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Come si ferma lo Spread ?

DI FABIO CONDITI

comedonchisciotte.org

Come si ferma lo Spread ? È bastato un “provocatorio” 2,4% di deficit, che lo Spread ha ricominciato a crescere.

Prevedibile come il sole che sorge all’alba.

A conferma che l’art.1 della Costituzione andrebbe cambiato, come abbiamo scritto durante la crisi istituzionale su Paolo Savona >>>QUI: “L’Italia è una Repubblica non democratica, fondata sulla schiavitù. La sovranità appartiene alla Finanza, che la esercita nelle forme e nei limiti dei mercati finanziari”.

I mercati finanziari hanno i carri armati capaci di sparare miliardi di moneta elettronica creata dal nulla dalle loro banche, non si possono affrontare senza sovranità monetaria e con i piedi incatenati all’enorme palla di ferro del debito pubblico.comedonchisciotte-controinformazione-alternativa-primi-100-giorni

Prima bisogna mettere in sicurezza il paese e le ricette le sanno anche i muri, ma non è di questo che vi vogliamo parlare: analizziamo nel dettaglio come si ferma lo Spread anche senza utilizzare la nostra sovranità monetaria e fiscale.

Facciamo finta, una volta tanto, che lo Stato sia come una famiglia e che quindi sia necessario ripagare il debito pubblico, altrimenti l’Italia va in default (ovviamente non è vero!).

Il ricatto del debito pubblico

Giornali, tv, siti web, blog; non c’è forse argomento più dibattuto che non sia il debito pubblico italiano, la sua origine, il suo costo ed i problemi ad esso correlati.

Problemi perché è proprio attraverso il tema del debito che le istituzioni sovranazionali, come l’UE, BCE, FMI, Agenzie di Rating tendono ad influenzare le politiche economiche dell’Italia, che fino  a prova contraria è e resta uno stato sovrano. Con la complicità di un sistema dell’informazione, ahimè assai poco affidabile, si prefigurano scenari apocalittici in caso di non rispetto dei parametri UE, di deficit eccessivi o di politiche economiche espansive ed anticicliche.

Questi organismi sovranazionali, non elettivi è come se dicessero agli italiani attraverso i media: “Va bene , avete votato chi vi pare, ma le politiche economiche dell’Italia le decidiamo noi, ponendovi dei vincoli esterni che siete obbligati a rispettare. Mettetevi l’anima in pace!”

Tutto ciò è offensivo e francamente inaccettabile, perche lo Stato non è come una famiglia. Infatti, come ha ammesso anche il senatore Alberto Bagnai pochi giorni fa, “lo Stato potrebbe tranquillamente emettere moneta per finanziarsi”. Non siamo ancora arrivati a tradurre questa possibilità in azione di Governo, ma è già un grande risultato che lo si ritiene possibile.

Quindi lo Stato ha ancora la sovranità monetaria e fiscale per emettere qualsiasi strumento che possa essere accettato per il pagamento delle tasse, per cui l’emissione dei titoli di stato non è l’unico modo che ha di finanziare la sua spesa.

Tra l’altro negli ultimi due anni, con il Quantitative Easing della BCE, la Banca d’Italia ha acquistato e detiene più di 400 mld di euro di titoli di stato italiani, dimostrando che il debito pubblico può essere sempre “monetizzato” non solo dallo Stato direttamente, ma anche attraverso una banca centrale. Quindi il debito pubblico si elimina creando nuova moneta. Punto.

Ma facciamo finta che il debito pubblico non possa essere monetizzato e che realmente l’unica soluzione è che lo Stato continui ad emettere nuovi titoli di stato per finanziare la sua spesa pubblica.

In questa ipotesi assurda, ma della quale sono convinti quasi tutti come fosse un dogma, cerchiamo di capire come viene attualmente gestito il debito pubblico e come si potrebbe migliorare per permettere allo Stato di non sprecare soldi e soprattutto di non essere ricattato, prestando il fianco allo spread ed ai mercati finanziari.

Come è composto il debito pubblico ?

comedonchisciotte controinformazione alternativa grafico debito pubblicoIl debito pubblico è pari a circa 2.300 mld di euro, ma il totale dei titoli di stato emessi per finanziarlo è minore, pari a circa 1.900 mld di euro, che si dividono in:comedonchisciotte controinformazione alternativa titoli di stato

  • BOT , Buoni Ordinari del Tesoro scadenza a 3, 6 e 12 mesi;
  • CTZ, Certificati del Tesoro Zero Coupon a 24 mesi;
  • CCT, Certificati di Credito del Tesoro a 7 anni;
  • BTP, Buoni del Tesoro Poliennali a 3, 5, 10, 15 e 30 anni.

Notiamo dal grafico sopra e dalla tabella sotto, che la stragrande maggioranza del debito italiano, viene finanziata mediante emissione di BTP, che hanno un rendimento maggiore, mentre risulta essere residuale la quota di BOT, CCT e CTZ, che hanno un rendimento molto minore.comedonchisciotte controinformazione alternativa interessi sui titoli di stato

A questo punto potremmo già porci una prima domanda; perché lo stato italiano si indebita con titoli a lunga scadenza, che pagano interessi molto alti e sono soggetti a speculazioni? In buona sostanza perché si preferisce emettere dei BTP a 5, 10, 30 anni con cedole elevate, piuttosto che CCT o CTZ che potrebbero essere collocati a tassi ben inferiori facendo così risparmiare allo Stato miliardi d’interessi?

Ma andiamo avanti.

Chi detiene il debito pubblico ?

In 30 anni il debito pubblico è passato da un totale di circa 500 mld di euro, a più di 2.300 mld di euro, ma, nello stesso periodo, abbiamo pagato più di 3.000 mld di euro di interessi.comedonchisciotte controinformazione alternativa grafico 04

Questa è stata la causa principale del suo aumento esponenziale, nonostante le politiche di austerity che sono state messe in atto soprattutto negli ultimi 10 anni e che non hanno risolto il problema, ma anzi lo hanno aggravato.

Ma ancora più grave è stato il fatto che nell’acquisto dei titoli di stato, i risparmiatori italiani hanno ceduto il passo a fondi, assicurazioni, banche ed investitori italiani e stranieri, per cui oggi l’Italia può essere ricattata e condizionata, nelle sue politiche economiche, dai cosiddetti mercati finanziari.

Infatti nel 1988 il debito era detenuto per il 57% da risparmiatori italiani, mentre il 39% da banche e fondi italiani e solo il 4% da stranieri.

La situazione invece nel 2018 è completamente ribaltata, perchè il debito è detenuto solo per il 6% da risparmiatori italiani, mentre il 62% da banche e fondi italiani ed addirittura il 32% da stranieri.

comedonchisciotte controinformazione alternativa debito pubblicoPensate sia finita qui? Ed invece no. Per ultimo abbiamo tenuto la perla, la meraviglia finale: il meccanismo con il quale vengono collocati i titoli di stato sui mercati finanziari.

Tenetevi forte.

Come vengono collocati i titoli venduti dallo Stato?

Il collocamento si svolge sul mercato primario, a cui possono partecipare solo gli operatori accreditati, banche, sim, fondi. Il meccanismo di collocamento è un’ asta marginale, che funziona come segue.

Supponiamo che lo Stato debba collocare 100  miliardi di BTP; gli operatori, via telematica, fanno le loro offerte indicando prezzo di acquisto e quantità. La “Banca Amica” richiederà, ad esempio, 50 miliardi al prezzo di 98; la “Banca Fiducia” 40 miliardi al prezzo di 97; la “SIM Generosa” richiederà 30 miliardi al prezzo di 95 ; la “SIM Ottimo Affare” domanderà 30 miliardi a 92.

Le offerte pervenute vengono ordinate a cominciare dal prezzo più alto; 98, poi 97, poi 95 ed infine 92. Considerando le quantità, sarà completamente soddisfatta Banca Amica, Banca Fiducia e solo 10 miliardi andranno venduti a SIM Generosa. Il prezzo di collocamento finale dei BTP, uguale per tutti, sarà di 95, quello di Sim Generosa.  Il “mercato “ quindi compra a 95 quello che a scadenza verrà ripagato a 100 ; 5% di utile.

Ovviamente chi paga questo utile è lo Stato che per far ciò tassa i cittadini e le imprese. Ma allora, perché si usa un meccanismo del genere e non si cambia con magari quello dell’asta dei Bot (asta competitiva) dove il prezzo di collocamento è più vantaggioso per lo Stato?

Ricapitolando: il debito pubblico è finanziato dallo Stato attraverso l’emissione di titoli. I titoli che vengono emessi sono principalmente BTP, che pagano gli interessi più alti in assoluto. Questi titoli sono acquistati soprattutto da banche ed investitori esteri e lo Stato italiano, collocandoli con asta marginale, assicura rendimenti elevati e senza rischio, impegnandosi poi a tassare gli italiani per pagare gli interessi passivi.

Vi viene il dubbio che quanto accade non sia svolto nell’interesse generale del Paese e del popolo, ma solo ed esclusivamente a favore del sistema bancario e del mercato finanziario?

Lasciamo stare in questa occasione il motivo “demenziale” per cui si è preferita l’asta marginale a quella competitiva e concentriamoci su cosa poter fare per sottrarci al demone del mercato, cioè cosa si potrebbe fare nell’immediato per ridurre i quasi 70 miliardi di euro di interessi passivi sul debito e contestualmente sottrarsi dalla logica dello spread.

Il risparmio degli italiani

Qui introduciamo l’ultimo aspetto del nostro ragionamento, la ricchezza finanziaria degli italiani, perchè  l’Italia non è solo ricca di un patrimonio ambientale, artistico e culturale, ma anche di “risparmio”.

Infatti ad oggi, la ricchezza finanziaria degli italiani è pari a circa 4.300 miliardi di euro, quasi 2 volte il debito pubblico e 2,5 volte il PIL.

Vediamo allora come viene utilizzato attualmente il risparmio degli italiani. comedonchisciotte controinformazione alternativa grafico 07Notiamo subito che solo una piccola parte di questo risparmio finisce nella voce “obbligazioni”, in cui ovviamente rientrano anche i titoli di Stato ma anche altre come quelle bancarie. In realtà le famiglie ed imprese italiane ne acquistano molto pochi, preferendo dirottare il proprio risparmio su azioni, fondi, assicurazioni e liquidità in conto corrente.

Quello che servirebbe è riconquistare la fiducia dei risparmiatori italiani, offrendo loro una serie di soluzioni per loro interessanti, per convincerli a dirottare sui titoli di stato i loro risparmi.

Soluzioni concrete e realizzabili per fermare lo Spread

Obiettivo di qualsiasi Governo dovrebbe essere quello di evitare i ricatti e le ritorsioni dei mercati finanziari, facendo in modo che i titoli di stato siano acquistati principalmente per tutelare il risparmio e non per fare speculazione, avendo anche come risultato non secondario che gli interessi pagati dallo Stato sul debito pubblico rimangono in Italia.

1) Consolidare il debito pubblico detenuto da Banca d’Italia

Abbiamo già visto ed analizzato tutte modalità con le quali il debito pubblico detenuto da Banca d’Italia si può rendere inoffensivo, evitando la necessità che lo Stato rimborsi quei titoli di stato alla scadenza, costringendo la nostra banca centrale a ricomprarli sui mercati finanziari anziché direttamente dallo Stato perché vietato dall’art.123 del TFUE https://comedonchisciotte.org/volete-cancellare-consolidare-o-sterilizzare-il-debito-pubblico-ce-solo-limbarazzo-della-scelta/.

Il metodo più semplice è il consolidamento dei Titoli di Stato detenuti da Banca d’Italia, più di 400 mld di euro, che diventerebbero un “debito irredimibile”.

2) Dichiarare che i Titoli di Stato hanno valenza fiscale

I Titoli di Stato di nuova emissione possono essere dichiarati anche a valenza fiscale, cioè i detentori dopo la scadenza potranno scegliere, in alternativa al pagamento in euro da parte dello Stato, di utilizzare i titoli come “sconto” per la riduzione delle tasse. In questo caso, al valore nominale del titolo potrà essere aggiunto un interesse pari a quello del titolo, applicato per il periodo che va dalla scadenza fino al giorno del suo effettivo utilizzo come detrazione fiscale.

In questo modo si evitano le speculazioni finanziarie al ribasso, perchè si riduce notevolmente il rischio di perdere il capitale in quanto, se anche lo Stato non dovesse rimborsare il titolo alla scadenza, si potrà utilizzare il titolo anche per pagare le tasse. In pratica sarebbe una garanzia ulteriore soprattutto per gli investitori ed i risparmiatori italiani.

3) Utilizzare una banca pubblica per acquistare titoli di stato

Creare una o più banche pubbliche che possano ricevere prestiti dalla BCE a tasso negativo dello 0,40% e con essi comprare titoli di stato, in modo da far rientrare in ambito pubblico gli interessi pagati dallo Stato, come fa anche la Germania con le sue banche pubbliche. In questo modo si riduce notevolmente il costo degli interessi, che ammontano oggi a circa 65 mld di euro l’anno.

4) Aste competitive, utilizzando Banca d’Italia come “parcheggio”

Collocare i titoli solo attraverso aste competitive, perchè, come dice Cottarelli “Si potrebbe pensare che il sistema dell’asta competitiva sia necessariamente migliore per il venditore perché fa incassare più soldi…”. Passando dal meccanismo di collocamento con asta marginale a quello con asta competitiva, essendo sicuramente meno conveniente per gli investitori, si potrebbe verificare l’ipotesi che non tutti i titoli vengono acquistati.

In questo caso si può anche utilizzare la Banca d’Italia come “parcheggio” per i titoli invenduti, che saranno collocati in aste successive fino al completo collocamento sul mercato. Anche questo è un comportamento che la Germania fa da tempo, e questo è un altro dei motivi per cui lo Spread aumenta.

5) Privilegiare i CCT rispetto ai BTP

Considerato che, come correttamente evidenziano da altri esperti in investimenti finanziari, come Giovanni Zibordi e Guido Grossi, nel 2018 “Gestioni patrimoniali, unit linked, fondi obbligazionari hanno avuto rendimento NEGATIVO tra -1% e -1,5%. Se lo Stato offrisse CCT con rendimenti netti dell’1% ci sarebbe esodo in massa da questi prodotti costosi delle banche e ci finanzierebbe il deficit senza bisogno di  investitori esteri”. Basterebbe quindi  poco per convincere i risparmiatori italiani a cambiare la destinazione dei propri risparmi.

Tanto semplice quanto praticabile.

Lo Stato smette di emettere BTP e inizia a collocare al loro posto, CCT e CTZ che sono immuni dallo spread e che con un rendimento dell’1%, permetterebbe di dirottare gran parte della disponibilità finanziaria degli italiani su questi titoli, eliminando gli acquisti da parte di investitori stranieri che non troverebbero più i titoli di Stato appetibili a fini speculativi.

6) Conti Individuali di Risparmio

Interessante anche la proposta del Governo di istituire i CIR, Conti Individuali di Risparmio, un particolare tipo di conto corrente finalizzato all’acquisto di titoli di stato da parte dei risparmiatori italiani, che potrà avere agevolazioni fiscali in modo da incentivare questo tipo di investimento.

Conclusioni 

Abbiamo quindi molte soluzioni concrete e realizzabili per ridurre l’impatto del debito pubblico ed evitare i ricatti dei mercati finanziari, anche nell’ipotesi di fare finta che lo Stato sia come una famiglia e che quindi il debito pubblico debba essere ripagato.

Pensiamo per un momento, cosa potremmo fare se ricominciassimo ad usare la sovranità monetaria e fiscale che lo Stato ha ancora … ma questa la teniamo per la prossima puntata.

La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito.

Fabio Conditi – Presidente dell’associazione Moneta Positiva

Stefano Di Francesco – VicePresidente dell’associazione Moneta Positiva

http://monetapositiva.blogspot.it/

Fonte: www.comedonchisciotte.org

02.10.2018

Pubblicato da Fabio Conditi

Presidente dell'Associazione Moneta Positiva con la quale porta avanti una campagna per riformare il sistema monetario, al fine di ottenere finalmente una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito. Ingegnere edile, specializzato in progettazione architettonica e strutturale, da anni studia il sistema economico e monetario attuale, analizzando le cause della crisi economica e le soluzioni concrete e realizzabili per uscirne. Ha contribuito a fondare diversi gruppi di cittadini che si occupano di economia, come Moneta 5 Stelle e Gruppo Cittadini Economia di Bologna e Ferrara. Ha scritto il suo 1° libro "Manuale in 12 passi per uscire dalla crisi" ed effettuato più di 100 incontri con i cittadini per divulgare questi temi, cui hanno partecipato più di 4.000 persone. E' appena uscito anche il suo 2° libro "Moneta Positiva - Riforma del sistema monetario" sottotitolo "La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito". http://monetapositiva.blogspot.it/p/libro.html

3 Commenti

  1. Benissimo abbiamo molte soluzioni a disposizione per ridurre l’impatto del debito pubblico.
    Adesso qualcuno però mi spiega perchè i ‘geni’ al Governo non ne hanno messo in pratica nemmeno una ma al contrario aprono bocca per sparare cazzate co,l risultato di far aumentare tramite lo Spread, detto debito?
    Son cretini o sono complici di qualcuno ancora nell’ombra che dell’Italia e degli itaniani non frega niente?

  2. Da quando il mondo è mondo, il potere che domina i popoli lo fa essenzialmente tramite tre artifici: la politica, la religione e la finanza. La moneta è lo strumento principale nel controllo finanziario e il debito la sua anima. Quando Cristo ha rovesciato i tavoli dei cambia valuta, questo strumento di controllo era già in funzione da tempo. Con i secoli, la moneta nelle mani delle banche ha penetrato tutti gli aspetti della società e della cultura. Sapiamo che il problema è la moneta e il sistema bancario, ma ci è vietato di pensare ad alternative poi i media, la scuola e la cultura comune si basa sul concetto che ” i soldi non crescono in alberi” che “dobbiamo lavorare per guadagnare”, tutte verità, per carità, ma solo per il popolino, l’élite può stampare e prestare i soldi senza problemi, hanno il diritto divino di farlo.

    Allora, come andare a “risolvere” questa situazione di potere nelle mani di pochi? Chi ci governa è dentro di una trappola che scatta se provano a fare qualcosa. Il potere delle banche è protetto da una serie di istituzioni, quasi tutte legali, che impediscono cambiamenti e sono sempre molto attente a qualsiasi piccolo passo concreto nella direzione di togliere il loro potere, Draghi : “whatever it takes”.

    Nella mia modesta opinione, il sistema un giorno crollerà, non per cause esterne, ma per inconsistenze interne. Possiamo già vedere le crepe, il debito mondiale è più del doppio del PIL mondiale. Non esiste realtà senza debito. Il debito è la spada usata e con cui il potere si farà male. Attenzione: NON BASTA ELIMINARE IL DEBITO tramite qualche artificio (monetizzazione), ci vuole un cambiamento nel sistema monetario che elimini la produzione di nuovo debito e renda lo strumento moneta innocuo. La moneta prestata è l’arma schiavizzante che deve essere tolta di mezzo. La moneta non è merce, ma strumento di scambio e nulla di più. La moneta non deve essere scarsa, ma alla misura necessaria per sopportare gli scambi di merci e servizi.

    Quando il sistema crollerà per ragioni interne, bisogna essere pronti per cogliere l’attimo (sarà questioni di giorni o ore) e avere delle persone con idee pratiche e attuabili immediatamente che impediscono la riorganizzazione dei soliti noti al potere. Questi crolli sono periodici nei tempi e gli stessi che erano al potere finanziario sono sempre tornati, poi sapevano del crollo e erano preparati con la loro “soluzione”.

  3. Il debito pubblico italiano non è
    cresciuto con il crescere della spesa – come i tecnocrati europei
    sostenuti dai disinformatori mediatici vorrebbero farci credere – bensì
    con il crescere degli interessi sul debito.

    L’avanzo
    primario (differenza tra tutte le spese e tutte le entrate di uno
    Stato) che l’Italia ha realizzato negli ultimi 20 anni ci rende uno dei
    paesi che più ha risparmiato in Europa. Ma quel segno resta positivo
    fino a quando non si conteggiano gli interessi sul debito pubblico.

    Dall’1982
    al 2008 abbiamo pagato di interessi una cifra vicina ai 2000 miliardi
    di euro. In pratica il debito pubblico italiano si è formato quasi
    completamente a causa degli interessi sul debito stesso. Questo è folle
    ma nessuno potrà smentirlo.

    Per
    questo motivo, quello che dovrebbe monopolizzare l’attenzione
    mediatica, quello che dovrebbe essere posto sotto esame dai tecnocrati
    europei, quello che dovrebbe essere oggetto di dibattiti quotidiani,
    quello che dovrebbe coinvolgere l’opinione pubblica è che invece,
    stranamente, tutti tendono a nascondere è la risposta a queste semplici
    domande: Cosa ha fatto realmente impennare così vertiginosamente il
    debito pubblico a partire dal 1982 ? Cosa rende quell’impennata
    inarrestabile anche durante i periodi in cui abbiamo adottato le
    politiche di maggiore austerity ? Cosa genera una spirale di interessi
    di fatto inestinguibili e totalmente svincolati dalle voci di spesa di
    uno Stato anche difronte ad un virtuoso avanzo primario (più entrate che
    uscite).

    Qui casca
    l’asino. Il Cartello finanziario (potentati bancari, tecnocrazie
    europee; membri di organizzazioni della finanza speculativa) che punta
    il dito contro il debito dell’Italia, è lo stesso che ha causato
    l’impennata del debito in Italia. Il Cartello finanziario che finge di
    voler ridurre il debito italiano è l’unico che ci guadagna dal debito
    italiano.

    Un
    recente studio dell’Ufficio parlamentare di Bilancio, infatti, ha
    confermato quello che ogni evidenza aveva ormai mostrato da circa 20
    anni e cioè che la causa principale dell’impennata del debito pubblico è
    stata la divisione del Ministero del Tesoro dalla Banca d’Italia del
    1981. Nel 1980 il rapporto debito/pil era al 58% poi raddoppierà in soli
    10 anni. Se oggi ci dicono che è stato il “Whatever it takes”
    (la decisione di acquistare titoli di Stato) della Bce di Draghi a far
    scendere i tassi e lo spread, ci dovrebbero spiegare allora perché quel
    “Whatever it takes” lo vietarono alla Banca d’Italia dal 1981 in poi.
    Anzi sarebbe più preciso dire che gli intimarono di non farlo più,
    anche se avrebbe potuto. Ed infatti, la Banca d’Italia, con quel
    divorzio, non acquistò mai più i titoli del Tesoro rimasti invenduti
    lasciando il paese in balia dei mercati finanziari e delle banche che
    trovarono conveniente fare cartello per costringerci a pagare interessi
    sempre maggiori per collocare i nostri titoli.

    Questa
    scelta, presa arbitrariamente da sole due persone (Ministro del Tesoro e
    Governatore della Banca d’Italia) mediante una semplice comunicazione
    interna che bypassava ogni iter democratico, indispensabile per una
    questione che avrebbe influenzato negativamente la vita di 60 milioni di
    persone fece schizzare il debito pubblico e per farlo, fu condita con
    un’ulteriore ciliegina sulla torta con la scelta di un sistema
    truffaldino e fuori da ogni logica per gestire le cosiddette aste
    marginali dei Btp. La modalità scelta, infatti, è talmente incredibile e
    banale che per spiegarla basta un semplice esempio: Supponiamo che lo
    Stato metta a disposizione 10 miliardi di Btp. Arrivano i primi
    investitori che sono disposti ad acquistare 5 miliardi ad un rendimento
    dell’1%. Poi arrivano i secondi investitori disposti ad acquistare altri
    4 miliardi di titoli chiedendo in cambio un rendimento del 2%. Poi
    arriva l’ultimo investitore disposto a sottoscrivere l’ultimo miliardo
    di titoli ma solamente a fronte di un rendimento del 4%. Questo ultimo
    investitore chiede interessi più degli altri ma siccome hanno tutti
    fatto cartello per ottenere il massimo degli interessi, non si trova sul
    mercato nessuno disposto a comprarlo per meno. A quel punto sapete cosa
    accade ? Accade che lo Stato deve offrire quel 4% di interesse su tutti
    e 10 miliardi di titoli emessi all’asta, compresi quelli dei primi
    investitori che erano disposti a ricevere interessi molto minori. E noi
    che pensavamo che il debito pubblico schizzasse a causa di qualche
    ripetuto episodio di corruzione. A questo bisogna aggiungere che i
    titoli di Stato(Btp) nelle aste vengono venduti solo ad operatori
    specialisti (non a tutti). E indovinate chi sono questi operatori che
    possono partecipare alle aste dei titoli di Stato ? Speculatori
    internazionali del calibro di Goldman Sachs che, guarda caso, sono
    spesso gli stessi che innescano le crisi sui mercati e dai quali
    provengono politici come Prodi, Draghi, Monti che hanno reso possibili
    queste folli politiche monetarie ed economiche. In pratica il nostro
    debito pubblico,invece, di essere venduto direttamente agli italiani,
    per diventare la ricchezza di cittadini e aziende, viene rivolto a
    banche speculative straniere o italiane con azionisti stranieri. Ed è
    così che finiamo nella mani del Cartello finanziario internazionale
    dandogli la facoltà di mettere bocca su ogni scelta politica, economica o
    sociale, pena la vendita massiccia di quei titoli e il rischio default
    del paese.

    Il resto potete qui:

    https://scenarieconomici.it/ecco-la-verita-inconfessabile-della-guerra-al-governo-la-questione-del-deficit-italiano-sta-scoperchiando-la-truffa-europea-del-debito-pubblico-di-francesco-amodeo/

    Quindi, noi stiamo chiedendo al croupier di un tavolo truccato se per cortesia possiamo giocare senza che ci sputino in faccia?

    Ha senso?

    Prima, si ribalta il tavolo, poi si fa presente che era truccato!