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Cronaca nera e ipocrisia politica


PietroGE
Famed Member
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https://www.huffingtonpost.it/entry/il-destino-di-saman-sotto-la-soglia-minima-di-indignazione_it_60b8c3d9e4b0f479d60dbd44?utm_hp_ref=it-homepage

Il destino di Saman sotto la soglia minima di indignazione

Il dramma di una giovane donna islamica non scalda il pur facilmente infiammabile discorso pubblico. Colloquio con Luca Ricolfi

..................Chiamo Luca Ricolfi per chiedergli che idea s’è fatto lui di questa storia e scopro (mi era sfuggita) che l’intervista di Marwa Mahmoud era in realtà una risposta alla riflessione che lui aveva fatto il giorno prima, interrogato dallo stesso giornale sul perché la sinistra e le associazioni per i diritti delle donne non si occupino della vicenda. Ricolfi aveva detto che c’è una ragione buona e una cattiva del silenzio. “La ragione buona è che al momento non si sa come siano andate effettivamente le cose. La ragione cattiva è che la sinistra ha un occhio di riguardo per l’Islam, e teme che i lati più imbarazzanti di quella cultura, e in particolare il suo modo di trattare la donna, compromettano il progetto politico di diventare i rappresentanti elettorali di quel mondo”...........

Mi dice Luca Ricolfi che ieri ha avuto una ”illuminazione”, che risponde in parte all’osservazione che gli ho fatto, cioè che il perimetro del silenzio non è solo politico, ma è parecchio più esteso, e comprende una vasta gamma di fatti che sono esclusi dai nostri sentimenti: non ci toccano, come persone, come individui di un paese democratico, abbiente, occidentale ed europeo. “Mi son fatto l’idea – dice Ricolfi – che ci sia una questione di classe. Noi discutiamo, ci accapigliamo, per episodi che coinvolgono quelli che noi sociologi chiamiamo gli strati centrali della società. Se un fatto tocca i ceti medio alti, i ceti medio alti ne parlano. Se riguarda i poveracci, i ceti medio alti continuano a parlare degli affari propri”....

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Il caso è quello di una donna islamica sparita e probabilmente uccisa perché ha rifiutato il matrimonio combinato della famiglia. Chi è interessato ai dettagli di cronaca, li trova su tutti i giornali. C'è anche un lato sociale e politico della vicenda che viene invece taciuto.
L'articolo sull'HuffPost denuncia giustamente l'ipocrisia della sinistra che non osa parlare dei diritti delle donne islamiche mentre si indigna perché una donna non viene ammessa alla partita del cuore. Poi però nel colloquio con Luca Ricolfi viene fuori almeno una parte della verità non detta: "...La ragione cattiva è che la sinistra ha un occhio di riguardo per l’Islam, e teme che i lati più imbarazzanti di quella cultura, e in particolare il suo modo di trattare la donna, compromettano il progetto politico di diventare i rappresentanti elettorali di quel mondo”. Basta un mimo di riflessione per capire quanto velleitaria è questa pretesa di rappresentanza. I paladini della galera contro l'omofobia ( o la transomofobia), della laicità e dell'individualismo credono veramente di poter rappresentare politicamente questa gente. Non hanno ancora capito che voteranno per loro solo perché hanno aperto i confini e con l'immigrazione che c'è e ci sarà diventerà impossibile anche solo la richiesta di integrazione. Ma non c'è solo questo lato della questione, c'è anche il problema delle identità non compatibili con la cultura occidentale che neanche la destra (quella mainstream) osa affrontare. E allora si parla di 'radicalizzati', invece che di islamici oppure di diritti della donne invece che di integrazione impossibile.

 


Hospiton e Bertozzi hanno apprezzato
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uomospeciale
Honorable Member
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L'occidente intero pagherà un prezzo altissimo di dolore e sangue nel voler far entrare e integrare  a tutti i costi questi stupra-cammelli.

Saranno soprattutto le donne a pagarlo, ma visto e considerato come hanno sempre trattato i loro uomini occidentali:

( per decenni sfruttati, criminalizzati, colpevolizzati, ridicolizzati e accusati di ogni nefandezza ) non piangerò di certo per loro.

In futuro se lo scorderanno per sempre di continuare a mandare il povero fesso di turno a lavorare a vita per mantenerle mentre loro li riempono di corna, e vanno in giro a fare shopping con le amiche.

La grossa e grassa cuccagna sta finendo per sempre per le viziatissime e stra-tutelate donne occidentali.

Ma io me ne frego tanto di figli non ne ho né maschi né femmine, ed entro massimo 30 anni, sarò bello che morto, quindi saranno cazzi degli altri.

Olè!..


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PietroGE
Famed Member
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Bisogna chiarire un punto in questa storia, perché l'obiezione che mi si fa è : anche in Sicilia c'era il delitto d'onore e i matrimoni combinati. Bene, a parte il fatto che probabilmente li c'è anche stata l'influenza culturale araba, c'è però una differenza notevole che nessuno ha mai il coraggio di citare : la condizione di subalternità (o meglio di schiavitù) della donna nell'islam è codificata nel Corano. Così come nel Corano è permessa la schiavitù, la presa di concubine come bottino di guerra, la testimonianza della donna di fronte ad un giudice vale la metà di quella dell'uomo(!) e il diritto di eredità dei beni di famiglia gli consente solo di prendere la metà di quella del figlio maschio. Uno allora potrebbe dire : queste sono pratiche medioevali di 1400 anni fa che devono assolutamente cambiare. Il problema è che non possono cambiarle! La ragione è nel fatto che il Corano, al contrario della Bibbia e del Vangeli (che sono stati scritti da uomini) per loro è stato dettato direttamente da Dio e deve quindi essere immutabile.  Ora io mi immagino che tra qualche tempo ci sarà qualche sindaco, presidente di regione o ministro islamico che all'atto della presa di responsabilità vorrà giurare sul Corano. La cosa però è tragicomica ( o forse solo tragica) perché il Corano non prevede la democrazia o la separazione tra stato e religione, prevede la cosiddetta repubblica islamica, che è una dittatura teologica. Inoltre è presente in più punti l'ordine di Dio stesso di ammazzare gli infedeli tutti quelli cioè che non sono islamici, e qui già siamo in pieno Codice Penale. Che cosa farà il nostro 'rappresentante' giurerà il falso o farà finta di giurare? 


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Simsim
Estimable Member
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Postato da: @pietroge

Non hanno ancora capito che voteranno per loro solo perché hanno aperto i confini e con l'immigrazione che c'è e ci sarà diventerà impossibile anche solo la richiesta di integrazione.

 

Bisognerebbe presupporre che gli freghi di qualcos´altro oltre l´ottenere il voto. Questo tra l´altro é un processo che richiederá ancora anni con gli attuali ritmi, nessuno dei maiali attuali ne vedrá mai gli esiti rimanendo ancora in posizione di potere, e dunque chi se ne frega se fra X anni una possibile massa islamica proverá ad imporre l´impensabile. Questo ci fa capire come nell´attuale sistema non possa esserci alcuna politica di lungo periodo, se non quella pianificata a tavolino dagli psicopatici che gestiscono il potere dietro le quinte. Ogni politico ha come obiettivo unico il mantenere il suo ruolo qui e oggi, e nel mentre, il perseguire un´agenda di cui forse comprende solo la superficie e l´immediato.

Questo post è stato modificato 2 settimane fa da Simsim

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PietroGE
Famed Member
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Ora il teatrino della politica si è svegliato e le reazioni sono quelle tipiche : c'è chi parla contro l' zio assassino, chi crede che gli islamici interpretino male l'islam (!) chi parla dei diritti delle donne e chi della costituzione più bella del mondo. Pochi hanno il coraggio di dire quello che sta succedendo nella realtà di ogni giorno in Italia e cioè che l'integrazione dei migranti è diventata impossibile e che le leggi della repubblica non sono accettate quando queste non collimano con quelle regole, religiose e non, che costituiscono l'identità degli immigrati. Piaccia o no, si sta formando uno stato nello stato che ha leggi e usanze proprie come del resto è norma in altri Paesi europei tipo la Francia, GB e Svezia. È la sconfitta degli ignoranti buonisti che credono che si possa diventare italiano o europeo con un pezzo di carta e un timbro. Una sconfitta che pagheranno cara tutti.


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GioCo
Noble Member
Registrato: 13 anni fa
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Allora, ogni volta che entro nell'argomento con qualcuno, poi finisce sempre in caciara, quindi di solito mi astengo perché il mio intento è tutto fuorché la polemica (e il giudizio).

Quando parliamo di un altro popolo, governato da altre radici storiche e altre credenze, parliamo di un altro mondo che non dovrebbe essere cgiudicato con il nostro metro. Certamente, esiste un problema di applicabilità del diritto per le donne nel mondo arabo, ma vi assicuro che se vi spiegassi da dove arriva il diritto nostrano e perché ci preme che sia applicato anche nel mondo islamico (che è un tale groviglio di realtà distantissime tra loro che farne su un unica summa è quasi criminale) non vi piacerebbe sentirlo.

Questo per dire che è sempre comodo andare a scovare le pecche delle culture differenti dalla nostra per non vedere che i problemi nella nostra sono spesso infinitamente peggiori (soprattutto nella tutela delle componenti fragili della nostra società, eh?) e che la pretesa è mossa per tuuutte le ragioni sbagliate ed è per questo che non si riescono poi ad applicare "i diritti" per le donne in certi angoli del pianeta quando parrebbe logico il contrario. Il principio in se e per se del diritto e sacrosanto, come l'idea del paradiso e dell'inferno, ma ci sono poi delle questioni che riguardano la vita quotidiana e pratica della gente che non rendono sempre facile l'applicazione pratica.

Faccio esempi per chiarire le frasi sopra. Nel nostro civilissimo paese se una donna rimane sola e in cinta dovrà decidere se abortire o crescere da sola il bambino. Di solito lo scarica poi ai genitori se ha la fortuna di poterlo fare ma le "famiglie" occidentali hanno sempre più difficoltà a gestire queste situazioni di abbandono di cui al resto della società non importa, perché nel frattempo abbiamo deciso di distruggere l'impianto originario su cui si fonda la famiglia tradizionale, per sostituirla con convinvenze colorate che però garantiscono molto meno alla prole potenziale un futuro, banalmente perché procreare è da sempre legato in ogni ambito antropologico al rapporto con l'ambiente, alle radici territoriali, rapporto che la nuova famiglia non concepisce nemmeno. Per esempio con la gestione dell'eredità di beni durevoli come case e terreni.

La famiglia tradizionale e la sua prole è tutt'uno con l'eredità e quindi con la proprietà, ma se non possiedi niente non ti serve una famiglia in grado di procreare ed è questa la direzione intrapresa dall'occidente, togliere mano a mano la facoltà procreativa dalle mani del volgo equiparato alle bestie da allevamento.

Per il mondo islamico (in generale) questa nuova organizzazione della famiglia è semplicemente inaccettabile. Lo sarebbe anche per il cattolico, ma come stiamo osservando le correnti interne alla grande famiglia cristiana, stanno cercando di portare una ventata di novità per traghettare nel nuovo mondo tecnocratico strumentalmente sterilizzato più persone possibili. Ma è evidentissimo che in ogni caso sarà un disastro per un sacco di motivi.

Nessuno dei quali è al centro del dibattito.

Tanto per cominciare l'attrito evidente tra un idea del diritto che si fonda sulle libertà individuali (quindi l'atomizzazione della società dove ognuno risponde a se stesso ma non tutti hanno gli stessi accessi alle risorse del paese) in una realtà dove la famiglia è il nucleo di riferimento a prescindere (e il capo famiglia è di fatto quello che detiene tutti gli oneri e gli onori e fa da riferimento legale e amministrativo per tutti i componenti) non ha senso. Ma poi non ha senso considerare che a prescindere uno voglia "il diritto" in una realtà dove fa paura "stare da soli" applicando il diritto all'abbandono, perché che ci piaccia o meno, non è per tutti così brutto vivere in un ambito protetto fatto di riferimenti sicuri, tanto più se il mondo (tipo nel deserto in mezzo a bande armate o con gente come il drago in circolazione che ti toglie tutto quello che hai a forza di lockdown?) non è un posto dove è bene avventurarsi DA SOLI.

Poi è chiaro che se il capo famiglia è uno stronzo e la famiglia si trova in un posto dove il pericolo è che i piccioni ti possono cacare in testa è come stare sotto una dittatura gratuita, ma questo vale a prescindere e non dipende dalla famiglia come organizzazione sociale tradizionale che dovrebbe essere giudicata penalmente secondo una idea che non è più la nostra. Non dipende nemmeno dal patriarcato (se qualcuno una volta si degnasse a vedere quanto è immensamente più stronzo il matriarcato...) che nei rapporti interni ad una famiglia, in media tende ad bilanciare la parte più debole, nel senso che di solito in queste configurazioni poi tende a dettare legge (in casa) l'anziana matriarca ed è lei la più severa per quanto riguarda i matrimoni e la conservazione dell'eredita in famiglia perché è lei che gestisce e organizza la casa, non il padre.

Un esempio che porto sempre a chi ama citare il corano solo dove fa comodo: un uomo è vero che può avere tante mogli ma deve garantire ad ognuna (se lo pretente) una SUA dimora e la possibilità di mantenere tutti i figli che desidera. Per ciò non sono poi molti che si sposano più di una volta, perché al solito questi sono cavilli per chi ha i mezzi, come da noi ma in altre vestigia. Per ciò i matrimoni combinati sono (spesso) un modo per migliorare il tenore di vita dell'intera famiglia quando si parte da situazioni brutte brutte, secondo un concetto che avevamo anche noi un secolo fa, ma adesso in questo mondo moderno abbiamo l'idea che tutto ciò sia superato.

Perché il rincoglionimento è l'unico a imperare senza soluzione di continuità.

Sarà certamente "superato" finché esisterà la speculazione che fa finta di credere che la famiglia possa essere un gruppo eterogeneo qualsiasi di persone a rapporto paritetico che si vogliono bene come se fantasilandia fosse un luogo sensato dove vivere e paperobili o topolinia città del tutto coerenti con la realtà che viviamo. Poi ce la questione dell'eredità e sta gente "pariteticamente" si scanna a vicenda, da noi come ovunque del mondo.

Inoltre, c'è la questione "di casta". Se l'imposizione della famiglia colorata apolite è per noi ormai un "imperativo categorico" moralmente imposto da chiunque non voglia essere giudicato male, anche solo volendo ragionare un poco attorno a questi temi così dirimenti per ognuno di noi, per gente che invece "abita i piani alti" non c'è nessuna imposizione e di ste cose non si discute perché si sa benissimo che sono stronzate, al massimo c'è il gossip. Andate a chiedere a un Rotshild ad esempio se vuole farsi una famiglia colorata per conservare il suo impero bancario...

Ve la rifila a voi che a ragionare sui problemi delle donne arabe che non vogliono sottostare ai matrimoni combinati per attrito con una realtà (la nostra) che non accetta la famiglia come istituzione... Per trasformale magari in show girl, cioé donne "libere" (quanto distanti dall'idea di famiglia) che in altri tempi erano definite zoccole. Per il piacere del solito paparazzo.

Detto questo, che debbano morire perché non possono scegliere è certamente orrendo e questo discorso non vuole giustificare nessun crimine (se è stato commesso). Solo portare all'attenzione il nostro giudizio, che è sempre compiacente con il rovescio della medaglia: il fatto che l'occidente muore perché non riesce più a procreare. Perché per procreare ci vuole una famiglia tradizionale e sta gente sa benissimo metterla al primo posto nella lista delle cose più importanti, noi no.


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