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La parte del mito di Lucifero un po' meno intuitiva


GioCo
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Lucifero, sappiamo tutti che ci viene proposto nel mito come il primo e il più amato degli angeli che a un certo punto viene punito e scagliato all'inferno.

Sappiamo che nei vangeli e nei testi canonici dell'antico testamento non c'è riferimento a un angelo che sia stato scaraventato all'inferno per la sua superbia. Si fa riferimento a persone o ad antichi dragoni, non ad angeli caduti. Quindi il mito che viene tramandato non è chiaro da dove arriva.

Eppure il mito persiste e con esso l'ambiguità di questa figura, ora vista dalla tradizione cattolica come il Male, associato a Satana come uno dei suoi volti e condannato perché voleva essere come Dio, ora visto da altre tradizioni esoteriche e gnostiche come una specie di Prometeo separato da Satana, che donando la luce della conoscienza agli uomini, come Prometeo con il fuoco adirò Zeus, sfidò la volontà divina a lui superiore per il nostro bene venendo condannato per questo.

Eppure c'è un filo sottile che tiene insieme queste versioni e non sta fuori, nella presunta "vera storia" di un mito che vuole essere letto in modo letterale pur di non riflettere sulla metafora, infinitamente più ricca e "intrigante", come solo un mito riesce ad essere.

Rimane infatti indubbio che l'Uomo è colto da due poli malevoli nel suo quotidiano. Quello più "facile" e distruttivo, che si declina nell'autodistruzione e nella distruzione del Mondo esterno. Un classico è ritenere che questo Mondo faccia tutto schifo e quindi l'Apocalisse sarebbe in fondo un bene. Cioé augurare il Male assoluto per un bene relativo e nemmeno del tutto certo "per noi" (perché ad esempio "chi" sceglie quelli che sopravviveranno non sono io e ne voi).

L'altro polo è quello dell'attaccamento all'aspetto materiale della vita. Quella che gli esoteristi chiamano "identificazione" che è un concetto un po' diverso da quello dell'egoismo biblico o dell'egocentrismo della psicanalisi. Si tratta di una "sostituzione di identità" o confusione di identità, un po' come il ventriloquo che a un certo punto vede il suo burattino "prendere coscienza autonoma" come fosse un essere separato dall'artista. L'atto avviene in un certo senso senza che ci si possa fare caso, eppure a un altro livello avviene in perfetta lucidità cosciente. Nel senso che l'artista non si rende del tutto conto che il burattino sta prendendo coscienza autonoma separata dalla sua volontà mentre il processo di separazione avviene, allo stesso tempo però egli sa perfettamente (a un altro livello di coscienza) quello che sta accadendo dentro di lui, ne può essere persino spaventato, ma è come se non potesse farci nulla e a un certo punto accetta l'accadere come un dato di fatto ed anche se può intervenire non lo fa.

Ecco, sotituiamo il ventriloquo con una persona qualsiasi e immaginiamo che quando nasce questa persona non ha indentificazioni specifiche. Non "sa" neppure che è nato, semplicemente si sveglia al mondo, un po' come ogni giorno noi ci svegliamo dal sonno e non ci rendiamo conto che stavamo sognando prima di realizzare che siamo svegli, ma con tempi differenti. Ecco, questo processo di "realizzare che una cosa è riconosciuta per un altra" è una specie di @GioCo degli specchi che allo stesso tempo avviene senza che possiamo farci niente ma a un altro livello per nostra specifica volontà e desiderio. In effetti, noi non sappiamo esattamente cosa sia un sogno mentre lo descriviamo, così come non sappiamo esattamente cosa sia questo "venire al Mondo" quando un bambino nasce. Perché la "fisica" di ciò che precedeva questo "rendersi conto" rimane avvolta nel mistero. Non sappiamo bene cosa abbiamo vissuto prima di renderci conto che era "diverso", sappiamo solo che l'esperienza materiale è un altra cosa.

Ma noi non vogliamo rimanere senza risposte, principalmente perché non sappiamo restare nelle domande che contano infinitamente più delle risposte. Per ciò diamo valore "falso" a ciò che ha preceduto il momento in cui abbiamo realizzato che era diverso quel "prima", che quella era un altra maniera di fare esperienza nella misura in cui la ricordiamo, quindi il sogno diventa "falso" e quindi oltre la realtà materiale se ci sono esperienze da fare queste riguardano solo un altro modo di concepire il falso. Perché per esclusione solo l'esperienza materiale è "vera".

Quindi oltre la vita, dove abita la morte, abita per estensione anche il Male ed è infatti in quel luogo che ci viene più naturale relegarlo. Per ciò noi non vogliamo morire, la morte si tinge di orrore e di gravità che vanno oltre la disperazione degli affetti e riguarda un Male oscuro e superiore. Andiamo ad affrontare il luogo dove l'identità viene meno.

Ma ecco che questo significa che l'identità non può che rimanere quella concentrata nell'esperienza materiale e perché l'altra l'abbiamo del tutto cancellata, come il ventriloquo che non è più in grado di tenere insieme se stesso e quindi cancella una parte di sé affinché l'altra possa "scimmiottare" una autonomia che non possiede, come l'avesse e come se fosse fuori dal controllo del ventriloquo stesso. Per esempio nel nostro aspetto, la nostra immagine fisica allo specchio e in altri attributi che riguardano sempre la nostra esperienza materiale. Ecco, questo processo è in sintesi l'identificazione.

Riprendiamo adesso l'immagine di lucifero e rimettiamo insieme il concetto di "portatore di luce", cioé di coscienza e allo stesso tempo il maligno per antonomasia, cioé colui che ci ancora all'aspetto materiale della vita. Come vediamo da questa prospettiva, le due cose non sono separate se non nelle apparenze estetiche del mito e nelle pieghe della nostra ignoranza. Di fatto prendere cocienza che l'esperienza materiale non ci dice niente circa ogni altra esistenza possibile alternativa ci porta alla sperazione e di conseguenza provoca il Male, divide l'anima, senza commetterlo, perché non c'è nessuna divisione concreta che si realizza, tutto rimane nel solco dell'illusione.

Come a teatro ogni buona rappresentazione.


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LuxIgnis
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Da Wikipedia:

Il termine significa letteralmente Portatore di luce, in quanto tale denominazione deriva dall'equivalente latino lucifer, composto di lux (luce) e ferre (portare), sul modello del corrispondente greco phosphoros (phos=luce e phero=portare), e in ambito sia pagano che astrologico esso indica la cosiddetta «stella del mattino», cioè il pianeta Venere visibile all'aurora, ed è anche identificato con questo nome. Nella corrispondenza tra divinità greche e romane l'apparizione mattutina del pianeta Venere era personificata dalla figura mitologica del dio greco Phosphoros e del dio latino Lucifer. Analogamente in Egitto Tioumoutiri era la Venere mattutina. Nell'antico Vicino Oriente, inoltre, la "stella del mattino" coincideva con Ishtar per i BabilonesiAstarte per i FeniciInanna per i Sumeri.

Aggiungo che ha anche correlazioni con la dea Isis (Iside) dell'Egitto.

 

In sostanza Lucifero era una delle tante rappresentazioni della Dea madre, ed è per questo che è diventato un demone per il cristianesimo, in quanto nelle sue varie forme era adorata dai pagani. Non aveva nessuna connotazione negativa.

Del resto come può un "portatore di luce" essere negativo?


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Platypus
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Il mito è per sua natura polisemico, qualora non lo fosse non sarebbe tale.

Come giustamente annota @Luxignis, Lucifero è identificato astronomicamente col pianeta Venere però qui le cose si complicano perché gli antichi distinguevano la "Stella matutina" dalla "Stella vespertina" e le attribuivano significati molto diversi. La prima è la Venus urania, casta, guerriera e volta ad annunciare il Sole, il principio maschile della ragione e della disciplina; la seconda è detta Venus pandemos ed è erotica ed orgiastica. Si potrebbe dire che lo stesso archetipo contiene i principi dell'apollineo e del dionisiaco un po' come il Tao.

Lucifero diventa metafora del male in ambito cristiano in quanto eredita dall'ebraismo l'avversione verso le antiche divinità pagane (le Asere dei fenici, la Venus Astarte, Ishtar, Isis etc...); può sembrare strano ma Stella matutina è uno degli appellativi della Madonna così come Stella maris, quasi a voler sovrascriverla alle antiche divinità femminili ma il significato è esattamente lo stesso. Ecco un frammento di un antico inno, Ave Maria Virgo Serena, musicato dal compositore fiammingo Josquin Des Pres:

Ave cujus nativitas,
nostra fuit solemnitas,
ut lucifer lux oriens
verum solem preveniens.

per chi volesse ascoltare questo bellissimo esempio di polifonia rinascimentale ecco il link:

ovviamente a nessuno verrebbe mai in mente di sostenere che si tratti di un inno satanista in quanto l'accostamento della lux oriens alla figura mariana sottintende il primo significato, quello positivo.

Ecco un altro passaggio, tratto dal Praeconium paschale 

Flammas eius lucifer matutinus inveniat:
Ille, inquam, lucifer, qui nescit occasum:
Christus Filius tuus,
qui, regressus ab inferis, humano generi serenus illuxit...

tradotto grossolanamente: la sua fiamma (del cero pasquale) la trovi accesa il portatore di luce mattutino, quello che non conosce tramonto: Cristo tuo Figlio che, tornato dagli inferi, illumina sereno il genere umano. 

Qualche ignorante gridò allo scandalo dopo aver sentito cantare questo inno durante la notte di Pasqua: ahhh! il papa fa inneggiare a Lucifero nella basilica di S. Pietro!!! papa satanista!!! e questo senza tener conto del fatto che questo inno viene cantato nella stessa occasione, pressoché ovunque, da oltre un millennio e passa.

Ora la vera questione non è tanto il significato della stella del mattino o di quella della sera quanto il giudizio che si dà alla vita che viviamo in questo mondo ed in ultima analisi a questo mondo. Lucifero, la Venus pandemos, in alcuni casi ci riporta alla materia ma, allo stesso tempo, la Venere Urania ci fa distogliere lo sguardo da questa in attesa del vero Sole che sta per sorgere, la nostra componente spirituale da risvegliare.

Se per noi è importante l'esistenza materiale con le sue gioie e i suoi dolori allora propenderemo per il il primo ma se concepiamo il mondo come prigione allora il salvatore non sarà chi ci ha messo in questo mondo ma chi ha potere di trarci fuori da esso. 


uparishutrachoal e Hospiton hanno apprezzato
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uparishutrachoal
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Tutto è guna..e ogni cosa può essere vista più vicina o più lontana dal Principio..determinando la sua natura benefica o malefica..

Lucifero può essere portatore di luminosità o di calore..come il serpente può dispiegarsi ondeggiando verso l'alto o verso il basso..connotandosi come positivo o negativo..

Come dice Dante.:

 

Ne l’ordine ch’io dico sono accline
tutte nature, per diverse sorti,
più al principio loro e men vicine;

onde si muovono a diversi porti
per lo gran mar de l’essere, e ciascuna
con istinto a lei dato che la porti (Paradiso II/111)

Quindi..lo stesso simbolo può trascinarci nella luce o nell'oscurità..secondo l'istinto che abbiamo..che seguiamo o che ostacoliamo..

Il simbolo è contraddittorio perché l'essere umano è contraddittorio..e se il Sole è un simbolo di vita..arriva il momento che può diventare un impaccio se tendiamo a reintegraci in quel Vuoto che la scoperta del cosiddetto buco nero al centro della Galassia ha reso visibile pure in termini astronomici..e che è gerarchicamente superiore al Sole in quanto ci gira attorno..

L'iniziazione all'Essere allora è il momento solare..detto dei piccoli misteri..mentre il sole nero è quella reintegrazione oltre l'Essere dei grandi misteri ..che è la indesiderata ..per noi..meta finale..

In questo caso.. Lucifero vesperino può apparentemente essere negativo per un destino solare..ma può annunciare la notte come spazio privilegiato per muoversi oltre l'Essere..se ci attende una consapevole reintegrazione finale..come a dire che la vita non sempre è desiderabile per chi alla fine la vuol trascendere..ovviamente se è stato percorso il ciclo mattutino che ha rinvigorito ..altrimenti il mare tenebrarum non salverà dalla follia l'incauto che ha osato affrettare i tempi..

Voglio dire che i simboli.. chiari in se stessi..pur essendo contraddittori ..mutano di significato a  seconda di chi li guarda..e il momento in cui li guarda..e rendono il mondo esteriore in una luce che solo il mondo interiore può decifrare..

 

 

 

 

 


Hospiton e Platypus hanno apprezzato
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Platypus
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@uparishutrachoal

la guna è negli occhi, nella mente e nell'anima di chi si pone di fronte al simbolo, questo è di per sé neutro.

con questo mi ricollego al tuo commento sulla "menorah di Stato" che potrebbe essere una pura costruzione geometrica o rappresentare tutt'altro (anche se, lo ripeto spesso, a pensar male...) ma che agli occhi del cospirazionista doc, sensibilizzato a tutto ciò che suona come giudaico-massonico, non può che far scattare il fatidico campanello d'allarme.

è più o meno lo stesso meccanismo su cui si basa un test psicologico con le figure di Rorschach. 


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uparishutrachoal
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Postato da: @derwanderer

@uparishutrachoal

la guna è negli occhi, nella mente e nell'anima di chi si pone di fronte al simbolo, questo è di per sé neutro.

con questo mi ricollego al tuo commento sulla "menorah di Stato" che potrebbe essere una pura costruzione geometrica o rappresentare tutt'altro (anche se, lo ripeto spesso, a pensar male...) ma che agli occhi del cospirazionista doc, sensibilizzato a tutto ciò che suona come giudaico-massonico, non può che far scattare il fatidico campanello d'allarme.

è più o meno lo stesso meccanismo su cui si basa un test psicologico con le figure di Rorschach. 

Con la nuova sistemazione di Piazza Montecitorio, inaugurata il 7 giugno 1998, è stata tracciata sull'acciottolato della piazza una nuova meridiana, in memoria di quella di Augusto, che punta verso il portone d'ingresso del palazzo. L'ombra dell'obelisco non punta, però, esattamente in quella direzione, e la sua funzione gnomonica è definitivamente perduta. Del resto, a leggere Plinio, anche lo strumento originale aveva smesso di funzionare già dopo una trentina d'anni dalla sua installazione, cioè verso il 47 (Wikipedia)..

Adesso sappiamo che le intenzioni erano quelle di ricostruire la meridiana originaria..

Ma naturalmente la meridiana è solo un pretesto..si dice...

Forse qualcuno ha spinto sulla ricostruzione mettendo una manina..o forse qualcuno voleva dar lavoro all'impresa di segnaletica stradale con parcella gonfiata..

Chi può dirlo..?

Le striscie sull'acciottolato sono un simbolo che ognuno legge come vuole..come inutile restauro..come rispetto per il passato..o come traccia innominabile..

Alla fine è meglio pensare ad altro che tanto non ne verremo mai a capo..che le vere  intenzioni si nascondono molto bene..perché stanno nella testa spesso corrotta di chi le ha coltivate..e non lo viene a dire certamente a noi..

 

Questo post è stato modificato 5 giorni fa 3 tempo da uparishutrachoal

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cedric
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Il mito di Lucifero si basa sugli scritti di due furbacchioni.

Il  primo è l'ottimo Giovanni, che dopo aver mangiato una pagnotta inquinata dall'ergot s'è messo a scrivere la sua Rivelazione (tutti gli studenti di provincia sanno che  ἀποκάλυψις  è composto da ἀπο negativo e  λανθάνω svelare).  In pratica Giovanni ha visto la luce proprio  come Jake alla chiesa di Triple Rock.

Il secondo e' l'ottimo John Milton, che ha scritto  Paradiso Perduto in cui drammatizza il mito dell'eden e s'inventa una guerra galattica fra opposte fazioni di angeli, mettendo lucifero a capo della ribellione. E va detto con onestà che il dialogo fra adamo e lucifero/satana è estremamente moderno ed attuale anche se scritto nel 1666 (altro riferimento non casuale!)

In nessun altro posto della letteratura ci sono riferimenti a tale lucifero, comandante delle guardie e capo della ribellione, divenuto poi in arte satanasso, belzebù e compagnia cantando. Molto banalmente lucifero non esiste, ce lo siamo inventato noi per dare ad un esterno la colpa delle nostre pulsioni più o meno lecite e qualche antropologo si è anche inventato degli improbabili riferimenti ad antiche divinità, pur di non sbugiardare un libro canonico dei cristiani.

Ovviamente se si crede agli alieni, il discorso tornerebbe pure, hai visto mai...

 

 


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GioCo
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Grazie a tutti, veramente! Quando posto certi argomenti, che nelle intenzioni dovrebbero solo fungere da stimolo alla rilfessione, ho sempre timore di provocare facili risposte. Invece con sopresa leggo approfondimenti che rilanciano lo stimolo, cioè superano le mie migliori aspettative.

Quando succede, sono sempre felice che succeda, anche se dentro quei rilanci ci sono inevitabilmente delle critiche alle mie "tesi"... Perché rimangono critiche che vogliono contribuire, aggiungere un pezzetto e non solo destituire di fondamento l'argomento.


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Platypus
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@gioco

grazie a te per gli spunti di ricerca e di riflessione.

che le opinioni divergano è inevitabile e ciò produce un effetto molto positivo: spinge ad analizzare criticamente le proprie ed a rimetterle in discussione. se questa operazione, poi, viene fatta con un ego abbastanza ridimensionato si rischia anche di imparare qualcosa e persino di crescere.


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