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La Germania ha paura di 'perdere' l'Europa


PietroGE
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LO STRAPPO DELLA SETA - BERLINO SI SVEGLIA E CRITICA LA “BELT AND ROAD INITIATIVE” DI PECHINO: “STA CERCANDO DI CREARE STRUTTURE SINO-CENTRICHE PARALLELE ALLE ISTITUZIONI MULTILATERALI, CHE NON SONO NEL NOSTRO INTERESSE” - IL DOCUMENTO DEL MINISTERO DEGLI ESTERI TEDESCO ACCUSA BRUXELLES DI ESSERE RIMASTA IMPANTANATA DI FRONTE ALLE PRESSIONI DI XI JINPING...

..............«La Cina - ha aggiunto - ritiene di poter essere e di dover essere in futuro il Paese dominante nel mondo, e pensa che lo sarà». Ed è su questi ultimi passaggi che s' inserisce la mossa di Berlino che raccoglie il guanto di sfida lanciato da Pechino con la Via della Seta, e invita la Commissione europea a trovare una via europea al confronto con la Cina. La richiesta rivolta a Bruxelles è contenuta in un documento riservato pubblicato da «Handelsblatt» e redatto dal ministero degli Esteri tedesco il 21 aprile scorso, una settimana prima del vertice di governo congiunto sino-tedesco del 28 aprile. Attraverso la «Belt and road initiative», Pechino sta cercando di creare «strutture sino-centriche parallele alle istituzioni multilaterali, che non sono nel nostro interesse», sostiene il documento. Sta usando l' iniziativa «per estendere l' influenza politica a livello globale, per dare una propria impronta agli standard e alle norme mondiali, e per avanzare nella politica industriale, specialmente promuovendo le imprese di Stato».

Critiche non nuove da parte di Berlino, ma che stavolta si sommano ad una seria accusa a Bruxelles, colpevole - secondo la diplomazia tedesca - di essere rimasta impantanata in un dibattito giuridico che sta facendo perdere tempo prezioso, impedendo «di mettere a frutto il suo potenziale» nei confronti di Pechino..................La Cina è considerata dalla Germania «un partner commerciale, un competitor economico e un rivale sistemico», secondo il deputato della Cdu Johann Wadepuhl............

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La Germania, uno direbbe, si sta allineando alla strategia americana che vede nella Cina il competitor più pericoloso per l'egemonia americana, e quindi questa svolta politica è solo servilismo. In realtà c'è molto di più. La Germania ha paura che la Cina diventi la potenza economica egemone ANCHE IN EUROPA, scalzandola dal piedistallo e riducendo a stati suoi clienti quelli che fino ad ora erano satelliti economici della Germania. Uno potrebbe  anche osservare che chi è causa del suo mal pianga se stesso. Dopo decenni di politica di austerity fatta da ragionieri invece che da politici, ora hanno scoperto che il capitalismo puro esiste solo nei loro sogni  e che tutti i Paesi asiatici, ma in  particolare la Cina, operano con il capitalismo di stato (nazional-capitalismo, variante del nazional socialismo) e fanno la guerra economica, cioè la conquista dei mercati esteri bloccando e difendendo il loro mercato interno dalle acquisizioni e importazioni altrui. Si vedrà presto se si sono svegliati troppo tardi. I sedicenti esperti politici italiani ancora dormono.

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oriundo2006
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Ma in fondo e' inevitabile. Il modello tedesco ( un tempo 'renano' ovvero compartecipato...andava bene quando le decisioni da prendere erano incentrate sul mercato interno e parzialmente su quello estero ) vive su di una idea teutonica di indispensabilita' e di dominio incontrastato in Centro Europa. E' una tesi politica medievale. La Cina e' la grande realta' di oggi ma non e' sola. L' Islam con il suo miliardo e mezzo di abitanti preme anch'esso alle porte europee, per ora in chiave immigrazionista, non direttamente competitiva economicamente. Ma lo sara', una volta levate di mezzo le petromonarchie gaudenti e viziose e fatta leva sui tre stati piu' agguerriti e popolosi ( escludendo l' Indonesia ): Iran, Turchia e Egitto. Il sud-est asiatico pure, anche se per ora sotto prudente tutela di accordi economici win/win...ma sapppiamo che e' solo per replicare il gioco delle joint-ventures. L'America Latina in una prospettiva economica ancora dilatata nel tempo ma non escludibile piu' a priori: la tutela nordamericana come modello imposto di (sotto)sviluppo e' ovunque il passato, non il futuro. E cosi' via, Africa compresa. Il capitalismo ha vinto dappertutto, tutti sanno o possono fare (quasi)tutto e i Paesi europei devono per forza farsi da parte, in un angolino rispetto al loro ruolo egemone di un tempo. E' appunto inevitabile. Suonano ridicoli gli appelli della dirigenza tedesca o europea sui chip o sulle materie prime o su altro: sono le grida di stupore di madame settecentesche quando si sono accorte che le serve facevano da padrone dopo l' '89. Anche se per ipotesi la Russia facesse un accordo-monstre da Vladivostok a Lisbona su materie prime, popolazioni, brevetti e altro, l' Europa e la Germania a sua guida non potranno mai piu' recuperare la posizione del secolo scorso. Il mondo non ha piu' bisogno di noi.


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PietroGE
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Non c'è solo la parte geopolitica, c'è l'ideologia sbagliata di un capitalismo indipendente dalla nazione, Questa è stata ed è  la differenza fondamentale tra la politica economica europea e tedesca e quella asiatica. BMW è indipendente dalla Germania e anche dalla Baviera nella sue strategie rivolte al profitto, Huawei è parte della politica economica dello stato cinese (e del PCC) le sue strategie sono quelle dello stato cinese e se per un guadagno di posizione su un mercato estero Huawei deve accettare una diminuzione del profitto,  lo stato cinese  glielo fa accettare per forza anche se loro sono contrari. Questa realtà non è stata ancora recepita in occidente dove ci si illude ancora sulla libera competizione e l'apertura dei mercati.


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oriundo2006
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Perche' la' lo 'stato' e' dei cinesi attraverso il partito, qui lo 'stato' e' del sionismo internazionale ( a cui tutti si piegano in realta' ) e non risponde ai cittadini ma alle road map fissate da costoro a prescindere dal resto. E' inutilmente punitivo verso i cittadini italiani perche' li vuole 'mettere in riga' e farli ballare al suono del piffero 'magico' di sion attraverso i suoi maggiordomi massonici: e' questi il 'dominus' della politica italiana e piu' in generale di quella 'occidentale'. Trump lo aveva capito ed e' stato fatto fuori proprio per questo, per averlo capito e forse per aver proposto un accordo del genere a noi USA il dominio egemonico sul resto del Pianeta in chiave politico-militare, a voi il dominio ideologico-religioso. Povero illuso: ha fatto lo stesso errore di altri, che si possa venir a patti con chi ha gli strumenti per imporre la sua egemonia ovunque, in spiritualibus come in temporalibus. Basti vedere la chiesa cattolica che fine ha fatto ( due papi come due sono i rabbini di Gerusalemme ) o le elezioni come vengono allegramente manipolate ovunque, mettendo dei fantocci a comando e laddove ve ne siano gia' di Arlecchini, come in Italia, coartandoli con le buone o le cattive a seguire il Padrone. 


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PietroGE
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Beh, intanto, qualcosa si muove, finalmente direi! Non basta ma è già un inizio.

LA MURAGLIA EUROPEA - LA COMMISSIONE UE HA LANCIATO LO SCUDO ANTI-SCALATE ESTERE: LE SOCIETÀ CHE RICEVONO AIUTI DI STATO PIÙ DI 50 MILIONI DI SOVVENZIONI EXTRA-UE E CERCANO DI RILEVARE ATTIVITÀ IN UN PAESE MEMBRO DOVRANNO OTTENERE L’APPROVAZIONE DELL’ANTITRUST DI BRUXELLES - OVVIAMENTE IL PROVVEDIMENTO VA LETTO IN CHIAVE ANTI-PECHINO, VISTI I RAPPORTI STRETTI TRA IL REGIME COMUNISTA E I COLOSSI CINESI (VEDI HUAWEI)

 


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