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Conversazione su Costituzione e Moneta con Marco Mori – 2° parte

DI FABIO CONDITI

comedonchisciotte.org

Questa è la 2° parte della conversazione tra me e Marco Mori, sul rapporto che tra Costituzione e Moneta, per offrirla a tutti come spunto di riflessione su un tema cruciale per il nostro futuro.

Qui potete trovare la 1° parte della conversazione :         https://comedonchisciotte.org/conversazione-su-costituzione-e-moneta-con-marco-mori/

Sabato 11 novembre dalle ore 9 alle ore 10 Marco Mori parteciperà alla mia trasmissione radiofonica “Alla ricerca dei soldi” su “Radio 1909”, questo l’evento su Facebook con tutte le informazioni per chi volesse seguirci e fare domande :     https://www.facebook.com/events/1984134898464992/?active_tab=discussion

Canale Italia Notizie Oggi Lineasera del 10/11/2017Venerdì 10 novembre dalle ore 21 alle ore 23 su Canale Italia 53, parteciperò alla trasmissione Notizie Oggi Lineasera, con ospiti Antonio Maria Rinaldi e Luciano Barra Caracciolo. Sarà un evento eccezionale perché per la 1° volta, in 1° serata, si parlerà in una TV nazionale della moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito.

Buona lettura.   Fabio Conditi

 

Fabio – Quello che manca è una conoscenza approfondita dei temi monetari, molte persone ancora pensano che chi crea il denaro lo può fare perché ha l’oro ! Ora, visto che la moneta ha oggi solo un valore convenzionale, le persone devono capire che il soggetto che crea la moneta, ha un potere enorme, perché dà valore a qualcosa che non ce l’ha, sia esso un disco di metallo, un pezzo di carta od una cifra digitata su un conto corrente elettronico. Se vogliamo possiamo anche dare un nome “costituzionale” a questo potere, chiamandolo “potere monetario”, in analogia agli altri tre poteri dello Stato, che sono i poteri esecutivo, legislativo e giudiziario. Come mai i nostri padri costituenti, così attenti alle ripercussioni economiche del loro lavoro, non hanno mai citato questo potere in Costituzione, né hanno provato a regolamentarlo ?

Marco – Lo hanno fatto in realtà. Intanto l’art. 1 assegna la sovranità al popolo, o meglio ne dichiara la sua appartenenza. La sovranità riguarda ogni aspetto della società ergo anche la moneta che non poteva diventare prerogativa unicamente privata. L’art. 47 Cost. poi altrettanto chiaramente assegna alla Repubblica il controllo del credito, che come detto è incompatibile con l’assenza di sovranità monetaria. Anche ex Giudici della Consulta, di quella Consulta ancora non composta in maggioranza da politici, sono chiari sul punto. Pensiamo solo a Zagrebelsky e al suo riconoscimento espresso del ruolo essenziale che ha la Zecca in uno Stato e dell’assurdità dell’idea che gli Stati possano fallire. Lo possono fare solo se hanno ceduto oppure non esercitano appieno la propria sovranità. Sul testo della Costituzione hanno comunque pesato gli accordi di Bretton Woods del 1944. Solo in pochi sanno che fu proprio l’Assemblea Costituente a ratificarli nel 1947, ma lo fece con grande rammarico e disappunto. I nostri Padri erano consapevoli che si trattava di una follia, di una cessione di sovranità agli USA, e tramite essi in definitiva alla finanza che già li controllava completamente allora. L’accettazione di tale cessione fu valutata nei verbali della Costituente come obbligata allora poiché l’Italia, appena sconfitta in guerra, non aveva la forza militare per opporsi. Nonostante ciò comunque scrissero un capolavoro, la Costituzione del ’48 è in grado di consentirci oggi il riscatto della sovranità in ogni momento.

Fabio – Sono d’accordo e fortunatamente il popolo italiano ha dimostrato, con il NO al Referendum Costituzionale di Matteo Renzi, di essere ancora molto legato alla nostra Costituzione. Però secondo me c’è comunque un lacuna che andrebbe colmata, perché il potere monetario non è stato sufficientemente regolamentato e blindato. Dobbiamo fare una campagna per una riforma costituzionale davvero necessaria, che chiarisca una volta per tutte di chi è la proprietà della moneta all’atto della sua emissione e quali sono gli Organi dello Stato deputati alla sua creazione e gestione. Si può anche usare una legge ordinaria, ma la moneta dovrebbe essere creata da un Organismo pubblico, democratico, trasparente e indipendente, sia dalle banche che dal Governo, in modo da evitare conflitti di interessi. Una sorta di Ministero della Monetazione, con norme chiare che ne devono regolare il funzionamento ed il controllo, perché il potere che ha è forse superiore agli altri tre poteri dello Stato. Inoltre è necessario inserire in Costituzione norme che impediscano la creazione del denaro dal nulla da parte di soggetti privati che non siano soggetti al diritto pubblico e riportare la Banca d’Italia sotto il completo controllo dello Stato. La sua indipendenza è anticostituzionale, perché un Stato che non esercita la propria sovranità monetaria non è uno Stato.

Marco – Il contesto è quello che ti ho descritto, più che una lacuna furono impossibilitati ad essere più espliciti in quel momento. Una riforma dell’art. 47 Cost., nell’esplicitare l’appartenenza della sovranità monetaria al popolo in modo più chiaro, è comunque auspicabile e mi trovi d’accordo sul punto. Purtroppo i governi degli ultimi anni hanno fatto esattamente l’opposto, cercando di annullare la portata dell’art. 47 Cost. attraverso il crimine del pareggio in bilancio inserito nell’art. 81 Cost. Prova ad immaginare una società che nasce fin dal principio con il pareggio in bilancio, sarebbe la miseria più assoluta. Nessuno potrebbe avere risparmi perché ogni anno lo Stato obbligherebbe i cittadini a riconsegnare tutta la moneta emessa nell’economia attraverso la spesa pubblica. Appunto a proposito di preistoria…

Fabio – C’è un aspetto dell’analisi delle attuali norme nazionali e comunitarie, sul quale abbiamo una visione diversa anche se comunque condividiamo lo stesso obiettivo finale. Di chi è la sovranità monetaria oggi tenuto conto dei Trattati Europei e dell’euro ?

Per rispondere è necessario prima chiarire alcune definizioni all’interno dell’Eurozona :

  • Signoraggio” è l’insieme dei redditi derivanti dall’emissione di moneta, che spetta al titolare della sovranità monetaria.
  • Sovranità monetaria” è sicuramente il diritto o potere da parte di uno Stato di creare moneta, in linea con le sue scelte di politica economica e monetaria.
  • Politica economica” l’insieme delle scelte e dei programmi di un Governo nazionale per la realizzazione di obiettivi definiti politicamente rilevanti dai poteri costituzionali competenti. Si distingue in politica fiscale e politica monetaria.
  • Politica monetaria” è l’insieme degli strumenti, degli obiettivi e degli interventi adottati dalla BCE, all’interno dell’Unione, per modificare e orientare la moneta, il credito e la finanza, al fine di raggiungere obiettivi prefissati di politica economica, di cui la politica monetaria fa parte.

Ora la sovranità monetaria è sicuramente dello Stato italiano, non solo perché lo dichiara la Banca d’Italia, ma anche perché è confermato dal signoraggio che viene ripartito dalla BCE alle BCN, che poi lo girano allo Stato. Le politiche fiscali sono sicuramente di competenza esclusiva degli Stati, ma le politiche monetarie sono di competenza esclusiva della BCE all’interno dell’Unione (art.3 comma 1 punto c del TFUE). Le politiche economiche sono di competenza degli Stati membri, che “coordinano le loro politiche economiche nell’ambito dell’Unione” (art.5 comma 1 del TFUE), ma hanno però ceduto l’esclusiva delle politiche monetarie alla BCE. Solo che la BCE opera in aperto contrasto con gli obiettivi delle politiche economiche degli Stati.

Marco – Si questa è l’unica nostra differenza. Purtroppo i Trattai europei, scritti certamente da criminali, ma criminali assai scaltri, hanno assegnato integralmente le politiche monetarie ed economiche all’UEM, la competenza esclusiva dell’UE sul punto è sancita dall’art. 3 TFUE. Qualsiasi tentativo di esercitare la sovranità monetaria, con qualsiasi forma, da parte di uno Stato membro comporterebbe l’immediata e violentissima reazione di Bruxelles. Pensa che addirittura gli Stati che ancora non hanno aderito all’euro potrebbero essere obbligati in ogni momento a farlo, ad eccezione della Gran Bretagna che con un protocollo a parte ha espressamente voluto escludere tale possibilità. Faccio una battuta, pensare di poter esercitare oggi la sovranità senza reazioni dall’UE è come pensare che i nazisti avrebbero potuto consentire ai partigiani di costruire fabbriche di armi senza reagire. Non è possibile. L’uscita da questa gabbia è un fatto quasi militare e non giuridico. Lo Stato che vuole riprendere la sua sovranità deve nell’ordine fare le seguenti mosse minime ed indispensabili:

  1. preparare un piano industriale che garantisca i beni e servizi indispensabili ai cittadini fin dalle prime fasi post exit, con conseguenti nazionalizzazioni massicce (consentite ex art. 43 Cost.) e progettazione di una spiccata autarchia economica, specie nei mesi successivi all’exit;
  2. la completa nazionalizzazione del credito, dunque non solo il controllo della Banca Centrale, ma la nazionalizzazione dell’intero sistema bancario con confisca dei patrimoni presenti nel nostro Paese intestati a banche, assicurazioni e finanziarie. Beni ricordiamolo che costituiscono solamente il profitto di delitti e dunque confiscabili senza alcun problema giuridico;
  3. solo completati i preparativi per attuare contestualmente i passi dei punti 1. e 2., preparativi che andrebbero fatti ben prima di andare al Governo, è possibile procedere con l’uscita unilaterale dall’euro e dall’UE con lo strumento del decreto legge.

Voglio essere molto chiaro, l’exit può portare alla guerra, ma nonostante ciò è impossibile tirarsi indietro, il rischio di una guerra è infatti preferibile alla certezza assoluta del suo verificarsi. Infatti rimanendo in questa gabbia il finale è già scritto, la storia si ripeterà il liberismo porterà alle conseguenze già viste nel secolo scorso, è inevitabile.

Se si tentasse di utilizzare qualsiasi strumento atto a riconsegnarci un briciolo di sovranità monetaria l’UE chiuderebbe rapidamente le nostre banche creando uno stato di pressione tale da far cadere qualsiasi governo che si volesse cimentare in questa avventura, senza avere pronti tutti gli strumenti per lasciare l’eurozona, in poche giorni se non addirittura ore. Peraltro lo abbiamo visto già fare in Grecia. Questa strategia può essere utilizzata sole se avessimo già tutto pronto, ma trovassimo politicamente preferibile farci buttare fuori anziché uscire unilateralmente. Questa è una scelta che potrei anche condividere per logiche di influenza sull’opinione pubblica dei Paesi a noi vicini.

Fabio –  Noi seguitiamo a pretendere il rispetto rigoroso dei Trattati, soprattutto perché individuano obiettivi concreti che in questo momento non sono rispettati. Secondo noi è la BCE che deve adeguarsi, perché deve sempre rispettare l’art.127 comma 1 del TFUE, dove, fatta salva la stabilità dei prezzi, deve contribuire alla crescita economica equilibrata ed alla piena occupazione stabiliti dall’art.3 del TUE. Mario Draghi non può dichiarare come ha fatto poco tempo fa, che l’unico suo obiettivo è la stabilità dei prezzi, cioè inflazione vicina al 2%, che comunque non sta raggiungendo.

Marco – No. Non accadrà, il sostegno economico da parte di BCE avviene appunto solo subordinatamente alla stabilità dei prezzi, anzi proprio il citato art. 127 TFUE subordina testualmente addirittura pace e benessere alla stabilità, il rimando all’art. 3 TUE è eloquente. I trattati sono un crimine, dentro di loro non c’è alcuna via di uscita. Se eserciteremo la sovranità monetaria senza essere pronti alla reazione della banca centrale europea ci faremo semplicemente schiacciare come formiche. Senza piano industriale pronto dopo pochi giorni oltre ai bancomat chiusi ed ai sistemi di pagamento bloccati, rischieremo anche di non avere più il cibo. Questa è l’amara realtà. Questo ha determinato la resa di Tsipras, il fatto di non aver chiaro che non sono le soluzioni tecniche a poterci salvare, ma solo l’esercizio brutale del potere d’imperio proprio di uno Stato.

Fabio – Su questo siamo d’accordo, se lo Stato italiano non crea una alternativa valida al sistema di pagamento bancario, facciamo la fine della Grecia. Ma una forza politica che aspira ad andare a governare, deve avere il consenso dei cittadini, e in questo momento una posizione “rigida” come quella che prospetti è largamente minoritaria nel paese. So che abbiamo una posizione diversa su questo, ma non sono incompatibili, perché serve sia il poliziotto “buono” che quello “cattivo” !

Da una analisi approfondita e rigorosa dei Trattati Europei e delle norme che regolano il nostro Stato, noi ci siamo convinti che in realtà lo Stato ha ancora buona parte del suo potere, avendo trasferito a Commissione Europea e Banca Centrale Europea, solo alcune funzioni monetarie, ma non le più importanti come la sovranità monetaria, che è strettamente legata a quella fiscale. Gli Stati hanno mantenuto buona parte dei propri poteri, ma probabilmente la Germania ha preteso che l’Italia si “spogliasse volontariamente” del suo controllo del sistema monetario, attraverso il divorzio Tesoro-Bankitalia e la privatizzazione delle banche pubbliche, che ha determinato la cessione delle quote della nostra banca centrale. Ma queste modifiche non sono irreversibili e possono essere ripristinate.

La nostra proposta è quindi quella di utilizzare tutti gli strumenti che abbiamo, senza violare i Trattati, per mettere in crisi il sistema e rinforzare il potere dello Stato sulle questioni economiche e monetarie :

  • controllo totale dello Stato su Banca d’Italia;
  • un sistema di banche pubbliche importante, senza pretendere di nazionalizzarle tutte;
  • un sistema di moneta fiscale denominato SIRE, che gira in un circuito diverso da quello bancario, gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, realizzato sia in versione metallica, cartacea che in versione elettronica, ed utilizzabile con carte di credito fiscali, bonifici fiscali, ecc… In questo modo siamo indipendenti dal sistema bancario, ed in qualunque momento il SIRE può cambiare nome in LIRE ed essere dichiarato a corso legale.

Nel frattempo prepararsi allo scontro ed all’uscita dall’euro. Ma sono convinto che in quel caso sarebbero loro ad imporci di uscire, perché l’Italia sarebbe troppo competitiva. Questa nostra azione ha anche un’altra funzione non meno importante, quella di aumentare la consapevolezza delle persone sul fatto che il potere è ancora in mano allo Stato ed indirettamente anche nostro, basta eleggere rappresentanti che facciano il nostro interesse, e non quello delle banche e dei banchieri. In questo senso una campagna per introdurre il potere monetario in Costituzione, sarebbe per noi importante.

Comunque ritengo anche necessaria la tua azione di denuncia dei politici e delle istituzioni che hanno tradito la nostra Costituzione, perché si spera sempre porti qualche autorità non complice a esprimersi su questi veri e propri “delitti alla democrazia”. Ma ritengo necessario ragionare anche su proposte concrete e realizzabili che non spaventino le persone e che le convincano a sostenere un eventuale Governo che abbia l’intenzione finalmente di fare i loro interessi. Per questo è importante far conoscere quali spazi giuridici hanno gli Stati per riaffermare la propria sovranità. Altrimenti i cosiddetti poteri forti seguiteranno ad “interpretare” sempre i Trattati come pare a loro, pretendendo il rispetto rigoroso delle norme a loro vantaggio e trascurando tutte le altre. Dobbiamo denunciarlo …

Marco – Non ci sono questi spazi, purtroppo. L’exit è, come Ti ho detto, un fatto di forza, di rapporti di forza. Serve l’esercizio del potere d’imperio dello Stato nella sua completezza. Finché non esiste l’esercito europeo siamo in condizione di farlo, dopo l’exit non sarà più un fatto quasi militare, ma un fatto militare in toto.

Fabio – Io sono ottimista, anche perché loro non molleranno mai, ma noi neppure. Grazie Marco, in fondo condividiamo gli stessi obiettivi, abbiamo solo idee diverse su come raggiungerli, ma in realtà servono entrambi. Sono come il bastone e la carota …

Marco – Grazie a te, da parte mia posso solo dirti che mi auguro di avere torto marcio! E che Bruxelles ci consentirà di prepararci adeguatamente, concedendoci i necessari margini di manovra, prima di colpirci.

 

Marco Mori

Esperto di Costituzione Italiana e Trattati Europei – Laureato in Giurisprudenza, autore del libro “Il Tramonto della Democrazia – Analisi giuridica della genesi di una dittatura europea”.

http://www.studiolegalemarcomori.it/

 

Fabio Conditi

Presidente dell’Associazione Moneta Positiva

www.monetapositiva.blogspot.it

articoli precedenti su Comedonchisciotte per approfondire :

https://comedonchisciotte.org/?s=fabio+conditi

Fonte: www.comedonchisciotte.org

06.11.2017

Pubblicato da Fabio Conditi

Presidente dell'Associazione Moneta Positiva con la quale porta avanti una campagna per riformare il sistema monetario, al fine di ottenere finalmente una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito. Ingegnere edile, specializzato in progettazione architettonica e strutturale, da anni studia il sistema economico e monetario attuale, analizzando le cause della crisi economica e le soluzioni concrete e realizzabili per uscirne. Ha contribuito a fondare diversi gruppi di cittadini che si occupano di economia, come Moneta 5 Stelle e Gruppo Cittadini Economia di Bologna e Ferrara. Ha scritto il suo 1° libro "Manuale in 12 passi per uscire dalla crisi" ed effettuato più di 100 incontri con i cittadini per divulgare questi temi, cui hanno partecipato più di 4.000 persone. E' appena uscito anche il suo 2° libro "Moneta Positiva - Riforma del sistema monetario" sottotitolo "La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito". http://monetapositiva.blogspot.it/p/libro.html
  • Primadellesabbie

    Su CdC, si é abbondantemente disprezzato il comportamento di Varoufakis, ingiustamente, se si da credito alla disarmante situazione elegantemente descritta qui sopra da Marco Mori, situazione che coincide con quella illustrata dallo stesso Varoufakis in un’intervista data, mi pare a Berlino, dopo la fine della sua avventura greca.

    Se le cose stanno così, credo bisognerebbe rendergli giustizia, e probabilmente non solo a lui, e proporsi di essere meno avventati nei giudizi (e chiedersi, prima, se si sia in grado di darne).

    • Pfefferminz

      Da quel che ho sentito dire io in seguito alle dimissioni di Varoufakis, Schäuble e altri ministri europei sarebbero stati favorevoli all ‘uscita della Grecia dall’Eurozona, ma fu il Parlamento greco ad esprimere voto contrario.

      • Primadellesabbie

        Qui, come sai, molti che hanno seguito quella vicenda con diversi pregiudizi, come oggi quella catalana, si sono scagliati contro tutto e tutti e anche, pesantemente, contro Varoufakis.

        Ricordo di aver letto una sua lunga intervista nella quale ripercorreva passo dopo passo tutta la vicenda.

        Nelle parole di Mori, ho ritrovato illustrati, i presupposti che hanno determinato le situazioni che Varoufakis raccontava con interessanti dettagli, anche dei suoi colloqui a tu per tu con Schäuble, di essersi trovato ad affrontare.

        Poi io non so se Schäuble e ministri ecc. ecc.

        • Pfefferminz

          Ricordo bene gli attacchi subiti da Varoufakis su CdC e anch’io ho assistito ad una intervista (Marcello Foa e Varoufakis nella televisione svizzera), ma non mi ricordo che abbia accennato alla proposta di Schäuble e altri ministri di uscire dall’Eurozona.

          • Primadellesabbie

            C’é un equivoco, leggi solo gli interventi di Marco Mori dove descrive i trattati e le conseguenze, credo che ci capiremo.

      • DesEsseintes

        Schauble accettava l’uscita ma voleva che i debiti greci fossero denominati in euro.

        • Pfefferminz

          Grazie DesEsseintes, non ero a conoscenza di questi particolari.

  • Pfefferminz

    “Nel frattempo prepararsi allo scontro e all’uscita dall’euro. Ma sono convinto che in questo caso sarebbero loro ad imporci di uscire perché l’Italia sarebbe troppo competitiva”

    Per quel che ne so, l’Unione Europea non può imporre ad uno Stato membro di uscire dall’Eurozona.

    • La strada si trova sempre, ad esempio l’articolo 139 del TFUE potrebbe essere usato anche per mettere l’Italia nella condizione del Regno Unito e della Danimarca :
      1. Gli Stati membri riguardo ai quali il Consiglio non ha deciso che soddisfano alle condizioni necessarie per l’adozione dell’euro sono in appresso denominati «Stati membri con deroga».
      Certamente una nazione come l’Italia che riprende i controllo del sistema monetario è pericolosa, non siamo la Grecia.

  • GioCo

    Belle parole, ma nella sostanza manca l’appartenenza alla terra, che non è il pianeta, ma quello che lega l’identità storica materiale alla persona. Non è una nazione che ci fornisce il cibo, non è l’economia mercantile che fa nascere i frutti o gli animali, ma le cose terrene.

    L’identità terrena è ciò che ha vincolato gli uomini al significato della vita portandoli a combattere quando necessario per difendere quella identità. Una identità fatta di sofferenza e disagio, ma anche di resistenza e di forti legami di affetto. Certo, è anche fatta di orrori e follie sanguinarie, soprattutto quando imperversa l’indigenza e c’è penuria di tutto.

    Fino a poco tempo fa l’identità era qualcosa di intraducibile liguisticamente ed infatti si parlava poco ma si agiva molto e nel concreto era evidente a tutti il valore e l’importanza delle azioni, in quanto la vita consumata nel lavoro era direttamente convertita in relazione terrena, anche per chi era ricco. Sicché non era importante il tuo nome ma cosa sapevi fare. Con la rivoluzione industriale abbiamo cominciato un percorso di allontamento da quella identità che oggi si è ridotta all’anagrafica e a un vago orientamento di gusti postati sui social e nel sempiterno mondo delle scoregge virtuali. Cosa ti piace? Il gelato al cioccolato, lady Gaga, la juve … ecco che si parla allora di identità dove non c’è più nessuno che abbia una identità da spendere. Perchè senza la terra che da concretezza alla persona non c’è nessuna identità, solo infinite puzzolenti scorregge con cui riempire la testa e la bocca del prossimo.

    Con questo non voglio dire che l’iniziativa della moneta positiva non sia una ottima iniziativa e che la costituzione non sia un ottima difesa contro l’ingerenza dello strapotere del mercato. Voglio dire che esiste uno strapotere del mercato dove esiste uno scambio di cose terrene: io ti do delle pere e tu strumenti per lavorare la terra. In questo modo il valore della persona è il valore di suo lavoro non sono dissociati dal valore di ciò che scambia e non sono dissociati dalla necessità di riconoscere ed essere riconosciuto come valore.

    Ma nella nostra società digitale e quindi virtuale, cosa ci rimane da difendere e da considerare come “di valore”? Qual’è la residua sostanza entro cui costruire la nostra identità? Il computer e i social? La fantasia? L’anagrafica? Il bitcoin? O quelle parole sempre più aliene tipo “cultura” o “sovranità” che hanno significato solo con l’identità terrena? Cosa difenderemo in un mondo tutto omologato e amogeneizzato dentro la vastità della “realtà” irreale di un mondo virtuale? Come possiamo pretendere valga qualcosa lo sforzo sociale se il futuro è digitale? Io non lo so …

  • Pfefferminz

    L’ avvocato Mori sembra presupporre che mai e poi mai si permetterà ad un Paese membro dell’UE di uscire dall’Eurozona.

    Faccio notare che l’UE ha “salvato” un Paese relativamente piccolo come la Grecia, ma non ha la possibilità di “salvare” l’Italia allo stesso modo.

  • Deheb

    Ma dove vivete, su Marte?
    Sono proposte che arrivano dall’iperspazio….

    noi facciamo, la nostra sovranità, noi utilizziamo, noi controlliamo…..boh….

    Con gente come Monti-Letta-Renzi-Gentiloni e tutto il circo cantante al seguito…….

    Questa poi è bellissima: “preparare un piano industriale che garantisca i beni e servizi indispensabili ai cittadini fin dalle prime fasi post exit, con conseguenti nazionalizzazioni massicce (consentite ex art. 43 Cost.) e progettazione di una spiccata autarchia economica, specie nei mesi successivi all’exit”

    Spiccata autarchia economica?????? L’Italia?????
    Come si pagherebbero le materie importate? Coi SIRE?
    Con la superficie coltivabile che abbiamo neanche da mangiare avremmo. Nazionalizzazione dei terrazzi e balconi con relativa conversione in terreni per il sostentamento nazionale autonomo.
    Lasciamo stare il petrolio……
    Abbiamo proprio la struttura economica giusta per essere autarchici, autonomi, autoctoni e automuniti….

  • Bellissime parole, purtroppo Marco Mori, insieme ai suoi amici, Antonio Rinaldi e Luciano Barra Caracciolo, sono prontissimi ad entrare nel prossimo governo Berlusconi-Renzi … a quel punto ce la scordiamo l’uscita dall’euro e pure il recupero della sovranità. Il potere è l’afrodisiaco supremo.

    • GiNoDue

      Perchè lo dici?

      • Beh … i tre moschettieri dell’Italexit hanno sempre appoggiato la Lega, che si appresta a governare con Berlusconi, sia in Sicilia, se vincono la presidenza della regione, sia nel Paese … accantonando tutte le belle campagne politiche contro euro ed Europa. Che altro aspettarsi ??

        • Attualmente Marco Mori dà contro a Borghi e alla Lega in modo “molto vigoroso”, non è vero ciò che dici, Rosanna. Per quanto riguarda gli altri due, ho conosciuto Antonio Maria Rinaldi anni fa e Luciano Barra Caracciolo non lo conosco personalmente, ma non mi sembra abbiano la posizione che dici. Dobbiamo però giudicare le persone per quello che dicono e fanno, senza assegnargli ingiustamente delle “casacche” che non hanno !

          • Mah … io ho delle informazioni diverse … Marco Mori era stato membro di “Alternativa per l’Italia”, insieme con A.M.Rinaldi, forza di destra sovranista, che naturalmente condivideva la battaglia di A.Bagnai, appoggiata anche da Salvini, che aveva cavalcato il tema Italexit, per farsi propaganda presso i sovranisti e raccattare voti, mentre al momento opportuno ha prontamente votato il Rosatellum … poi ci sono stati dei conflitti interni, anche poco chiari, per cui Mori ne è uscito … quanto a L.B.Caracciolo, era stato capo di gabinetto, nel primo governo Berlusconi, del Ministero per gli italiani nel mondo (1994–1995), quindi anche lui satellite dell’area di destra sovranista. Per concludere la mia è una semplice analisi “politica”, ed ho espresso un semplice giudizio “politico” su questi personaggi … nessuna casacca, se non quella della destra berlusconiana-salvinista, che si appresta a governare in Sicilia, così come nel Paese.

          • Appunto Marco Mori è uscito da “Alternativa per l’Italia” e oggi critica la Lega e Borghi proprio perchè si alleano con Berlusconi. Gli altri li conoscerò in trasmissione, non so come la pensano oggi. Ripeto, dobbiamo giudicare le persone per quello che dicono e fanno, senza assegnargli delle “casacche” che non hanno !

          • In realtà bisognerebbe dare credito più ai fatti che alle parole, perché di parole se ne dicono tante, ma di fatti se ne fanno pochi … per esempio come fa Marco Mori ad uscire dall’Europa e dall’euro, se non ha un partito forte a livello nazionale? Quindi ciarla ciarla ma di fatti un bel nulla … ed anche se le sue analisi economico giuridiche sono giuste, però purtroppo resteranno carta bianca, di conseguenza il problema “politico” resta irrisolto.

          • GiNoDue

            Cara Rosanna, quello che dici sul partito forte al livello nazionale è giusto.
            Però scusa, io noto della disonestà intellettuale perchè ciò che dici dal mio punto di vista è gettare discredito per “difendere” il MoV invece di inglobare le “analisi economico giudiriche giuste”.
            Il MoV dovrebbe inglobarle questa analis.
            Tu dovresti, invece di parlare male di Mori a prescindere e dire che chiacchiera ma non ha un partito dovresti augurarti che converga nel MoV e agire, per quel che puoi per questo.

            Aggiungo anche che le stesse perplessità che hai tu a causa della mancanza di un “partito forte al livello nazionale” (ovviamente a rimarcare che il MoV invece lo è) ce le abbiamo in tanti sul MoV che è fotte al livello nazionale ma non internazionale.

            Spero di sbagliarmi,(ne dubito) ma come sempre ognuno tira l’acqua al suo personalissimo mulino e chi difende i paladini si mette ad attaccare gli altri paladini invece di unirsi per fare le cose insieme.

            Tutto questo MARCIUME mi tiene (per fortuna) lontano dal MoV, dalla politica, dalle elezioni, lontano dai convegni e lontano da tutto questo.

          • In realtà io ho sollevato il problema “politico”, unico in grado di risolvere la situazione economica del Paese, perché finché non si prenderà il potere, finché non si potrà controllare la tv, non si potrà fare informazione seria, e gli italiani continueranno a non capire i guasti provocati dall’euro. Potrà farlo l’avvocato Mori?? Non credo proprio … anzi lui continua a screditare il MoV, senza rendersi conto che la gente andrebbe prima informata attraverso una campagna di informazione a livello nazionale, solo allora potrebbe decidere di uscire dall’euro … per ora il tema è mantenuto a livello di metafisica.

          • GiNoDue

            Sono perfettamente d’accordo che fino a che non si prende il potere (politico e mediatico) non si potrà mettere mani alle questioni importanti. Ma ciò che ti dico è che se non può certamente farlo Mori non pensare che vincere le elezioni politiche in questo paese significhi automaticamente avere quel potere.

  • AlbertoConti

    “… l’UE chiuderebbe rapidamente le nostre banche creando uno stato di pressione tale da far cadere qualsiasi governo che si volesse cimentare in questa avventura …”

    Previsione terroristica, stile babau. Peccato manchi la spiega, del perchè e percome ciò avverrebbe. E’ una delle tante altre paure, provenienti da altre fonti, ben più sospette.

    Oggi una banca chiude se e solo se non è in grado di pagare i suoi creditori. Ovvio che se tutti i creditori delle varie banche chiedessero all’unisono la liquidazione immediata dei loro crediti esigibili, il sistema fallirebbe, come in Grecia senza prestiti ponte da usura da parte della BCE. Ma questo vale per tutti, Germania compresa! Capirai che babau!

    Al di là dei singoli lati di questa grande paura del buio, che è l’uscita dall’euro, ci sono considerazioni sistemiche sufficienti a far luce sul day-after, facendo svanire il buio e la relativa paura. Comunque lo si voglia imbrigliare e complicare formalmente, il sistema dei pagamenti funzione se l’economia sottostante funziona. E l’Italia, miracolisticamente, ha ancora un’economia che funziona, sia pure a scartamento ridotto rispetto al passato ed alle sue potenzialità presenti. L’euro diventerebbe semplicemente una valuta di scambio con l’estero, come il dollaro, lo yen ecc. Quanto al cambio, lo si può controllare contro le speculazioni in ogni direzione, Svizzera docet. Ma la tendenza di fondo, dei cambi, sarebbe solo a nostro favore, sia per l’import che, soprattutto, per l’export.
    Invocare la tragedia greca è opportuno e corretto se restiamo nell’euro, non se ne usciamo. In ogni caso molti paesi europei più che solidi non adottano l’euro e non hanno paura di Bruxelles!