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Giornata della riscossa e dell'espiazione


Pegaso
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Oggi è il giorno dopo ieri, e si fa notare per una mancanza: il solito portale dell'agenzia di informazione italiana, l'Ansa, omette di riportare la seguente notizia:

"Uccide il marito dandogli fuoco davanti ai figli; arrestata in ospedale, sgomberato il palazzo."

https://www.ilgazzettino.it/italia/cronaca_nera/omicidio_rieti_marito_fuoco_morto_arresto_moglie_benzina_ultime_notizie_oggi-4887495.html
https://www.lastampa.it/cronaca/2019/11/26/news/uccide-il-marito-cospargendolo-di-benzina-e-dandogli-fuoco-arrestata-una-donna-a-rieti-1.37999277

Che dire? Magari l'evento mal si raccorda con la narrazione di ieri sul martirologio femminile, è comprensibile; magari qualcuno prova a vederci chiaro, come ho fatto io un paio di anni addietro, e scopre come stanno le cose.

Nello stesso studio riferito nell'intervento di ieri procedo al confronto tra le cause di morte intenzionalmente provocata nel mondo, in Europa ed in Italia, soffermandosi sull’espressione peggiore della violenza di genere: l’uccisione dei una femmina in quanto tale ad opera di un maschio appartenente alla sua cerchia affettiva o relazionale, il cosidetto “femminicidio”, del quale i mezzi di informazione ci propugnano l’incombente emergenza.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite emette periodicamente dei rapporti sulla distribuzione e caratterizzazione dei crimini violenti tramite la sua agenzia UNODC (United Nations Office for Drug and Crime), la quale, tra altri, mette a disposizione dati su ogni tipo di violenza e di omicidio, intenzionale e non, per entrambi i generi. Essi sono disponibili sul portale dell'agenzia: http://www.unodc.org/gsh/ con la denominazione:

1. GSH2013_Homicide_count_and_rate “Intentional homicide count and rate, by country/territory (2000-2012)”,

2. GSH2013_Sex_time_series “Percentage of male and female intentional homicide victims, by country/territory, criminal justice source (2000-2012)”,

3. GSH2013_IPFM “Male and female intentional homicide victims killed by intimate partners or family members as a percentage of total homicide victims, by country/territory”.

Combinando assieme questa gran mole di dati si ottengono i seguenti risultati, mediati sul primo decennio del secolo presente (riferiti alle nazioni degli altri continenti di maggior rilevanza demografica o politica):

Analizzando questi risultati si possono trarre le seguenti considerazioni quantitative:

1. i paesi dell’Africa sub sahariana, dell’America centro-meridionale e l’India ospitano una vera mattanza di femmine; mattanza comunque minoritaria se non irrisoria rispetto a quella dei maschi;
2. gli Stati Uniti, dai quali tanto traiamo ispirazione, hanno un tasso di omicidi femminili (per milione) a due cifre, ma sempre un quarto di quelli maschili;
3. i paesi nordafricani ed islamici in genere hanno tassi di omicidi femminili bassi;
4. l’Europa, l’Australia, il Canada ed il Giappone hanno i tassi di omicidi femminili più bassi del pianeta.
5. in Europa, l’Italia ha un tasso di omicidi di femmine tra i più bassi, superata verso il basso solamente da Irlanda e Grecia;
6. nei paesi dell’Europa del nord ed orientale si uccidono più femmine ed in percentuale maggiore nel rapporto coi maschi che nel resto del continente;
7. gli omicidi di femmine in ambito domestico, frazione degli omicidi intenzionali, confermano le suddette tendenze, con l’Italia ai minimi valori mondiali confrontabili con quelli dei paesi di lingua tedesca;
8. rispetto a questi ultimi però l’Italia annovera più omicidi di maschi maturati in ambito domestico;
9. nei paesi di lingua tedesca, per contro, è più bassa la percentuale di omicidi femminili domestici rispetto al totale, che è tuttavia maggiore.

Quindi se ne possono trarre le seguenti considerazioni logiche:

10. nel mondo è molto più pericoloso nascere maschi e per le vittime sapere che molto probabilmente il loro carnefice ne condivide il sesso non rappresenterà certo una consolazione;
11. l’Europa si conferma un santuario per entrambi i generi, comunque molto più sicura per le femmine;
12. l’Italia emerge come un paradiso per maschi e femmine, e tra i luoghi più sicuri del pianeta per quest’ultime;
13. tuttavia su tre donne uccise in Italia, due perdono la vita in un contesto relazionale;
14. in Italia, come altrove, esiste, ed è rilevante, una violenza domestica agita contro i maschi: ogni cinque uccisi in questo contesto, tre sono femmine e due sono maschi.

Questo è quanto: spero possa servire a fare chiarezza. Se qualcuno lo desidera posso fornirgli lo studio completo.


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