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Il Distacco come Arte Superiore: Metaphora


GioCo
Noble Member
Registrato: 13 anni fa
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Eccoci qua al secondo appuntamento che rinnovo finché il demone mi obbligherà. Questo è dedicato all'arte più somma di tutte, quella dell'uso simbolico della comunicazione come tramite di ascesa spirituale.

Questo argomento di rifessione è talmente importante che qualsiasi tentativo di sminuirlo nel tempo ha fallito miseramente e continuerà a fallire. Tuttavia è cruciale capire prima di tutto come mai si insiste nel voler a tutti i costi trasformare una esistenza (la nostra) che è essenzialmente SOLO simbolica e metaforica con una che invece ripudia il simbolo e la metafora e con essi la mediazione della significazione, principalmente per mezzo della ridicolizzazione dell'argomento. Come se ad esempio Jung o altri personaggi simili, indicati come "grandi pensatori del nostro tempo" dallo stesso mainstream, non avessero sottolineato la sciocchezza enorme che questa tendenza comporta.

Il motivo principale è un altro principio che va sotto il nome di "fissazione". Naturalmente anche qui l'inquisizione semantica in questo caso della psicologia che ha preteso di sostituire il significato originario con un altro più "scientifico" e "moderno" ha fatto dei bei danni. Non mi metterò qui discettare sulla scienza e sul concetto di modernità, se non accennando a come siano usate in modo fin troppo spesso pretestuoso per alterare o sostituire significati considerati antiquati e per questo da "rottamare". Fissare ha infatti un etimo (QUI) che ci rimanda al patto, con quello che nel mio precedente contributo (QUI) ho indicato genericamente come "uovo cosmico", un concetto molto antico che persino wikicoipiedi ci illustra abbastanza decentemente, perché collega chiaramente oriente e occidente in un unica visione "onirica" del cosmo. Solo questo dovrebbe inziare a farci capire l'importanza simbolica di questo archetipo straordinariamente potente.

Permettetemi un ennesima digressione obbligatoria a questo punto. La pubblicità (e la propaganda più in generale) usano in modo massiccio il simbolismo per veicolare messaggi essenzialmente mercantili. Cioé per stipulare patti che vogliono fissare l'attenzione del pubblico su qualcosa da vendere, cioé un comportamento che ci vincoli a cosiderare un prodotto o un servizio che in questo specifico ambito è l'obbiettivo. Il simbolismo è il veicolo principe attraverso cui si può manipolare l'emozione. La sua funzione principale è esattamente quella perché è il modo più immediato con cui si può allenare la Mente a fare il @GioCo del suicidio, cioé a progettare percorsi (ideali) indiretti e controintuitivi di significazione. In altri ambiti questo "processo" è anche noto come "non fare" in antitesi al "fare" che invece ci vincola (quindi è un "fare" che ci distacca al posto che vincolare). Siccome il messaggio simbolico è in automatico indiretto e controintuitivo, allora ed esattamente per questo, diventa un messaggio emotivo, diretto al sistema emotivo umano che ovviamente risponde. Ma mentre un dialogo emotivo è tra pari se è tra umani o almeno tra viventi, con una macchina il dialogo è per forza un monologo. Attenzione che lo stesso si può dire per il libro e per dittafono, cioé il registratore. Quindi anche la musica ha lo stesso problema di trasformare il rapporto emotivo, il dialogo metaforico e quindi poetico, in un monologo. Cioé una masturbazione essenzialmente.

Nonostante la centralità evidentissima dell'emozione nella sipula del patto commerciale che lo ribadisco in questa prospettiva è SOLO emotivo, la stessa poi viene totalmente disattesa dall'atto pratico dell'acquisto, come se contasse altro che con il simbolico niente ha a che vedere. Subiamo cioé l'esatto rapporto che vale per il tradimento. In altre parole si cerimonia l'atto sacro fino al momento della stipula effettiva in cui si disconosce totalmente il sacro (ridicolizzandolo) per sostituirlo con il significato letterale di quello che fino a quel momento era seguito come atto emotivo. C'è una "salvezza" in tutto ciò? Ovviamente, ma come sempre non è niente di difficile da comprende, il dificile è accettare e in questo caso accettare e poi mettere in pratica le conseguenze che anticipo in questo modo: chi sarebbe disposto ad andare al Cinema per vedere un film che ci lascia del tutto indifferenti emotivamente? Ovvio, nessuno. Quindi...

Mettiamo che il nostro sia un mondo fatto di dipendenza alla masturbazione. Una cosa più legante di quanto non lo sia la dipendenza dallo zucchero o qualsiasi altro psicotropo chimico, sommato alla necessità di adeguamento sociale. La dipendenza dal mediatore televisivo ci da appena una pallida idea dell'argomento, sia per portata che per importanza.

Avviso a questo punto come sempre (a costo di sembrare logorroico) che per me questa non è la verità. Non cerco e non offro alcuna verità. Per ciò vi invito a prendere queste parole come provocazioni, argomenti di riflessione e niente di più. Ciò che faccio è una ricerca di coerenza e di massimizzazione armonica della significazione che ci abita. Cioé rimetto la coerenza al generale, in modo che sia possibile ottenere un quadro coerente e generale, non specifico di un solo significato o gruppo di significati. Ciò che mi interessa è massimizzare più che mi riesce la coerenza di ogni semantica che ci abita e poi vedere cosa ne esce. L'unica cosa che posso dire è che di sicuro questo procedimento, se correttamente espresso, non deluderà MAI.

Ora, nella precedente discussione dove ho introddotto il concetto di debito portando vari esempi di cosa è per noi oggi il debito e cosa invece dovrebbe essere secondo i dettami delle relazioni coerenti più generali che conserviamo, ho accennato al principio di Uovo Cosmico. Per capire questo principio di nuovo non basterebbe un libro per cui al solito sono costretto a lasciare qualche indicazione e abbandonare l'argomento. Quando parliamo di Uovo Cosmico, parliamo di Tempo e di un Cosmo che è UniVerso, cioé il verso del Cosmo così come occorre a noi e solo a noi come ente Cosmico che si esprime nell'unicità (dell'osservatore) dell'esperienza materiale. Il Tempo l'ho detto nella precedente discussione e lo ripeto qui è molto più strano di quanto potremmo immaginare ma il concetto di "allineamento" (che per ora non è di dominio pubblico) ci permetterà di avvicinarci in futuro un poco di più e meglio al suo significato complessivo. L'allineamento è di fatto l'illusione di un corso temporale comune. Cioé il fatto che noi interagiamo e interagiamo tra unità che esprimono una loro autonomia di esercizio. Putroppo però lo fanno per tramite di un programma che è stato creato fuori dal tempo del rispettivo UniVerso (o UniCosmo) cioé esterno all'Uovo Cosmico. Lo abbiamo fatto in un altro Tempo che ha il vantaggio di non appartenere a un UniCosmo individuale, ma putroppo questo limita anche l'accesso all'esperienza. Per avere un UniCosmo e quindi una linea temporale univoca in cui esprimere l'esperienza è obbligatorio un corpo, cioé un tramite che tecnicamente fornisca quell'accesso adeguatamente filtrato.

Per ciò qualsiasi esaltazione del corpo è una esaltazione tecnica, in automatico. Perché come ripeto sempre l'emozione comanda sempre e se simbolicamente il corpo è il tramite per avere un esperienza nel Mondo, qualsiasi attaccamento al Corpo diventa in automatico un attaccamento all'aspetto tecnico del Mondo e una "distrazione" rispetto la sua evidentissima essenza simbolica ed emotiva.

Spero di leggere qualcuno dei vostri commenti e spero che questo secondo contributo che voleva essere anche un po' un completamento rispetto al precendete sia apprezzato, pur nella miseria assoluta del contenuto e del suo autore.

Forse, il mio demone mi costringerà ad aggiungere altro, di argomenti correlati ce ne sarebbero davvero infiniti. Ma per ora vorrei qualche commento, anche critico, se vi va e vi riesce. In ogni caso un sentito ringraziamento per chiunque ha avuto la pazienza di seguirmi fino alla fine.


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