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I 5 motivi per cui tutto salta in aria ...  

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GioCo
Noble Member
Registrato: 13 anni fa
Post: 1195
24 Ottobre 2020 , 21:08 21:08  

Dunque, siccome è tanta roba e non voglio essere interpretato male, oltre al tentativo di condensare più che riesco, riepilogo in poche righe il mio punto di partenza, perché non è quello che circola, ne tra i dissidenti, ne tra i conformi. Per comodità li divido in punti:

1. La situazione (indipendentemente dalla pandemia) è gestita con un approccio militare da organi trasversali che rappresentano l'economia, l'industria e la politica di tutti i maggiori paesi del mondo e persegue obbiettivi (che possiamo dedurre, non sapere) di respiro globale. Questo approccio militare segue gli schemi propri della guerra ibrida asimmetrica ed è diretto prevalentemente a colpire la popolazione civile.

2. I problemi sottostanti che condizionano tutti gli attori principali sullo scacchiere internazionale a muoversi per vie militari riguardano la sovrappopolazione, le nuove tecnologie, l'esaurimento delle risorse (dalle terre rare, all'acqua potabile), l'indifferenza (quando non il rifiuto) ad affrontare questi problemi da parte della società civile e soprattutto il tempo a disposizione prima che l'impatto dell'impronta ecologica divenga ingestibile (naturalmente non cito apposta il riscaldamento globale, un non problema tra i tanti per coprire la necessità plutocratica di salvarsi il culo a discapito di tutti gli altri senza dover rinunciare a niente).

3. L'azione della propaganda in questo frangente è di assoluta priorità: il dominio della narrazione deve passare per la totale intransigenza e se possibile anche per il dettato del pensiero, tramite apposite tecnologie già realizzate, testate e funzionanti. In altre parole si procede verso un restringimento delle libertà concesse via via maggiore rispetto le fasce più marginali, deboli e fragili che ha l'intento di farle uscire dalle zone di comfort e dalle protezioni sociali, oltre che dal radar della cittadinanza media (ad esempio, bisogna "dimenticarsi" dei malati oncologici poveri, dei loro bisogni e necessità).

4. Non sappiamo bene quali sono gli obbiettivi finali decisi fuori dalla propaganda, ma abbiamo i tempi (dichiarati): 10-15 anni a partire dal 2020.

Ora, questo è grossomodo il mio punto di partenza. Come si nota, mi tengo ben lontano dall'assumere un atteggiamento disfattista (salviamo il salvabile) o uno paternalista (non ci possiamo fidare degli altri). Ma anche da un atteggiamento interamente contro sistema (no-qualcheccosa) o pro sistema (si-tuttoquanto). Noto che la stragrande maggioranza degli italiani è nel mezzo come me, ma frastornata, con meno conoscenze e strumenti per affrontare lo tsunami di stronzate che ci sta dilavando il cervello per mezzo del tecnoragno (il web) e i media ufficiali. Per ciò non ci provo neppure a discutere, perché qualsiasi discussione alimenta quello tsunami che è principalmente nel nostro cervello. Impariamo per ciò a fare silenzio, prima di tutto dentro di noi. Poi a guardare ogni cosa con distacco. Poi a fare silenzio. Poi ad ascoltare l'angoscia del nostro prossimo. Poi a fare silenzio ... Impareremo così che il modo migliore per convincere gli altri è proprio fare silenzio (dentro di noi) evitando di partecipare allo starnazzo come tutti quanti. Tutt'altra faccenda è riuscirci. Ma iniziare per lo meno a riconoscerlo, può essere utile.

Ora i 5 punti che secondo me in Italia e all'estero faranno "saltare il banco", nel senso che tutto quello che da noi attualmente "sembra" funzionare meglio che in altri paesi in termini di sottomissione al dettato plutocratico, diverrà presto il motivo per cui nel complesso gli obbiettivi militari principali verranno mancati. Come in Siria che doveva saltare dopo l'Iraq e prima dell'Iran, ma che ha maturato la resistenza proprio sulla base di quanto accaduto in Afghanistan (prima) e in Iraq (dopo).

1. La guerra ibrida asimmetrica per sua vocazione e struttura non si autoregola; esattamente come i mercati essa è basata sull'azione abusiva e sull'eccesso. Ciò la rende per sua natura incontrollabile e quindi militarmente assurda (=autodistruttiva) nella misura in cui "manca i bersagli" e quindi se ne può fare rapidamente a meno, ergo: se non è inscritta in una azione rapida e specifica è sempre fallimentare. Ora è iscritta in una azione generalizzata e di lungo respiro.

2. Per attuare una guerra di questo tipo è obbligatorio reclutare persone dal quadro psichiatrico fragile "eterodirette" (=fedeli) che possono affascinare l'incosciente ma non agire con saggezza nella situazione critica, esponendo (in modo significativo) la politica alle azioni di propaganda degli avversari (appena più assennati) che non possono poi essere arginate perché tendono a cumularsi.

3. Tutte le strutture civili davanti al prolungamento di una guerra ibrida asimmetrica si riorganizzano nel tempo entro infrastrutture trasversali criminali, tanto meglio quanto più passa il tempo. Esse sono sempre autonome (rispetto un governo centrale) e soprattutto opache. Sono perfettamente cosciente che c'è la falsa idea che le nuove tecnologie ci metteranno la pezza (con la società del controllo) purtroppo questo garantisce esattamente il contrario: la certezza che le tecnologie sopperiranno al problema garantirà isole meglio gestite dalla criminalità; ergo: la criminalità (con tutto ciò che ne consegue) tenderà ad andare completamente fuori controllo.

4. Nessuna guerra preventiva o tecnologicamente avanzata può contrastare una guerra ibrida asimmetrica, tanto meno quella che va fuori controllo, perché le regole di ingaggio "classiche" non valgono più sul terreno di scontro. Questo vuol dire che i Russi fanno molto male se si sentono tranquilli: se affronteranno il caos fuori controllo chiudendosi a riccio (per esempio interrompendo i rapporti diplomatici) questo non farà che condurci obbligatoriamente verso la guerra aperta tra superpotenze che non conviene a nessuno; ergo: le politiche globali non sono affrontabili regionalmente, ma devono trovare i giusti partner e i giusti tavoli (fuori dai riflettori). La Russia e la Cina se vogliono ottenere qualcosa dovrebbero smetterla di parlare con pagliacci squinternati e affrontare il problema direttamente con i plutocrati che li hanno concepiti. Ma credo non accadrà perché vedo una diffidenza reciproca forse già oltre i binari del buon senso.

5. Tutti i problemi affrontati, compreso quello della sovrappopolazione, potevano essere affrontati con la propaganda molto meglio e con meno risorse. Cioè ammaestrando la gente a concepirli come problemi e chiedendo loro di cercare soluzioni. Una condizione di questo tipo potremmo chiamarla "soluzione IKEA" ed è in buona sostanza la proposta svedese dove l'azienda è stata fondata, soluzione che è ancora sul piatto e sta funzionando alla grande (in Svezia almeno). La falsa idea che la tecnologia e l'approccio militare (alla Bill Gates, il primo ad aver adottato queste misure aggressive per la gestione economica delle sue aziende) combinati alla politica diano risultati, può funzionare nel breve e in certa misura nel medio termine. Nel lungo non è solo controproducente ma genera ricadute (a cascata) estremamente negative che tenderanno ad alimentare se stesse fino al fallimento totale. L'esempio (di fallimento) per Microsoft è Linux che non esisterebbe senza quel Window che abbiamo conosciuto e lo stesso Bill che si è sfilato convenientemente "in tempo" dalla investitura di CEO della sua stessa creatura, lo ha pubblicamente ammesso. Si noti come Linux è l'equivalente di un software pirata ed è amato proprio da chi concepisce il web come un territorio di conquista (virtuale).

In definitiva, stiamo vivendo un era in cui la politica globale complessiva è dichiaratamente fallimentare. Ma chi la gestisce non è preoccupato, perché le conseguenze dei fallimenti saranno fatte ricadere (secondo i calcoli) sulle spalle della massa comune. Mentre gli eventuali successi anche solo parziali, saranno assorbiti da quella minoranza esigua che la gestisce.

Questo però non porterà a un Armageddon o a una Apocalisse quando a una serie di assurdità inanellate una dietro l'altra (stile fantozziano) che finiranno per rendere cittadini positivi ed educati fedeli alla perversione e cittadini reprobi forzati al crimine per evitare quella perversione. Ne uscirà una società incapace di rinnovarsi, finché non gli sarà concesso di rinascere dalle sue ceneri. Tuttavia c'è l'incognita che fin'ora questa opzione (della rinascita) è stata possibile grazie al fatto che esisteva pur sempre una massa alternativa con cui era possibile confrontarsi. Per ciò l'Uniformità globale sarà la questione spinosa urgente da affrontare e in primis è necessario riconsiderare l'assunto che sia una cosa buona e giusta e non la condanna alla dipendenza da una cornucopia di inutili psicopatie senza via d'uscita.


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