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Dosaggio plasmatico della proteina Spike (e non solo) dopo vaccinazione.

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Deheb
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https://academic.oup.com/cid/advance-article/doi/10.1093/cid/ciab465/6279075

 

Questo articolo è una delle poche cose che ho trovato in giro e potrebbe essere indicativo sia della presenza della proteina S a livello plasmatico dopo in vaccino (in questo caso Moderna), sia della risposta anticorpale da esso indotta.

Metto la traduzione automatica dell'ultima parte dello studio che sintetizza il tutto.

 

DISCUSSIONE
In questo studio, 11 partecipanti mostrano S1 antigene nel plasma dopo la prima iniezione, mentre le concentrazioni di nucleocapside sono insignificanti in tutti i partecipanti, confermando che il S1 rilevato proviene dalla vaccinazione e non infezione naturale. La presenza di S1 è probabilmente dovuta alla natura della proteina spike codificata mRNA-1273, che contiene un sito S1- S2 scindibile e consente il rilascio di S1 dal trimero spike2. Noi ipotizziamo che il rilascio della proteina S1 potrebbe derivare dalla scissione tramite proteasi delle cellule dei mammiferi o proteasi circolanti. Osserviamo un aumento in S1 in un periodo iniziale di uno a cinque giorni, suggerendo che la traduzione dell'mRNA comincia immediatamente dopo l'inoculazione del vaccino. È interessante notare che la proteina spike appare in tre dei tredici partecipanti in media otto giorni dopo la produzione di S1. I saggi dell'antigene Simoa per la proteina spike completa sono progettati per richiedere il legame dell'anticorpo ad entrambe le subunità S1 e S2 per la rilevazione, con il risultato che la proteina spike scissa non è rilevabile. Inoltre, le concentrazioni della proteina spike nel plasma dei partecipanti vaccinati possono essere al di sotto del nostro limite di rilevamento. Noi ipotizziamo che le risposte immunitarie cellulari innescate dall'attivazione delle cellule T, che si verificherebbe giorni dopo la vaccinazione, portare a uccidere direttamente le cellule che presentano la proteina spike e un ulteriore rilascio di spike nel flusso sanguigno9. I meccanismi alla base del rilascio di S1 libero e la successiva rilevazione della proteina spike intatta rimangono poco chiari e richiedono ulteriori studi. Presentiamo inoltre i dati anticorpali corrispondenti che sono coerenti con gli studi sierologici fatti in grandi studi2-5,10-12 per sostenere i nostri risultati antigenici. Qui, i saggi sierologici Simoa sono abbastanza sensibili per identificare la produzione di anticorpi nelle prime fasi post vaccinazione e per profilare le dinamiche anticorpali per ogni partecipante ad alta risoluzione. IgG e IgA contro S1, spike e RBD aumentano dopo la produzione di S1 in tutti i partecipanti. Non c'è un aumento significativo di IgG e IgA contro il nucleocapside, confermando che la risposta immunitaria era specifica per il vaccino, che non contiene mRNA per il nucleocapside. Per tutti i partecipanti, l'aumento delle IgG contro S1 e spike corrisponde direttamente al declino della proteina S1 o spike alla seconda iniezione. La correlazione inversa tra i livelli di anticorpi e di antigene osservata è coerente con studi precedenti che indagano l'infezione naturale SARS-CoV-2, in cui i pazienti con COVID-19 grave con alti livelli plasmatici di antigene hanno esibito la clearance dell'antigene alla produzione di anticorpi7. I nostri test dell'antigene Simoa non possono rilevare i complessi immunitari antigene-anticorpo. Anche se la proteina S1 è presente nella maggior parte dei partecipanti, i dati sierologici mostrano che alcuni partecipanti mostrano un aumento iniziale dei livelli di anticorpi entro il giorno 14 rispetto a quelli che non mostrano un aumento fino al giorno 28. Queste differenze nella dinamica degli anticorpi potrebbero essere spiegate dalla produzione precoce di anticorpi a causa di una precedente infezione asintomatica, che è stata recentemente dimostrata nei partecipanti sieropositivi10. Qui, osserviamo due partecipanti (partecipanti #3, #4) con alti livelli basali di IgG-spike rispetto a tutti gli altri partecipanti che producono livelli aumentati di IgG-spike entro il giorno 14.
Le limitazioni dello studio attuale includono la piccola dimensione del campione e i potenziali pregiudizi che derivano dall'arruolamento di adulti sani e giovani, che potrebbero non essere rappresentativi della popolazione generale. Studi futuri dovrebbero anche esaminare la dinamica della produzione di antigene con anticorpi di neutralizzazione. Tuttavia, l'evidenza della rilevazione sistemica della produzione di proteine spike e S1 dal vaccino mRNA-1273 è significativa e non è ancora stata descritta in nessuno studio sul vaccino, probabilmente a causa di limitazioni nella sensibilità del saggio e nella valutazione dei tempi. La rilevanza clinica di questa scoperta è sconosciuta e dovrebbe essere ulteriormente esplorata. Questi dati mostrano che la produzione di antigene S1 dopo la vaccinazione iniziale può essere rilevata entro il primo giorno ed è presente oltre il sito di iniezione e i linfonodi regionali associati. L'induzione di risposte immunitarie IgG e IgA può essere rilevata già dal quinto giorno dopo la vaccinazione e sono associate alla rimozione dell'antigene spike e S1 nella circolazione sistemica.

 

 


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emilyever
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Quindi buone notizie per i vaccinati? scusa, non è ironico, io me ne capisco poco


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Deheb
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@emilyever

Considera sempre che è uno studio indicativo con dei limiti, come tutti.

Dipende casa intendi per buone notizie, se intendi qualcosa di riferibile alla tossicità della Spike questo non viene esplicitato. Indica solamente la concentrazione temporale della Spike e della subunita' S1. Gli esami mostrano un aumento di queste sin da subito dopo la punturina e ad un aumento successivo della risposta anticorpale vi è una diminuzione dello Spike. Cio sembra significare che la produzione dal mRNA non è continua e ad oltranza, c'è un meccanismo regolatorio.


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Pfefferminz
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@sganzo

Questo è quanto dice anche Bhakdi nel mio  post "News da parte del prof. Bhakdi": dopo la prima iniezione si formano anticorpi della classe IgG e IgA, mentr'invece gli anticorpi dovrebbero essere del tipo IgM, se il sistema immunitario non avesse mai avuto a che fare prima con quell'antigene! 

Un altro punto interessante riguarda l'attivazione delle cellule T dopo la vaccinazione. Queste sarebbero portate a uccidere direttamente le cellule "che presentano la proteina Spike"?

Il quadro è ancora confuso e tutto è a livello "indicativo", ma si delinea sempre più la correttezza della prima obiezione di Bhakdi di un anno fa, che il sistema immunitario (linfociti) riconosce le cellule in cui  si produce la proteina Spike e le aggredisce. Vedremo. 

Questo post è stato modificato 1 mese fa da Pfefferminz

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cedric
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Quanto tradotto è esattamente quello che fa, o che dovrebbe fare, un qualsivoglia vaccino:  attivare anticorpi  che innescano l'infiammazione (che siano per intrusi gia' conosciuti o per intrusi mai visti prima poco imporrta) che a sua volta attiva i linfociti T, cioè i killer spietati che ammazzano qualunque straniero ci sia in giro. Ovviamente ammazzano anche le cellule nostrane infettate dallo straniero, una vera e propria pulizia etnica estesa agli accoppiamenti non graditi.

Che poi l'attivazione del sistema immunitario sia diretta, come si usava nei vecchi vaccini con pezzi di batteri o di virus morti,  oppure indiretta tramite proteine create geneticamente dal nostro corpo ma che dovrebbero essere prodotte solo dal virus e' un dettaglio. Quel che conta è che il sistema immunitario si attivi, ammazzi tutti i cattivi e possibilmente se li ricordi casomai qualcuno ritorni. Se poi dopo qualche mese il sistema immunitario se li è scordati allora servirà una dose di richiamo, esattamente come accade per il tetano ogni 10 anni.


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Pfefferminz
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@cedric

Allora lei, Cedric, si è già fatto vaccinare? E si sente tranquillo, sapendo che i nanolipidi hanno portato le informazioni mRNA non si sa dove, probabilmente nelle cellule dell'endotelio dei vasi sanguigni, dove le proteine Spike si affacceranno e verranno attaccate dai linfociti killer?

Bhakdi sostiene che il fatto che si siano formati IgG e IgA dopo la prima vaccinazione, e NON IgM, significa che la vaccinazione è superflua, un non sense. 


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cedric
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  bbb

E si sente tranquillo, sapendo che i nanolipidi hanno portato le informazioni mRNA non si sa dove, probabilmente nelle cellule dell'endotelio dei vasi sanguigni, dove le proteine Spike si affacceranno e verranno attaccate dai linfociti killer?

Certo che mi sento tranquillo e ripeto: che le proteine spike prodotte dalle nostre cellule su indicazione del codice mRNA del vaccino vadano in giro e che poi vengano attaccate dai linfociti è esattamente quello che deve fare un vaccino.

Come per tutti i vaccini serve un attivatore del sistema immunitario. Ad esempio il vaccino  per l'erpes zoster (il malefico fuoco di santantonio) inietta nel corpo umano svariate decine di migliaia di virus attenuati che se ne vanno allegramente in giro per il corpo umano finchè non trovano i linfociti T che li ammazzano uno ad uno. Il massacro viene scritto nella memoria immunitaria cosicchè quando  (e non SE ma QUANDO) i virus della varicella (che poi sono gli stessi o quasi) che ci siamo presi da piccini e che per 60 anni sono rimasti incistati e dormienti nel cervello si sveglieranno i linfociti T saranno pronti ad intervenire. E non auguro a nessuno di vivere 10 anni col fuoco di santantonio senza analgesisci oppiacei. Almeno 40 anni fa, dopo un paio di anni di sofferenze atroci morivano ponendo fine al dolore.

 

 

 


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emilyever
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Postato da: @pfefferminz

@cedric

 

Bhakdi sostiene che il fatto che si siano formati IgG e IgA dopo la prima vaccinazione, e NON IgM, significa che la vaccinazione è superflua, un non sense. 

Potresti spiegarmi meglio, per piacere, in che cosa consiste secondo Bhakdi, questo non sense? A chi abbia contratto naturalmente il virus, invece, si formano IGM?


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Pfefferminz
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@cedric

Io ho solo conosciuto persone che sono guarite dall'herpes zoster dopo poco tempo, dopo aver preso un'antivirale nel giro di 2 giorni dalla prima comparsa dei sintomi. Inoltre il virus non si scatena in età avanzata nel 100% dei casi, la percentuale è inferiore. Inoltre il virus si ripresenta in seguito a stress, quindi basta condurre una vita regolare e tranquilla.

 


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Pfefferminz
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@emilyever

https://t.me/bitteltv/7273

Emily, ho cercato di riportare quello che dice Bhakdi nel video il più fedelmente possibile nel mio post dal titolo "News da parte del prof. Bhakdi". È un'anteprima, Bhakdi era felicissimo di poter comunicare questa notizia, per lui la prova provata che la vaccinazione è superflua, quindi un non sense. Bhakdi dice che il fatto che si siano creati gli anticorpi del tipo IgG e IgA, significa che il sistema immunitario riconosce l'antigene, ovvero la proteina Spike. Significa che l'organismo era già venuto in contatto in precedenza con il virus. Il virus non è nuovo e il sistema immunitario è in grado di riconoscerlo. Ovvero, il virus può anche aver subito delle mutazioni, ma il sistema immunitario lo riconosce ugualmente. Se il virus fosse stato nuovo, dopo la prima vaccinazione, si sarebbero formati gli anticorpi della classe IgM, dice Bhakdi.


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emilyever
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@pfefferminz

Grazie, avevo letto dopo il tuo intervento nell'altro thread. Mi chiedo però se il fatto di riconoscere il virus ci sia stato in quella percentuale, che Raoult stimava in circa metà della popolazione, che all'arrivo del virus era già immunizzata o erano persone che vi erano entrati in contatto pur essendo sintomatici? o in ognuno di noi?

Questo post è stato modificato 1 mese fa da emilyever

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Pfefferminz
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@emilyever

Cara Emily, ti rispondo più tardi, perché desidero riascoltare il video con calma. Le cellule del sistema immunitario già presenti sono le Gedächtniszellen (cellule della memoria).  Poi Bodo Schiffmann chiede: "Si tratta della Hintergrund-Immunität (immunità sullo sfondo) che tu avevi già ipotizzato? Bhakdi:" No, quelle erano le cellule T". Successivamente Bhakdi passa a descrivere il secondo esperimento.

A più tardi. 


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cedric
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@pfefferminz

 

 

Inoltre il virus [dell'erpez Zoster/ varicella NdA] si ripresenta in seguito a stress, quindi basta condurre una vita regolare e tranquilla.

Cioe' la vita che stiamo conducendo da due anni, senza lavoro, costretti a convivere in casa con la famiglia e con la prospettiva di finire  con 3 o 4 tubi infilati in ogni buco del corpo.

In quanto agli antivirali in effetti funzionano.... per un paio di anni poi si ricomincia daccapo. Semplicemente non si guarisce mai dall'Erpes Zoster (come non si guarisce mai dalla malaria)  si spera che il virus (o il plasmodio) resti silente il più a lungo possibile.


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Pfefferminz
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Postato da: @emilyever

@pfefferminz

Grazie, avevo letto dopo il tuo intervento nell'altro thread. Mi chiedo però se il fatto di riconoscere il virus ci sia stato in quella percentuale, che Raoult stimava in circa metà della popolazione, che all'arrivo del virus era già immunizzata o erano persone che vi erano entrati in contatto pur essendo sintomatici? o in ognuno di noi?

Non so se sono in grado di rispondere a tutte le domande. Uno degli studi citati da Bhakdi conferma che vi è formazione di anticorpi anche in individui che sono entrati in contatto con il virus senza sviluppare sintomi. Questa è una novità. Questi anticorpi sono pronti a proteggere l'individuo anche nel caso che i virus migrino verso i polmoni.

Un discorso a parte merita l'altro tipo di immunità, quella delle cellule T di cui parlava Bhakdi in precedenza e che risulterebbe dal fatto che il sistema immunitario conosce i coronavirus e di conseguenza potrebbe riconoscerne uno nuovo. Ne parlavamo già l'anno scorso. Questa potrebbe essere l'immunità presente in "ognuno di noi"


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Pfefferminz
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Postato da: @cedric
 
 Ovviamente ammazzano anche le cellule nostrane infettate dallo straniero, una vera e propria pulizia etnica estesa agli accoppiamenti non graditi.

 

Gentile Cedric, stiamo proseguendo il discorso sulla "pulizia etnica" nel thread intitolato "News da parte del prof. Bhakdi", terza parte (l'intero sistema immunitario si scaglia contro le proteine Spike che si affacciano dall'endotelio dei vasi sanguigni). 


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