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Come previsto: la fase del caos... E il drago gongola


GioCo
Noble Member
Registrato: 14 anni fa
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Topic starter  

Stanotte ho fatto un sogno. No, non uno "rivelatore" uno straca%%o di sogno qualunque di merda che tutti quanti fanno.
Nella fattispece, giusto per constestualizzare, mangiamo del pesce ordinato a un ristorante e fatto arrivare da un corriere e mio fratello mi fa vedere il conto assurdamente alto. Tento di telefonare per chiarire l'equivoco, dato che due pesci ordinati non aveva senso avessero costì così elevati (nel sogno prima 230 e poi addirittura 850 € ma le cifre ballavano che era un piacere) manco fossero caviale del volga originale DOP, ma non c'è verso. L'apperecchio che uso tra l'altro somiglia molto a un telefono dell'800 però con i tasti del computer, ma tanto non è quello a non funzionare. A non funzionare è il pensiero che monta insieme all'emozione "non possono fare errori di questo tipo!" appure "devo proteggere mio fratello da una palese ingiustista" etc. etc.
 
Monta la rabbia per questi pensieri e assurdamente inizio a boicottare proprio l'azione che volevo fare, telefonare per chiarire. Per esempio strappando lo scontrino dove c'era scritto il numero per poi doverne mettere insieme i pezzi per leggere quello stramaledetto numero che era diventato illeggibile.
 
Non ha importanza cosa comunque ho fatto, ero solo guidato dalle mie ragioni ragionevoli di un insieme di relazioni tutte evidentissimamente false. Non solo e non tanto perché era un sogno, ma proprio intrisecamente false, dato che riuscivano a essere talmente assurde da smentirsi tutte mentre avvenivano nel sogno. Eppure non potevo fare meno di seguirne i significati per comportarmi di conseguenza.
 
Quando dell'emotus controlli il motore, come i nuove caccia che hanno ugelli che dirigono il getto del turbo reattore, vai dove vuoi, ma se il getto è fisso, tipo i vecchi missili puntati verso lo spazio, vai dove vieni spinto. Generalmente verso il disastro e lo sai prima, perché sei nella cabina di pilotaggio e lo vedi benissimo che hai perso il controllo. Ma non puoi fare a meno di "aspettare l'inevitabile fine". Perché non controlli la spinta e la direzione.
 
Ora, cambiamo un attimo discorso. Ho installato telegram e stamattina al mio risveglio mi metto per la prima volta a leggere i coloriti e divertenti post di "basta dittatura". Non ho caricato altri canali al di fuori di quello e altri due privati che si sono aggiunti da soli, perché questa è una fase di grande caos ed è fondamentale mantenere filtrata la forza con cui l'uragano si abbatte sulla nostra casa. Ora non è il momento di avventurarsi nell'uragano, senza obbiettivi molto precisi e grande forza per mantenerci saldi sugli stessi, se no andremo a fare compagnia alle mucche che volano e basta.
 
I miei intenti rimango mirati e concentrati sull'idea di creare contatti, ma di certo non mi interessa che siano esaltati perché se no non c'è dialogo che tenga. Devono essere comunque padroni della propria dimensione emotiva, avere i  nervi saldi e la mente lucida anche in questa occasione e in quelle che seguiranno, se sono esaltati o hanno perso la brocca preferisco lasciarli andare a incontrare il loro destino. Li considero già perduti a prescindere poi da quello che gli accadrà. Per loro non si può fare niente, indipendentemente da quale lato della barricata tifano. Sono come Abatantuono nel film "Eccezzziunale... Veramente"

Chiedono azione, azione, azione e naturalmente di ribaltare il tavolo. Ma è tardi per quello, i pesi e le misure sono già stati calibrati e comunque ormai non ci sono le forze per fare una cosa del genere, ma anche ci fossero manca "la testa", il coordinamento. E' un andare a casaccio e tutto ciò non fa che alimentare il caos.
 
Faccio un esempio per capirci. Si millanta uno sciopero non coordinato da nessuno, ma lanciato in rete, degli autotrasporti. Ma chi partecipa? Sicuramente non quelli che fanno parte di catene di distrubuzione rigidamente contrallate. Tipo UBS per intenderci. Perché facinorosi verranno facilmente controllati e isolati come in tutti gli altri posti di lavoro di massa, tipo gli ospedali, le scuole o le catene dei supermercati che fin'ora si sono potuti persino permettere di "portarsi avanti" in molte occasioni per farsi persino "promotori di tendenza" rispetto le indicazioni governative.
 
Non partecipano i sindacati e non partecipano sigle politiche. In sostanza chi comanda? Nessuno, quindi sarà il caos ed è già così, perché anche solo la data di inizio non è chiara, non solo chi partecipa e c'è chi afferma lunedì, chi subito, chi dal 15 ottobre.
 
Poi ci sono quelli che dicono che il vicequestore, che molto coraggiosamente ha partecipato alla manifestazione di Roma è un "inside job". Può essere, ma sarei sopreso di capire l'effetto che dovrebbe avere questo inside job oltre a compattare i dispersi in un operazione del "si salvi chi può generale". Qualcuno poi grida contro la polizia dicendo che se lo merita e che vada a quel paese, altri spaventati pensano di emigrare (ma inutile dirlo se la tua disperazione è a quel punto fallo e basta, lo dico per il tuo bene ovviamente, neh!). Insomma, è la solita babele che ci si può aspettare quando il caos governa senza freni. Questa è la rete, questo è ciò che accade quando "la rete" non comunica. E' come pretendere di andare a pescare con una rete i cui nodi si sciolgono. Non peschi niente e rischi di perdere tutto.
 
Prima con pazienza sulla spiaggia o al riparo dai tormenti devi cucire bene i nodi, cioè le relazioni in presenza, perché se no non funziona, poi costruita una rete che è fatta di intenti, di obbiettivi, di coordinamenti paritari, di "conoscenza" reciproca fatta di confronti, di controllo e di legami saldi basati non sul pieno accordo, non si converge mai sull'accordo più generale, quelli sono i "buchi" delle maglie, ognuno la pensi come vuole, ma sull'intento generale per cui ci si lega, su quello che vogliamo ottenere e per cui vale la pena combattere, su quello deve esserci coesione e convergenza forte, compatta.
 
Se il vicequestore collabora, da libero cittadino evidentemente perché non ci ha detto che "i suoi la seguono", anzi ci ha detto non erano d'accordo che lei partecipasse, bene, ottimo. Se si rivela un "iside job" è solo un nodo di tutta la rete che si scioglie, lo si ripara velocemente e si continua a pescare finché non si ottiene ciò che si cerca. Tutto qui.
 
Poi, la tempesta è un ostacolo. Ma un buon pescatore sa che ogni situazione in mare restituisce tante opportunità almeno quante ne toglie. Per esempio mio padre che era un pescatore sfegatato, quando tutti i pescherecci rimanevano in porto perché si sapeva che era in arrivo una tempesta, si fiondava in mare perché era certo che quella sarebbe stata una pesca eccezionale e lo era sempre. SEMPRE. Non perché mancavano i pescherecci, ma perché prima della tempesta e fino all'ultimo, si pesca sempre meglio. E' un dato oggettivo inequivocabile, solo che chi lo fa di mestiere non rischia di perdere tutto solo per una pesca un po' più ricca e facile del solito. Si tratta di un bilancio tra rischi e benefici.
 
Una mente razionale sempre si concentra su quel bilancio e deve essere attenta ad analizzare bene il contesto in cui si trova perché ogni errore poi si paga. Sempre. Soprattutto in occasioni in cui circolano tante "energie emotive" come adesso.
 
Stiamo adesso entrando nella fase del caos "più agitata", presto incontreremo l'occhio del ciclone e poi di nuovo il caos. Questo andamento è fisiologico e può ripetersi anche più volte. Naturalmente la prima botta si può vedere arrivare ma pochi ne capiscono la portata fino a quando poi non ci si trovano a viverla.
 
A quel punto tutti realizzano e scatta il panico. Che non colpirà chiunque, ma una certa massa che sarà o meno amplificata da altri fattori. I media ora cercheranno di spegnere il fuoco e da piromani si rivestiranno da pompieri. Anche questo è fisiologico e dipende dall'ansia del controllo degli istinti di massa tipici di chi lo fa da sempre. Come i media.
 
Ma come tutte le cose che partono col botto è un fuoco di paglia che precede un momento di calma. Poi i veleni iniziano a fare il loro effetto e il panico torna.
 
Questo è già stato previsto. Un altro esempio: facciamo finta che lo sciopero dei camionisti abbia un certo effetto. Dato che siamo in situazione di forti rincari e di probabile blocco dei rifornimenti di beni di prima necessità (ad esempio per attacchi hacker come già di recente simulato) per questioni energetiche, per manovre speculative, per volontà dal "grande timoniere", poco importa, quale occasione straordinaria che addossare la colpa ai poveri camionisti che non centrano una beneamata fava di nulla? Ma al solito sarà credibile perché verosimile, come i famigerati 130mila morti.
 
Questo mi ricorda un poco la manovra del referendum, bellissima se non fosse che in questo contesto è drammaticamente controproducente. Sarebbe stato più logico concentrare gli sforzi legali per proporre una legge quadro per superare l'emergenza, perché in quel caso chiunque l'avesse respinta avrebbe dovuto prendersene la piena responsabilità e allora si che avremmo avuto "un referendum" al contrario che ci permetteva di contare effettivamente tra i pavidi chi ha il coraggio di andare fino in fondo, ma andava fatta un anno fa, ora è comunque tardi. Invece no e anche il referendum non farà che alimentare il caos e potrà essere anche accusato dopo di aver "fatto più danni al paese che altro" rimanendo verosimile.
 
Quindi, ricapitoliamo. La necessità primaria rimane quella di fare rete a prescindere da tutto il resto. Qualunque deviazione o tentativo che impedisca questa necessità, non importa da chi arriva, semplicemente alimenta il caos e fa perdere tempo prezioso. Quindi è da respingere con fermezza ma non con violenza! Cerchiamo di capire che in questa situazione non c'è modo di capire chi sia in buona fede e chi no. Chiunque, da qualunque lato della barricata si ponga, se alimenta il caos è già fottuto.
 
Come me con il mio sogno: era tutto falso ma sposandone la causa, una volta assorbito le ragioni ragionevoli che la alimentavano, qualunque cosa avessi ottenuto dopo, qualunque azione portata avanti, era già una perdita in partenza e il mio destino era già segnato, paradossalmente in aggiunta "lo sapevo benissimo" e riuscivo ad arrabbiarmi proprio per questo. Perché non ne avevo controllo.
 
O no?

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Life
 Life
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buongiorno,

infatti il caos fa leva sulle emozioni, che si propongono nell'immediato e non è facile dominarle.

E' l'esercizio più difficile che sto facendo, non cadere preda delle emozioni immediate, respiro a fondo, mi calmo e faccio tornare la lucidità.

E' dura, lo ammetto ma al momento è l'unica arma che ho.

Grazie delle tue riflessioni


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esca
 esca
Noble Member
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(Coerentemente con la sua essenza viscerale, il drago gongola, in sostanziosa compagnia.

Il buon Blondet direbbe: vadano in malora le loro macchinazioni).

@GioCo

Quel sogno non puo' essere premonitore, certo, ma e' tutt'altro che casuale: siamo in guerra, lo scenario e' quello della messa in campo di una serie di azioni e contromisure di tamponamento che limitino i danni presenti/futuri secondo coscienza, ma immersi nell'incertezza dei risultati e dell'efficacia, e nessuno che ci dice se siamo sulla strada giusta eccetto noi stessi: quindi, molto combattuti ma ancor piu' determinati.

Mi stupirei se uno non facesse di tanto in tanto simili strambe incursuoni oniriche.


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