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Liberismo alla chetichella: l'interessante caso dei contatori ...  

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GioCo
Noble Member
Registrato: 13 anni fa
Post: 1137
14 Settembre 2020 , 8:08 8:08  

Nell'immagine il significativo "volto del Male" ricreato al computer (?!?): non è angelico?

Mentre siamo giustamente tutti preoccupati di questo uragano liberista che sembra avere travolto le istituzioni secolari (come la chiesa) o giuridiche e amministrative come lo Stato di diritto, una serie di strane cose accadono vicino vicino, praticamente in casa nostra.

Una di queste cose strane, oltre l'urgenza dell'adeguamento dell'infrastruttura di telecomunicazioni all'internet delle cose in pieno confinamento illegale legalizzato a forza di editti imperiali o più di recente alla riapertura delle scuole con le classi dotate di girelli (e perché non gli autoscrontri a gettoni?) è l'adeguamento ai vari contatori che abbiamo in casa. All'improvviso tutti i contatori che sono lì da decenni vengono sostituiti con ritmo allarmante.

Le motivazioni al solito sono le più disparate tra cui non manca di certo l'ambiente alla gretina, ma a guardarle bene somigliano più alle pubblicità dei biscotti della Mulino Bianco: ti dice che sono fatti "come natura crea" ma a crearli è l'industria a meno che come l'albero dei cestini di merende che ritroviamo nel Mago di Oz non si scopre che quella mattacchiona della "scìEnzia" (sempre molto attiva nel produrre l'inutile) non abbia pasticciato di nuovo con i geni di qualche melograno giusto per dare ragione alla pubblicità. Sono certo che in tale senso qualche bravo sbufalatore ci dirà qualcosa prima o poi.

Lo scrivo anche per sfogarmi perché oggi era stata auto-programmata dai tecnici di qualche ente ignoto (le sigle cambiano come una tromba d'aria improvvisa in colorado) la sostituzione del mio contatore di casa. Ora, sfortunatamente abito in un appartamento di uno stabile abbastanza vecchio e il contatore è in casa. Non abbiamo la portineria.

A me piacerebbe sapere se esiste un obbligo legale per la sosituzione e la questione non è per niente chiara in proposito. Come non sono chiare un sacco di altre questioni legali. Tanto per cominciare, sull'editto (non si può chiamare in altro modo) appeso fuori dal cancello del mio stabile (praticamente in strada) con l'elenco dei reprobi che non avevano ancora effettuato l'adeguamento richiesto scritto a mano, c'è scritto che la sosituzione non è obbligatoria ma è gratuita. Eppure, dal 2017 almeno, un torrente di siti internet "pro-consumatori" e "indipendenti" (da chi?) insiste nel dire che la sosituzione è legalmente obbligatoria. Per chi? Per l'utente finale o per l'ente che se ne incarica?

Come durante il confinamento illegale legalizzato a forza di menzogne e silenzi costruito su veri e propri mostri giuridici, allo stesso modo qui siamo davanti a un muro di gomma di menzogne e di silenzi da cui è davvero difficile trarre conclusioni. Ma qualcosa traspare lo stesso, intanto perché un muro è sempre un muro e almeno quello si vede bene. Quindi perché gli organi responsabili non fanno chiarezza?

Qui lo scrivo e qui lo nego a me però viene in mente l'unica risposta possibile: sono tutti d'accordo. D'accordo per cosa? Ecco a questo punto la faccenda si fa piuttosto oscura, perché ogni volta che se ne parla, ci si scorda del muro. Un po' come quando leggi "Donna Moderna" o uno qualunque di questi giornali scandalistici e ci trovi che il paparazzo tal dei tali fa le corna alla moglie perché fotografato con la modella tal dei tali. Tutto avviene oltre il muro, la cortina fumogena della "privacy" spogliata di ogni diritto per un poco di notorietà che offre a te "gratuitamente" delle immagini crude, degli abbagli reali e irreali allo stesso tempo, come un flesh nella tenebra più fitta su cui puoi fantasticarci sopra, che ti illude di sapere qualcosa ma in realtà ti lascia nell'oblio più totale.

Allora vediamo cosa ci dice il muro della sostituzione del contatore della luce. La prima cosa che si nota è il caos che riguarda l'ente erogatore che non è più nazionale ma liberalizzato. In altre parole per decenni abbiamo avuto un contratto con un ente statale che provvedeva a fornirci energia elettrica, adesso non si sa. Teoricamente ognuno dovrebbe scegliersi il proprio, ma cosa succede se scegli di non scegliere? Ecco il muro. "Non scegliere" significa che verrà scelto per te qualcuno nel mercato che ti dovrà gestire. Chi lo sceglie? Lo Stato? Ma lo Stato di diritto siamo noi, i nostri amministratori non hanno quel diritto e non possono prendersi quella responsabilità. Noi sappiamo come gli enti pubblici siano abili a scaricare responsabilità, ce lo ha insegnato mirabilmente Paolo Villaggio con il suo Fantozzi. Noi sappiamo come il volto buono e angelico del megadirettore nasconda spietata ferocia luciferina.

Quindi ecco il balletto dello scaricabarile: è l'ente erogatore che deve installare? No, pare sia un azienda terza a cui è fatta richiesta (con laute prebende per i soliti noti) di operare la sostituzione che quindi non è responsabile di quello che installa. A questo punto è il cittadino su cui ricade la responsabilità, esattamente come quando compera le sigarette o lo smarphone, per ciò non può essere imposta con la forza l'installazione ma si deve pagare poi in bolletta l'apparecchio che deve diventare di proprietà privata (?!?). Chi paga? Anche qui la confusione è totale. La sostuzione è gratuita (pensa un po' te se dovevi pure pagartela) e viene presentata tutta a vantaggio del consumatore: ora non solo puoi avere letture automatiche dal tuo contatore, ma basta con le bollette pazze (che sono iniziate con la sotituzione dei contatori meccanici con quelli elettronici) del vecchio contatore che non facendo una lettura continua (perché non potevo farmela da solo come prima?!?) e non usando la fibra ottica (per un contatore la fibra ottica?!?) ora può anche dire quando la linea è guasta (si ma chi ca%%o viene a ripararla e a quali costi se l'infrastruttura è stata regalata al mercato?!?). Abbiamo già visto mille e mille volte cosa succede con questo tipo di manovre: tutto per la nostra convenienza e poi si viene spennati come polli.

L'inciucio è colossale e interessa trasversalmente talmente tante persone che è come cercare di risalire a Laurence Douglas "Larry" Fink, CEO blackrocpartendo dalla Parmalat. Oggi forse più semplice, ma non immediato e non certo per tutti dal momento che la grande massa manco sa cos'è blackrock. Chiaramente come ogni affare del mondo liberista è un modo di gestire i rapporti più simile a quello mafioso (del tipo "ti faccio un offerta che non puoi rifiutare" oppure lo "stai sereno" di renziana memoria) che a quello di uno stato sociale e di diritto.

Ma il punto non è questo della minaccia velata. Il punto è che ogni azione di questi Signori del Male vestiti di luce angelica, deve trovare la nostra approvazione. E' come un bisogno satanico imprescindibile, senza per loro è impossibile operare. Tutti i loro sforzi sono volti a convincerci che quello che fanno viene fatto per il nostro bene. Non per il loro, loro si sacrificano per te e a te viene lasciato solo il compito di approvare, come i biscotti: perché non dovresti approvare, saresti un folle, no? Frastornato dalle pressanti richieste di adeguamento indebito e lasciato senza alternative, tutto ciò che sembra rimanga da fare è fidarti anche se l'evidenza evidente ti grida nelle orecchie che si tratta dell'inaffidabile per antonomasia.

Ma qual'è l'alternativa? Ne suggerisco una: non diamo il consenso finché possibile e aspettiamo per obbligarli a scoprire le carte. D'altronde quando ho il CEO di blackrock che a gennaio grida sulle pagine di Repubblica che "promette battaglia alle aziende che non sono sostenibili" (o forse su cui non ha ancora mezzo le zampe e gli fanno concorrenza?!?) e poi ho la serrata dell'avvocato del popolo pseudo-obbligatoria illegale-legalizzata a forza di tutta l'industria che colpisce proprio la piccola e media impresa libera dalle consorterie mercantili transnazionali, beh, allora due domandine me le faccio.

Ma solo per scrupolo, eh?

 

P.S.

Ho lasciato un biglietto ai tecnici che avevano provveduto ad apporre l'editto fuori dal cancello del mio stabile, con scritto: "Desideri l'installazione gratuita del nuovo contatore della luce? Finché non sarà obbligatorio NO, grazie!". Lo scopo è molteplice. Prima di tutto evidenziare che in queste operazioni non ci viene mai posta la domanda, ma viene data per scontata la risposta e si finge meraviglia quando (raramente) si incontrano rifiuti (gli operatori sono addestrati apposta in questo modo, sono di fatto mercanti travestiti da tecnici - il loro è un ruolo confuso apposta). L'altra questione riguarda la presenza: chi agisce è sempre seminascosto dietro paraventi di mandati che lo liberano dalle responsabilità (come il tecnico) costruendo una sorta di anonimato, eppure viene dato per scontato che invece la nostra presenza non manchi (alle otto di lunedì mattina) e la nostra felice approvazione sia per ciò bene evindenziata con nome e cognome per il bene di tutti. A questo punto era obbligatorio demandare a un foglio (come fanno loro) il compito di farsi resposabile di dire NO senza dettagli ma con cortesia. Sarò curioso di capire la reazione poi stasera. Penso che vi aggiornerò se le trovo interessanti.

Questa discussione è stata modificata 1 settimana fa 12 tempo da GioCo

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