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La farsa dell'inchiesta sull'origine del virus


PietroGE
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https://www.huffingtonpost.it/entry/lindagine-farsa-delloms-sulle-origini-del-coronavirus_it_5fa2609bc5b6869500343b60

 

L’indagine farsa dell’Oms sulle origini del coronavirus

Dopo mesi e oltre un milione di morti, un’inchiesta del Nyt smaschera l’accordo segreto con Pechino

La notte del 30 dicembre faceva molto freddo a Wuhan quando, attraversando velocemente le strade a quell’ora deserte della grande metropoli, alcuni veicoli si avvicinarono al grande mercato centrale Huanan. Dagli automezzi smontarono molti uomini vestiti con tute protettive, occhiali e maschere anti-contagio, che cominciarono a percorrere in lungo e il largo il grande edificio, avvolto nel buio; un labirinto di negozi, banchi e bancarelle che vendevano ogni genere di prodotti: frutti di mare, pesce, carne, ma soprattutto animali selvatici....due scenari fondamentali per l’evolversi futuro della ricerca della verità.

Il primo scenario dice che, se effettivamente il team del CDC arrivò soltanto ​​dopo che il mercato era stato chiuso e disinfettato, avrebbe potuto prelevare soltanto campioni poco utili, prendendoli dall’ambiente: maniglie delle porte, banconi e acque reflue. Il secondo scenario, invece, racconta che, se gli esperti del Centro per la prevenzione delle malattie riuscirono a prelevare campioni dagli animali, e ad analizzarli, allora in quei campioni si potrebbe nascondere la verità sulle origini del virus. 

ll problema è che nessuno – nessun scienziato, esperto, osservatore internazionale, giornalista o funzionario dell’OMS - ha mai avuto accesso ai materiali raccolti nel mercato e alle eventuali analisi, dunque tutto il Mondo si è dovuto accontentare della versione ufficiale cinese, secondo la quale gli esperti che si recarono al mercato Huanan “comprensibilmente” – così ha sempre dichiarato la Cina - concentrati sulla necessità di sanificare al più presto il sito per prevenire il diffondersi di una pericolosa epidemia che avrebbe potuto generare una disastrosa pandemia (come poi è comunque accaduto) , si affrettarono a ripulire il mercato, piuttosto che fermarsi a conservare le prove. Insomma, l’unico scenario ufficiale per la Cina, dei due descritti sopra, è il primo: niente campioni animali, niente prove, tutto distrutto, eliminato, sanificato e disinfettato.

È evidente a chiunque che entrambe le ipotesi non possono comunque essere oggetto di vanto per Pechino, perché se le prove – i campioni prelevati dagli animali infetti – ci sono, la Cina sta nascondendo al Mondo qualcosa di importantissimo per fare chiarezza su una tragedia epocale. Ma anche la seconda ipotesi sarebbe uno scenario comunque disastroso per l’immagine della Cina, perché significherebbe che i funzionari cinesi – e con loro il mondo intero - hanno perso per sempre l’occasione di capire e dimostrare dove l’epidemia ha avuto origine e se il focolaio originario è stato o meno il mercato di Wuhan.

L’OMS ha più volte affermato che le indagini sono ancora in corso, ma ha fatto poco o niente per chiarire le l’incertezza e le troppe domande rimaste senza risposta. I funzionari sanitari e diplomatici cinesi non hanno mai risposto alle ripetute richieste di chiarimento e continuano a tacere pubblicamente su quanto accaduto. A febbraio, un gruppo di esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità è andato a Pechino per indagare sul covid-19 e cercare di capire come sia avvenuta la trasmissione del virus dall’animale all’uomo. Ma nove mesi, e più di un milione di vittime, dopo, non esiste ancora un’indagine trasparente e indipendente, perché la Cina non ha mai concesso all’Oms – e a nessuno - di fare ricerche o anche soltanto di visitare la fonte da cui il virus si è diffuso: il mercato di Wuhan.....Mentre rimangono molti dubbi sull’efficacia delle indagini che dovrebbe condurre l’Oms.

Dubbi amplificati da una inchiesta pubblicata lunedì dal New York Times, che mette nuovamente in discussione la trasparenza di Pechino e dimostrerebbe, attraverso testimonianze ma soprattutto dalla lettura di alcuni documenti riservati acquisiti dall’autorevole quotidiano americano, come l’OMS abbia di fatto già ceduto il controllo dell’indagine alla Cina, rivelando un accordo segreto che limiterebbe drasticamente i poteri dell’organizzazione internazionale nell’indagine.

 


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