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La sanità futura secondo Confindustria " valutare politiche sanitarie in base ai risultati clinici, scientifici, sociali ma anche economici"  

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marcopa
Illustrious Member
Registrato: 11 anni fa
Post: 7488
12 Ottobre 2020 , 11:00 11:00  

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Una strana idea di sanità – Finita, per ovvie ragione di decenza, la stagione della richiesta di tagli senza se e senza ma Confindustria adotta una nuova strategia per quanto riguarda gli interventi sul nostro sistema sanitario nazionale. Si chiedono più soldi, si ribadisce l’opportunità di accedere ai fondi europei del Mes. E poi si aggiunge: “è necessario misurare gli effetti delle politiche sanitare in base al loro impatto sulla struttura industriale (occupazione e produzione) e sulla capacità di attrarre investimenti (…) Occorre valutare le prestazioni, non solo in base al costo, ma anche al rendimento, quindi ai risultati generati, che nel caso della sanità sono di natura clinica, scientifica, sociale, ma anche economica. Abbandonare modelli di gestione che non tengono conto delle forti interazioni nei percorsi di cura e determinano costi molto elevati per le imprese, a danno dell’innovazione e della sostenibilità industriale”. Un giro di parole per dire, in modo accattivante, che le prestazioni sanitarie e l’offerta ospedaliere deve essere gestita in base a criteri di ritorno economico più che guardare a quelle che sono le reali esigenze della popolazione. Il piatto della sanità è talmente ricco (oltre centro miliardi di euro l’anno) che la voglia di banchettare è tanta. E quindi si chiede di sviluppare assicurazioni private e cliniche private. Con il duplice risultato di ridurre il carico di welfare in capo alla contribuzione aziendale e spostare risorse dal pubblico verso l’imprenditoria privata. Scrive Confindustria: “Sul fronte della sanità integrativa, lo sviluppo del settore – ormai divenuta fenomeno di massa soprattutto nel mondo del lavoro dipendente – è essenziale per “organizzare” la spesa sanitaria privata in modo più efficiente e per diffondere nella popolazione la cultura della previdenza sanitaria che consenta ai cittadini di tutelarsi per le spese sanitarie, evitando di essere finanziariamente colpiti nel momento dell’emersione del bisogno sanitario”. Pur riconoscendo a parole i meriti del modello di Welfare europeo, si pianta quindi un seme per tendere verso il modello Usa. Perché “in vista dell’invecchiamento della popolazione l’assistenza sanitaria dev’essere sostenibile”

E poiché la sanità non sarà più solo pubblica, le prestazioni sanitarie entrano a far parte della merce di scambio tra imprese e lavoratore, a scapito della retribuzione. Esattamente la linea che Confindustria sta seguendo nei rinnovi contrattuali di questi giorni: niente aumenti in busta paga ma pacchetti di welfare. Il documento spiega: “La contrattazione, dunque, si svolgerà sempre più su tematiche che non atteranno puramente e semplicemente alla determinazione dei valori salariali da corrispondere tempo per tempo ai lavoratori ma si articolerà sugli interventi, anche e soprattutto, di welfare aziendale, che costituiranno, in prospettiva, forme di “copertura” sempre più ampia per i lavoratori: dalla sanità alla previdenza integrativa, già diffuse nella contrattazione, alla garanzie relative alla non autosufficienza, al concorso alle spese per l’istruzione e la formazione, per il lavoratore e il suo nucleo familiare, fino ai servizi alla persona in senso lato”. L’operazione è ingegnosa. Quello che prima era fornito a tutti (sanità, pensioni decenti, scuole di buon livello) e pagato con la fiscalità generale ora ce lo “vendono” le aziende e ce lo fanno pagare in forma di mancati aumenti di stipendio.


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mingo
Trusted Member
Registrato: 4 anni fa
Post: 56
12 Ottobre 2020 , 23:09 23:09  

E' un belo schifo!

E se Boccia parla senza remore è perché sa benissimo che non c'è quasi nessuno che può fare opposizione alle sue idee e se ci sono sono pochi ed isolati .

Sta alla popolazione rimandare al mittente tali idee ,sperando che  non sia troppo tardi.


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