Notifiche
Cancella tutti

La guerra tecnologica China-USA è già iniziata.


PietroGE
Famed Member
Registrato: 6 anni fa
Post: 3450
Topic starter  

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/guaio-macro-cosa-micro-prima-grossa-grana-industriale-joe-262210.htm

........
L’industria automobilistica americana è stata stravolta dalla carenza di chip. Qualche numero: General Motors ha già chiuso tre impianti in America e dimezzato la produzione di due impianti in Corea; Ford ha tagliato il 20% della produzione nel primo trimestre, riducendo a un solo turno di 8 ore la produzione di uno stabilimento di Detroit, per una potenziale perdita di circa un miliardo.....

Secondo Moody’s Investor Service la carenza di semiconduttori ridurrà gli utili di General Motors e Ford di circa un terzo quest’anno. Analoghe revisioni delle linee produttive sono state fatte da altre case automobilistiche giapponesi Mazda, Nissan, Subaru o quelle tedesche. Due giorni fa il Ceo di Porsche Olivier Blume ha avvertito che la carenza di semiconduttori è “molto seria” e potrebbe durare “mesi”.
Secondo i dati della Semiconductor Industry Association, nel 1990 gli Usa rappresentavano il 37% della produzione di semiconduttori, oggi solo il 12% sebbene quasi la metà della vendita dei prodotti finiti sia in capo ad aziende a stelle e strisce. Tradotto: in America (come in Europa) si è preferito esternalizzare la produzione di chip, per questo oggi, nel mezzo di una pandemia e di una carenza globale, tutti guardano all’estremo oriente.....Ma è su Pechino che gli occhi di Washington sono fissi, il nemico numero uno nella Chip War globale.....
Tuttavia, come riporta Bloomberg, mettere in piedi una fonderia da zero che possa rifornire le case automobilistiche di tutte le tipologie di chip necessari può avere costi notevoli, sia in termini di tempo (due anni) sia economici (circa 4 miliardi di dollari).

Il mercato dei circuiti elettronici integrati in Cina, d’altro canto, è il più grande al mondo. Nel 2020 ha registrato una solida crescita, raggiungendo una dimensione pari a 143,4 miliardi di dollari, come mostra un report di settore elaborato da IC Insights. Una delle più grandi fonderie al mondo, SMIC, ha sede a Shangai e, alla fine dello scorso anno, si è parlato di un rafforzamento della collaborazione tra Smic e Huawei, il colosso di Shenzen a cui l’amministrazione di Donald Trump l’ha giurata nella corsa al 5G.
Come ha rivelato pochi giorni fa il Financial Times, Pechino sta ora valutando di imporre restrizioni alle esportazioni di terre rare per danneggiare le industrie statunitensi della Difesa. Le terre rare sono cruciali per la produzione di caccia F-35 prodotti da Lockheed Martin e altri sistemi d’arma sofisticati. Il mese scorso il ministero dell’Industria e dell’Information Technology di Pechino ha proposto controlli sulla produzione e l’esportazione di 17 terre rare, di cui la Cina controlla l′80% della fornitura mondiale....Tokyo, Washington, Pechino, Taipei o Seul non restano a guardare. Chi appare ferma tra le linee è invece l’Europa.....

.........................................................................................................................................................................................

Volevate la globalizzazione? Eccola!

Dazi subito e sviluppo della produzione propria.

 


Quota
oriundo2006
Noble Member
Registrato: 12 anni fa
Post: 2359
 

Qui:

https://keinpfusch.net/loweel/cina-tecnologia-e-giornalismo

https://keinpfusch.net/loweel/la-lunga-marcia-di-pechino

https://keinpfusch.net/loweel/un-pezzo-cade-un-pezzo-cresce

diversi interessanti excursus su questo argomento strategico.

In conclusione, l' Eu non conta assolutamente NULLA e chi continua a trastullarsi fanciullescamente con il recovery contando i soldoni come se fossero questi e noon la produzione di 'cose' a muovere il mondo, ebbene ha letto troppi Topolino da ragazzo.

Ha la testa di un dodicenne...che pensa che i soldi di papà servano a comprare la nuova playstation e non a COSTRUIRLA. 

Del resto, hanno messo un finanziere a guida del governo, un individuo che è abituato a ragionare con grandezze economiche astratte e non con i problemi reali del mondo della produzione, nè con le strategie ad esso occorrenti ( https://keinpfusch.net/loweel/ancora-sul-framing-della-finanza ). Diciamocela tutta, quando un 'esperto', 'tecnico' di cose economiche come Draghi, ha avuto bisogno di nominare un consulente in ... economia ( Giavazzi ) oltretutto dopo avergli copiato intere parti del discorso tenuto in Parlamento, mi sono caduti a terra gli zebedei...Insomma, se questi sono gli esperti in 'economia', la triste scienza, andiam bene. Oltretutto G. è un iperliberista ultra-filo-'atlantico', leggi USA leggi Russia-fumo-negli-occhi e tutto il resto. L'anticomunismo viscerale di trenta o quaranta anni fa non bastava a definirli, loro e Panebianco, sempre intenti qualsiasi cosa facesse l' Urss a denigrarla, fosse anche le tabelline. Adesso questo finanz-capitalismus è davvero un pericolo non remoto ma prossimo di un confronto totale con gli eredi di quel Paese. 

Questo post è stato modificato 2 mesi fa da oriundo2006

RispondiQuota
oriundo2006
Noble Member
Registrato: 12 anni fa
Post: 2359
 

Pietro, dazi e tutto il resto non sono fattibili almeno allo stato attuale ( che sta peraltro cambiando a velocità vertiginosa ). Quello che si potrebbe fare sono Zone Economiche speciali NEL SUD E NELLE ISOLE per recuperare almeno in parte il gap dotando il sistema Paese di una filiera produttiva e sopratutto di R & S nella tecnologia di punta ( elettronica e affini ). Non sarebbero necessari neppure investimenti monstre ma solo una cosa: la testa per farli organizzando le cose in modo produttivo e non mafioso, mettendo i soliti str. di stato vecchi ed incapaci a dirigere il tutto monetizzando il loro 'disturbo'.

Non ne abbiamo bisogno. Non abbiamo bisogno di tutta questa vecchia merda per vivere e lavorare come si deve. L' Italia è piena di ricercatori coi fiocchi pagati un niente. E se è Cassibile ad impedirlo, ebbene freghiamocene. 


RispondiQuota
PietroGE
Famed Member
Registrato: 6 anni fa
Post: 3450
Topic starter  

I ricercatori con i fiocchi sono già emigrati all'estero, qui c'è bisogno di investimenti e di qualificazione del personale a tutti i livelli, non basta avere buoni ricercatori, i laboratori vanno avanti sono se ci sono tecnici all'avanguardia e operai specializzati. Bisogna ricominciare dalla scuola meritocratica e poi investire. L'Italia da sola non ce la fa, gli investimenti devono venire dall'Europa. Draghi deve far capire ai burocrati e ai malati di austerità tedeschi che avere surplus commerciali non basta quando anche un Paese come la Germania sta perdendo il treno delle alte tecnologie.


RispondiQuota
Condividi:

I commenti sono chiusi.