Notifiche
Cancella tutti

La strana scelta di Enrico Mentana  

  RSS

Tibidabo
Noble Member
Registrato: 4 anni fa
Post: 1331
13 Giugno 2018 , 4:15 4:15  

Una questione molto importante.

L'altro giorno Mentana per la sua trasmissione sul caso della nave Aquarius ha messo come sigla l'omonima canzone dal musical Hair del 1967 scegliendo la versione dei “Fifth Dimension”.
Ascoltate i primi 40 secondi

Eppure ci sarebbe anche la versione originale col cast di Broadway che ha come solista Ronnie Dyson.
Giudicate voi fra una voce e l'altra

Strano perché EM ama l'Opera e normalmente gli appassionati alle voci ci tengono...


Quota
esca
 esca
Prominent Member
Registrato: 11 anni fa
Post: 934
13 Giugno 2018 , 9:25 9:25  

In genere sulla musica preferisco gli originali in quanto li ritengo piu' autentici. Ma per la tv tutto puo' andare bene. A parte cio', il punto e' un altro.
Anche se e' sempre bene buttare un occhio su ogni cosa, anche turandosi il naso, mi rifiuto in questo periodo di guardare trasmissioni televisive di cosiddetta informazione specie i dibattiti perche' dal giorno del governo Conte la tv e' scaduta ulteriormente in un'inguardabile accozzaglia di propaganda-contro tra le peggiori mai viste.
Quindi, stufa di essere presa per i fondelli manco gratuitamente (tassa rai) da gente che continua a sostenere le balordaggini che hanno devastato il paese in cui vivo, mi butto su altri canali.


RispondiQuota
Tibidabo
Noble Member
Registrato: 4 anni fa
Post: 1331
13 Giugno 2018 , 15:48 15:48  

Dopodiché volevo sottoporvi uno dei più splendidi miracoli musicali degli ultimissimi anni settanta.
Sempre la canzone Aquarius ma nel film di Milos Forman “Hair”, del 1979 ossia, attenzione, dodici anni dopo l'uscita del musical originale a Broadway cioè quando l'atmosfera era ancora quella degli anni settanta ma era già finito tutto del movimento giovanile di liberazione.

Fantastica, l'arrangiamento è di Tom Pierson (del quale vi consiglio di cercare dei filmati su youtube perché è uno di quelli che suona e compone avendo realmente un “discorso” in mente); il regista - al di là di un buonismo un po' timoroso - azzecca molto bene l'immagine che rende l'orbitare mistico dei pianeti rappresentato nei celebri versi inziali...

Ma la cantante...è una cosa fuori dal mondo...
Ogni singola parola viene cesellata con la voce fin dall'attacco iniziale in levare (in tempo leggermente “sfalsato”, ve ne rendete conto se provate ad attaccare l'incipit esattamente insieme a lei); e poi il rapido ripiegamento sul timbro nasale sul “seventh house”; il “Jupiter alignes with Mars” con una sorta di “mordente” (abbellimento) eseguito sul “WITH”; i vocalizzi del da capo e in generale la capacità virtuosistica di chiudere la frase con un crescendo di volume, che non è facile dato che in fine di frase, ovviamente, ci si arriva con meno fiato.

L'attacco della voce è a minuti 1:19
Varrebbe la pensa di seguire fin dall'inizio perché l'arrangiamento porta per gradi al climax dell'attacco.

Però...era la fine degli anni settanta, l'addio di un mondo sconfitto, travolto da un altro, quello della “performance”, della “competitività” a tutti i costi...
E la verità è che nonostante la bellezza di quell'arrangiamento e lo splendore di quella voce meravigliosa si tratta di “music on steroids”.
Per esempio i due musicisti, il compositore e l'arrangiatore: il primo, Galt McDermot non ha né i mezzi tecnici del secondo né la sua lucidità nel portare avanti un discorso musicale complesso, però chi ha “inventato” quel successo mondiale di “Hair”?
McDermot, mentre Pierson si trovava in un momento storico del tutto diverso dove se vuoi restare sulla qualità devi necessariamente limitarti a una nicchia per intenditori.
Al di fuori di quella si capisce solo la tecnica sempre piu iperbolica per di più drogata dagli “anabolizzanti” degli effetti ricreati in studio

Ossia, qui è il punto: negli anni sessanta se eri bravo a fare musica per strada, nelle cantine, nei garage o cantando il gospel nelle chiese dei neri, eri pronto per incidere perché la gente quello voleva sentire, la VERITÀ UMANA.

Dopo, a partire dal 1978, la verità umana non bastava più e si è cercato di generare in laboratorio (in studio) una verità sovrumana.
La competitività, la performance al massimo in ogni momento, diventano l'obiettivo esistenziale; irraggiungibile ma se non lo raggiungi sei fuori quindi il requisito per sopravvivere nella società moderna è accettare il patto col diavolo: rinunciare per sempre alla propria soggettività politica accettando di fare gli interessi dei padroni e non quelli della propria classe sociale; allo stesso tempo riempirsi di “steroidi” che ti aiutano nella performance distruggendoti il fisico.
Non che non esistesse l'autodistruzione negli anni rivoluzionari ma gli scopi erano diversi: negli anni 60-79 era la “liberazione”, che prefigurava un sovvertimento delle gerarchie di classe; oggi è il successo cioè quanto sei capace di far guadagnare il ladrone il padrone in cambio di una parte per te e, se ti va bene, della possibilità di essere ammesso come servo o avventizio alla sua corte.
Quindi nella sconfitta una volta ci si bruciava rinchiudendosi nel sogno come surrogato della “liberazione”, oggi spingendo sempre di più sull'acceleratore per illudersi di essere in grado di arrivare primo.
Dalle droghe di meditazione come la marijuana e l'LSD, o di abbandono estremo come l'eroina, si passa a quelle iperperfomanti come la cocaina e le varie micidiali pasticche per lo sballo di tipo “speed”.

Allora paragonate Ronnie Dyson, la solista dell'originale, con Ren Woods, la cantante del film.
Non c'è paragone cosí all'ascolto, ma la seconda è evidentemente on steroids, nessuno sulla terra canta in quel modo, molto probabilmente è migliorata in studio, sicuramente - senza dubbio - non sta eseguendo dal vivo e quegli abbellimenti non li sta improvvisando.

La Dyson invece ha una voce bellissima, con un timbro caldissimo profondamente emozionale, ma non “stratosferica” tecnicamente e sta cantando nuda e cruda senza il minimo miglioramento tecnologico.
Lí aveva 18 anni, una ragazzina, l'hanno sentita che cantava in chiesa e gli hanno detto “Ahó, vieni un po' qui che c'è da guadagnare qualcosina”, l'hanno portata a teatro poi in sala di registrazione dicendogli “Fai quello che TU sai fare”.

Quindi il punto è che negli anni sessanta e settanta il pubblico voleva sentire qualcosa A SUA MISURA, dopo accettava solo ciò che gli permetteva di sognare o illudersi di essere capace di ANDARE OLTRE LA PROPRIA MISURA UMANA.

E oggi le contraddizioni di questo sistema stanno entrando in cortocircuito.
La Lega e il M5S, Trump, il populismo, sono solo la fase di passaggio che preannuncia un “nuovo” che ancora stenta a nascere, e non si sa se riuscirà, ma che rappresenta in maniera evidente il “ritorno del popolo”, il desiderio di riconquistare il diritto alla propria umanità attraverso la restaurazione di un senso del limite.


RispondiQuota
adestil
Noble Member
Registrato: 5 anni fa
Post: 2236
13 Giugno 2018 , 18:10 18:10  

Salvini ha piu volte elogiato Mentana dalla Gruberi ieri ha detto ''tutti i media ci stanno massacrando,tranne alcuni a la7,grande Mentana''
questo fa capire chiaramente che lio metteranno a dirigere rai1 o ruolo analoghi nel consiglio di amministrazione,tipo presidente..

ma direi piu il primo..
tanto si vedrà a giorni sono ne nomine

ciao


RispondiQuota
Condividi: