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Domande insidiose in economia

Domande insidiose in economia

DI FABIO CONDITI

comedonchisciotte.org

La disinformazione sui temi economici e monetari è tale, da permettere a chiunque, anche senza alcuna conoscenza minima del meccanismo di funzionamento dell’economia, di formulare domande insidiose, alle quali è difficile dare una risposta e soprattutto una soluzione.

Se chi risponde non ha una conoscenza perfetta del sistema monetario, rischia di infilarsi in un classico “cul de sac”, dove qualunque cosa dice farà comunque una brutta figura.

Le domande sono spesso accompagnate da un sorrisetto ironico, quello di chi è convinto di fare la domanda magica a cui nessuno sa rispondere.

Almeno se credi alle fandonie che ci propinano.

Sulla base dell’esperienza acquisita in più di 100 incontri in tutta Italia, ai quali hanno partecipato più di 4.000 persone, abbiamo provato a dare una risposta “originale” a queste domande, utilizzando argomenti che gli interlocutori non conoscono o fingono di non conoscere.

Sono ovviamente risposte semplificate e provocatorie, per ognuna delle quali bisognerebbe scrivere un articolo intero, ma servono a mettere in crisi e a far riflettere chi fa la domanda e chi legge queste risposte …

Provate ad utilizzare questi argomenti la prossima volta che vi capita di discutere di economia, avrete delle sorprese !

1 – Sei a favore o contro l’uscita dall’euro ?

Più del 99% della moneta che usiamo è moneta elettronica bancaria, che è creata dal nulla dalle banche con i prestiti. Questo genera un debito che nel tempo ha raggiunto dimensioni insostenibili e sul quale paghiamo continuamente interessi. L’euro non è la causa della crisi, ma solo un fattore amplificativo.

2 – Dove pensi di trovare i soldi per il reddito di cittadinanza ?

L’unica cosa che è davvero possibile creare senza limiti è il denaro … guardi ad esempio il QE della BCE. Vengono creati 80 miliardi al mese dal nulla, per far comprare titoli di Stato alle Banche Centrali Nazionali; cosa impedisce che vengano destinati direttamente ai cittadini ed all’economia reale?

3 – Come pensi di risolvere il problema del debito pubblico ?

La Banca d’Italia detiene circa 400 md di euro di Titoli di Stato italiani, acquistati non solo con il QE, ma anche nelle normali operazione d’investimento. Questi Titoli di Stato potrebbero essere consolidati non essere mai più restituiti, senza pregiudicare il sistema economico. Lo fanno tutti nel mondo !

4 – Quali riforme strutturali sono necessarie per uscire dalla crisi economica ?

Serve un’unica riforma, è necessaria una legge per la quale la moneta appartiene ai cittadini, e deve essere creata dallo Stato per immetterlo nell’economia reale attraverso la spesa e gli investimenti pubblici, per aumentare il benessere di tutti i cittadini e non solo di pochi privilegiati.

5 – Come si migliora la produttività dell’Italia ?

Di certo non con le privatizzazioni e liberalizzazioni. Lo Stato deve fare lo Stato; deve investire in sviluppo, tecnologia e ricerca, difendere le imprese strategiche e tutelare i cittadini. Il profitto non deve più essere il fine delle imprese pubbliche e per fare ciò deve utilizzare la propria sovranità monetaria.

6 – Sei d’accordo con il Quantitative Easing della BCE ?

Con il QE la BCE ha autorizzato le singole banche centrali nazionali a creare denaro per acquistare titoli di stato sui mercati finanziari. Il QE dimostra che è possibile cancellare e consolidare il debito pubblico senza problemi. Quindi va bene il QE, ma per eliminare tutto il debito pubblico.

7 – Come pensi di aiutare il sistema bancario che è in crisi ?

Di cosa ci preoccupiamo, in Italia abbiamo votato il bail-in ! Ops già, lo abbiamo votato, applicato una sola volta  per poi non applicarlo mai più ! Perché ? Perché nessuna forza politica vuole darsi la zappa sui piedi. Il sistema bancario si regge solo sulle garanzie dello Stato; il resto è conversazione.

8 – Sei d’accordo con le politiche di austerity richieste dalla BCE ?

Le politiche di austerity hanno generato solo una ripresa … per i fondelli ! Perché sono autodistruttive ed i penosi risultati sono sotto gli occhi di tutti; riducendo la quantità di moneta nell’economia reale, si è ridotta la domanda, ridotti i consumi, i redditi ed è cresciuta la disoccupazione. Un fallimento totale.

9 – Cosa pensi di rispettare il vincolo del 3% nel rapporto Deficit/PIL ?

Il 3% è un parametro inconsistente, nato dal nulla, elaborato da Guy Abeille che, per sua stessa ammissione, lo determinò senza ricorrere ad alcuna base teorica e scientifica. Siamo seri… che senso ha porre in relazione la ricchezza creata da tutti (pubblico e privato) con il solo deficit statale?

10 – Come pensi di rilanciare gli investimenti con il vincolo del pareggio di bilancio ?

Lo Stato italiano può creare i mezzi monetari per rilanciare gli investimenti e generare sviluppo economico, senza creare nuovo debito e senza violare il demenziale vincolo del pareggio di bilancio.

11 – Cosa pensi di fare per l’inflazione generata da eventuali politiche espansive ?

L’inflazione non è una diretta conseguenza dell’aumento di moneta presente nel sistema economico. Lo sa che negli ultimi anni, US, Giappone e UK hanno creato enormi quantità di moneta (oltre 12.000 miliardi di dollari) senza creare nessuna inflazione! Nonostante il QE non riusciamo ad arrivare al 2%.

12 – Come pensi di risolvere il problema della disoccupazione ?

La disoccupazione è inversamente proporzionale alla quantità di moneta presente nel sistema economico. E sa chi decide la quantità di moneta da destinare all’economia? Le banche. Quindi la disoccupazione è in ultima analisi, diretta conseguenza del comportamento del sistema bancario.

Per approfondimenti qui potete trovare le risposte più estese :

http://monetapositiva.blogspot.it/p/12-domande-e-risposte.html

Il 25 agosto scorso ho fatto un intervento nella trasmissione Notizie Oggi del Canale Italia 53, forse l’unica emittente televisiva nazionale che da tempo ha il coraggio di affrontare argomenti “scomodi” anche sull’economia.

Ho cercato di spiegare una cosa che non viene percepita dall’immaginario collettivo, cioè che il denaro si può creare e si crea facilmente e senza limiti, visto che dal 1971 non ha più alcun legame con l’oro.

Quindi, come dice anche Marco Mori che ringrazio, la decisione di creare denaro e di come impiegarlo è una scelta prettamente politica.

Ma perchè allora si crea denaro solo per le banche ed i mercati finanziari ?

Mi hanno anche invitato a parlare direttamente in trasmissione il 6 settembre 2017 dalle ore 6 alle ore 9 e si può intervenire in diretta con domande.

Fabio Conditi           Logo di Moneta Positiva

Presidente dell’Associazione Moneta Positiva

 www.monetapositiva.blogspot.it

articoli precedenti su Comedonchisciotte

https://comedonchisciotte.org/?s=fabio+conditi

Fonte: www.comedonchisciotte.org

01.09.2017

Pubblicato da Fabio Conditi

Presidente dell'Associazione Moneta Positiva con la quale porta avanti una campagna per riformare il sistema monetario, al fine di ottenere finalmente una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito. Ingegnere edile, specializzato in progettazione architettonica e strutturale, da anni studia il sistema economico e monetario attuale, analizzando le cause della crisi economica e le soluzioni concrete e realizzabili per uscirne. Ha contribuito a fondare diversi gruppi di cittadini che si occupano di economia, come Moneta 5 Stelle e Gruppo Cittadini Economia di Bologna e Ferrara. Ha scritto il suo 1° libro "Manuale in 12 passi per uscire dalla crisi" ed effettuato più di 100 incontri con i cittadini per divulgare questi temi, cui hanno partecipato più di 4.000 persone. E' appena uscito anche il suo 2° libro "Moneta Positiva - Riforma del sistema monetario" sottotitolo "La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito". http://monetapositiva.blogspot.it/p/libro.html
  • snypex

    Tutto molto interessante, ma la domanda in “nuce” e’: cosa e’ esattamente la moneta?
    Fintanto che non si ha una definizione esatta, tutto quello che si puo’ dire su
    di essa ed i suoi effetti sulla nostra vita e’ aleatorio, ognuno puo’ dire quello che gli pare e alla fine il caos e’ evidente sull’argomento.
    I banchieri ai vertici sanno esattamente cosa e’ e la sfruttano a proprio vantaggio, noi non sappiamo cosa e’ e ci ronziamo intorno come moscerini.

    • Nei tanti incontri che ho fatto, comincio sempre dalla definizione di moneta, ma devo dire che riscuote poco interesse, perchè un’idea le persone se la sono fatta attraverso l’uso. Sanno che la moneta è l’unità di misura del valore di beni e servizi, visto che tutto viene “quotato” in euro, ma soprattutto conoscono il potente utilizzo come strumento di pagamento negli scambi, visto che è accettata da tutti.
      Quello su cui è necessario riflettere è il fatto che non c’è più alcun legame con l’oro.
      La moneta bancaria ha svolto nei secoli una funzione fondamentale nello sviluppo economico, perchè ha permesso di aumentare la quantità di moneta anche quando era scarsa, perchè strettamente legata ad un bene scarso in natura.
      Ma soprattutto dobbiamo chiederci se è ancora giusto che lo Stato lasci in esclusiva alle banche questo enorme potere di creazione monetaria, visto che hanno ampliato notevolmente la loro capacità di “moltiplicazione monetaria” ma la utilizzano principalmente per bolle immobiliari e speculazioni finanziarie, e non per generare sviluppo nell’economia reale.
      Faremo un incontro su questo tema il 9 ottobre 2017 a Roma, con Nino Galloni e Paolo Tintori, spero tu riesca a venire.

      • snypex

        Da quello che leggo e’ chiaro che esiste confusione sulla definizione di moneta, quindi … non v’e’ certezza su che cos’e’ la moneta.
        Allora sarei curioso di sapere cosa ne pensa Nino Galloni.

        • Non c’è incertezza, quella è la definizione di moneta. Se hai qualche altra idea puoi anche esprimerla …

        • Pfefferminz

          La definizione di moneta non si esaurisce in una breve frase: per essere esauriente se ne devono elencare le funzioni, due delle quali già citate (unità di misura del valore di beni e servizi e strumento di pagamento).Un’altra funzione è la riserva di valore. Io ho trovato, leggendo qua e là, altre definizioni: “convenzione sociale” e “fluidificatore degli scambi”. Molto interessante, a mio avviso, l’opinione di un simpaticissimo professore emerito di economia tedesco, Bernd Senf, secondo il quale in uno Stato, accanto al potere legislativo, esecutivo e giudiziario, dovrebbe esserci anche il “potere monetario”. Questo rende bene l’idea di quanto sia importante la moneta per uno Stato. C’è poi la controversia fra gli esperti se la moneta sia una moneta merce (rifacendosi a K.Marx, il quale parlava del “feticcio” denaro) o una istituzione.

          • Una questione veramente interessante, sulla quale stiamo lavorando da tempo, è quella di identificare e definire il “potere monetario” come quarto potere dello Stato, caratterizzato da un Organismo pubblico, democratico, trasparente ed indipendente sia dal Governo che dalle banche, che gestisca la creazione monetaria per conto della collettività.
            Usciremo a breve con un articolo specifico su questo tema.
            La moneta non è più una “merce”, perchè non ha più un proprio valore intrinseco nè alcun legame con l’oro. Il suo valore oggi deriva esclusivamente dalla fiducia che abbiamo nell’istituzione che la emette.

          • Primadellesabbie

            “Il suo valore oggi deriva esclusivamente dalla fiducia che abbiamo nell’istituzione che la emette.”

            E dalla necessità`å che abbiamo di disporne (di disporre di una moneta).

          • Noi ne abbiamo necessità, è vero, ma il valore che attriubiamo alla moneta che usiamo, deriva esclusivamente dalla fiducia che abbiamo nelle istituzioni che la emettono.

          • Primadellesabbie

            Quando Nixon liberò il dollaro dal rapporto con l’oro ci pensai un poco. Pensai che l’equilibrio tra laboriosità e spesa di un Paese potesse essere il riferimento, o il rapporto tra produzione, consumi ed esportazioni, che potesse pesare l’assetto generale, la continuità, il potere di imposizione rappresentato dall’esercito, ecc.

            Ma oggi? Tutto é in divenire, per usare un eufemismo, francamente la fiducia in chi emette moneta non mi sembra tanto diffusa tra gli utilizzatori, e poi la moneta disponibile, quella da usare tutti i giorni, é imposta, mica posso usare il franco svizzero o lo yen!

          • Pfefferminz

            Ho citato il concetto di “moneta merce” solo perché, a tutt’oggi, esso ha dei sostenitori. Io sono d’accordo con te.

          • snypex

            Mi fa piacere il tuo intervento, ma una spiegazione di questo tipo non esaurisce l’argomento nei confronti di un comune cittadino. La mia naturale predispozione alla semplificazione (faccio l’insegnante), dopo anni di letture e riflessioni sull’argomento ha partorito la mia definizione di moneta una mattina durante il dormiveglia.
            Quindi ho iniziato ad “attaccarla” con riflessioni contrarie per verificarne la solidita’ e mi dispiace dirlo ma e’ l’unica che a tutt’oggi riesce a spiegare chiaramente ed in modo semplice tutto l’universo che gli gira intorno.
            Purtroppo non la rendo pubblica sui canali internet perche’ si perderebbe come un seme gettato sull’asfalto. Non sono un vanitoso, sono molto riflessivo.
            Giusto per stimolare la curiosita’ io chiederei a Conditi di spiegare perche’ la sua moneta sarebbe positiva e quella attuale e’ negativa e a qualunque sua risposta io gli potrei rispondere con argomentazioni che lo metterebbero in difficolta’ perche’ sia lui che tutti quelli che si occupano dell’argomento hanno idee vaghe di cosa sia effettivamente la moneta. Recentemente ho rivisto una intervista di Giacinto Auriti (aime’ dimenticato) che nel suo intervento dimostra di essere stato ad un brevissimo passo dalla definizione che io ho trovato. Sarebbe bastata una battuta per fargli scorgere la vera definizione di moneta, perche’ noi non vediamo l’apice di che cosa e’ veramente la moneta, ne vediamo l’edificio su cui si regge. Ma vederne l’apice ci porterebbe a ripensare tutto quello che sappiamo di essa e io credo che nessuno abbia voglia di rimettere in gioco tutto lo scibile “umano” sulla moneta. Conditi ne e’ un esempio lampante e’ radicato nel suo sapere: si confronta con chi si occupa di moneta, quando cerca di spiegare a chi non ne capisce … non ottiene niente, perche’ usa tecnicismi. La gente comune ha bisogno di concetti semplici e banali. Se la tua risposta la dai in pasto ad un ragazzo ti guardera’ strano, mentre la mia definizione l’ho sperimentata con i miei studenti e ne sono rimasti angosciati, perche’ e’ istantanea.

          • Deheb

            Felix Martin, ad esempio, definisce il denaro come una tecnologia sociale

          • Caro snypex, diffido sempre di chi si vanta di avere una idea ma non la condivide e/o non la confronta con quella degli altri. O non ce l’ha o ha paura di vederla crollare miseramente. Io invece condivido e mi confronto con tutti, perchè credo che tutte le idee siano perfettibili.
            Quindi rispondo solo alla richiesta di chiarimento sulla differenza che c’è tra una moneta positiva e quella attuale, a suo dire negativa.
            Una moneta è “positiva” quando all’atto della sua “emissione” è di proprietà dei cittadini che la usano e non produce debito. Quindi circola liberamente senza dover essere restituita ad alcuno.
            Contrariamente a più del 99% di quella che usiamo attualmente, che è di “proprietà” del sistema bancario e produce sempre un debito inestinguibile e continuamente gravato da interessi. Ma soprattutto deve sempre essere restituita al sistema bancario, con l’assurdità che se in questo momento le banche richiedessero indietro tutti i soldi che hanno prestato, non ce ne sarebbe a sufficienza per estinguerli tutti.

          • snypex

            Quando si esauriscono gli argomenti la discussione e’ esaurita.

          • Rolmas

            Chi lo sa, forse è lei che ha molta confusione riguardo alla moneta, come del resto tanta altra gente. E comunque, se fosse così facile da capire, non si sarebbe mai formata un’elite finanziaria. La gente (che avrebbe capito tutto) non lo avrebbe mai permesso. Molto interessante la sua idea di condivisione del sapere, un seme da tenerci stretti in casa, e da portarci dietro dentro la bara. Un insegnante?
            Grazie invece a Fabio Conditi che si danna l’anima per creare consapevolezza intorno a questo argomento, così fondamentale per il nostro futuro.

          • Pfefferminz

            Mi incuriosisce molto la definizione di moneta da te ideata (il dormiveglia è un momento propizio alle “illuminazioni” perché l’Io è in contatto con il “lavorio” dell’inconscio, là dove i nostri pensieri diurni continuano a proliferare). Mi auguro che tu non voglia tenerci sulle spine ancora a lungo. Sono d’accordo con te quando dici che “la gente comune ha bisogno di concetti semplici e banali”. Secondo me Fabio Conditi fa esattamente questo, spiega i concetti nel modo più semplice possibile. Non conosco definizioni più semplici di quelle da lui fornite. Non usa tecnicismi. Se le definizioni appaiono difficili o non immediate, questo è dovuto all’oggetto della descrizione (la moneta). Non mi sembra neanche che ci sia confusione nelle enunciazioni di Conditi, è tutto semplice e lineare. Se pensi veramente che stiamo brancolando nel buio, illuminaci! Si deve rimettere in discussione lo sciibile umano sulla moneta? No problem! Je attend.

          • snypex

            Mi permetto di dirti che io sono un “tecnico” come formazione, ma non mi piace fare calcoli, mi piace riflettere sulle cause che generano quello che e’ la realta’ che ci circonda.
            Io non potrei mai fare il lavoro di F.Conditi sulla moneta, motivo per cui io semplicemente potrei fornirgli la “chiave di volta” che regge la truffa monetaria e tutto quello che lui sa della moneta apparirebbe per quello che e’ e non per come lo vede adesso. Dovrebbe ripensare a tutto quello che sa e scoprirebbe che cio’ che sembra complesso e’ banale.

          • Pfefferminz

            Se veramente hai scoperto qualcosa di così geniale potresti scrivere un libro spiegando attraverso quali vie sei arrivato all’illuminazione decisiva, evidenziando ad esempio i motivi che hanno impedito ad Auriti di arrivarci. Poi potresti usare “la chiave di volta” per spiegare uno ad uno i diversi fenomeni ora non del tutto comprensibili, mostrando quindi la validità della tua definizione di moneta. Io, a priori, non escludo che tu abbia fatto una scoperta importante perché ho già avuto modo di ammirare autori estranei al mondo economico che solo con la loro passione per l’argomento “moneta” hanno scritto libri, a mio avviso, geniali.

    • Lorenzo

      la moneta non è che una cambiale sull’energia, che sia questa forza lavoro, o quella solare, energia da idroelettrico o muscolare. Il problema è che la moneta non ha nessun rapporto con l’energia, ne è mai stata legata al quantitativo di produzione energetica di uno stato.

      • Pfefferminz

        Definizione originale (io non l’ho mai sentita). Mi interesserebbe capirne di più, se hai voglia di chiarire un pò. Grazie.

  • Hito

    “1 – Sei a favore o contro l’uscita dall’euro ?
    Più del 99% della moneta che usiamo è moneta elettronica bancaria, che è
    creata dal nulla dalle banche con i prestiti. Questo genera un debito
    che nel tempo ha raggiunto dimensioni insostenibili e sul quale paghiamo
    continuamente interessi. L’euro non è la causa della crisi, ma solo un
    fattore amplificativo.”

    E’ da 10 minuti che rotolo dal ridere nel constatare come si fa a NON rispondere a una domanda…Deviando l’attenzione come nei giochi di prestigio… Forse è per questo motivo che c’è tanta confusione tra la gente, per l’alto numero di persone assunte con lo scopo di disinformarla; anche i punti 2 e 3 sono perfettamente in linea col progtamma neoliberista dei padroni… Non sono riuscito a leggere oltre o rischiavo l’ulcera… Speriamo che la gente si renda conto che votando M5S firmerà la sua condanna, come i francesi con Macron.

    • La risposta vuole evidenziare che non servirebbe a niente uscire dall’euro se rimane la Banca d’Italia sotto il controllo delle banche private e se il 99% del denaro che usiamo seguita ad essere creato dal nulla da loro.
      In fondo all’articolo, trovi il link per una versione più “estesa” delle risposte e spero approfondite e chiare.
      Quando vuoi sono a tua disposizione per confrontarci nel merito di ciò che ho scritto.

      • Glock

        Uscire dall’EUR, intanto, servirebbe per cominciare.

        • Hito

          Da notare anche che formula da solo le tesi avverse… credo non esista un solo “no-euro” ignaro del fatto che Banca d’Italia debba tornare pubblica e sotto il ministero delle finanze…

      • Hito

        La non-risposta evidenzia la vostra non-volontà di uscire dall’euro, ma solo quella di prendere tempo fino a quando la situazione sia diventata irrecuperabile. L’euro è esso stesso fonte di squlilibri, e non solo un “fattore amplificativo”, come le è già stato fatto notare in numerose occasioni. La versione estesa delle stesse bugie me la risparmio volentieri, se vuole aprire una discussione sul forum, interverrò volentieri potendo portare links a documenti e dati.

        • E’ facile dire “uscire dall’euro”, ma come ?
          C’è bisogno di un partito che dica di uscire, prenda la maggioranza dei voti ed arrivato al Governo riesca nel suo intento. Ammesso che ci riesca, farebbe la fine della Grecia, perchè alla prima ipotesi ti chiudono i rubinetti del sistema bancario, e l’economia italiana è fritta.
          Il nostro obiettivo è chiaro la moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito, quindi il denaro non deve essere creato nè da una banca centrale, nè dalle banche private, ma solo dallo Stato. Il problema è la strategia da mettere in atto per arrivarci.
          Pensare di affrontare l’uscita dall’euro in queste condizioni, è come pretendere di combattere un carro armato con una fionda.
          Prima ricreiamo un minimo di armi a disposizione dello Stato, poi individuiamo i punti deboli del nemico e solo dopo si combatte, cioè si esce dall’euro.

          • Hito

            Per questo persone intelligenti e preparate hanno ideato i “minibot”: per poter fronteggiare qualunque trattativa e non fare la fine della Grecia… Il vostro chiaro obiettivo, modificherà la proprietà della moneta, ma NON modifica gli squilibri insiti nell’euro, che lascia totalmente invariati!!!

          • Ritengo i Minibot una soluzione praticabile come il SIRE, utile ad avere una alternativa valida e già in circolazione nel momento in cui decidiamo di uscire dall’euro. Non è un caso che cambiando l’iniziale si legge LIRE …

          • Hito

            Ecco, quindi resta da chiarire che noi i Minibot, che non risolvono gli squilibri insiti nell’euro, li vediamo come uno strumento provvisorio atto a controbattere il potere ricattatorio della BCE, voi volete rendere i SIRE uno strumento definitivo, che ugualmente non risove nulla, ma compra tempo, e se il M5S non dice nemmeno di voler uscire, vorrà dire qualcosa.

          • permaflex64

            Fino alla sua sconfitta il metodo per uscire dall’euro era “ci pensa la lepen” prima di allora la moneta complementare era tacciata di “collaborazionismo” tanto che Galloni è stato sconfessato dalla Lega mentre il m5s lo invitava ai dibattiti. Non è un tema della Lega il recupero della sovranità monetaria attraverso monete complementari, tutt’alpiù è un tema acquisito.

          • Hito

            Poi, quando hai tenpo, se riesci a capirla, mi potresti spiegare la posizione del M5S sull’argomento euro? Fa parlare tutti e anche chi sostiene le tesi contrarie, difficile farsi un’idea. I primi a non averla sono gli elettori e a chiedere chiarimenti ne vengono fuori delle interviste esileranti, meglio di Fleccas Talks!

          • Dopo aver fatto parlare tutti, il M5S ha elaborato un #programmabanche che è stato votato e sarà inserito nel programma elettorale. In sintesi Bankitalia pubblica, banche d’investimento pubbliche, sistema di pagamento garantito, separazione banche commerciali e d’investimento, limiti alle speculazioni finanziarie.
            Lo trovi spiegato in questo video : https://www.youtube.com/watch?v=ijArS9iFDMk

          • Hito

            La mia domanda è chiara: ho chiesto lumi circa la posizione del movimento sull’argomento euro, ma nel video linkato non se ne parla nemmeno per un secondo… -.-

          • permaflex64

            Tanto a farci uscire dall’euro ci pensa la lepen

          • Hito

            Guarda, nella peggiore delle ipotesi, noi perderemo, voi vincerete, e dopo 4-5 mesi si inizieranno a vedere i disperati lamentarsi e capire quanto è stato facile prenderli per il naso… come oggi in Francia con Macron.

          • permaflex64

            Vabbè ma intanto ce siete abituati a perdere dai che te le sei presa?

            p.s. ma la lepen a salvini ce riparla…o si tocca ancora quando ne sente

          • Hito

            Hahaha… parlano quelli che han vinto tutto hahaha… E mentre tu pensi a Salvini, i tuoi rappresentanti, che ancora non hanno vinto nulla, già si organizzano per il vostro benessere… http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/lsquo-che-tristezza-candidato-premier-m5s-che-siede-155241.htm o forse no… Ma tanto Orwell queste cose le scriveva più di mezzo secolo fa, solo che non vi riconoscete 😉

          • permaflex64

            Forse ho esagerato anche se a questo giro è andata storta la lepen avrà un figlio basta aspettare e tra una ventina di anni forse sarà lui a farci uscire dall’euro, ditelo a salvini “non arrenderti vedrai che sarà il figlio della lepen a farci uscire dall’euro e comunque se non lui ce l’avra un nipote no?”. L’importante è avere pazienza prima o poi o la lepen o la deriva dei continenti ma comunque è sicuro si uscirà dall’euro, garantito al limone. L’unica cosa che debbono fare i leghisti nel frattempo è sbattere forte forte i piedini per terra urlando “euro brutto brutto via via chi lo vuole non è figlio di maria” 🙂

          • Hito

            Guarda che a non ammettere i problemi dell’euro, ai tempi di internet,
            non fai nemmeno la figura dell’ultimo giapponese nella giungla, scadi
            direttamente nel ridicolo… ma forse pensi che noi si sbatta i piedi
            per combattere il freddo del nord… No!!! Li sbattiamo perchè molti
            nostri connazionali muoiono di fame e di suicidio, e a quanto pare
            dispiace più a noi che a voi, che manco riconoscete il problema… ma
            per quanto mi riguarda, stai tranquillo, posso stare seduto sulla riva del fiume a
            lungo… qualcosa in più di una sensazione mi dice che i cadaveri a
            passare saranno più che altro dei tuoi compagni.

          • I SIRE non sono uno strumento definitivo, perchè possono essere all’occorrenza trasformati facilmente in una moneta a corso legale. Hanno un maggiore impatto rispetto ai MInibot, perchè verrebbero realizzati in versione metallica, cartacea ed elettronica. E non hanno bisogno del sistema bancario. Ti dice niente?

          • Hito

            Si, che la bilancia commerciale torna in passivo e in più l’elite avrà ottenuto la moneta elettronica… giusto per abituarci fino a quando vorranno togliere gli altri tipi.

          • DesEsseintes

            Ma guarda che è strana sta cosa…

            Allora: dici che non si può uscire dall’euro tanto facilmente.
            Perché? Perché – scrivi giustamente – per prima cosa ti chiudono i rubinetti del sistema bancario come in Grecia.

            Di conseguenza: la UE o i poteri forti dietro la UE usano l’euro come strumento di dominio politico economico. Non possono rinunciare a cuor leggero al loro strumento di dominio.

            Dopodiché cosa proponi?

            Cito:

            “Prima ricreiamo un minimo di armi a disposizione dello Stato, poi individuiamo i punti deboli del nemico e solo dopo si combatte, cioè si esce dall’euro.”

            E nel frattempo immagino che ti aspetterai che la UE ti aiuti a farlo.
            Magari con dei finanziamenti…

            “Ecco signor Conditi, voglia cortesemente accettare questo nostro modesto contributo di dieci milioni di euro in modo che lei possa mettere a punto le nuove armi con cui lo Stato Italiano e in seguito gli altri dell’Unione ci faranno al guerra sconfiggendoci e portandoci tutti a una nuova Norimberga”

            Ma credi che siano scemi che non capiscono cosa rischia di metterli in pericolo?
            Se ti chiudono i rubinetti in caso di uscita dall’euro ti impediranno sul nascere qualsiasi altra cosa che potrebbe minacciarli.

            E ATTENZIONE: non è che sto dicendole io queste cose, le sta dicendo Fabio che avverte della impossibilità di uscire dall’euro, della impossibilità di affrontare i carrarmati con la fionda e poi suggerisce dei metodi ancora più inoffensivi della fionda.
            Ossia tradotto: “Non possiamo combattere contro i carrarmati quindi…inventiamoci un piano sufficientemente lungo da realizzare che ci giustifichi ancora per qualche tempo per il fatto che non ce la sentiamo di andare contro i carrarmati”.

            Il generale inverno…in tempi di riscaldamento globale… 😀

            Ragazzi o capite che deve nascere una opposizione “ideologica” e “politica” alla UE ossia che dovete parlare di “ideali”, di “lotta”, di “opposizione”, di “disobbedienza civile” e SOPRATTUTTO della necessità di sacrificarsi in nome di questi nuovi ideali o state solo chiacchierando.

          • dadafari

            l’importante è creare la disponibilità preventiva di mazzi di fiori da mettere nei cannoni dei tank.. sennò non si va da nessuna parte… chiacchere per chiacchere e zucchero a velo

          • Spero siano mazzi di fiori che impediscano l’uscita del proiettile, se provano a sparare …

          • permaflex64

            We Come in Peace https://youtu.be/x-2VmohG_Pk via @YouTube 😀

          • dadafari

            se son tanti abbastanza, non c’è legge fisica che tenga.. e poi basterebbe metterli anche nei proiettili… sarà la creatività ad averla vinta, siempre

      • Natalino Pedelini

        Ma per favore…… L’euro non è una moneta ma solo un accordo di cambi fissi…… Il divorzio BDI Tesoro risale al 1981, non c’entra nulla il controllo…. Riprendendo la leva monetaria permetterà alla nuova moneta di svalutare o rivalutare….rispetto alle altre monete…. Avendo adottato l’Euro l’unica strada per migliorare la nostra produttività è stata quella di svalutazione dei salari…. ergo aumentare la disoccupazione

  • Ronte

    “La mierda è siempre mierda”, dal film “Vamos a matar companeros”.
    Trovare una soluzione alla crisi? Spazzare via la mierda, alias ‘Sistema Capitalista’…Diversamente è solo chiacchiera da salotto!

    • Sono d’accordo, ma per spazzare via la “mierda” serve un metodo “pulito”, che tolga alimentazione al “Sistema Capitalistico-finanziario”, altrimenti ci sporchiamo solo le mani …

      • DesEsseintes

        😀 …e dai Fabio…ma davvero hai paura di sporcarti le mani?

        Guarda che è proprio quello che dobbiamo fare…sporcarci le mani…poi uno se le lava, sai?…

        Boh…evidentemente c’è stata una mutazione antropologica…non sono mica sicuro che abbiamo lo stesso DNA di prima…

        • Io sono un ingegnere, non amo impastare il cemento, analizzo e studio soluzioni, faccio calcoli e verifico che ciò che ho progettato sia realizzabile, stia in piedi e raggiunga lo scopo.
          Non ho mai avuto bisogno di sporcarmi le mani … e non lo ritengo necessario.
          Fuori di metafora, finchè si possono usare la carte e le azioni legali, queste sono le soluzioni che preferisco.
          Combatto solo se necessario. E se uno vuole combattere davvero, non lo annuncia pubblicamente a tutti …

          • DesEsseintes

            E me ne sono accorto, caro amico.

            È per questo che ti dico che:

            1) non concluderai nulla

            2) che nessuno ti seguirà (per “nessuno” intendo la costruzione di un consenso che sia pesante dal punto di vista dei numeri)

            Dopodiché come ti ho detto varie volte apprezzo le tue idee, le tue intenzioni e il tuo impegno divulgativo che sono cose molto importanti.

            Ma sul piano pratico siamo al sotto zero assoluto a causa del solito vecchio difetto della media borghesia con antico DNA socialdemocratico.
            Lo stesso di cui parla Marx nel 18 brumaio, libro non di filosofia ma di storia, breve e interessantissimo.

          • Conosco e rispetto la tua opinione, ma tu non sai niente di ciò che stiamo facendo aldilà di ciò che raccontiamo in questa sede.
            Potresti vedere solo la punta di un iceberg …

          • DesEsseintes

            Me lo auguro vivamente.
            Sulla punta dell’iceberg che vedo però hai scritto una frase pazzesca, che mi aspettavo, ma che ostinatamente speravo di non dover leggere:

            “Io sono un ingegnere, non amo impastare il cemento[…]
            Non ho mai avuto bisogno di sporcarmi le mani …”

            E’ come se ti fossi calato le braghe per farmi vedere come stai in mutande… 😀

            E’ che io però non te l’avevo chiesto di metterti in mutande, capisci?

            Ma ovviamente se tu capissi quello che sto dicendo adesso non avresti scritto quella cosa prima…

            Mi auguro che i nove decimi sommersi siano diversi altrimenti davvero, nonostante le idee buone e condivisibili (ribadisco: idee sono buone e condivisibili), sareste completamente inutili.

            La cosa buffa è che sono l’unico che si scandalizza di certe cose.
            Dico sempre che siamo nel mondo dei sordi ma evidentemente cominciano anche a diventare ciechi.

      • Ronte

        Non può esistere un metodo pulito…Il male infetto degenerativo ha bisogno di un intervento chirurgico: Educare il popolo oppresso e schiavizzato all’unica soluzione, la Rivoluzione proletaria! Teorizzata, organizzata, sviluppata…

    • Lorenzo

      amen

  • Grandepuffo

    Però o Keynes, piena occupazione con intervento statale, o hayek, reddito di cittadinanza.
    Bisognerebbe essere chiari.

    • Glock

      Piena occupazione con intervento statale, pieno stato sociale, reddito di cittadinanza universale e incondizionato quando il lavoro viene automatizzato.

      • Grandepuffo

        Sono d’accordo, sarebbe la giusta soluzione, ma sarà dura arrivarci.

      • dadafari

        credo che nella favolina ti sia dimenticato anche “uso della forza” e “Grande Puffo presidente”

      • MarioG

        E pure una bella lex frumentaria no?

      • Questo è l’obiettivo, ma serve la piena sovranità monetaria, altrimenti non è realizzabile.

      • panchis

        Penso che prima di anche prendere solo in considerazione il reddito di cittadinanza ce ne sia di lavoro in abbondanza per non farlo.
        Il lavoro viene progressivamente automatizzato, vero, ma c’é tutta una miniera di lavoro disponibile che non si prende mai in considerazione: oltre alle grandi opere, ferme da decenni (pensate solo a un mega progetto di torri eoliche lungo tutti gli appenini, dalle alpi alla sila, con conseguente affrancamento dal petrolio, almeno per quello che riguarda l’energia elettrica, e abbattimento del costo della stessa a livelli inimmaginabili oggi, per esempio), ci sono tutti i servizi alla terza etá (se non erro il 50% del paese ha piú di 56 anni), le opere di bonifica del territorio, immense… tutte cose che ovviamente il mercato privato non fará mai.

        • dadafari

          credo ti interesserebbe anche l’articolo sul forum ( segui i link) sulla dorsale appenninica coinvolta dal terremoto.. ci faranno uno dei più grandi gasdotti europei, un rilancio economico silenziato sembra..

      • Tizio.8020

        Ah beh, allora meglio il “Pane & Figa per tutti” del cavaliere!!!

  • Sandrokan

    Io avrei una 13esima domanda, forse stupida:
    “Come è possibile che i soldi dati dalla BCE alla Banca d’Italia, privata al 95%, si trasformino in debito pubblico al 100%?”

    • Ci sono una serie di inesattezze nella domanda. La BCE fornisce il denaro solo alle banche (banconote e LTRO) e ai mercati finanziari (QE). Lo Stato ha rinunciato da tempo ad esercitare la propria sovranità monetaria ed ha deciso di finanziarsi solo con l’emissione di titoli di stato, che sono collocati sui mercati finanziari e quindi il denaro proviene da lì, e non dalla BCE. Ma è sostanzialmente moneta elettronica bancaria creata dal nulla dal sistema bancario, quello sì davvero privato in Italia. Che per inciso riceve il denaro dalla BCE a tasso negativo dello 0,40%. Una follia …

      • Sandrokan

        Grazie per la risposta, ma quindi, quando sentiamo che la BCE ha dato tot. miliardi di € all’Italia, quella cifra non va ad aumentare il debito “pubblico”?

        • La BCE non può dare alcun denaro allo Stato per l’art.123 del TFUE.
          Al massimo ha prestato soldi alle banche con i vari LTRO …

      • Deheb

        Gli stati hanno sempre emesso titoli di stato per finanziarsi, da secoli, ed erano perennemente indebitati, le guerre costavano e tasse e diritti di signoraggio non coprivano le spese. Questo è il motivo per cui è nata la banca d’inghilterra, la prima banca centrale. Hanno tolto la facoltà di emettere moneta da parte del sovrano per darla ad una banca (privata).
        Il denaro la bce lo presta allo 0,25% (marginal lending facility), è il deposit facility allo -0,4%

  • Annibale Mantovan

    Boh…dico solo boh…poi aggiungo che il fatto che siano le banche private ad emettere moneta attraverso il debito privato garantito da ipoteche è un abominio economico e sociale, non sta nè in cielo nè in terra. Demenzialità umana. Rifletto: se lo capisco io che sono un contadino mezzo rimbambito diplomato ragioniere 35 anni fa come fanno a non capirlo gli altri odierni economisti brillanti? …studiosi sull’ economia all’ infinito? Boh…io penso che delegare le banche private a sostituirsi allo stato sulla moneta significa che le banche stanno diventando un nuovo STATO. Come può essere? allora penso che ci deve essere qualcosa altro sotto e mi faccio delle domande: un complotto per fare andare male le cose?…uhm… che gli azionisti VERI delle banche vogliono RUBARE nel lungo termine le proprietà degli italiani causando una crisi? Storicamente le grandi ricchezze passano sempre di mano dopo una crisi…E’ l’ idea che mi sono fatto io.
    Andrebbe in questa direzione l’ EURO. Che centra l’ Euro? L’ Euro non è una moneta comune. Dopo 17 anni dalla sua istituzione noi tutti possiamo dire che il nuovo euro assomiglia tanto al vecchio marco, forse è anche peggio! l’ Euro…il secondo abominio economico! Come si fa ad emettere una stessa moneta con corso legale per popolazioni con CULTURE economiche diverse? Se il cittadino tedesco o nord Europa, luterano protestante, STORICAMENTE onora il proprio debito al 99% mentre il cittadino greco (o sud Europa ), con tutto il rispetto, al 70% secondo il popolare detto: “chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, scurdammoce o passato…”. Come facciamo ad imporre loro una stessa moneta il cui valore è basato sul debito privato? E’ come mettere i germi di un CANCRO sull’ economia! E’ chiaro dunque come il sole che: ipotesi 1) stiamo vivendo un incubo partorito da menti drogate e malate; ipotesi 2) c’ è effettivamente un piano delle banche per fregare i greci ed i cittadini tutti! Cosa si deduce alla fine? Che chi controlla le banche vuole arrichirsi all’ infinito SOSTITUENDOSI allo stato e rubando legalmente le proprietà dei cittadini nonchè le proprietà degli stessi vecchi STATI! SCAMBIANO NUMERI VIRTUALI SU UN COMPUTER con IPOTECHE VERE. Finirà che cancelleranno i numeri e resteranno le ipoteche. E’ quello che sta succedendo in Grecia ed in parte anche in Italia. RICETTA FINALE: estirpare finche si può il cancro, raspando attorno. Queste banche devono fallire, non fallimento finto come BPVI o MPS, intendo portare i libri in tribunale e licenziare i dipendenti…SUBITO! Sono marce fino al midollo a cominciare da B. Italia e BCE.. Sui banchieri con stipendio superiore ai 100.000 euro l’ anno adotterei misure STALINIANE ! Un occhio di riguardo per i grandi azionisti (gli ideatori del sistema)…fino ai parenti di 5° grado!

    • Hai centrato il problema Annibale, ricorda solo che questa enorme sottrazione di ricchezza non è destinata alle banche, che vengono tenute sempre sull’orlo del fallimento per ricevere anche l’aiuto dello Stato, ma a chi le controlla.
      Le banche sono solo uno strumento in mano a quella piccola percentuale di privilegiati che controlla il mercato finanziario, altra enorme idrovora di denaro.
      Ci costringono ad usare il credito bancario per i pagamenti come fosse una moneta, ed i risparmi siamo costretti a dirottarli sui mercati finanziari.
      Che fine ha fatto l’art.47 della Costituzione ?

      • Annibale Mantovan

        Il risparmio è l’ altra grande vittima di questa situazione poichè è SVUOTATO del suo valore storico. Il risparmio non serve più per mantenere e sviluppare l’ economia locale intermediato da una sana gestione bancaria. Esso, con la moneta creata dal debito, è diventato inutile e viene dirottato secondo i desideri della finanza in QUALSIASI titolo. Per questo motivo può benissimo finire in titoli carta carta igenica. Il popolo è quindi CORNUTO e MAZZIATO. L’ economia c’ ha il TUMORE!!! Il cerchio si chiuderà quando le banche saranno costrette a “sanare” i bilanci liquidando enormi pacchetti di “crediti inesegibili” garantiti da ipoteche per pochi centesimi….COMPRERANNO GLI OLIGARCHI…GLI ARISTOCRATICI…I GIUDEI…chiamateli come vi pare! La torta è quella lì!…ma …è tanto difficile capirlo?

  • Antonello S.

    “Ma perchè allora si crea denaro solo per le banche ed i mercati finanziari ?”

    Però alla domanda più importante non hai risposto…(sono ironico)

  • riefelis

    Un altro quesito.
    Immettendo tutta questa quantità di moneta non si ottiene come effetto immiediato e prevalente la diminuzione di valore della moneta e innalzamento nominale dei prezzi (inflazione da eccesso di moneta)?

  • marcocolli

    Consiglierei qualche ulteriore confronto e approfondimento in:
    http://www.retemmt.it/

  • Primadellesabbie

    Gentile Conditi, vorrei illustrasse, a proposito dell’argomento al punto 1: quali caratteristiche ha il denaro “creato” dalle banche attraverso i prestiti, in presenza di regime aureo e quali quando privo di questa relazione.

    • Le banche hanno sempre potuto creare denaro dal nulla con i prestiti, ma rispettando il vincolo della riserva obbligatoria fissata dalla legge. La riserva obbligatoria è il quantitativo minimo di moneta definita a corso legale, sia essa in oro, altri metalli o cartacea. Nel regime aureo la moneta a corso legale aveva un qualche rapporto di cambio con l’oro, o con il dollaro, dopo Bretton Woods, che era l’unico cambiabile in oro. E la riserva obbligatoria fino al 1993 è stata pari al 17,5% in Italia. Ma dal 1971, avendo la moneta a corso legale perso il suo rapporto di cambio con l’oro, è diventata completamente fiat, cioè senza alcun valore intrinseco. E quel che è peggio, progressivamente la riserva obbligatoria in moneta a corso legale è stata progressiva mente ridotta fino all’attuale 1%. Quindi non solo la riserva obbligatoria oggi è quasi nulla, ma è rappresentata da moneta senza alcun valore intrinseco.

      • Primadellesabbie

        La mia domanda era rivolta a cercare di capire se ci siano degli effetti peculiari che contraddistinguano la presenza di moneta “creata” dalle banche con le aperture di credito, in assenza di legami con il metallo aureo o con monete legate a questo e dei limiti ‘naturali’ che ne conseguono o di regolamenti o restrizioni, come dicevo, imposti da banche centrali o altre autorità.

        • DesEsseintes

          È una domanda molto interessante e aspetto anch’io la risposta.
          A mio avviso un regime aureo diminuisce la disponibilità di denaro quindi favorisce le élite rispetto alle masse e alle classi medie.
          Un regime argenteo, sempre se ho capito bene, sarebbe piu democratico.
          Per quanto riguarda la creazione di denaro secondo alcuni la banca centrale dovrebbe averne il monopolio non quindi le banche private.
          Sono problemi sui quali sarebbe molto utile che qualcuno esperto si dilungasse con qualche spiegazione.

        • Rispondo sia a Primadellesabbie che a Desesseintes.
          La differenza tra il denaro creato dalle banche nei due regimi, si chiama “potere monetario”, cioè in soldoni la capacità di moltiplicare il denaro che creandone di nuovo.
          Questo potere è relativamente basso se per creare denaro ho bisogno di oro ed in percentuali consistenti (in genere non superiore a 1/2 volte l’oro posseduto), mentre è elevatissimo se non ho bisogno di oro, ma solo di semplice moneta a corso legale ed in quantità minime (oggi l’1%, pari a circa 100 volte i contanti posseduti). E’ per questo che le banche oggi hanno grande potere.
          Neanche gli Stati hanno mai avuto un potere così elevato, perchè hanno sempre creato moneta legata all’oro o di valore facciale relativamente basso, le monete metalliche. I valori alti, cioè le banconote, erano appannaggio quasi esclusivo delle banche.
          Quindi gli Stati e le banche in un regime con l’oro avevano un potere monetario relativamente modesto, comunque maggiore le banche rispetto agli Stati.
          Oggi il potere monetario delle banche è enorme senza quasi più limiti, mentre lo Stato ha rinunciato ad esercitarlo, pur avendolo ancora giuridicamente intatto.

          • Primadellesabbie

            Anche questo mi era chiaro, e comunque ringrazio.

            Nel dopoguerra, fino al ’71, con meno potere e meno disponibilità, la politica, economica e non, ha potuto orchestrare con successo il comportamento delle banche di tutto il Paese in modo da concentrare i rischi, sostenendoli con il risparmio periferico al fine di incrementare il (o dar vita al) triangolo industriale.

            Ci devono essere aspetti che ancora mi sfuggono e non trovo nelle diligenti spiegazioni.

          • La differenza tra prima del 1971 e dopo, risiede in altri fattori che sono stati modificati : l’eliminazione della separazione tra banche commerciali e banche d’investimento (Glass-Steagall Act negli Stati Uniti, riforma bancaria da noi), ma soprattutto l’enorme sviluppo delle economie finanziarie, che oggi assorbono più del 90% di tutto il denaro creato. Quindi si crea molto più denaro, ma viene destinato principalmente all’economia finanziaria, mentre prima se ne creava meno, ma sotto il controllo dello Stato e veniva utilizzato quasi esclusivamente per l’economia reale, creando sviluppo economico.

          • Primadellesabbie

            D’accordo, forse possiamo dire che, nel nostro Paese, le banche d’affari hanno messo le mani sulle altre, con quel che ne é conseguito, nonostante alcune di queste ultime presentassero bilanci invidiabili, o probabilmente proprio per questo.

            Siccome credo impossibile, volendo conservare il livello di libertà che tutti noi auspichiamo, spegnere l’interruttore ed oscurare le banche d’affari, le ho posto i precedenti quesiti per capire se emergesse materiale atto a poter immaginare un doppio binario a prova di interferenza.

            Devo confessare che, in contrasto al trend prevalente su CdC, non vorrei vedere sfasciarsi l’Europa e rinascere gli isolazionismi, specialmente se invocati dal basso.

          • Deheb

            “L’economia finanziaria” è sempre esistita, non è stata inventata dopo il 71.
            “utilizzato quasi esclusivamente per l’economia reale” questa è una supposizione personale, la crisi del 29, ad esempio, non è economia finanziaria? e c’entra poco con l’economia reale (tranne le ripercussioni).
            l’eliminazione della Glass-Steagall è del 1999 (per volere di Citibank), un pò lontana dal 71 per darla come differenza tra il prima e il dopo
            Il potere monetario è indifferente tra sistema aureo e sganciato, cambia l’emittente, i problemi legati alla quantità di emissione sono sempre stati “elusi”

          • DesEsseintes

            E’ spiegato in “The global Minotaur” di Varoufakis.
            Per dare un accenno copincollo da Wikipedia e da un colloquio di V con Chomsky

            “The global plan dissolved around 1971 as a result of the rising costs of the Vietnam War and domestic social programs transforming the USA from a surplus nation to a deficit nation. The increased quantities of US dollars on the global market gave rise to inflationary pressures and political turbulence that ultimately led to President Nixon announcing in 1971 that the dollar would no longer be convertible to gold, bringing about the end of the Bretton Woods era.[5] As the global plan fell apart America took on the role of a ‘Global Minotaur’. America was now a deficit nation with a significant trade and budget deficit, which it was able to maintain due to the flow of capital from the world’s surplus nations into Wall Street.[6]
            To explain why capital was invested in America in this way, Varoufakis outlines four ‘charismas’ of the Minotaur that compelled the world’s economy to accept America’s new role in the global economy. First the status of the dollar as the world’s reserve currency, and as the currency in which energy was denominated. Second, rising global energy costs due to OPEC-led price increases damaged the competitiveness of America’s economic rivals. Thirdly, cheapened labour in USA in the 1970s saw corporate profits rise and made American companies attractive to investors. Finally, America’s geopolitical might, frequently employed in support of American corporations, again encouraged investment. These factors collectively ensured sufficient capital flight into America to allow it to sustain its new position as a surplus nation, with this flight itself acting as a ‘peculiar’ global surplus recycling mechanism.”

            Cioè il nuovo sistema spostava il denaro verso gli investimenti finanziari.

            “…the end of Bretton Woods, which unleashed banking. Remember, Roosevelt made sure that in the Bretton Woods Conference, which designed the postwar—the first postwar phase between the 1940s and 1971, 1973. He had stipulated that one kind of person should not be allowed into the Bretton Woods conference. You know who these people were. Bankers. Not one banker attended the Bretton Woods Conference and that was at the explicit order of FDR.”

            Dal libro:

            “In short, the US took it upon itself to relegate the periphery, and the Third World in toto, to the role of supplier of raw materials to Japan and Western Europe. The result was a series of coups and wars, which the New Dealers and their successors in government pursued as part of consolidating the Global Plan [cioè ancora prima della fine di Bretton Woods].”

            Sulla UE:

            “as this a form of internationalist altruism at work? Of course not. From 1945 onwards, at the heart of the New Dealers’ thinking lay an intense anxiety regarding the inherent instability of a single-currency, single-zone global system. Indeed, nothing concentrated their minds like the memory of 1929 and the ensuing Depression. If a crisis of similar severity were to strike while global capitalism had but a single leg to stand on (the dollar), the future looked bleak – particularly in view of the significant growth rates of the Soviet Union (whose economy was not susceptible to contagion from capitalist crises). Thus, these same minds sought a safer future for capitalism in the formation of an interdependent network comprising three industrial-monetary zones, in which the dollar-zone would be predominant (reflecting the centrality of American finance and its military role in defending a broader realm within which inputs from the Third World would flow unhindered). To them, this Global Plan was the optimal mechanism design for the rest of the twentieth century and beyond.
            In this context, the notion that European integration sprang out of a European urge to create some bulwark against American Dominance appears to be nothing more than the European Union’s ‘creation myth’.”

            Perché il sistema di Bretton Woods è fallito?

            “It was the lack of any automated global surplus recycling mechanism (GSRM) that would keep systematic trade
            imbalances constantly in check. The American side vetoed Keynes’ proposed mechanism, the International Currency Union, thinking that the US could, and should, manage the global flow of trade
            and capital itself, without committing to some formal, automated GSRM. The new hegemon, blinded by its newfangled superpower status, failed to recognize the wisdom of Odysseus’s strategy of binding itself voluntarily to some Homeric mast. ”

            “Washington thought that global trade imbalances would favour
            America in perpetuity, casting in stone its status as the world’s surplus nation”

            Ma i paesi emergenti avevano altri piani

            ” Ho Chi Minh’s stubborn refusal to lose the Vietnam War, and Lyndon Johnson’s almost manic commitment to do anything to win it, were crucial not only in creating a new capitalist region in the Far East, but also in derailing the Global Plan. The escalation of the financial costs of that war was to be a key factor in the Plan’s demise [dove il Plan è il sistema di Bretton Woods. E c’era stata anche la costosissima guerra in Corea. Con il gold standard i soldi erano necessariamente limitati]”

            Qui c’è la chiave. Tieni presente che il sistema del dopoguerra era che gli USA reinvestivano il surplus in Europa (Germania in primis) e Giappone.
            Dopo la fine di Bretton Woods bisognava organizzare un sistema inverso (a beneficio degli USA, naturalmente)

            “Recalling that the new aim was to find ways of financing the US twin deficits without cutting US government spending, or increasing taxes, or reducing US world dominance, American policy makers understood that they had a simple task: to entice the rest of the world to finance the USA’s deficits. But this meant a redistribution of global surpluses in favour of the United States and at the expense of the two economic zones it had built around Germany and Japan. There were two prerequisites for the planned reversal of global capital flows, which would see the world’s capital stream into Wall Street for the purpose of financing the expanding US twin deficits:

            (a) improved competitiveness of US firms in relation to their German and Japanese competitors, and

            (b) interest rates that attracted large capital flows into the United States.

            The first prerequisite could be achieved in one of two ways: either by boosting productivity in the United States or by boosting the relative unit costs of the competition.
            For good measure, the US administration decided to aim for
            both
            . LABOUR COSTS WERE SQUEEZED with enthusiasm and, at the same time, oil prices were ‘encouraged’ to rise. The drop in US labour costs not only boosted the competitiveness of American companies, but also acted as a magnet for foreign capital that was searching for profitable ventures.
            Meanwhile, as oil prices rose, every part of the capitalist world was adversely affected.
            However, Japan and Western Europe (largely lacking their own oil) were burdened much more than the United States.

            Meanwhile, the rise in oil prices led to mountainous rents piling up in bank accounts from Saudi Arabia to Indonesia, as well as huge receipts for US oil companies.
            All these petrodollars soon found their way to Wall Street’s hospitable bosom. The Fed’s interest rate policy was to prove particularly helpful in this respect.
            Turning to the second prerequisite, money (or nominal) interest rates jumped from 6 per cent, where the Global Plan’s final years had left them in 1971, to 6.44 per cent in 1973 and to 7.83 per cent the following year. By 1979, President Carter’s administration
            had begun to attack US inflation with panache. It appointed Paul Volcker as Fed chairman, with instructions to deal decisively with inflation. His first move was to push average interest rates to 11 per cent.
            In June 1981, Volcker raised interest rates to a lofty 20 per cent, and then again to 21.5 per cent. While his brutal monetary policy did tame inflation (pushing it down from
            13.5 per cent in 1981 to 3.2 per cent two years later), its harmful effects on employment and capital accumulation were profound, both domestically and internationally.
            Nevertheless, the two prerequisites had been met even before Ronald Reagan settled in properly at the White House.
            A new phase thus began. The United States could now run an increasing trade
            deficit with impunity, while the new Reagan administration could also finance its hugely
            expanded defence budget and its GIGANTIC TAX CUTS FOR THE RICHEST AMERICANS.

            [Qui traduco io] L’IDIOLOGIA ANNI 80 DELLE POLITICHE DAL LATO DELL’OFFERTAECONOMICS (politiche economiche dal lato dell’offerta ossia che privilegiano la produzione cioè l’offerta piuttosto che il salario quindi la domanda), IL SOPRAVVALUTATO TRICKLE DOWN EFFECT (per cui se guadagnano i ricchi guadagneranno automaticamente anche i poveri), I TAGLI SENZA SOSTA DELLE TASSE, IL DILAGARE DELL’IDEOLOGIA DELL’AVIDITA’ COME FORMA DI VIRTU’ ETC – TUTTE QUESTE FURONO LE ESORBITANTI MANIFESTAZIONI DEL NUOVO PRIVILEGIO AMERICANO: POTER ESPANDERE I DUE DEFICIT QUASI SENZA LIMITI GRAZIE ALL’ARRIVO ININTERROTTO DI CAPITALI STRANIERI.
            LA NUOVA EGEMONIA AMERICANA AVEVA INIZIATO IL SUO CORSO.
            IL REGNO DEL MINOTAURO AVEVA INIZIO”

            In sostanza ripeto, il nuovo sistema spingeva gli investitori al profitto mordi e fuggi per poi approdare all’investimento finanziario tout court a scapito di quello produttivo.

          • Primadellesabbie

            Credo sia fuori posto, trovo il Minotauro solo adesso, ho letto. Grazie.

            Ma veramente i programmi sociali ?

            Scopro alcune cose che però non mi sorprendono, come i banchieri fuori per volontà di Roosevelt.

            Certo, i costi della guerra in Corea, e poi in Vietnam, ma si erano “fatti” l’impero inglese, l’Europa ed il Giappone, e poi Seul e Taiwan.

            Adesso poi, che anche i più ingenui sanno quale affare ci sia dietro il distruggi ed “aiuta” a ricostruire…

            Non sarà che gli é costato armarsi (con il paravento della guerra fredda) per poter continuare a dominare dopo essersi sganciati dall’oro…Nixon era uno di lungo corso.

            Pare quasi siano stati costretti a seguire questa strada.

          • DesEsseintes

            È difficile da capire come dal mindset keynesiano del dopoguerra si sia passati alla finanziarizzazione estrema attuale.
            Non so se tratti solo di processi storici impersonali.

  • riefelis

    Grazie. Bisogna dare ampia diffuzione a queste idee.

  • dadafari

    bravo e grazie Fabio, continua cosi!
    purtroppo non molti hanno capito cosa significa essere deboli e non rispettare i trattati. la credibilità è un optional ormai per i più.

  • DesEsseintes

    “Domani mattina arrivo al Governo e con un decreto legge le rendo attuative senza chiedere niente ad alcuno.”

    Ma dai…

    Voi credete davvero che le cose si realizzano se l’idea sottostante è buona.
    Certo che se non vi convince nemmeno il fatto che quello di cui parlate non è già successo e la gente non lo vuole c’è poco da fare.

    Se vuoi capire quello di cui parlo guarda questo film di Jospeh Losey che racconta del processo a Galileo Galilei, sul testo dell’opera tetarale di Bertolt Becht

    Parte I

    https://www.youtube.com/watch?v=cXg6RIP-uvw

    Parte II

    https://www.youtube.com/watch?v=nL0z5UP0h90

    Stessa storia.
    Galileo che dice che le sue idee siccome sono “giuste” verranno certamente accettate…alcuni gli spiegano che anche se è scienza in realtà si tratta di una lotta politica…lui non lo capisce…alla fine è costretto all’abiura e si ritira mestamente nelle sue elucubrazioni scientifiche che per un attimo erano diventate istanze di libertà ma che ormai non significano più nulla per nessuno se non per il potere che le ha depotenziate e se ne è impadronito.

    • Galileo sarò stato anche costretto all’abiura, ma le sue idee hanno alla fine vinto. Qui stiamo parlando della realizzazione di una riforma di un sistema monetario che va avanti da 4.000 anni, ed in tanti hanno provato a cambiarlo. Forse questa è la volta giusta …

      • DesEsseintes

        E dai…Fabio possibile che se uno dice una cosa un pelino fuori dai binari non riesci ad accettarla?

        L’opera di Brecht è molto bella e giustamente famosa perché esprime una tesi politica molto proginale, non si tratta della solita agiografia per cui la conoscenza alla fine vince e siamo tutti contenti.
        Secondo Brecht la conoscenza ossia la “verità” DIVENTA ISTANZA DI LIBERTÀ SOLO SE È IL POPOLO A PRODURLA E A RIVENDICARLA altrimenti quella stessa identica verità diventa proprietà del potere e si trasforma in strumento di dominio, sfruttamento e oppressione.
        QUINDI: Brecht fa dire ai suoi personaggi alla fine dell’opera che la teoria eliocentrica (la Scienza, in generale) PER UN ATTIMO era diventata istanza di libertà ed emancipazione ma che a causa della incomprensione dell’aspetto politico e ideologico da parte di Galileo si era definitivamente depotenziata e il potere ne aveva fatto l’ennesima arma per implementare la propria egemonia.

        Mi dici perché “domani” non vai al governo per rendere le tue proposte attuative?

    • dadafari

      grazie dei link, comunque Galileo mi sembra ne sia uscito vincitore, in prospettiva..

      • DesEsseintes

        Ma prima di parlare perché non ti vedi il film?
        C’è in inglese (originale), in spagnolo e con i sottotitoli in spagnolo, forse anche in inglese.
        Se poi sai il tedesco trovi diverse edizioni dell’opera ripresa in teatri germanici.

        Brecht non era un poeta ma aveva un suo talento letterario, la sua originalità sta nel fatto che le sue tesi politiche sono molto controcorrente e per molti aspetti valide ancora oggi.

        Tanto per dire, a me piace più Galielo che l’Opera da Tre Soldi.
        Peccato, veramente peccato, che l’attore che impersona Galileo, l’israeliano Topol, non c’entri una mazza di una mazza con un toscano del seicento.
        Ci sono certe scene di lui con i mercanti veneziani o con i prelati romani che se fatte bene potevano essere a loro modo spettacolari.
        Invece si vedono solo dei signori americani in costume e pazienza…ma il film merita.

        • dadafari

          dicevo rispetto alla storia, cmq te ghe rasun 🙂 appena torno a casa ( prox settimana ) lo guardo super volentieri, le riflessioni che hai fatto mi piaciono molto e brecht pure, sto facendo un po di trolling da spiaggia, perchè non posso fare il bagno, ho la maledizione nelle vene.. sopportatemi cosi

          • DesEsseintes

            Mi spiace vecio…mi auguro almeno che qualche bevuta te la consentano…in quel malaugurato caso sentite condoglianze davvero… 😀

          • dadafari

            nostralino doc fresco.. 😉 senno avevo la verve dello struzzo

  • gix

    Sono d’accordo con tutte le argomentazioni riportate nei punti esposti, e voterò senz’altro chiunque abbia il coraggio di proporre politiche economiche sociali che ne tengano conto in maniera chiara e decisa. So che questo creerà le premesse in Italia per una guerra sottobanco, in un mondo dove gli attentati vengono fatti ad hoc, quà e là, quando serve e dove serve, per costringere chi sgarra a riallinearsi al programma stabilito. Questo comporterà sicuramente compromessi, ma ben venga qualsiasi trattativa con chiunque, purchè su nuove basi. Bisogna riconoscere, come dice Barnard (quando ancora era quello autentico) che la questione della riappropriazione da parte dello Stato della sovranità e delle politiche economiche, monetarie e sociali è prioritaria su qualsiasi altra cosa. Il lavoro, i migranti, la demografia, i servizi sociali ecc, sono tutte cose, pur importanti, che possono essere risolte solo dopo aver assicurato la sovranità dello Stato. Fra i tanti problemi da affrontare per un cambio di sistema di tale portata, ce ne sono alcuni determinanti e prioritari su base generale.
    – prima di tutto bisogna convincere la gente a riappropriarsi della politica, del principio di partecipazione in qualunque contesto, non solo a livello di voto e di informazione. Se in Italia continua a crescere la generica idea di astensione dalla politica, purtroppo siamo fottuti; sarebbe già un successo se una minoranza consistente cominciasse a prendere piede in questo senso.
    – In secondo luogo bisogna fare piazza pulita della attuale classe politica, con mezzi ovviamente leciti, perché una rivoluzione, al momento attuale, anche se teoricamente possibile, non è ragionevolmente praticabile. Per fare piazza pulita purtroppo ci vorrà del tempo, ma non è detto che qualche scossa non possa accelerare il processo.
    – In terzo luogo, non è più tempo di parlare di politica economica, sovranità e concetti del genere, tenendoli separati da un programma politico che sia esplicitamente adottato e diffuso da forze politiche ben individuabili. Economia e politica non possono più procedere separatamente.
    – Abbiamo capito che non è tanto l’euro, che in fondo è una moneta stampabile come tutte, che impedisce tutto questo, ma è quello che c’è dietro, ovvero accordi a livello europeo che limitano la sovranità e lo spazio di movimento dello Stato. Quindi occorre decidere: o si rimane in europa, ma ci si chiude in un conclave con i rappresentanti europei e si butta la chiave fino a che non si trovano nuove soluzioni più favorevoli per l’Italia, oppure, se non ci sono margini di trattativa, cominciare a minacciare una specie di italexit.
    Ovviamente le cose da fare sono molte altre, si vedrà…

    • Pfefferminz

      Gix, è tutto condivisibile quello che scrivi, ma non puoi, a un certo punto, dire “Abbiamo capito che non è tanto l’euro, …”, perchè l’euro è il MEZZO attraverso il quale “la sovranità” e “lo spazio di movimento dello Stato” vengono limitati. L’euro, secondo me, agisce per conto suo e esplica la sua azione deleteria, non può funzionare, tanto è vero che sono tanti gli economisti che ne preconizzano il crash. Adesso stanno solo aspettando l’esito delle elezioni in Germania. Dopo queste elezioni faranno di tutto per stabilizzare l’euro, probabilmente con gli eurobonds, la condivisione del debito, con l’istituzione di un ministro delle finanze europeo o cose del genere. Ma noi italiani siamo in trappola, anche se i Paesi più ricchi si accolleranno parte del nostro debito. Se non si esce dall’euro, il nostro destino è segnato (preferirei sbagliarmi).

      • gix

        Chiaramente l’euro è stato usato come uno strumento per ingabbiare l’Italia ed asservirla alle politiche europee, e nel dubbio, con questa europa, è sicuramente meglio uscire da tutto, anche dall’euro. Ma non bisogna dimenticare, come tu stesso dici, che si tratta di uno strumento, ovvero di un qualcosa che presuppone a monte le regole per il suo utilizzo. Per assurdo, un’Italia libera da trattati e con sufficiente autonomia monetaria, potrebbe stampare tutti i soldi che vuole in moneta propria e comprarci tutti gli euro che vuole. In teoria ovviamente, perché una cosa del genere destabilizza l’intero mondo finanziario e anche oltre; ci potrebbero dichiarare guerra….

        • dadafari

          non puoi più dichiarare guerra per futili motivi.
          falsi si, futili no

          • permaflex64

            E la guera di troia almeno che non si ammetta che elena fosse un bene pubblico nel qual caso…

        • Pfefferminz

          L’Italia “potrebbe stampare tutti i soldi che vuole in moneta propria e comprarci tutti gli euro che vuole” La prima parte della frase è corretta, nulla vieta ad uno Stato sovrano di stampare moneta; la quantità totale di moneta stampata deve essere in relazione con un controvalore (la ricchezza del Paese, beni e servizi, potenzialità economica). La seconda parte della frase non mi sembra giusta ; se leggi gli altri commenti, vedi che alcuni dicono che potrebbe verificarsi la non convertibilità della valuta nazionale. Anche nel caso in cui essa fosse convertibile, bisogna vedere quale è il suo valore. La quantità

  • dadafari

    il problema non è anche che se lo stato ripagasse il debito, le banche si troverebbero con una liquidità in surplus? cioè sarebbe il debito ripagato che svaluterebbe il debito stesso..praticamente gli crollerebbe addosso? forse una strategia sarebbe proprio quella di arrivare a questo, anche con “derivati” privati. oltretutto bisognerebbe capire quale sarebbe la sede di certi arbitrariati tra stati e bankster.

  • XL

    Molti commenti rivelano l’impreparazione generale dei commentatori.
    Sanno qualcosa di moneta ma non sono capaci di collegarla alle conseguenze e alla situazione economica.
    Non ha senso parlare di moneta senza riferirla al sistema economico in cui circola.
    Ora una moneta autoctona,che si libera dalle regole della comunità internazionale diventa non-convertibile e gli scambi esteri rallentano (quando non vengono bloccati del tutto dagli usurai internazionali come forma di ritorsione).
    Allora una moneta indipendente ha successo in uno Stato AUTOSUFFICIENTE (non dico autarchico, ma moderatamente autosufficiente per tutte le attività di base).
    Oggi l’Italia è lontanissima dall’autosufficienza e quindi ha bisogno di un periodo di transizione per: -ricostruire il comparto industriale
    -stipulare alleanze internzionali con patner benintenzionati, magari facendo viaggiare i flussi di import/export in camera di compensazione per aggirare l’ostilità bancaria
    -rilanciare il settore agricolo e agroalimentare devastato dalle politiche UE
    -rimpatriare qualche centinaio di migliaia di cittadini che hanno messo a frutto le loro competenze all’estero privando il Paese di un supporto tecnico e strategico fondamentale.

    Fatte queste cose uscire dall’euro è una bazzecola e si fa in una notte.
    Come finanziare il programma di ricostruzione? Qui occorrono gli strattagemmi e ne esistono molti validi. Alcuni sono già stati citati, ne aggiungo uno perfettamente legale: una banca di proprietà dello Stato, dove mette le tasse e investe non in titoli ma in una nuova IRI, mentre i depositi a vista vengono utilizzati per pagare i dipendenti (obbligati ad aprire un conto nella banca di proprietà statale). Simile al metodo north Dakota.

    Il problema non sono i metodi ma la volontà politica.

    • permaflex64

      Quello della non convertibilità della nuova moneta è probabilmente il motivo che bloccò Tsipras, certo quando questo tema si prova a porlo ai vari seguaci di Borghi e Bagnai si viene travolti e tacciati “delle peggio cose”.

      I rapporti tra stati si basano sui rapporti di forza quindi in un’ultima analisi sulla soggezione che deve provare l’attore debole, a tal fine le azioni non vengono prese basandosi sulla convenienza economica dato che il profitto stà nell’occupazione e nello sfruttamento del soccombente e non nello stabilire relazioni economiche vantaggiose tra le parti.

      É qui che cadono per esempio le affermazioni di Borghi per cui “la lira iper-svalutata farebbe balzare le vendite delle Ferrari”.

    • Pfefferminz

      Io sono certamente uno dei commentatori impreparati per cui apprezzo il suo interessantissimo post e la ringrazio. Vorrei chiedere se, a suo avviso, sarebbe una buona soluzione la proposta di H.W. Sinn di una Unione Europea “che respira” (“atmende Union”): si dovrebbe dare ai Paesi membri dell’Unione la possibilità di ritornare temporaneamente alla valuta nazionale, in modo di risolvere i problemi interni, sfruttando il dato di fatto che il ritorno alla valuta nazionale darebbe un impulso all’economia. Una volta che il Paese in questione si è “messo in pari” con le economie più forti, potrebbe rientrare nell’Unione.
      Una domanda che riguarda il suo commento: quanti anni servono, secondo lei – all’incirca – perchè l’Italia possa raggiungere quella che lei definisce “autosufficienza” (nel caso in cui ci fosse la volontà politica di seguire tale strada)? Grazie.

  • XL

    Ciò che i neofiti della questione monetaria non capiscono è che la moneta può condizionare pesantemente l’economia in negativo, ma non è sufficiente per condizionarla in positivo.
    Anche il miracolo di Schacht (il boom tedesco nel periodo della grande depressione) si avvalse dello strattagemma monetario (i certificati MEFO) ma si basò sulle agenzie territoriali del lavoro, in cui programmarono intelligentemente le cose da fare e le fecero bene. Se il fine dell’azione economica è sbagliato, qualunque metodo di finanziamento, per quanto buono, non porta a niente.
    “Il valore di una moneta corrisponde alla potenza di lavoro della Nazione” (cit politically incorrect)

    • vocenellanotte

      Finalmente un intervento che condivido pienamente e che fa un po’ di chiarezza. Avevo evitato di commentare perché ogni volta che lo faccio mi rendo conto che sono una voce (nellanotte) fuori dal coro.
      L’idea che l’economia sia regolata da “meccanismi” di cui la moneta è una rotellina, è fuorviante e riduttivo e non aiuta la comprensione. Come mi sembra faccia un certo mi sembra si chiami Bagnai che ha solo lui la ricetta per trasformare il ferro in oro. Patetico.
      Perciò grazie per i tuoi commenti, oggi mi sento un po’ meno solo ….

      • Antonello S.

        Non è per difendere Bagnai, ma lui ha sempre affermato che riavere la propria moneta non è la soluzione risolutiva, ma è la prima condizione sine qua non. Va da se che per riaverla devi avere una classe politica adeguata che dovrà successivamente o contestualmente fare tante altre cosette.

    • DesEsseintes

      Sono d’accordo, prima di tutto è una questione di scelte politiche.

    • Il pieno controllo della sovranità monetaria è una condizione necessaria per avere effetti positivi, ma non sufficiente.
      A breve faremo un articolo dedicato completamente a questo tema : come può essere impiegato e controllato il potere monetario in uno Stato, per fare in modo che produca il massimo degli effetti benefici per tutti e per l’economia reale.
      Per ora stiamo solo cercando di spiegare che con questo sistema, l’economia può solo essere condizionata solo in modo fortemente negativo.

      • XL

        Sia ben chiaro che apprezzo le argomentazioni di Positive Money e del suo presidente Fabio Conditi.
        Sono totalmente schierato per la sovranità monetaria e la proprietà popolare della moneta.
        Ma da una crisi come questa non si esce utilizzando i soli strumenti monetari.
        In particolare una crisi da deflazione non può essere raddrizzata dal mercato, ma solo con una politica dirigista (almeno temporaneamente).

        Rimando a questo articolo che delinea una panoramica generale sul tema moneta-crisi

        http://www.maurizioblondet.it/tutte-le-crisi-crisi-deflazione/

    • Primadellesabbie

      I problemi nascono o si risolvono da come si percepiscono ed intendono i rapporti sociali e la nostra collocazione e finalità esistenziale.

      Chissà che piano, piano…

  • Giorgio Ansan

    Sono perfettamente d’accordo sulla necessità che vi sia una moneta di Stato (biglietti di Stato, stato-note) dato che è l’unica moneta la cui circolazione forzosa ha un fondamento giuridico, a differenza di quella bancaria (biglietti di banca, banco-note) come ho spiegato in questo post
    http://giorgio-ansan.blogspot.it/2013/03/economia-la-moneta-e-il-signoraggio.html
    ma non sarà certamente la moneta di stato a risolvere il problema della crescita economica……

    • Pfefferminz

      La moneta di stato può dare adito a massicci investimenti in infrastutture, dando così un notevole impulso all’economia. Questo dovrebbe avvenire all’interno di un piano di intervento di ampio respiro.

  • dadafari

    il decreto legge non lo puoi usare cosi, caro Fabio. o almeno, dovresti chiedere parere alla corte costituzionale. puntare a trovare i buchi nei trattati mi sembra meglio.