembrano così tenacemente appartenere alla divisione netta tra questi due aspetti del manifesto. Sembra un era di forte contrapposizione. Naturalmente sembra perché è il Male che opera la sua alchimia, necessaria a nascondere alcuni aspetti della sua propria debolezza.

Chi mi legge sa bene che non mi riconosco in nessuna religione, tanto cattolica quanto camuffata da pratica, come quelle buddiste, induiste o gnostiche. Credo di essere tra i pochi che pensano che se Cristo sia anche esistito come personaggio, risponderebbe davvero poco ai racconti (tutti) che poi ci sono pervenuti nei secoli. Se potessimo con un monitor vedere quello che fu la figura storica da cui tutta l'avventura religiosa più importante degli ultimi due millenni a poi tratto ispirazione, non credo saremmo in grado di riconoscerla. Questo non vuol dire assolutamente sminuire il personaggio, solo che ne ignoriamo praticamente tutto a parte l'insegnamento.

Una delle caratteristiche principali di questo insegnamento è lo sbilancio tra ciò che definiamo Bene e ciò che definiamo Male. Lo Zoroastrismo che potremmo considerare una specie di padre storico del concetto di equilibrio tra le parti, introduce l'idea che ci sia una sostanziale parità tra questi due aspetti del divenire, dato che dal creatore unico proverrebbero due spiriti gemelli che rappresentano il Bene e il Male. Tuttavia Angra Mainyu (lo spirito ribelle e distruttore) avrebbe scelto liberamente di fare il Male. Questo introduce il concetto di libero arbitrio che però già in una religione monoteista così antica presenta il primo grosso problema: il libero arbitrio è una esclusiva del Male.

Nelle capienti tasche dell'evidenza evidente rimane infatti occultata la particolarità che è nella ribellione al genitore spirituale che si inserisce la libertà possibile, in assenza c'è solo l'ubbidienza. Ma tutte le religioni (monoteiste) sono comunque concordi nell'affermare che quel padre unico primigenio ed eterno è perfetto, sotto ogni punto di vista per ciò conviene sempre ubbidirgli anche se non sempre è facile. Lasciamo perdere le maestose arrampicate sui vetri per tentare di ribadire questo concetto assieme al problema che da quell'unica perfezione poi proverrebbe il Male. Quello che qui vorrei evidenziare è che l'insegnamento cristiano sbilancia questo rapporto e mette sul piatto del Bene un peso decisamente superiore a quello del Male in pratica affermando che il libero arbitrio non esiste. In modo più prosaico diremmo oggi che “il Bene vince sempre”, ma alla fine (aggiungiamo noi) e da qui si capisce meglio la frase “beati gli ultimi” così come diventa un po' più chiara la parabola a cui fa riferimento.

Inoltre c'è un altra evidenza evidente ancora più in ombra e forse più interessante ancora. La ribellione è per definizione alla perfezione che sotto traccia è definita anche “l'unica via”. Quindi il Male è (sempre per definizione) l'imperfezione, cioè qualsiasi cosa eluda l'unica via che in quanto tale rimane obbligatoria. Ma non sempre e non ovunque. Il Male quindi corrisponderebbe a una sorta di perdita di tempo cosmica che siccome è compiuta all'interno di un paradosso (il Cosmo per definizione non ha tempo come invece l'Universo che ha un inizio e avrà una fine) esiste solo in quanto illusione del possibile escluso a priori che viene permesso perché ci si possa convincere che in effetti la via era una e non si può che procedere per quella.

Un ultima evidenza evidente ci suggerisce poi che il Male è proprio il libero arbitrio che si palesa alla radice dello stesso: il conflitto. Tutto ciò che ci porta al conflitto con gli eventi che accadono di fatto è un conflitto spirituale verso il padre (spirituale) per non riconoscergli la perfezione che per definizione egli rappresenta.

Ovviamente tutti questo ha un senso dal momento che iniziamo a considerare un certo monoteismo che inizia a scricchiolare già anche solo con il panteismo. Dal mio punto di vista Male e Bene sono solo aspetti di una manifestazione che non incorpora in sé niente che si possa valutare in quel modo. Ciò non mi porta a rifiutare la presenza di una precisa volontà malvagia anche in senso assoluto o a giustificarla lì dove viene perseguita, ma semplicemente a non valorizzarla come invece il conflitto e la condanna finirebbero per fare.

Questa discussione è stata modificata 3 settimane fa 2 tempo da GioCo

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emilyever
New Member
Registrato: 3 mesi fa
Post: 4
27 Luglio 2020 , 14:29 14:29  

Sul problema del male ti risponde una credente, ma a suo modo, mi definisco spesso una che crede nonostante la Chiesa.  Sul Male ho una mia visione particolare, che si potrebbe sintetizzare in quel verso del padre nostro "non ci indurre in tentazione". Ebbene, non mi convince quella facile spiegazione ribadita ancora ultimamente da papa Francesco: Non lasciare che mi si induca in tentazione. Il Padre nostro è così chiaro, perchè non dovrebbe esserlo anche in questo verso? perchè non si dovrebbe intenderlo in senso letterale? come quel verso della Genesi che dice dell'uomo fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Mi sono quindi costruita l'idea di un Dio dinamico, che se è "perfetto"non può permettere che ci sia qualcosa al di fuori di Lui, e quindi il Male è l'altra sua faccia, con cui lotta costantemente, che supera ma non sconfigge mai definitivamente. E così fa l'uomo. E Gesù, fattosi uomo, non a caso, prima di cominciare la sua predicazione va nel deserto ad affrontare l'altra parte di se stesso.


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GioCo
Noble Member
Registrato: 13 anni fa
Post: 1118
27 Luglio 2020 , 22:19 22:19  
Postato da: @emilyever

Sul problema del male ti risponde una credente, ma a suo modo, ...

Non credo che esistano credenti di un credo dogmatico come la chiesa vorrebbe, tanto meno cattolico e cristiano. Duemila anni di dottrina teologica per puntualizzare nel dettaglio ogni aspetto della fede sottolinea solo l'estrema duttilità che la cristianità conserva, nonostante tutto. Personalmente ritengo che la perfezione sia un principio, come la circonferenza o lo zero matematico, quindi intraducibile nella esperienza quotidiana di questo mondo. Ciò non di meno siamo certamente spinti verso la perfezione anche quando si realizza tutto l'opposto.

L'imperfezione, se vuoi l'errore o il conflitto che ci incatena alle nostre vite quotidiane e alle nostre esperienze, non tende a confermare se stessa ma vuole sempre essere risolta a favore della perfezione. Ci vuole molta caparbietà e molto impegno per sostenere il Male e questo lo rende senza dubbio più debole. Ciò non di meno il Male è proprio per questo "raro" e quindi non senza paradosso anche prezioso.

Questo post è stato modificato 3 settimane fa 2 tempo da GioCo

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