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Fare il loro @GioCo...

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GioCo
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Adoro Susi quando se ne esce con queste Bombe... 🤩 

Tuttavia, pur essendo convinto che lo sciopero fiscale è un arma potente, l'incastro a Matrioska di uno stato ingabbiato dentro un altro stato e così via a vari gradi fino ad arrivare al condizionamento geopolitico globale, è un circolo vizioso "per la perdita certa e sicura" di dignità e diritti che non si può limitare alla protesta, indipendentemente dal tipo di protesta.

Senza il deciso cambio di mentalità che deve diventare un cartello di intenti a cui riconoscersi e riconoscere coloro che sono disposti a combattere, senza approfondire in ogni ambito la conoscenza, senza una rete allargata di supporto e di contatti amici, senza la profonda e interiorizzata consapevolezza che si possa combattere (ed anzi quella è la vera battaglia) senza combattere, cioé senza partecipare al @GioCo della distruzione propria e altrui, ma continuando a richiamare al senso di responsabilità, TUTTA la responsabilità, noi e tutti coloro che si mettono al nostro fianco come coloro che ci biasimano o perseguitano, non c'è scampo.

Susi ha fatto delle scelte e tra queste c'è la rinuncia a richiamare alla responsabilità coloro che hanno fatto scelte diverse e stanno avallando politiche scellerate proprio in virtù di queste loro scelte. Anche se, ne sono convinto, la stragrande maggioranza non è consapevole di quello che sta facendo. Come non lo è chi comanda. Ma prioprio per questo, l'arma più potente è proprio questa: inchiodare alla sua propria responsabilità chi la scarica su altri.


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LuxIgnis
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Dici una cosa giustissima e cioè l'inchiodare alla proprie responsabilità chi le scarica sugli altri. Ora che uno si prenda o meno le proprie responsabilità è indifferente perché la responsabilità prima o poi reclamerà il suo trono. Non si scappa dalle responsabilità.

Ma al momento attuale come si potrebbe fare ad accelerare questo percorso? Come far si che le responsabilità vengano prese da costoro che guidano il timone?

Solo un atto di forza può farlo e questo è un fatto. Ma come agire?

Se manifesti qualche infiltrato si trova sempre, qualche atto "increscioso" accadrà sempre, e l'informazione dominante darà sempre un'immagine distorta e manipolata degli accadimenti. E' la storia che lo insegna. Ma se non manifesti allora la rassegnazione sarà sovrana.

Lo sciopero fiscale lo vedo molto poco probabile. E' un grandissimo atto di forza ma servirebbe comunque tanta tanta gente che contemporaneamente lo metta in atto. Ma se ci fosse veramente così tanta gente allora forse sarebbe meglio una bella manifestazione che porti in piazza milioni di persone, che accerchi il parlamento pacificamente ed allora sì che le cose cambierebbero. O blocchi del lavoro. Immaginate una buona percentuale di medici ed infermieri che si auto sospendono dal lavoro in rimostranza a queste assurdità e chieda le dimissioni o la radiazione di queste "star televisive" della  medicina, ed il sistema sanitario collasserebbe in 5 minuti. O i camionisti che si rifiutano di trasportare le merci. O tanto altro.
Ma questo è un sogno purtroppo.

Aspettare un risveglio planetario come dicono certi teorici della New Age? Io non lo vedo in atto, anzi sembra più un addormentamento generale che un risveglio. 

Attacchi hacker mirati? Questa sarebbe una bella soluzione. In un mondo tecnologico digitale come il nostro sarebbe fantastico. Tipo prosciugare i conti di tutti i parlamentari, ad esempio. Sai che risate? 

Certo è che se tutte e dico tutte le associazioni, movimenti d'opinioni e quant'altro si unissero in una sorta di federazione per la libertà, sarebbe una gran cosa. Sarebbe a conti fatti una forza quasi in grado di prendere il parlamento democraticamente. Sempre che lo lascino fare. I sospetti di brogli sono quasi una certezza.

Ma anche questo è un gran sogno di difficile realizzazione. 

Non vorrei sembrare pessimista ma questi sono i fatti che vedo. Chi domina ha la forza, ha il denaro, ha un discreto seguito di pecore travestite da umani, ha le armi, non si fa scrupoli nel manipolare, mentire ed anche uccidere se abbisogna. Ha il controllo, più o meno, di tutti i settori importanti dello stato.

E soprattutto la maggioranza delle persone vuole questo stato di cose, e lo vuole coscientemente. Io non credo nel "non sanno quello che fanno", lo sanno benissimo e lo hanno sempre saputo. Ogni volta che c'è da scegliere tra "bene" o "male" (concetti che non mi appartengono e a cui non credo ma per semplicità di esposizione li uso) scelgono sempre scientemente il male. E questo non da oggi ma da sempre. Il mondo potrebbe essere un paradiso (e lo è) ma l'uomo lo ha reso un inferno.

La vita è un gioco quindi per smettere di giocare al gioco che vogliono loro, ce ne vuole necessariamente un altro gioco pronto. Ed io non lo vedo se non individualmente almeno per ora, perché stanno entrando sempre più nell'individuo. O giochi al gioco imposto o ti tolgo tutto. Se si potesse idealmente emigrare in massa in una nuova terra sarebbe fantastico. Lasciamoli giocare al loro gioco, si auto distruggeranno in pochissimo tempo, e questo è certo. Sono vampiri se non hanno sangue da succhiare muoiono.

Sarebbe la soluzione migliore, senza di noi sono fottuti. Ma non c'è una nuova terra ed il suicidio di massa non è un'opzione spendibile.

C'è un raccontino di Kurt Vonnegut Jr. che racconta di un tizio che sviluppa una sorta di potere paranormale molto potente e con questo potere decide di attaccare tutte le basi militari sparse nel mondo rendendo assolutamente inefficaci tutte le armi. Chiaramente gli danno la caccia a tutto spiano, ma il racconto finisce che prima di essere catturato era riuscito ad insegnare il "sistema" per raggiungere questo potere ad altri allievi.

Ecco, questo servirebbe. Un atto di forza pacifico ma potente.

Sono tempi eccezionali; ci vogliono risposte eccezionali.

 

 


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halak
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Un famoso slogan degli anni 70 recitava: “mettiamo che dichiarino la guerra e nessuno ci vada”. Be, è chiaro che in questo caso non si farebbe la guerra. Analogamente, se il governo impone il coprifuoco, il confino, la maschera, la vaccinazione, il lasciapassare, lo stare ritti su un solo piede e nessuno obbedisce, tutte queste belle cose decadono all’istante. In altre parole: il potere si fonda sull’obbedienza, se la gente non obbedisce, non c’è nessun potere. Quindi tutto funzionerebbe, lo sciopero fiscale, lo scendere in piazza, o qualsiasi altra iniziativa se solo la gente vi partecipasse in numero sufficiente. D’altra parte, sappiamo per certo che la maggior parte delle persone semplicemente obbedisce agli ordini e quelli che non lo fanno sono una minoranza più o meno consistente, a seconda di tanti fattori diversi, prima di tutto lo stato dell’informazione, o, se preferite, della propaganda. Per avere una qualsiasi speranza di successo, la minoranza si deve innanzi tutto organizzare e porsi degli obbiettivi precisi ai quali possano aderire il maggior numero possibile di persone e poi perseguirli con tutti i mezzi a disposizione che di volta in volta si rivelino più opportuni. Più la strategia sarà accorta, maggiori saranno le probabilità di successo. Ma non c’è nessuna formula magica sicura, ci vogliono intelligenza strategica e capacità di cogliere le occasioni.


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R66
 R66
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In linea di massima il principio funziona, riguardo ad un eventuale pratica vista la situazione attuale:
1) la parte più o meno savia rappresenta una percentuale ad una cifra
2) questa parte ancora non ha iniziato ad istruire i figli con un ottica "anti-sistema"
3) la stessa parte è rappresentata per lo più da persone non in grado di avere figli

A seguire un flusso regolare e ad essere ottimisti, qualche millennio ed è fatta!


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GioCo
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Allora, rispondo un po' a tutti, perché mi sembra che le risposte (coerentemente con il post) si concentrino su questioni "materiali". Come la protesta che può essere più efficace.

Alcuni basano la questione sui numeri (correttamente) e altri sulla necessità di scendere in piazza, come se questo destasse preoccupazioni ad un potere che ha imparato bene come gestire le proteste in piazza e non è interessato ad accordare a chi protesta un tavolo delle trattative, perché non riconosce al fronte della stessa protesta alcun "potere politico" (=forza di ricatto) sufficiente a considerare questa eventualità. Non siamo in sostanza più negli anni '80 e non ci sono organizzazioni sindacali che non parteggino per "la stabilità" di governo. Mi sembra evidente.

Quindi (in sostanza) messo e non concesso che la lotta sia da radicalizzare, sempre con mezzi non violenti, mi sembra manchino in ogni caso i numeri e i mezzi. Ma ci sono lotte e lotte. Un conto è decidere di non fare figli e quindi implicitamente di non dare un futuro alla lotta, avallando surrettiziamente proprio ciò che si vorrebbe combattere, così come ha deciso di fare Susi e la sua amica Sara che spesso compaiono in video insieme e condividono le scelte di vita che hanno fatto. Ma questo concerne un problema di coerenza e di coraggio che ognuno di noi deve bilanciare dentro di sé, ben sapendo che è una dura ricerca che andrà continuamente ricalibrata. Da sempre non è facile quadrare il cerchio.

Un altro conto è sapere che il potere è una tigre di carta e che la presa sulla popolazione non dipende dall'esercizio della forza che viene solo dopo e funziona sempre male, ma dalla "forza della debolezza" che potremmo sintentizzare nell'opera di persuasione. In sostanza il potere è "solo" capace di raccontare belle balle, frottole, stronzate e fare in modo che la gente le accetti per vere. Non sono però d'accordo con chi dice che "prima o poi" verità e responsabilità finiranno per vincere da sole. La lotta in questo senso è imprescindibile. Ci sono esempi infiniti di balle colossali durate ben oltre ogni tollerabile "time-out". Per esempio, in tanti oggi mettono in discussione le narrazioni ufficiali sull'11/9 ma se poni la domanda diretta "quindi si è trattato di un autoattentato?" la maggioranza non ti risponderà di si per non sentirsi dare del "complottista". Allo stesso modo in altri tempi era meglio far sparire rapidamente gatti o galline nere se ti giravano intorno prima che ti facessero incriminare per supposta combutta col demonio, condannandoti alla cottura delle tue carni, perché il bene comune prevedeva che la purificazione del tuo animo (bene sommo imprescindibile) dovesse passare per il fuoco (dato al tuo corpo) in quel caso.

Solo quando qualcuno ha inziato a mettere in discussione la validità del significato che tale pratica aveva, osservando che era barbara e umanamente spregevole, si è iniziato a uscire lentamente da quel condizionamento, ma ci sono voluti secoli. Quindi ciò che conta è il significato che dai alle cose, non quello che fai o meno. Ciò che fai è comunque dettato dalla tua coscienza e se credi che non essere stato immunizzato porta per altri pericolo, perché sei più esposto ai patogeni e quindi permetti loro di circolare (la famigerata teoria dell'immunità di gregge che è la stronzata alla base della propaganda attuale) facendo ammalare "i responsabili" che devono poi rifare tutto da capo per colpa degli "irresponsabili" irretiti dalle fake di internet, non sei molto distante da chi andava a vedere come bruciava il corpo della strega nel 1600 in piazza, sapendoti in questo modo "salvato" dal SUO male (quello di possessione demoniaca).

Ma, di nuovo, una fede, un credo, non si compatte con la piazza, con gli scioperi (compreso quello fiscale) o con altre pratiche come il boicottaggio. Quelle sono tattiche, non strategie. Non si combatte con le ciance, perché quelle offrono solo la guancia a chi sta cercando un pretesto per arrivare a schiaffeggiarti perché non ti sopporta.

Si combattono con le constatazioni, con la coerenza, con la logica, con la fermezza e con l'esempio. Si combattono con l'onestà verso noi stessi. Si combattono risignificando tutto secondo un ordine preciso, quindi un impegno costante nell'approfondire ogni argomento che rimetta a posto il caos che si è generato nella testa del nostro prossimo. Come nel caso di un drogato, non ci ragioni, semplicemente lo metti nelle condizioni (emotive) di capire da solo che sta sbagliando. Quando capirà? Non dipende da noi e questo dobbiamo "solo" accettarlo.


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R66
 R66
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@GioCo poniamo un'altra prospettiva, quella per cui l'uomo a priori si dirige verso il vizio, la corruzione, l'esagerazione e la dipendenza in quanto "tarlato" all'interno.

Comprendo quanto, in generale, risulti più gradevole la storiella dell'uomo buono che se lasciato sbocciare ad esempio su un'isola deserta, quindi senza l'inquinamento esterno, si dimostrerebbe in linea con quel mezzo concetto new-age di "natura", anche essa considerata buona e perfetta.
In ogni caso, se tale punto di vista non dovesse piacere, proviamo soltanto per questa volta ad immaginarlo, quindi la verità del giorno è: l'uomo di suo punta al baratro.

Abbiamo così un uomo che, soltanto per mantenersi tale, deve lottare costantemente contro la propria parte tarlata.
Stringendo, se acconsente al tarlo decade, se rimane immobile decade, se si adopera contro riesce a mantenere una sorta di equilibrio.
Va da se che da già quando si aprono gli occhi al mattino subentra una certa "faticaccia" e questo senza l'apporto esterno!

L'apporto esterno comunque ha un suo peso e oggi fornisce di tutto e di più per alimentare il tarlo.
Non credo ci sia da spiegare come son distribuite le "forze" al momento.
Si potrebbe obiettare con: "eh, ma sempre è stato così, eppure la società non si è mai annichilita totalmente!"
Giusta osservazione.

Ma se questa renitenza all'annichilimento non avesse avuto radici nella coscienza collettiva ma nel limite (superabile) dell'azione di annichilire?
Son cambiate parecchie "cosette" negli ultimi decenni.
Tutto come prima secondo il processo, ma numericamente, essendo la faticaccia (del singolo) nel resistere proporzionale all'azione di annichilire (della Regia) che appunto incrementa, i resistenti oggi sono in numero vergognosamente minore rispetto alle proporzioni del passato.

Per quanto riguarda la parte collettiva, la domanda è: c'è un punto di non ritorno?
Se si, l'abbiamo già oltrepassato?

Tornando alla parte individuale, la via della faticaccia (la lotta), essendo un'idea, sopravvive indipendentemente dai risultati.
Faticaccia non per sanare o per essere retti rispetto al prossimo, ma perché per alcuni, nessuno ne conosce con precisione il motivo, è impensabile vivere altrimenti, è essa stessa vita.
Concetto assurdo per chi pone tutto su un piano pratico immediato.

Seppur forse arrivandoci da vie diverse, concordo con te nel dire che la situazione odierna dobbiamo "solo" accettarla.
Per evitare fraintendimenti rimarco che ciò non equivale ad assecondarla.

In alternativa pensare all'isola e a quanto sarebbe bello vivere raccogliendo noci di cocco e manghi, ma purtroppo qualche cattivone non vuole, uffa!


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LuxIgnis
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@r66

La natura non è buona di per sé, ma non è nemmeno cattiva. E' quello che è. (La discussione sarebbe ampia e mi fermo qui).

L'uomo "naturale" è lo stesso, ha in sé componenti buone ma a volte anche componenti cattive, anche molto.

Se si studia un po' di antropologia, e quindi i comportamenti delle società che l'uomo "civile" considerava e considera tuttora primitive, queste cose sono ben presenti.

Ad esempio nella tradizione dei nativi americani, specialmente del Nord, esiste il concetto del "Wetiko". Il Wetiko è sia uno spirito maligno che a volte si impossessa degli uomini e sia un uomo che è cattivo ed egoista e che fa del male agli altri.

Quindi è nella natura dell'uomo avere la facoltà di scegliere se dirigersi verso il bene o verso il male.

L'unica differenza è che le popolazioni primitive questo lo sapevano benissimo ed avevano quindi tutta una serie di ammortizzatori per evitare o minimizzare queste influenze nefaste. Si arrivava addirittura all'eliminazione fisica della persona. Oppure venivano cacciati dalla tribù e questo era equivalente ad una morte certa. Ma questo avveniva solo se tutti  gli interventi più pacifici avevano fallito. Insomma quando la persona non aveva più possibilità di redenzione.

Invece noi, per tutta una serie di ragioni, gli psicopatici - di questo si tratta - li mandiamo al potere, a dirigere multinazionali, e nella scienza. E perché? Sono funzionali al potere. Sono molto efficienti, senza scrupoli. Perfetti per le logiche del dominio e del totalitarismo e del capitalismo.

Parliamoci chiaro: chi pensa ad accumulare denaro su denaro, o beni è uno psicopatico. Punto. E questa è una verità che non è facile da accettare, visto che la maggior parte della gente li glorifica invece.

I "primitivi" li facevano fuori.


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R66
 R66
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@LuxIgnis di base non mi sembra che stiamo dicendo cose diverse.
L'equilibrio dei "primitivi", tramite le tecnologie, un vivere scollegato e mille altri artifizi, oggi potrebbe essere stato interrotto in maniera assai grave.
Per un riequilibrio non credo sia più sufficiente eliminare il Wetiko perchè, come hai scritto: "la maggior parte della gente li(lo) glorifica".
Ora, indipendentemente dal perchè in passato veniva avversato, la realtà è che per la prima volta nella storia conosciuta esso viene esaltato, ciò cambia tutto.
Una volta partita l'autopropulsione, il singolo, l'Orco, influisce marginalmente, il flusso lo sostituirà in breve tempo.

Un ribaltamento generale basato sulla forza bruta, oltre ad essere impensabile per via della sproporzione tra le parti, porrebbe la minoranza in qualità di vessatori.
Quelli che "prendiamo la pistola" mi domando sempre se siano soltanto molto stupidi o se la loro dipendenza al sistema non gli permette di vedere la situazione generale.
Se non addirittura sono gli stessi che "glorificano".

Quindi, escludendo una giustizia personalizzata che tutto concede e rende lecito, si deve "solo" prendere atto che la parte Wetica potrebbe non capire a breve e che in merito non possiamo far nulla in più di quello che stiamo facendo.


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LuxIgnis
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@r66 Si. La mia risposta era un ampliamento della tua, non era in opposizione.

E concordo con quello che dici. 
Le cose ormai sono talmente intrigate, contorte, corrotte che come un nodo Gordiano non si può pensare di sciogliere ma solo di troncare con un taglio netto.
Anche per questo nel mio primo intervento ho parlato di un atto di forza, che al momento non esiste, per ripristinare una qualche forma di equilibrio.

E per atto di forza non intendo una nuova Norimberga o quant'altro, questo forse, come dici tu andrebbe ancora di più a rinsaldare la forza malefica del Wetiko. Ma il nodo va sciolto.

Intendo un qualcosa che spezzi l'incantesimo che lega mani e piedi. Una rivelazione. Un'apocalisse. E presto perché non c'è più tempo.

Non ho soluzioni, ma onestamente credo siamo fottuti. 


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GioCo
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Postato da: @luxignis

@r66 [...]

Non ho soluzioni, ma onestamente credo siamo fottuti. 

Cavoli, che debba mettermi proprio "io" a risollevare gli animi, mi pare quasi "spaziale". 😋 

Non che sia un pessimista nato, neh? E nemmeno quello che si definisce un "realista". Semplicemente se le cose si mettono male non mi invento niente perché questo mi costringe a fare il metodo e la coerenza.

No, non siamo "fottuti", non più di quanto lo siamo senza consapevolezza. In una natura rigogliosa basta un serpente a fotterti e tu non puoi prevederlo. Ma non è meno drammatico che affrontare questa crisi artificiosa, quindi si può affrontare allo stesso modo, "fottendocene", nel senso che si affronta momento per momento il famigerato QUI ed ORA (che tutti hanno sulla bocca senza sapere di cosa si tratta) rinunciando a vivere l'angoscia del passato o l'ansia per il futuro. Che tanto non lo controllavamo prima e non lo controlliamo nemmeno adesso. Solo eravamo meno consapevoli della nostra "relativa" impotenza.

La necessità sta quindi nel mettere subito bene in chiaro le nostre priorità con chiunque, mettendole davanti a tutto e per metterle in chiaro dobbiamo anche averle noi chiare in testa. Ma senza essere "rigidi". Quindi va coltivata una scaletta, di ciò che possiamo tollerare e ciò che invece costitusce la nostra "linea rossa" oltre la quale non intendiamo andare a qualsiasi costo. Questo deve essere chiaro a noi tanto quanto agli altri. Perché impatta direttamente con la nostra coscienza e questo per la maggioranza assoluta è un argomento che non può essere eluso ne aggredito, a meno che non abbiamo davanti criminali (o persone con problemi seri di ben altro spessore) ovviamente.

Ma va ragionato bene. Nel senso che se poi uno mi provoca dicendo che se non mi inoculo il siero sono un pericolo per lui e per gli altri, devono sapere bene cosa rispondere, rispetto il contesto, situazione per situazione. Se ho davanti un mentecatto non ci perdo nemmeno tempo, gli do la ragione che si da agli scemi e lo faccio contento. Se è una persona a cui tengo ma fragile, potrei anche scegliere di farmi odiare, per allontanarlo ed evitargli la necessità di doversi confrontare. Le soluzioni sono infinite quanto la variabilità delle persone che possiamo incontrare.

Quindi non siamo fottuti, possiamo fare veramente molto per noi e per il nostro prossimo, per renderlo cosciente e farlo crescere, ma è l'atteggiamento, oltre che lo stile di vita e di pensiero che deve essere rivisto in noi. Se no, siamo veramente fottuti, ma lo saremmo in ogni caso. Quello che cambia è che prima non lo sapevamo. Tutto qui.


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LuxIgnis
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@gioco Carissimo tutto ciò che dici io lo faccio già e da tempo, e concordo con te. Ma di fronte abbiamo la follia più totale. Forse il caso di ripeterlo ma non c'è argomento, non c'è coscienza, non c'è niente di niente che smuove la maggioranza delle persone dall'incantesimo in cui è caduta. Eppure è evidente la manipolazione in atto, è evidentissima. Lo dicono gli stessi dati ufficiali, non quelli "complottisti".

Sarà un mio limite ma io ci ho provato più volte a farli ragionare, portando dati, logica e tanto altro. Ma la risposta è sempre stata una sola. Io sono un cretino e loro sono gli intelligenti che hanno capito tutto.

Ti faccio solo un esempio. Citando Luc Montainer mi sono sentito dire che è ormai un rincoglionito che dice che con l'ananas si cura il cancro! Cosa falsissima chiaramente. E chi me lo ha detto sono persone laureati e con una discreta cultura.

Mi sta bene. Io sono un cretino, ma ti assicuro che la mia anima non è mai stata più felice di ora. Mai stata più libera. E senza che affligga nessuno con le mie vicende personali io navigo nella merda da qualche anno. Non per il Covid, questo ha solo aggravato la situazione.

Ho imparato ad apprezzare gli Stoici, per cui cerco di vedere la realtà così come è. E quello che è non è per niente rassicurante.

Si, ci sono delle cose bellissime anche, e vedo anche una presa di coscienza che spero sia duratura e non limitata ai fatti odierni, molto ampia. Ma molto limitata nel numero di persone. Basterà questo? Non lo so. Per il momento credo di no.

C'è uno scontro in atto, una guerra credo, e noi abbiamo fatto la nostra scelta -giusta!- Ed in una guerra non puoi ragionare col nemico, lo combatti. Provi a disarmarlo, se è possibile altrimenti devi difenderti.

Dopo che lo hai disarmato e riempito di mazziate, lo puoi mettere di fronte alle sue responsabilità e forse capirà. Ma prima no.

E non vedo forze in grado di disarmare questi qua. Poi se verranno ne sarò contentissimo.

Credo che questo sia il punto più basso dell'umanità. O ci sarà l'auto distruzione o ci sarà una rapida risalita.

A me stanno bene tutte e due le cose. 


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GioCo
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Postato da: @luxignis

@gioco Carissimo tutto ciò che dici io lo faccio già e da tempo, e concordo con te. Ma di fronte abbiamo la follia più totale. Forse il caso di ripeterlo ma non c'è argomento, non c'è coscienza, non c'è niente di niente che smuove la maggioranza delle persone dall'incantesimo in cui è caduta. Eppure è evidente la manipolazione in atto, è evidentissima. Lo dicono gli stessi dati ufficiali, non quelli "complottisti".

Eh, quanto si vede che manca una cultura della emozione. Non devi porti dei limiti pensando che la tua azione non serva o non funziona. Se fosse così stai sicuro che la propaganda smetterebbe di martellare. Eserciti certamente una enorme pressione continuando a ricordare le contraddizioni, non aspettarti però approvazione, semplicemente limitati a erodere gli argini di sabbia della loro difesa. Tutto qui. Il resto non spetta a te. Non sei tu che devi cambiare la loro opinione. Sarà il tempo, che seminato il dubbio, farà crescere la pianta del buon senso. Limitati ad averne fiducia incrollabile e avrai le conferme che cerchi, nei "dettagli".

 

 

Sarà un mio limite ma io ci ho provato più volte a farli ragionare, portando dati, logica e tanto altro. Ma la risposta è sempre stata una sola. Io sono un cretino e loro sono gli intelligenti che hanno capito tutto.

Già, ma se rispondono in questo modo, basta che tu gli fai notare che segui la tua coscienza e coltivi il dubbio, ma fai anche domande per cui non ricevi risposta. Non preoccuparti di altro, la barriera difensiva che usano è fragile e lo sanno, per questo reagiscono in quel modo. Devono difendere la loro decisione che sanno benissimo essere sbagliata, ma non posso ammetterlo. Non davanti a te almeno.

 

 

Ti faccio solo un esempio. Citando Luc Montainer mi sono sentito dire che è ormai un rincoglionito che dice che con l'ananas si cura il cancro! Cosa falsissima chiaramente. E chi me lo ha detto sono persone laureati e con una discreta cultura.

Non ti abbattere e soprattutto usa la tecnica della risposta positiva. Sii dalla loro parte, pensa ad esempio al fatto che Luc Montainer è una persona oltre ad essere un bravo ricercatore, non ci dice niente di vero come qualsiasi altro scienziato può avere le sue idee più o meno strane, Eintein amava farsi fotografare mentre faceva la linguaccia e pensava che la gente fosse un po' strana, ma per entrambi è il dato della ricerca che ci interessa non le opinioni. Quello può essere confutato o meno e dimostrarsi importante anche se il ricercatore va in giro vestito da Clown a fare il cretino per il resto del suo tempo.

 

 

Mi sta bene. Io sono un cretino, ma ti assicuro che la mia anima non è mai stata più felice di ora. Mai stata più libera. E senza che affligga nessuno con le mie vicende personali io navigo nella merda da qualche anno. Non per il Covid, questo ha solo aggravato la situazione.

Beh, benvenuto nel club. Posso far risalire l'oceano di assoluta incertezza al 2009, quando dopo la crisi del 2008 la mia azienda mi lasciò a piedi perché "si era scordata" di invitarmi alla riunione estiva per dirmi che l'avevano smantellata. Lavoravo presso il cliente e l'azienda fu tenuta aperta solo perché aspettavano di licenziarmi. Ovviamente avevano reintegrato tutti gli altri miei colleghi, anche se il cliente era rimasto molto contento di me, tanto da tenermi nonostante la crisi fino alla fine del 2009. Gli ho fatto causa è l'ho vinta prendendo giusto quanto occorreva per sopravvivere, da allora sono felice e poverissimo e faccio tutt'altro. Le cose accadono perché devono accadere, tienilo sempre a mente. Non ci sono colpevoli e per quanto ti riguarda, ciò che ti sta accadendo è solo quello che doveva accadere. Nient'altro.

 

 

Ho imparato ad apprezzare gli Stoici, per cui cerco di vedere la realtà così come è. E quello che è non è per niente rassicurante.

La realtà è inarrivabile e noi ne catturiamo una frazione infinitesimale che finisce subito nel mondo di mezzo, l'immaginazione. Di fatto noi la realtà possiamo solo immaginarla e questo non ci rende così distanti da coloro che vivono di allucinzioni. Tuttavia non sono dell'avviso di Kant e seppure critico la solidità della materialità, osservo però che la stessa ha un impatto certo e devastante sul nostro sistema timico (ed emotivo). Se premetto poi che l'emozione comanda sempre...

 

 

Si, ci sono delle cose bellissime anche, e vedo anche una presa di coscienza che spero sia duratura e non limitata ai fatti odierni, molto ampia. Ma molto limitata nel numero di persone. Basterà questo? Non lo so. Per il momento credo di no.

Basta a cosa? Cosa stai chiedendo a te stesso e agli altri? Vuoi fare del mondo il luogo del tuo piacere? Non è per questo che lo sperimenti, questo vale tanto per la mosca come per l'umano. Tu non sei qui per questo. Non hai il compito di "cambiare" qualcosa o qualuno che non sia il te stesso che si nasconde dentro di te, dietro di te. Qualcuno diceva: cambia te stesso e cambierai il Mondo. Aggiungo: non ti fermare però. Nessun cambiamento da noi cercato e ottenuto potrà mai essere definitivo e nessuno abbastanza sbalorditivo.

 

 

C'è uno scontro in atto, una guerra credo, e noi abbiamo fatto la nostra scelta -giusta!- Ed in una guerra non puoi ragionare col nemico, lo combatti. Provi a disarmarlo, se è possibile altrimenti devi difenderti.

Esistono anche gli atti diplomatici, in guerra, mica solo bombe e cannoni! Mai pensare che il dialogo per effetto di qualche strana evidenza possa essere eluso o che sia giustificato negarlo a noi e di riflesso agli altri.

 

 

Dopo che lo hai disarmato e riempito di mazziate, lo puoi mettere di fronte alle sue responsabilità e forse capirà. Ma prima no.

E non vedo forze in grado di disarmare questi qua. Poi se verranno ne sarò contentissimo.

Credo che questo sia il punto più basso dell'umanità. O ci sarà l'auto distruzione o ci sarà una rapida risalita.

A me stanno bene tutte e due le cose. 

Bhe, dai, pensa a come ti avrebbe descritto il Mondo un palestinese a Sabra e Shatila nel lontano 1982. Non avrebbe usato le tue parole, eppure la sua era oggettivamente una situazione un poco più di merda della nostra, o no? Tra l'altro non era un epilogo circoscritto destinato a passare. Oggi non si sta meglio nella striscia. C'è sempre un relativo nel nostro percepire le cose e nel valutarle. Quindi dobbiamo anche essere coscienti di dove ci troviamo prima di immaginare dove vorremmo dirigerci e dove invece effettivamene veniamo poi trascinati dagli eventi. Chiaro che dobbiamo imparare a convivere con chi è stato caricato a merda e ci aggredirà per ottenere l'agognato risultato di dimostrare che ha ragione e che siamo dei dissindenti pericolosi. Ma questo (paradossalmente) non è un problema nostro! Quindi chissene. Faremo buon viso a cattivo @GioCo, cercheremo al nostro meglio di essere furbi come serpenti e candidi come colombe e tireremo avanti, finché ci sarà concesso. Tanto t'assicuro che il Mondo, come non sei tu a decidere quale debba essere, per quanto questi signori si sforzino di crederlo, non lo controllano nemmeno loro, burattini o burattinai, possono controllare solo un teatrino e basta.


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LuxIgnis
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@gioco

Tanto per essere chiari. Quello che dici è anche giusto, ma io parlo dal punto di vista personale o se voglio allargarlo dal punto di vista di chi avendo sviluppato un minimo di coscienza si trova ad affrontare la "follia" del mondo.

A me non me ne può fregà di meno di cambiare il mondo o di cambiare le persone. Il mio principio primario è la libertà. E quindi ognuno è libero di fare quello che vuole. Se vuole iniettarsi uno pseudo vaccino che non serve a niente e forse fa anche tanto male è liberissimo di farlo, così come sarebbe libero di iniettarsi stricnina pura. Non me ne frega niente.

Ma quando questo condiziona la mia vita e la vita di tanti altri che stanno sulla mia stessa lunghezza d'onda, allora devo necessariamente difendermi. Perché è la mia, la nostra, libertà che viene messa in pericolo ed in discussione.

Se il mondo ha deciso di auto distruggersi, come tanti sintomi stanno dicendo, è libero di farlo. Io per la mia vita ho fatto quello che dovevo fare e posso anche andarmene con serenità. Non so che farmene della paura. E nemmeno so che farmene della socialità. Io da solo sto benissimo, ed ho un ottimo rapporto con me stesso. Vivo quasi da eremita ormai da diversi anni, non ho certo bisogno di qualcuno che m'incensi o che mi dica "micio, bello e bambaccione" per parafrasare una canzone di De Andrè.

Il "male" si combatte sempre. In tutti i modi possibili anche quelli che hai descritto tu. Ma è un dovere difendersi. Se non lo fai, tutta la coscienza che ti ritrovi non servirà a niente.

Qui dovremmo definire cos'è il "male" ma sarebbe un discorso lungo.

Leggi (ma la consiglio a tutti, è una lettura molto calzante per questo periodo) la Baghavad Gita (magari lo hai già fatto) ed il dialogo tra Krisna ed Arjuna prima della battaglia finale, e capirai quello che intendo. E' questa concezione di derivazione cristiana del "porgere l'altra guancia" (che poi va compresa un po' meglio) che a me non piace proprio. Se qualcuno ti attacca o attacca la vita è un dovere rispondere, anche con la forza se necessario. Così come Arjuna si ritrovò a combatter contro i suoi stessi cugini, contro il suo stesso maestro, contro le sue persone care.

 

Apprezzo quello che dici ma sei un po' troppo sofista.


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GioCo
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Postato da: @luxignis

@gioco

[..]

Leggi la Baghavad Gita (magari lo hai già fatto) ed il dialogo tra Krisna ed Arjuna prima della battaglia finale, e capirai quello che intendo. E' questa concezione di derivazione cristiana del "porgere l'altra guancia" (che poi va compresa un po' meglio) che a me non piace proprio. Se qualcuno ti attacca o attacca la vita è un dovere rispondere, anche con la forza se necessario. Così come Arjuna si ritrovò a combatter contro i suoi stessi cugini, contro il suo stesso maestro, contro le sue persone care.

Apprezzo quello che dici ma sei un po' troppo sofista.

Proprio poco prima di leggerti, senza pensare ho preso in mano un libricino di un prete che intitola "preghiera e sofferenza" e tratta esattamente questo punto. Poi nelle pagine successive ci ha messo pure il faccione dell'impresentabile Bergoglio. Ma è sempre così, i preti sono professionisti nel distorcere fatti e realtà anche cruciali per tempi come i nostri e così si finisce per sostenere cose che non si sono comprese bene, come questa che tu chiami sofismo. Del poema epico indù conosco qualcosa, ma se leggiamo i miti greci non troviamo concetti diversi. Sempre poemi epici sono e sempre la difesa è il tema di fondo, difesa dei propri principi, come Leonida che per riprendersi Elena fa un eccidio insieme ai suoi compari. Solo che non sono quei principi "etici" che ci governano oggi. Non vedo infatti che la battaglia tra parenti (imbevuta di cultura cristianodonte) o la guerra (riesci a spostare l'attenzione su disastri come la Siria o l'Afghanistan?) è qualcosa che può essere esaltata tra i giusti, le narrazioni sono cambiate. Meno male, aggiungerei, perché i massacri del passato almeno non trovano più posto ne giustificazione oggi. Ci si sbudellava per una mortadella, adesso almeno lo si fa per il 5g che non è lo stesso una giustificazione ma inizia ad avere un cenno di logica. Quindi ce ne sono altri di massacri, ma perché possano essere consumati devono essere coperti di bugie risibili. Cosa che li rende sempre più pietosamente pesanti da sostenere.

Il problema è proprio il significato che diamo a questa "difesa". L'autodifesa è certamente importante, ma di cosa e da cosa? Cosa stiamo difendendo e perché? Qual'è il pericolo, ed è reale o immaginario? La difesa non può essere un valore a prescinere. Lo diventa nel momento in cui sappiamo con certezza COSA stiamo difendendo. Poi dopo anche COME lo vogliamo difendere.

Tuttavia non ti sto invitando a fare da pungiball per chi non vuole sentire le tue ragioni, ragionevolissime, ti sto solo facendo notare che la posizione "gli altri si fottano io sto bene come sto" è lo speculare equivalente del Mondo che "ti ha fottuto". Nel momento in cui smettiamo di ascoltare, questo è il dato che raccogliamo. Il seme che seminiamo.

Come sempre @luxignis non è quello che "decidi" a fare la differenza, ma i significati che attribuisci a ciò che accade. Per esempio se credi che "preghiera e sofferenza" sia la strada per difenderti, sarai il miglior zerbino che si possa immaginare. Ma se tu sai che piantare il bastone della logica e della coerenza sulla strada del caos serve a te e serve a colui che fermi, vedi bene che il tuo non è un sacrificio sofista. Anche questa è una forma di difesa, ma il suo significato viaggia su tutt'altro piano di significazione.

Nel senso che sai perfettamente che senza, non c'è modo ne per te ne per nessuno di evitare di "essere fottuti". Poi a te piace stare nel tuo brodo e "chissene"? Allora cerca bene di capire se questa tua "difesa" è un giustificazione per la pavidità o solo incoscienza. Perché l'ora dei conti viene per tutti e lì si che poi ti trovi da solo a farli con te stesso e non puoi fare sconti.


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LuxIgnis
Estimable Member
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Bah secondo me tu distorci spesso le parole che ti vengono dette. E cerchi di riportarle sotto i tuoi filtri di pensiero.

Non ha importanza sapere cosa stai difendendo, se un cane ti attacca non stai a chiederti il perché ed il percome. Lo fai fuori e basta. Poi ti chiedi i perché se ci sono. Se lo fai prima sei morto. Contento te.

Il "male" è come un'erba infestante. Prendi la gramigna o l'ortica. Sono erbe fantastiche, meravigliose e dalle notevoli proprietà terapeutiche. E così è il "male" ha una sua funzione sacra nell'equilibrio dell'universo. Ma se hai intenzioni di coltivare un orto, allora come esse appaiono le devi far fuori, senza pensarci due volte. Se le lasci stare addio all'orto. 

Questo è quello che è successo nei tempi in questa società. E' stato permesso alle erbe infestanti di crescere ed ora ne paghiamo le conseguenze ed è difficile districarsi. Molto difficile. Rischiamo di dover bruciare tutto il terreno, piante infestanti e piante nutritive per ristabilire un equilibrio. Per questo dico che siamo fottuti. Perché come si mette si mette saranno forti dolori.

Poi dovremmo discutere su cosa effettivamente sia "il male" e cosa non lo è. E su questo c'è molta confusione. E credo concorderai su questo. Ma questo è un capitolo che affronteremo un'altra volta.


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