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La fine di un Era e la minaccia dei nuovi nati


GioCo
Noble Member
Registrato: 14 anni fa
Post: 1702
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Fermarsi. Riflettere. Fare luce interiormente, cioè farsi forza per dissipare le tenebre della Paura e della Rabbia che ci attanagliano.

Tutti dipendiamo dalle emozioni tanto più se negative. Anche il drago, statene certi. Perché per quanto poco sia il suo rischio, per fare quello che fa ha bisogno di infinite rassicurazioni e non bastano nemmeno quelle. Nel governo dei pavidi, non è certo il coraggio, l'abnegazione e il buon senso ad illuminare la strada, ma il ricatto e la paura.

Ma la nostra Paura è per quello che sarà, per quello che non è già più e poi Rabbia per quello che saremo costretti ad accettare, via via che il nuovo si palesa con tutta la sua ferocia.

Si tratta della fine di un epoca, quella della seconda rivoluzione industriale che con tutte le sue contraddizioni non era di certo meno velosa di questa. Semplicemente non facevamo parte della porzione di umanità a cui era destinato il peggio, fino a ieri. Oggi le cose sono cambiate e come per gli immigrati, siamo stati relegati alla porzione B dell'umanità.

A noi questo ci sta stretto e non lo accettiamo. Eppure, solo chi saprà accontentarsi di quanto avremo saputo difendere potrà voltare pagina e cercare un altro domani, diverso da tutto quello che abbiamo avuto fin'ora. Migliore? Forse.

Ma non è tutto. La porzione A dell'umanità, quella che ubbidisce acriticamente da sempre, da poco è passata dall'essere consumatrice ad essere oggetto del consumo. Per chi? Per una ristretta cerchia di persone che si riserbano il diritto di considerare unilateralmente tutti quelli che non sono loro pari nient'altro che merce, da gettare via se non serve. In altre parole "non essere considerati" alla stregua di "cose", oggetti qualsiasi, diventa un privilegio per pochi eletti.

Quindi puoi scegliere se essere un reietto, un emarginato, uno che vive lontano dal progresso e dalle comodità e che lo fa per conservare la sua dignità e la sua umanità, oppure abbassarti a diventare un oggetto mercificabile, ne più e ne meno di una mucca o una gallina.

Parrebbe una triste scelta e un destino infame. Ma il diavolo fa le pentole non i coperchi ed è sempre la scimmia di Dio. Se qualcosa gli viene concesso è per scopi ben più importanti e comunque sempre molto lontani dai suoi propositi.

Ebbene, come esseri consapevoli, non subiamo. Non siamo noi a subire a prescindere da quello che poi ci accade. Perché se sei a un certo stadio del cammino, tale per cui queste cose ti viene concesso di riconoscerle e vederle per ciò che sono, non torni indietro. E' impossibile. Rimane però la possibilità di "credere" che si possa subire, vivendola come un torto, dandogli un significato (emotivo) meno coerente e armonico rispetto l'accadere.

Viviamo anche la fine di un Era, non solo di un Epoca, durata migliaia di anni e dominata dalle religioni monoteiste e con essa sta per terminare anche l'ultima sua coda, l'industrialesimo. Il Mostro è lungo e non finirà oggi o domani, ci vorrà ancora del tempo, molto tempo. Ma per noi poco importa, ciò che conta è vedere bene che il Male che subiamo è solo un passaggio obbligato, come il bimbo capriccioso a cui è stato dato l'ordine di lavarsi bene le orecchie.

Un Male necessario a riscoprire una realtà che avevamo dimenticato, una realtà più semplice, dove torna ad avere un peso la povertà materiale e proprio per questo la sua controparte sottile: la ricchezza interiore.

Perché il benessere materiale si accumula sempre attorno ai peggiori. Un tempo si diceva: "se vuoi sapere cosa ne pensa Dio della ricchezza, basta guardare a chi la da".

Nell'abbondanza infatti muore il piacere della condivisione di un fare, del dono e della riconoscenza reciproca, della gioia e dell'affetto sinceri e semplici verso il prossimo. Dimentichiamo il valore dello stare con l'altro e lo sostituiamo con la dipendenza dall'erba voglio, quella che non cresce nemmeno nei giardini del Re ma è abbondante all'Inferno nei gironi della vanità.

Così per stare in pace dalla cattiveria del prossimo, cerchiamo spazi privati, cose da possedere, cioè luoghi e tempi assicurati dai beni di consumo e smettiamo di cercare con fatica e pazienza le ragioni dietro ai comportamenti che ci infastidiscono. Smettiamo di cercarli fuori e di conseguenza anche dentro di noi, nello specchio della Vita.

Da qui a divenire senza che ce ne rendiamo conto frivoli e superficiali, ma anche insensibili e quindi cinici è un attimo. Iniziamo a dipendere dalle "necessità" che sono mille ma nessuna di queste contribuisce anche per pochissimo al nostro benessere emotivo e spirituale, solo ci danno un contentino, ci fanno stare bene al momento ma in cambio ci svuotano di ogni responsabilità e di ogni spinta a migliorare, ad essere persone degne d'essere chiamate "Uomo", una leggenda in ogni realtà del creato e anche oltre.

Come non bastasse, per non ammetere nulla, per non sminuire ciò che lo specchio impietoso della Vita rimanda mostrando quali miserie nascondiamo sotto le foglie di fico, ecco che siamo pronti piuttosto a dire che essere "Uomo" significa essere "schifezza". L'Uomo è cattivo, l'Uomo è avido, l'Uomo è egoista. Meglio il cane, lui si che rimane d'animo superiore. Ma se per Voi l'animo superiore è quello di un cane, allora è giusto che vi sia data l'occasione di diventare dei cani. Con tutto ciò che ne consegue.

Aah, quanto miserabile è il destino di colui che si fa miseria per non avere responsabilità oltre quelle terrene.

Eppure, con le buone o con le cattive quest'epoca di passaggio, governata da Moloch a cui è stato concesso di scorrazzare libero per i giardini dell'Eden per farne la sua tana, ci costringerà a tornare sui nostri passi e per quanti non capiranno, o per meglio dire faranno finta di non capire, ci saranno solo tremende bastonate dove farà loro più Male.

Senza scampo.

Per tutti gli altri è l'Eden che sarà da conquistare e una cosa si può dare già ora per certa: chi vi metterà piede, e vi sarà di sicuro qualcuno che ci riuscirà, per prima cosa caccerà a pedate Moloch. Lui lo sa ed è per questo che come già fu per il tempo di Erode, avrà inizio la mattanza dei bambini.


Hospiton, alpho e sarah hanno apprezzato
Citazione
sarah
Eminent Member
Registrato: 3 mesi fa
Post: 23
 

Grazie, ha offerto un'ottima lettura. Una riflessione difficile ma senza dubbio necessaria. Parlavo oggi con una mia familiare molto prossima che mi ha confessato di vivere in un permanente stato di afflizione ed angoscia ed insieme abbiamo cercato di analizzare le ragioni ultime, e più vere, della nostra grande sofferenza. Così è spuntato fuori ciò che in parte afferma anche Lei: abbiamo senza dubbio paura dell'ignoto ma anche un inconfessabile terrore di chiederci cosa siamo disposti a "perdere" ( perdoni la citazione non voluta di un personaggio che non apprezzo un gran che ) per salvare la dignità più profonda, quella più radicata dentro di noi, che ci rende esseri umani. Dicevo a questa parente che noi tendiamo a fermarci troppo presto, cioè a legare il concetto di dignità umana alla posizione che occupiamo in società e purtroppo al denaro che ci rende temuti e rispettati. A sua volta, lei mi diceva di sentirsi sempre più pronta ad abbandonare qualsiasi comoda consuetudine pur di "salvare la pelle e l'anima" per usare le sue parole. Non è mai accaduto, a tante persone contemporaneamente, di doversi avvicinare così tanto all'orlo, di sentirlo tra le mani il peso di quella scelta che fino a non molto tempo fa ci appariva come un'eventualità remota che non avremmo forse mai dovuto affrontare in vita. Invece è qui, adesso, così concreta e reale che ci fa venire le vertigini. Forse a noi, in quest'epoca e in questa vita tocca un onere che ad altri è stato risparmiato: dovremo scegliere, fare una scelta di immensa portata che tocca il corpo e lo spirito e non eravamo preparati a questo. Per di più gli eventi corrono veloci e ci mettono fretta, sembra non ci sia molto tempo. Grazie per la cosa migliore che ho letto oggi.


Hospiton hanno apprezzato
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alpho
Active Member
Registrato: 2 mesi fa
Post: 19
 

Leggere GioCo è un'esperienza... Grazie 


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Teopratico
Estimable Member
Registrato: 7 anni fa
Post: 234
 

Questo è uno dei tuoi testi più belli ( letterariamente) e importanti dei tuoi, e, come solito, benefico. L'ho girato a diverse persone che vivono e soffrono questa situazione più di me. Grazie.


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