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Biglino: ma un’umanità matura non ha bisogno di religioni  

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Da libreidee.org / Articolo non firmato

Testo:

Una umanità veramente matura non ha bisogno di religioni. Per religioni intendo: strutture di potere che dispensano delle verità, per lo più dogmatiche, regolarmente studiate a tavolino. Quando parlo di religioni intendo questo; quindi, una umanità veramente matura non dovrebbe averne bisogno. Poi mi rendo conto che la cosa non è facile, anzi è difficilissima: gran parte dell’umanità, infatti, ha bisogno che qualcuno le dica “guarda che le cose stanno così, te lo dico io; credici, e non porti problemi, perché la verità è questa”. Per vivere al di fuori di queste certezze ci vuole maturità. Non è da tutti, però devo dire che – attraverso dieci anni di incontri e conferenze – la crescita pubblica che ho registrato è notevolissima. Veramente: sono in continuo aumento le persone che riflettono con la propria testa, e secondo me è fondamentale. Mi si dice che distruggerei la legge d’amore dei Vangeli? Supponendo che nei Vangeli ci sia, la legge dell’amore (cosa che non voglio discutere, adesso), io mi chiedo: se noi veramente crediamo che la legge dell’amore sia quella che può salvare il mondo, abbiamo bisogno che a dircelo sia un presunto figlio di Dio? Se siamo persone mature, perché intanto non la applichiamo, indipendentemente dal fatto che ce l’abbia detto o meno un figlio di Dio?

Se noi pensiamo che lì stia la salvezza del mondo, non chiediamoci chi è il primo che ne ha parlato, perché tanto non ha importanza. L’importante è applicarla, questa legge. Tutto il resto è sovrastruttura culturale, su cui sappiamo che cosa è stato costruito. E devo dire che chi ci ha costruito sopra non sempre l’ha applicata, questa legge dell’amore (e “non sempre”, beninteso, è un eufemismo). Certo, è possibile che il cristianesimo sia una delle religioni di “quelli lì”, cioè gli esseri non umani che la Bibbia chiama Elohim. Può essere uno dei sistemi di pensiero che, a partire dal VI-V secolo avanti Cristo, sono stati elaborati in varie parti del mondo, in vari continenti e – direi – quasi in contemporanea. Questi sistemi di pensiero hanno rappresentato il nuovo sistema di controllo. Sempre “facendo finta che…” (è bene ripeterlo, altrimenti sembra che io dispensi delle verità), questo sistema di controllo passa attraverso degli intermediari. Prima, invece, tutti i racconti antichi ci parlavano di rapporti diretti con le “divinità”. Da un certo punto in avanti, invece, questi rapporti si sono quantomeno diradati, fino a poi (pare) scomparire.

5 Risposte
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Un' umanità matura non ha bisogno di niente

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Almeno per i prossimi 500-600 anni non si potrà assolutamente parlare di una maturità dell'umanità.  Parliamo dell'occidente evoluto, si fa per dire, perchè ancora a inizio ottocento il resto del mondo era ancora all'età del ferro di scolastica memoria.

Da noi, ed eravamo fortunati, fino a cento anni fa l'unica luce artificiale era quella (in varie forme) del fuoco, la stessa che aveva homo erectus un milione di anni fa. Fino a 60-70 anni fa si orinava e defecava  nei rinali tenuti nei comodini vicino al letto in citta e nel campo o nel fienile  in campagna. La mortalità  entro i primi 5 anni di vita era altissima, subito dopo l'unità d'italia intorno al 35% (fonte istat) Fino agli anni 50 non esistevano antibiotici e la morte era sempre in agguato anche dopo.  Subito dopo l'ultima guerra l'analfabetismo superava il 30 per cento in molte regioni.

Ancora oggi gran parte della popolazione mondiale non ha mangiare, non ha acqua pulita e  conduce una vita (se vita si puo' chiamare) miserabile. Per assurdo le migliorate condizioni di vita hanno fatto esplodere la popolazione in ragione della fortissima fertilità umana e della totale incapacità di capire il sesso usato esattamente come un milione di anni fa: incontro di una femmina in età fertile, erezione, accoppiamento/stupro ripetuti fino alla gravidanza. 

In tale orrendo contesto i sistemi filosofici della grecia classica e della germania ottocentesca  erano appannaggio di una sparutissima minoranza ed è inevitabile il ricorso anzi la ricerca spasmodica di una religione qualunque che dia la forza di andare avanti sperando in una vita miglliore dopo la morte e soprattutto che dia la certezza che i prepotenti, i ladri, gli sfruttatori, i malvagi vengano puniti con pene atroci dopo un adeguato giudizio da parte di una oppurtuna e giusta divinità. L'alternativa è l'abbrutimento o il suicidio. Pagare letetralmente  i sacerdoti dei vari culti aiutava  credere di poter essere ascoltati dalla divinità, vedi offerte di semplici beni, messe a pagamento ed ex voto per grazie ricevute, tutti atti  diffusissimi anche fra i piu' poveri e disperati di ogni credo.

E' quindi verissimo che una società matura non ha bisogno di religioni perchè una  l'umanità matura  non ha bisogno di compensazioni post mortem, non ha bisogno di stordirsi con pratiche ripetitive (rosari, veglie, litanie, om collettivi) e contemplative (meditazioni, preghiere, ascesi mistiche)  o peggio di ricerca di estasi, cioè letteralmente cercando di uscire con la mente fuori dal corpo. Veri e propri trip psichedelici ante littetram facilitati dal digiuno e da tecniche respiratorie pericolose se mal praticate.

Per parlare di società matura serve prima definire cosa sia la maturità per una società umana e soprattutto serve descrivere come tale maturità si manifesti e si concretizzi. Il vecchio gioco di dire che è di per sè evidente non funziona più ed il tutto rischia di restare solo un buon esercizio di scrittura da liceo. 

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Non sottoscrivo la tua ricostruzione, la storia che conosciamo mostra che l'umanità ha traversato diverse fasi, il grafico che ne deriverebbe mostrerebbe una linea ondulata.

Non tutte le religioni risolvono le esigenze che enumeri, e quando accade, non sempre alla maniera che indichi.

Per l'umanità matura la discussione è aperta, ma se è legata al non aver bisogno di religioni, come dice il titolo, aperta fino ad un certo punto.

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Tesi assurda perché, come dice cedric, prima occorrerebbe definire cosa si intende per maturità. Anche gli antichi greci o i romani probabilmente pensavano che la loro era una società matura eppure adoravano gli dei antropomorfi. Quello che è cambiato è che qualcuno crede che il Dio sia morto dopo l'arrivo dell'illuminismo (vedere l'aforisma nel libro 'La Gaia Scienza), in quanto sostituito dalla 'dea ragione', o più sinteticamente che la religione sia stata sostituita dalla scienza. Niente di più sbagliato. Chi crede questo, crede allo scientismo non alla scienza, sono ovviamente due cose molto differenti. Il riferimento alle sciocchezze di Biglino squalifica ulteriormente l'articolo.

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"Per parlare di società matura serve prima definire cosa sia la maturità per una società umana"

Appunto. Non c'è un termine di riferimento per definire la maturità dell'intera società umana.

Dal momento che il termine ricalca semplicemente quello usato per la vita individuale, per cui la maturità è il periodo che precede il declino, l'unico possibile contenuto oggettivo dell'espressione "società umana matura" non è affatto benaugurante.

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