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Cabal (Nightbreed) 1990, Clive Barker


GioCo
Noble Member
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Cabal è un adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo scritto dal regista britannico. Cioé un film abbastanza raro, dove lo scrittore del romanzo è anche il regista del film

Tecnicamente non è particolarmente pregevole. Ma il film si lascia guardare per tanti altri aspetti, ad esempio il cattivo è un pazzo psicologo serial killer interpretato nientepopodimeno che dall'amico-regista David Cronenberg. Doug Bradley, il Pinhead di Hellraiser è nei panni di Dirk Lylesberg il capo dei figli delle tenebre, la razza della notte (nightbreed) del titolo.

Okkio che spoilero da qui in poi.

La trama è abbastanza semplice ma non del tutto usuale per il genere. Aaron Boone è tormentato da incubi spaventosi con protagonisti dei mostri che abitano una strana città che prende il nome di Midian. Ma la città è in realtà un cimitero e Aaron non è il solo a sentirsi attratto da quel posto. Quindi Midian è una realtà, i sogni di Aaron sono premonizioni e i mostri sono esseri di razze reduci da un pogrom (di cui noi umani saremmo gli artefici) che li ha letteralmente sterminati. I sopravvissuti si sarebbero radunati per volontà di un entità sovrannaturale dal fantasioso nome di Baphomet che venerano come divinità e che però ci ha gli occhi verdi che gli brillano e ricorda un marziano, parla con un coro di voci maschile e femminile, assomiglia discretamente alla dea kalì un po' scrausa (gli mancano letteralmente pezzi di corpo al cui posto ha delle ragnatele) e non sembra particolarmente interessato a far sopravvivere il suo popolo come promesso "secondo la profezia", quanto piuttosto a sterminarlo aprioristicamente.

Bene, anzi no. Boone ha una ragazza. Che centra? Beh, con lei iniziano le note dolenti. La tipa (Lori Desinger) è una cantante che ama alla follia Aarone. Potremmo anche dire la bella e la bestia o ancora meglio "la porca" e la bestia perché la sua funzione nel copione sembra quella. Nel film ci viene presentata come una cantante di successo. Sarà che io non ci capisco una ciulla, ma non riuscivo proprio ad ascoltarla, mi è parsa fuori sincrono come volendo apposta fare virtuosismo. Insomma non siamo ai livelli di Tenco, diciamo. Ma tanto in un set con un pubblico di attori non c'è il rischio che ti buttino fuori quindi la performarce canora il film ce la descrive come una diva. Ma Aaron viene fatto oggetto di particolari attenzioni da parte del dottore che lo ha in cura per gli incubi. Dottore con il vizietto del massacro di massa di innocenti e che dirigerà (letteralmente) le indagini perché i sospetti sui massacri convergano tutti su Aaron.

Aaron sotto l'effetto di potenti allucinogeni spacciati dal medico come calmanti, si fa mettere sotto da un camion. Lo ricoverano e scopre un paziente con tante rotelle fuori posto che però gli dice dove si trova Midian e barcollante ma abbastanza illeso (?!) vi si reca, inseguito dal dottore. A Midian viene morso da uno dei mostri ma riesce a scappare dal cimitero, solo per trovare fuori ad attenderlo mezzo esercito degli Stati Uniti che lo crivella di colpi per osservare dopo che "ops" era disarmato. Portano il corpo in obitorio ma "il morso che beffa la morte" (viene chiamato letteralmente così) lo riporta in vita. Quasi. Cioé non è vivo, non gli batte il cuore e non gli scorre il sangue, ma non ne vuole proprio sapere di starsene buono buono steso rigido come tutti i cadaveri. No non è uno zombie e nemmeno un vampiro, ma se si incazza non vi piacerebbe vederlo. Come Hulk, ma più brutto (e ce ne vuole!) anche se di verdognolo ha solo il fiato. Ora dicevamo di Lori, la sua ragazza che identifica il cadavere che però scappa dall'obitorio. Lei quindi lo insegue e viene inseguita dal dottore inca%%ato perché giustamente Boone dovrebbe essere morto e lui è deciso a finire il lavoro ad ogni costo. Il Boone cadavere viene accettato dalla comunità dei mostri che nella prima visita, quando ancora era vivo, erano più propensi a mangiarselo (perché "puzzava" a 50 metri di innocenza!). Ma arriva il dottore che minaccia Lori e Boone esce ad affrontarlo insieme ai suoi nuovi amici. Il dottore scappa e Boone riceve una ramanzina dal capo dei figli delle tenebre che gli aveva comandato di non intervenire. Il dottore arriva da un vecchio che abita nei paraggi e lo tortura facendogli confessare tutto ciò che sa su Midian e i sui suoi abitanti. Allora chiama la polizia e organizza un assalto dove Boone viene catturato. La polizia si accorge che ha catturato un morto che cammina e allora decide di andare a Midian a fare una strage di mostri perché il dottore gli dice che il motivo per cui ci sono continue stragi (sostanzialmente quelle che compie lui) è per via dei mostri come Boone che si trovano a Midian. Ovviamente tutti gli credono e nessuno fa domande, ma tanto siamo in America è penso sia lecito. Intanto Lori "salvata" dal dottore è tornata in città, non per denunciare il marrano dottore omicida seriale ma giusto in tempo per liberare Boone con l'aiuto di alcuni degli abitanti di Midian mentre tutta la polizia e mezzo paese andava all'arrembaggio del cimitero all'americana, avendo svuotato un arsenale aprontato per l'occasione che manco un esercito.

Midian viene fatta saltare in aria prima che Boone e Lori riescano a raggiungere il posto e tutto precipita nel caos. Boone cerca di approntare sul momento una riposta dei mostri che però non sono guerrieri dice il loro capo. Ma se per questo nemmeno gli umani che li stavano assaltando, quindi si armano di assi di legno e vanno all'assalto. Ovviamente hanno la peggio e allora vengono liberati i mostri davvero temibili, quelli incontrollabili che però sono tanto incontrollabili che sembrano capire la situazione meglio del capo dei mostri e faranno il loro sporco dovere assaltando gli umani. Nel frattempo arriva il dottore e affronta Boone e lo trafigge, ma lui e già morto e quindi ha la meglio. Il dottore è finalmente morto e quindi si va da Baphomet per un ultimo abbraccio. Questo gli dice che adesso lui non è più Boone ma Cabal e il suo compito sarà difendere la divinità dai suoi nemici (?!) cercare, riconoscere e raccogliere i pezzi del dio (?!?!) credo nel sottinteso per rimetterlo insieme da una altra parte, perché siccome è il responsabile diretto di una strage inevitabile (?!?!?!) -così si esprime l'essere- deve evidentemente espiare.

Boone scappa da una Midian che cade a pezzi per volontà di Baphomet, gli umani scappano inseguiti da "cose" inarrestabili di cui non ne sapremo più niente e ci dispiace perché a quel punto ci aspettavamo i marine come minimo, Lori si suicida per costringere Bone a morderla e beffare anche la sua morte (ma chi gliel'ha detto?!) perché i due si amano troppo e gli scampoli degli scampoli dei figli della notte si ritrovano in un fienile a caso nei paraggi ad aspettare il vento che gli porterà il loro "salvatore" e l'ultima scena chiude sui due amanti morti ricongiunti che ci ricordano vagamente la più recente sposa cadavere di Tim Burton.

FINE.

Che dire? L'abile mossa di Clive Barker è quella di fare un ottimo ribaltamento narrativo, dove i "figli della notte" non sono i buoni, ma perseguitati. Ci dice che non avere cuore non significa smettere di amare e che se anche sei morto e al servizio di un entità delle tenebre che da sempre associamo al negativo per eccellenza, non significa che il tuo destino è quello di essere un animale incivile, una bestia che smette di provare tenerezza per la persona che ama. Anzi il sacrificio della vita per amore è desiderabile perché restituisce un matrimonio eterno e le vere bestie sono gli uomini che "distruggono tutto quello che non comprendono". Come se un gruppo di esseri sovrannaturali che adorano divorare carne umana e tormentare i sogni degli innocenti fossero in fondo il male minore e non fosse la paura fottuta che evidentissimamente adorano provocare negli umani il problema circa le "relazioni diplomatiche fallimentari" del passato.

L'autore riesce bene però a farci simpatizzare per le forze che dovrebbero essere quelle negative, non riducendo la negatività delle stesse ma mettendo su un piano più misantropo la pellicola, come se i protagonisti dovessero "liberarsi della loro umanità e innocenza" per diventare esseri migliori se no rimangono pazzi massacratori messianici, o feccia umana di qualche altro genere, degna di essere stermiata non meno dei mostri stessi. Una narrazione strana e aliena che cozza contro ogni buon senso e cerca di farci simpatizzare con il ributtante giocando con le nostre emozioni tra stereotipi anche divertenti (il poliziotto di provincia manesco e sadico seguito da scagnozzi in divisa che ne esaltano "i pregi" morali è una macchietta esemplificatrice) senza rinunciare all'happy-end de "l'amore trionfa sempre" di pellicole tipicamente rosa d'altri tempi, ma piazza questo amore dentro un clichè che non riconosciamo e non riusciamo a fare davvero nostro.

Fermo restando che fare sesso doveva essere retoricamente il "conoscersi" biblico che portava alla perdita dell'innocenza, che innocenza sarebbe quella perduta da Boone? Se poi si può amare anche da cadaveri e tra mostri sadici e/o masochisti, basta sapere che durerà in eterno o forse ha senso capire di quale amore stiamo parlando? Ma poi questa divinità a pezzi da ricomporre come un puzzle della Ravensburger che ti dona poteri sovrannaturali che a Boone non serviranno a un ca%%o o quasi per tutto il film, perché avrebbe bisogno di un campione per difenderla dai nemici? Se è tanto debole da non poter evitare la distruzione dei suoi protetti e della città che ha fondato per loro, come può una coppia di umani cadaverizzata e posseduta dalla stessa fare la differenza? Infine, i famosi mostri inarrestabili e incontrollabili, dove sarebbero andati a finire? Stanno ancora correndo dietro gli umani messi da loro in fuga?

Contrariamente a quanto sembrerebbe dalle mie disamine non mi è dispiaciuto questo papocchio che chiamare horror è forse eccessivo. Non per la mancanza di scene genuinamente di genere, ma per come certi temi vengono trattati, in parte vestendosi da finta fiaba per bambini con accenni da commedia, in parte perché sembra volerci convincere che il male non è poi tanto male e nel farlo ovviamente non riesce a dirci con chiarezza dove starebbe il bene che gli si oppone.

Clive Barker qui traccia un solco con il passato e non a caso infatti verrà considerato poi come un maestro da quanti verranno dopo, perché indica un metodo per rendere desiderabile l'indesiderabile. Chiarisce come si possa costruire narrativamente degli eroi che pur rimanendo ributtanti però si confrontano con un contesto che essendo dichiaratamente molto peggio, ne costituiscono la nemesi e quindi per contrasto diventano desiderabili.


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