Notifiche
Cancella tutti

Le radici del male | In conversazione con Vera Sharav


GioCo
Noble Member
Registrato: 14 anni fa
Post: 1639
Topic starter  

Arthur Caplan, professore di etica medica all'Università della Pennsylvania la definisce un "tafano pericoloso" (fonte en.wikipedia.org QUI).

bufale.net (QUI) non smentisce la Signora trattandola un po' meglio (anche perché è ebrea e reduce avendo scampato l'Olocausto) e ne riporta correttamente le credenziali, ma punta tutto sul canale che gli da spazio, il sito tedesco di informazione indipendente Oval Media che definisce un diffusore di bufale complottiste nonché organizzatore di eventi clandestini.

Con un pedigree così, come ci si può perdere cotanto spregiudicato pensiero libero? 😋 


Quota
Primadellesabbie
Famed Member
Registrato: 10 anni fa
Post: 4637
 

Che lucidità!

Questa gente ha una marcia in più.

Dove l'hai scovato?

 


RispondiQuota
GioCo
Noble Member
Registrato: 14 anni fa
Post: 1639
Topic starter  

@primadellesabbie, ho qualche mia minuscola fonte. Comunque, il materiale c'è e gira abbondante, più che altro è brutto vedere come la repressione colpisca la volontà di confronto, riducendola a "sciocchezza" e impedendo l'ascolto prima che si possa trarne conclusioni personali. Quando certi ambiti gridano "basta confronto!" si sta facendo il passo che tante volte poi dopo, stracciandosi le vesti davanti alle tombe, chiede pentimento e senso di colpa, solo per rinnovarsi dopo un po' e proprio per questo (perché si procede per pentimeno e colpa e mai riflettendo).

Vedi, quando ti inserisci nel processo che porta un plutocrate a voler realizzare una qualche agenda che ha fatto propria, perché ne scorgi l'insensatezza, ti scontri con l'evidenza constatabile che non sei tu a decidere. Quindi ti rimane come opzione quella di convincere, per lo più con il ragionamento, ma convincere significa manipolare per uno che decide con il culo e non è mai bello manipolare qualcuno (a prescindere da cosa lo spinge ad agire) anche se questo si comporta come un bamboccio viziato che sta per combinare qualche pasticcio cosmico. Tipo che sta giocando con un giocattolo meraviglioso e colorato, pieno di luci che accidentalmente è anche il telecomando per iniziare una guerra nucleare su scala globale. Ma se glielo togli dalle grinfie tutto quello che per lui "è ingiusto" è che tu senza motivo gli neghi il suo personalissimo divertimento, con la forza (appunto). Quindi (per esempio) sei invidioso e vuoi quel giocattolo tutto per te e quindi sei pericoloso... no? Se quel bamboccio poi è un drago, non va a finire bene. Non può andare a finire bene. Peggio che peggio se è un drago "molto potente". Allora (tendenzialmente) andrà a finire MOLTO male soprattutto per il drago, ma ciò non è di conforto e nemmeno di sollievo per tutti gli altri. Ecco che allora "salvare il drago" può significare salvare baracca e burattini oppure lasciarlo al suo destino può significare che alla prossima partita (se mai in un altro tempo se ne giocherà una) sarà tra le file della squadra avversaria. Messo che averlo ovviamete ci si guadagni qualcosa di più che averlo tolto dalle grinfie dei maliziosi. 🙄 


Primadellesabbie hanno apprezzato
RispondiQuota
Pfefferminz
Estimable Member
Registrato: 6 mesi fa
Post: 246
 

@primadellesabbie

Il video riguarda un'intervista di alcuni mesi fa del Corona-Ausschuss, Commissione investigativa sul coronavirus, fondata da quattro avvocati tedeschi tra cui il Dr. Reiner Fuellmich. In Germania i video del Corona-Ausschuss hanno larghissima diffusione. Siccome le sessioni durano in genere diverse ore, alcuni video sono stati segmentati e mostrano le singole interviste, molte di queste in inglese. Le sedute del Corona-Ausschuss si svolgono in diretta al venerdì alle ore 11.00. Se vai sul sito Stiftung Corona-Ausschuss puoi assistere alla diretta di oggi. La settimana scorsa la diretta su Youtube è stata censurata all'improvviso. 


Primadellesabbie hanno apprezzato
RispondiQuota
emilyever
Trusted Member
Registrato: 1 anno fa
Post: 90
 

In realtà quell'intervista l'avevo già postata io tempo fa,ma non riesco più a ricostruire sotto quale articolo, perchè da quando non c'è disqus non so come accedere ai miei post precedenti, e l'avevo preso  dal sito di nogeoingegneria, augurando che potesse essere ripreso, perchè io non so come si faccia:)). E'una risposta, questa bellissima analisi, a quel brutto "Follia paragonare i vaccini alla Shoah.Se uno vuole vedere il complottismo ovunque, beh resti a casa, non giri per le strade, non vada nel mondo, non danneggi gli altri" di Liliana Segre, sulla quale avevo visto giusto, anni fa, quando era stata invitata a parlare nella mia scuola sulla sua esperienza... e va beh, i miei studenti che avevano appena letto Il Diario di Etty Hillesum non credevano alle loro orecchie: con tutta la comprensione, l'ammirazione, la compassione per una ragazzina di 15 anni in un campo di concentramento, quell'invito a pensare solo a sè, a non voltarsi indietro, al dolore e alla morte dell'altro...ma non so, rispetto alle pagine della Hillesum suscitava perplessità


Pfefferminz hanno apprezzato
RispondiQuota
GioCo
Noble Member
Registrato: 14 anni fa
Post: 1639
Topic starter  

@emilyever, il dolore non è una cosa semplice da gestire. Ma siamo qui anche per imparare.

Che poi ci siano altri (non sempre umani) che ne cavalchino interessatamente le sue migliori espressioni (eufemisticamente parlando) questo è parte del nostro quotidiano e delle dure prove che ci attendono nel qui e ora. Tutto ciò non dovrebbe soprenderci, ma tant'é...

Magari però se devo proprio biasimare qualcuno non è chi il dolore l'ha sperimentato e in qualche modo (bene o male) gestito, ma chi lo sfrutta per proprio tornaconto ben sapendo quanto può essere facile ottenerne indietro ricco compenso (materiale). Di loro si può dire solo che se sono umani, sarebbe meglio patissero quel dolore che usano cinicamente (piuttosto).

Non c'è giustizia di là per come la intendiamo, ma un equilbrio che ha i suoi fondamenti e le sue radici profonde non eludibili. Noi lo sappiamo, tutti lo sanno, solo che facciamo finta di dimenticarlo, facciamo finta che così non è per essere quello che non siamo finché cammineremo nel mondo della materia. Eppure, miracolosamente, a volte basta un cenno perché un barlume di buon senso torni a splendere nella tenebra della Mente che mente...


emilyever hanno apprezzato
RispondiQuota
Condividi:

I commenti sono chiusi.