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Fighe sintetiche, abbracci senza contatto e merci disperse


GioCo
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Sarà dura gente. Molto dura. L'oscurità avanza e l'umanità sembra proprio non avere nemmeno idea di cosa ha di fronte. La variante inglese, scortata in buona compagnia da quella sudafricana e sudamericana, si sta facendo largo tra i media affamati di giustificazioni forcaiole che buttino in soffitta ogni resistenza di buon senso.

Inzio questa carrellata con un articolo di dicembre uscito su vanityfair.it (QUI) con bambole gonfiabili per fare sesso che emettono gemiti umani riprodotti grazie all'intelligenza artificiale. Ogni commento a riguardo mi sembra superficiale. Ma sono certo che l'isolamento forzato porterà a queste aziende (come i social e gli altri protagonisti del GAFA) a fare soldi a palate a spese dei soliti.

Poi proseguo con la stanza degli abbracci che ci segnala la sezione italiana di sputniknews.com (QUI) che ha intervistato Elisabetta Barbato, direttrice del Centro “Domenico Sartor” a Castelfranco Veneto in provincia di Treviso, una RSA che si è preoccupata di ridurre in qualche modo la distanza che il vidocq ha portato tra i pazienti e i loro parenti, distanza che con la seconda (e adesso la terza ondata caraterizzata da una virulenza fortificata contro ogni logica evolutiva di tale agente patogeno) è diventata cronica oltre che essersi rinforzata. La Barbato dice che il suo è il primo istituto che ha preso un tale provvedimento per consentire ai parenti di poter abbracciare gli anziani in sicurezza. Voglio credere che si tratti di anziani considerati malati ma temo che a prescindere si tratti di anziani e basta dal momento che si sottointende che altrimenti il contatto con i parenti non sarebbe proprio consentito. Personalmente pur comprendendo le giustissime e più che condivisibili preoccupazioni e intenzioni dei gestori, l'unica cosa che mi viene a mente è che per il bene degli anziani è meglio evitare come la peste nera le RSA. A meno che non siate forti sostenitori dei gulag futuri, che nelle intenzioni erano campi di rieducazione come questi sarebbero ospedali a emotività ridotta.

Concludo la carellata con due episodi che mi sono capitati in giornata. Vado a cercare dei bastoncini di incenso e al NaturaSì dove di solito li trovo, chiedo non vedendoli esposti a un commesso che mi risponde in modo curioso di averli ordinati da un mese ma "il carico si è disperso da qualche parte". Lì per lì non ci ho fatto caso, non è la prima volta che sento una risposta del genere. Poi telefono al mio meccanico per dei pezzi che sto aspettando da un mese e mi da la stessa identica risposta. Ora, so perfettamente che l'educazione semantica è un pilastro della propaganda. Per cui quando sento che le stesse giustificazioni, sensate solo superficialmente, insistono nella vulgata comune, inizio ad alzare le antenne. Come il "de ja vu" di Neo nel film "The Matrix" (QUI) mi parlano d'altro. Potrebbe certamente essere un caso ma lo segnalo perché il momento è propizio per quella gestione della pandemia in programma utile a un reset dell'economia e della gestione della distribuzione anche dei generi di prima necessità. Se come sospetto (e spero di sbagliare) la terza ondata è previsto sia da gestire in maniera più restrittiva rispetto l'anno scorso, le nuove varianti più virulente, agevolate dalla gestione sanitaria spericolata (tra isolamento, respiro mascherato, deprimenza e cattive pratiche mediche) giustificheranno una serrata di ferro militarmente garantita. Allora gli ordini che per adesso sono ancora garantiti, potrebbero "disperdersi da qualche parte" con maggiore frequenza. A meno che ovviamente non siano di Amazon. La metà di febbraio è il limite massimo per metterla in pratica. Dopo avrà meno senso mano a mano che ci si avvicina alla primavera e ai primi caldi.


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Simsim
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Ti confermo che non é una cosa solo italiana o di dove sei tu. In diversi supermercati stanno sparendo lentamente scelte diverse quantitá e qualitá di merci. Non so se per fallimento o per chissá quale altra diavoleria, ma é in corso una cosa simile.


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GioCo
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Forse ho una risposta parziale.
 
Oggi ho risentito il mio meccanico che mi ha detto che stanno bloccano le navi nei porti per almeno 40 gg causa vidocq o almeno così gli ha detto il suo forntorie. Le uniche notizie che ho trovato a riguardo sono del marzo scorso (2020). Ho trovato questo articolo QUI a riguardo più recente (novembre 2020) che parla del "Blank sailing" (rotte cancellate). Poi un sacco di grafici che non so leggere bene. Ma il mio meccanico parlava di navi che non possono scaricare ferme in porto, non so se centra.
 
Comunque la faccenda mi pare abbia senso monitorarla con attenzione, è chiaro che la gestione politica della pandemia riguarda più aspetti anche in ombra e non solo quelli a noi evidenti che ci colpiscono direttamente.

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Simsim
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@gioco

Per qualcosa potrà anche avere un senso, per molte altre cose non so, non credo che tutto il traffico merci sia navale. Ma è anche vero che non possiamo tener traccia di tutto ciò che occorre per un prodotto.

Ho certamente letto e sentito che c'è un problema coi container sulle navi, e guarda caso c'entra la Cina. Ma non ho capito di preciso di che parliamo in questo caso.

 


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GioCo
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@simsim

parliamo delle ricadute che l'attuale gestione politica ha sul commercio internazionale. Le navi sono importanti per l'Italia ma non solo. La Cina ha portato avanti una massiccia campagna acquisti di porti sul mediterraneo e non è certo perché non vede sbocchi sul mercato europeo. La questione è che più un paese dipende dall'import/export più è facile gestire quello che arriva sugli scaffali dei supermercati e dei servizi di prima necessità. Attualmente la Cina controlla sia la via marittima che quella su rotaia. Quali alternative vedi?

Io una sola: la guerra. Ma bisogna vedere chi combatte chi  e per cosa e qui la faccenda si fa confusa. Non penso che si arriverà mai a uno scontro diretto tra superpotenze, ma siccome il territorio di conquista siamo noi, non ci vuole molta fantasia a capire quale @GioCo al massacro si sta giocando.

Cosa si sta colpendo attualmente? Con l'ecologia il consumo dei combustibili fossili e quindi i trasporti, ma è chiarissimo che si tratta di scuse. Con il vidocq i corpi e in particolare il sistema immunitario, quindi l'autonomia di scelta politica del singolo cittadino di ogni paese. La compressione delle libertà demoniocratiche ci suggerisce la deriva evidente: forse colpendo al proprio interno i paesi occidentali sperano di comprimere anche l'espansionismo cinese? Non so. Chiaro comunque che è una manovra a tenaglia di stampo militare, se vuoi vederla la vedi se no la subisci e basta. Ma è fatta entro un quadro geopolitico molto più complesso, dove certi paesi stanno giocando un ruolo chiave più importante, per cause geografiche e politiche. Come l'Iran e il canale di Suez ad esempio. Oppure il confronto tra la Grecia e la Turchia con in mezzo Germania (pro-Turchia) e America (pro-Grecia). Stiamo parlando di tanta roba: le pipeline, le linee marittime, la belt road cinese, ma anche il controllo dello spazio con i satelliti. Gli interessi che si intrecciano sono davvero tanti e credo che persino chi sta nel @GioCo a giocare stia navigando a vista, cioé scommettendo (essenzialmente) sulla nostra pelle.

Dalla disponibilità di merci, possiamo vedere la piega che prende questo confronto caotico di interessi contrapposti. Non mi sembra poco.

In soldoni: la delocalizzazione selvaggia ha portato la quasi totalità della produzione occidentale in paesi come la Cina che adesso importa i prodotti finiti nei paesi che prima erano produttori. Quindi, domandona da 1milione: perché adesso si comprime il commercio internazionale e insieme le libertà -mercantili- dei cittadini occidentali? Possibile risposta parziale: per mantenere i regimi di speculazione attuali (principalmente in mano ai soliti) sostanzialmente inalterati, scaricando i costi su tutto ciò che è considerato inutile. Come il wellfare ad esempio, dal momento che ai super-ricchi non serve uno stato sociale per migliorare il loro benessere.


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Primadellesabbie
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Postato da: @gioco

Ma il mio meccanico parlava di navi che non possono scaricare ferme in porto

Credo che se guardi questo filmato da 1h00'00" a 1h23' (blog del Movimento Roosevelt del dicembre scorso) in cui uno spedizioniere portuale descrive con una certa chiarezza i problemi che si sono materializzando nel mondo, nel suo settore, a causa del covid (o grazie al pretesto del covid), ti rendi conto che il meccanico é sulla strada giusta:


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GioCo
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@primadellesabbie

Grazie, ho guardato al minuto che mi hai indicato. Situazione molto ingarbugliata, non mi sorprende che non se ne sappia nulla.

Riassumento: con la prima ondata i traffici marittimi via container sono diminuiti anche perché partendo dalla Cina la pandemia aveva rallentato la produzione e quindi anche il traffico del naviglio. Ma, fino il 2019 le compagnie che noleggiano le navi per il trasporto, che di fatto rappresentano un oligopolio, un cartello di una decina di operatori in accordo tra loro che si spartiscono il 95% del mercato, avevano investito in navi trasporto sempre più grandi che con il vidocq per il traffico diminuito hanno deciso di lasciare in porto (temporaneamente ma non si sa fino a quando). Quando la Cina è ripartita l'ondata di vidocq è arrivata in UE partendo come sappiamo dall'Italia. Quindi le compagnie non hanno rimesso in mare le grandi navi da trasporto, per questioni speculative: essendo un cartello, si sono accorte di aver quintuplicato i profitti del nolo (da noi) e decuplicato in america e per ciò non vogliono mollare la manna dal cielo. Questo però ha comportato che oggi per avere un container libero devi aspettare oltre 60gg con ripercussioni pesantissime su tutta la produzione industriale, sia nostrana che asiatica e americana. Però, americani e asiatici stanno cercando di tamponare prendendo provvedimenti per calmierare la situazione, l'UE invece non sta facendo nulla, almeno sul fronte delle esportazioni via mare. Mi risulta che sia aumentato il trasporto su rotaia ma credo che siamo ben lontani dal compensare anche solo parzialmente la perdita.

Certo che se la realizzazione della via della seta non fosse in pesante ritardo, per via dell'instabilità geopolitica provocata dalla NATO e se non fosse che a pagare i dazi fin'ora è stata la produzione industriale UE, non ci verrebbe il sospetto che l'America e la Cina ci stiano marciando di brutto, sulle ns spalle e indirettamente anche su quelle russe, dal momento che la Russia avrebbe tutto da guadagnare nello stringere accordi con l'UE, la Cina e l'America ce l'hanno più nello sfruttarla. Questo mi rende più chiara l'insistenza dei governi pagliacciata in Germania nel dichiarare la Russia colpevole di ogni stronzata si inventino i servizi "dell'amicone d'oltre oceano" e la NATO. Inoltre mi sovviene anche un altro sospetto, che la Brexit non sia il risultato di un braccio di ferro tra l'amministrazione UE a trazione franco-tedesca e gli inglesi ma una valutazione dell'Impero di sua maestà a più ampio respiro che avendo già messo sul piatto del sacrificio l'UE si è sganciata, saltando giù dal treno europeo prima che deragliasse per non essere trascinata nel disastro, ma al contrario per governarlo. Se non sbaglio infatti è per intercessione degli inglesi che la Cina è entrata nel giro dei Big del Fondo Monetario (nel 2016). Chissà cosa c'era sul tavolo degli accordi per acconsentire a tale condivisione del potere. Di sicuro però l'UE non ne fa parte e qualcosa vorrà dire.


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Primadellesabbie
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@gioco

Prima della votazione sul Brexit c'é stato un intenso lavoro diplomatico tra UK e Cina*, al punto che poi, durante la campagna elettorale una delle vie d'uscita, in caso di vittoria del si, oltre all'intensificazione degli scambi con il Commonwealth, pareva potesse essere la via di rapporti privilegiati con il gigante asiatico (non si deve dimenticare però che nella storia di piazza Tiananmen, Hong Kong ha avuto una parte non proprio secondaria), la recente posizione del governo americano, alla quale l'UK non può non allinearsi, ha complicato notevolmente le cose.

* https://www.bbc.co.uk/news/uk-england-beds-bucks-herts-38212539


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