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Una risposta a molte domande


Pegaso
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In questi mesi di vita sospesa vi sarete probabilmente chiesti cosa stesse attraversando la vostra, la nostra, strada: come potesse accadere in un periodo così breve, un paio di settimane, che il discorso pubblico passasse dalla negazione, alla minimizzazione, all'allarme generale; come potesse essere che il nostro decantato sistema sanitario venisse quasi paralizzato; soprattutto come potesse un patogeno con un tasso di mortalità (rapporto dei decessi per una certo patogeno in un certo periodo sull'insieme della popolazione considerata) così basso esprimere un tasso di letalità (rapporto dei decessi per una certo patogeno in un certo periodo sull'insieme della popolazione ammalata di esso) così alto; ed infine dove fossero finiti i circa 50.000 (cinquantamila!) decessi annui per infezioni nosocomiali. Ecco che un articolo scientifico, passato alquanto inosservato, solleva un velo sull'intera questione.

Pubblicato nel Febbraio u.s. sul Journal of Clinical Medicine da un nutrito gruppo di clinici e ricercatori italiani, basato su una ricerca riferita ai primi tre mesi dall'insorgenza dell'epidemia Covid e condotta in una decina di grandi centri ospedalieri italiani, lo studio, allegato in calce, riporta che il 29% (leggasi quasi uno su tre) dei pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva ed ivi intubati ha contratto una Polmonite Associata alla Ventilazione (VAP):

"During the study period, 586 patients with severe COVID-19 infections required invasive mechanical ventilation and were admitted to the participating ICU, for a total of 9416 ventilator-days. Overall, 171/586 (29%) patients were diagnosed with VAP"

Si è trattato per lo più di uomini, l'ottanta per cento, con un'età mediana di 64 anni; le ulteriori patologie diffuse nel gruppo erano ipertensione, nel 64% dei casi, e diabete nel 23% dei casi:

"Their median age was 64 years (interquartile range (IQR) 57–71) and 80% were males (137/171). The most frequent comorbid conditions were hypertension (109/171; 64%) and diabetes mellitus (39/171; 23%)."

in circa la metà dei casi nei quali è stato possibile, la determinazione del batterio responsabile ha dato i seguenti risultati:

"The most frequently isolated organisms were Pseudomonas aeruginosa (27/77, 35%), Staphylococcus aureus (18/77, 23%), and Klebsiella pneumoniae (15/77, 19%)."

Esito di questa infezione batterica introdotta forzosamente nei polmoni dei poveri sciagurati finiti nelle grinfie del sistema ospedaliero, e sovrapposta a quella virale, è stata la morte del 46% dei pazienti per un trattamento di 30 giorni:

"The 30-day case-fatality of VAP was 46% (78/171)"

Dunque una percentuale altissima di individui ricoverati per Covid sono deceduti per polmonite batterica; polmonite nella quale il patogeno è stato loro introdotto direttamente a livello polmonare dal condotto di ventilazione forzata.

Ecco quanto.

https://www.mdpi.com/2077-0383/10/4/555

 

#Norimberga II

Questa discussione è stata modificata 2 mesi fa 7 tempo da Pegaso

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