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I nuovi Catari e la fine dell'occidente


PietroGE
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Grande articolo di Pecchioli. Seguono alcuni estratti. L'articolo completo si può leggere sul sito di Blondet, al link.

 

https://www.maurizioblondet.it/i-nuovi-catari/

di Roberto PECCHIOLI

I banditori della “cultura della cancellazione “chiamano se stessi woke, i risvegliati. Nulla di nuovo sotto il sole. Percepire se stessa come un faro di luce è una costante di ogni visione persuasa di ricostruire il mondo dalle fondamenta: illuminati di tutti i tempi unitevi, anche se state soltanto disfacendo il vecchio mondo. La decostruzione, “mal francese” esportato in America e da lì rilanciato nel resto del mondo, avanza come uno schiacciasassi, lasciando rovine, uguale a un tornado o un terremoto. I risvegliati hanno chiarissimo ciò che non vogliono: tutto qui. Non sono gli illuminati del Terzo Millennio, ma i nuovi Catari.

Il catarismo fu un movimento ereticale del Medioevo, forte soprattutto nella Francia meridionale. Fu duramente represso dai re di Francia e dal papa Innocenzo III. Catari autonominati, ovvero “puri”, dal greco catharòs, così come i paladini dell’odio contro la cultura europea ed occidentale bianca, chiamano se stessi risvegliati, ossia coloro che hanno raggiunto la verità dopo un sonno millenario.

La dottrina catara era dualista, si fondava cioè su un’opposizione radicale tra materia (il male) e spirito (il bene). I Catari rifiutavano del tutto i beni materiali e ogni espressione della carne. Il Re d’Amore (Dio) e il re del Male (Rex mundi) si combattevano per il dominio delle anime umane; svilupparono opposizioni irriducibili tra Spirito e Materia, Luce e Tenebra, Bene e Male. L’intero creato era un immenso tranello di Satana, impegnato a deviare l’uomo dallo Spirito e dal Tutto. Lo stesso Dio-creatore del Vecchio Testamento corrispondeva al dio malvagio. Basandosi su questi principi, rifiutavano di mangiare carne e uova e rinunciavano al sesso, tanto malefico che il matrimonio era considerato peccaminoso poiché serviva ad aumentare gli schiavi di Satana......

Se la diagnosi è corretta, una conseguenza è il rovesciamento completo dell’Illuminismo, che regge le società occidentali dal XVIII secolo. Il punto di svolta è il Sessantotto. Una delle caratteristiche di quella devastante rivoluzione intra borghese fu il disprezzo per la vecchiaia e il culto per la gioventù. Appartenere all’ultima generazione, per i sessantottini, era trasformare l’età in soggetto politico. Da allora, essere giovani – al di là dell’anagrafe- è diventato un imperativo categorico. Il desiderio – o l’obbligo – di gioventù attraversa mezzo secolo, e ha diffuso, oltre a determinate abitudini e condotte, alcuni “valori” associati con la giovinezza e l’infantilizzazione delle generazioni, in contrasto con l’Illuminismo da cui pure il movimento prese le mosse.....La post modernità sedicente risvegliata, al contrario, non fa che destituire ogni cosa di fondamento, definire nuove “vittime” e cercare tutor per un progetto al cui centro c’è il lamento e una perentoria richiesta di irresponsabilità. Kant si faceva banditore della secolarizzazione della società, del tramonto del sacro, dell’autorità e del “mos maiorum”, l’eredità del passato, ma con l’obiettivo di pensare autonomamente, essere protagonisti, responsabili, fabbri di stessi, una volta abbandonata la tutela – o la prigione – della religione, di un’idea, di un libro o di un maestro. Operazione estremamente difficile, giacché è assai più confortevole vivere sotto tutela, determinati, eterodiretti. Emanciparsi è un processo difficile, simile al passaggio all’età adulta.
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Il progresso, inteso come marcia lineare, ha fallito. La prova è l’indebolimento costante del pensiero critico, la scarsissima popolarità di cui gode la libertà di pensiero. Il “libero pensatore “di ieri è oggi screditato sino a diventare nemico e bersaglio del risveglio woke. Il progetto illuminista chiude per fallimento: se la libertà di pensiero, l’autonomia critica, l’uso della ragione erano principi fondanti, stanno perdendo la partita dinanzi a verità preconfezionate, alla proibizione sistematica del dissenso, sino al divieto di parole e concetti....

La nuova purezza catara, fieramente antirazzista, sfida il razzismo usando lo stesso armamentario, riducendo ciascuno al colore della pelle o al sesso biologico che peraltro nega in nome del verbo del ruolo sociale imposto dall’egemonia eteropatriarcale. Anche in questo ambito, è sconfitto l’illuminismo: non esiste più la specie umana, ma solo etnie, razze, generi, un labirinto di micro identità. Sgomenta il pessimismo antropologico dei risvegliati, il loro manicheismo ossessivo. Il nuovo sonno della ragione – che definisce se stesso al contrario- (una grottesca deriva orwelliana) rovescia il progressismo proclamato in torvo oscurantismo...

Neo catari, o giacobini di risulta, o post puritani, ma sempre illuminati –allucinati. Erigono ghigliottine (per adesso non materiali, poi si vedrà) per i reprobi e i non abbastanza puri, dimenticando che anche Robespierre finì per salire sul patibolo e la testa dell’Incorruttibile rotolò nella cesta nello sferruzzare indifferente delle tricoteuses, le donne sedute davanti alla ghigliottina per assistere in prima fila all’orrendo spettacolo della decapitazione, rimanendo intente al lavoro a maglia. C’è sempre qualcuno più puro di ogni altro, il cataro perfetto.

Ci sono molti modi, per una civiltà, di organizzare il proprio funerale. Il nostro è grottesco: il brodo parodistico di identità minime inventate a ciclo continuo, rivendicative, rancorose, agonali, aspiranti al rango di vittime. Tutto ciò che proviene dalla natura, dallo stato civile, dai genitori, dal nostro corpo fisico è rifiutato e reiventato. Non c’ è nulla da ereditare e niente da costruire. La decostruzione si avvita su stessa e non può determinare che sterilità, prodromo della morte. Costruire a partire dal nulla è impossibile. I risvegliati non lo sanno: il sonno di ieri ha fatto perdere il senno. Neanche questa è un’esclusiva degli ultrà di un mondo con il volto terreo della morte: Giove toglie la ragione a chi vuol mandare in rovina.

 


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