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9 luglio,oggi è esplosa la questione Regione Lazio-Covid. Chiude San Raffaele,Rt contagi oltre 1  

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marcopa
Illustrious Member
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Post: 7464
9 Luglio 2020 , 19:45 19:45  

" Oggi è esplosa ufficialmente la questione Covid-Regione Lazio. Indice di contagio, RT, ancora superiore a 1 e chiusura del San Raffaele di Rocca di Papa. Il Rt ora è colpa del Bangladesh, prima del San Raffaele di Via della Pisana, per un motivo o per un altro ora il Lazio è particolarmente colpito dall' emergenza Covid. "

 

Invio volante la copia di un post che ho scritto su Fb, domani i quotidiani regionali e nazionali parleranno ampiamente di entrambe le vicende. Tra l' altro oggi a Termini è stato bloccato un positivo Covid che viaggiava, tossendo e visibilmente malato.

 

Non è una notizia, anticipo forse di qualche ora a qualcuno la questione Regione Lazio Covid

 

ma Zingaretti passerà giorni caldi e non per il governo nazionale rosa giallo di Conte, ed ha privatizzato tutto quello che poteva, forse anche il suo autista, e con un occhio di riguardo OltreTevere......

Questa discussione è stata modificata 1 mese fa 2 tempo da marcopa

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marcopa
Illustrious Member
Registrato: 11 anni fa
Post: 7464
9 Luglio 2020 , 20:17 20:17  

IlTempo.it

San Raffaele, la sindaca di Rocca di Papa Veronica Cimino scrive alla Regione: la chiusura non è una soluzione

 

 

09 luglio 2020

"Togliere l'accreditamento al San Raffaele non è la soluzione, la Regione Lazio deve trovare altre strade". La facente funzione di sindaca di Rocca di Papa scrive a Zingaretti per chiedere di non chiudere la clinica. "Con il Decreto n. U00091, ieri il Presidente della Regione Lazio ha sospeso l’autorizzazione all’esercizio al “San Raffaele” di Rocca di Papa, revocando anche l’accreditamento istituzionale all’unica struttura convenzionata sul nostro territorio comunale. Le motivazioni di tale provvedimento sono da ricondurre a gravi carenze riscontrate durante l’emergenza sanitaria da covid19, soprattutto sotto il profilo della valutazione del rischio e delle relative procedure organizzative.

Rocca di Papa non è una realtà come le altre. Come comunità e come istituzione stiamo vivendo una fase di grande difficoltà, martoriati da emergenze continue e ravvicinate fra loro che mai nel recente passato si erano verificate. A queste non si può aggiungere anche la perdita di uno dei principali volani economici del nostro territorio, erogatore di servizi sanitari importanti per il tessuto economico e sociale della Città di Rocca di Papa, anche perché rivolto alle fasce più deboli. Non possiamo permetterci di perderlo.

Pertanto, l’Amministrazione Comunale, nel prendere atto del decreto del Presidente della Regione e delle motivazioni in esso contenute, ritiene tale decisione inaccettabile, incondivisibile, abnorme. Arreca un grave danno a Rocca di Papa, sia in termini di mancati servizi sia ai tanti dipendenti della struttura, che durante la fase più critica dell’emergenza sanitaria hanno dato il massimo, per poi rischiare di trovarsi senza lavoro.

L'eventuale responsabilità dei singoli non può ricadere su tutto il territorio. È importante individuare le varie responsabilità di coloro che hanno gestito il “San Raffaele” durante l’emergenza covid19 – e che poi hanno comportato la revoca dell’accreditamento – ma la struttura deve essere mantenuta, adeguata secondo le indicazioni regionali e potenziata, per continuare a rendere servizi essenziali sul territorio, se necessario anche attraverso una gestione controllata sotto il profilo dell’organizzazione socio-sanitaria. E per farlo occorrono investimenti mirati a migliorare la struttura.

In queste circostanze le istituzioni devono fare la propria parte. L’Amministrazione Comunale di Rocca di Papa chiede al Presidente Zingaretti – unitamente agli assessori alla sanità e al lavoro – che venga individuata un’altra strada che consenta di garantire regolari servizi alla cittadinanza e che al contempo tuteli il diritto al lavoro di centinaia di professionisti del settore sanitario. La posizione dell'Amministrazione rimane chiara: stare dalla parte dei lavoratori e del territorio.

Chiedo - conclude la vicesindaca Cimino - alla Giunta Regionale di continuare a pensare a Rocca di Papa, così come ha fatto negli ultimi anni, con continuità e spirito di collaborazione e solidarietà per la nostra Città. È quello che ha dimostrato concretamente soprattutto a seguito dell’esplosione del giugno 2019, con la pronta erogazione di finanziamenti per la gestione di quella emergenza, così come in altri casi".

Spero che il Presidente Zingaretti accolga prontamente e senza incertezze la richiesta di Rocca di Papa e che prenda in seria considerazione le esigenze dei lavoratori e dei cittadini. L’Amministrazione Comunale è attiva con determinazione da mesi su questo fronte e continuerà ad esserlo, a tutela dell’interesse pubblico, per i servizi alla salute e per i posti di lavoro.
 


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marcopa
Illustrious Member
Registrato: 11 anni fa
Post: 7464
9 Luglio 2020 , 20:20 20:20  

Dopo la revoca dell’accreditamento da parte della Regione intervengono Cgil, Cisl e Uil: “I lavoratori hanno già pagato un prezzo altissimo all’emergenza, non possono rimetterci per la gestione aziendale

Sulla necessità di salvaguardare 150 posti di lavoro della Rsa San Raffaele di Rocca di Papa, intervengono i sindacati Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio, con un comunicato che pubblichiamo qui di seguito:

Dopo la revoca dell’accreditamento, i sindacati chiedono la salvaguardia dei 148 posti di lavoro della Rsa San Raffaele di Rocca di Papa. I lavoratori hanno già pagato un prezzo altissimo all’emergenza, non possono pagare per la gestione aziendale. Indispensabile protocollo con Regione per le crisi post-Covid.Questa la priorità scandita da Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio, dopo che la Regione Lazio ha ritirato l’accreditamento con il Ssr per la residenza sanitaria assistenziale, dove durante i mesi caldi della pandemia sono stati registrati 178 casi di contagio da coronavirus e 21 decessi.

I lavoratori della Rsa hanno già pagato un prezzo altissimo all’emergenza coronavirus, ora non possono pagare anche per le colpe che riguardano la gestione. I gravissimi fatti dei mesi scorsi e le enormi irregolarità che sembrerebbero essere state rilevate dalla Asl, che tante volte abbiamo chiesto di verificare in tutte le strutture, non possono ricadere sulle spalle dei dipendenti e delle loro famiglie per i quali peraltro è già partita, illegittimamente, la procedura di licenziamento e ai quali sono già stati negati gli stipendi di maggio e giugno.

Tutti i lavoratori del San Raffaele devono essere tutelati, per la professionalità dimostrata e per i rischi corsi, al pari degli utenti, durante l’emergenza. Da quanto apprendiamo dal decreto, senza separazione dei reparti Covid e non-Covid, senza percorsi assistenziali distinti, senza la dotazione dei necessari strumenti di prevenzione e protezione, senza applicazione di norme di sicurezza adeguate.

Chiediamo un immediato intervento della Regione Lazio e della Asl per salvaguardare i posti di lavoro e i salari. Gli operatori devono essere tutti garantiti o reimpiegati in altre strutture, tanto più che il sistema delle Rsa è in gravissima carenza di organico e di posti letto. Il sacrificio messo in atto nel corso della pandemia, insieme all’alto livello di qualificazione, merita il riconoscimento di tutti e non certo questo trattamento inaccettabile.

La vicenda del San Raffaele non è e purtroppo non sarà l’unica. Bisogna accelerare il lavoro che stiamo facendo con la Regione, riattivando posti letto soppressi con la revoca dell’accreditamento. Abbiamo anche richiesto un incontro urgente alle commissioni Sanità e Lavoro del Consiglio regionale perché chiediamo che anche la politica si prenda carico di dare risposte a centinaia di famiglie che rimarrebbero senza un reddito per vivere dignitosamente

Serve subito un protocollo che definisca meccanismi di salvaguardia per tutti i casi in cui a seguito delle verifiche e della rilevazione di irregolarità vengano revocati gli accreditamenti: se una struttura privata perde l’accreditamento, tutti i lavoratori devono essere inclusi in un bacino da cui i soggetti destinatari di nuovo accreditamento, o in caso di esternalizzazione di servizi da parte delle aziende sanitarie, dovranno tassativamente attingere per nuove assunzioni garantendo la continuità occupazionale e salariale. Zingaretti faccia in fretta, non c’è più tempo da perdere.

Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio


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