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Ci stracciano i “maroni” con lo Spread …

DI FABIO CONDITI

comedonchisciotte.org

Ci stracciano i “maroni” con lo Spread solo perchè ci siamo permessi di prevedere un deficit del 2,4% anzichè di 1,6%.

Roba da matti, corrisponde ad un aumento di soli 13 mld di euro, quando spendiamo di interessi sul debito pubblico circa 65 mld di euro annui, mentre la Germania quasi zero.

Ma loro fanno comprare i loro titoli dalle loro banche pubbliche, mica sò scemi!!!

Il meccanismo è semplice. La BCE oltre al Quantitative Easing, fa anche prestiti alle banche private e pubbliche a tasso addirittura negativo fino a -0,40%, si chiama  TLTRO. Per chiarire, tasso negativo a -0,40% significa che ricevo 1000 ma devo restituire solo 984, dopo quattro anni !!!

Le banche pubbliche tedesche, quindi, possono comprare Titoli di Stato con denaro ricevuto a tasso negativo, mentre lo Stato italiano è costretto ad elemosinare prestiti dai mercati finanziari a tassi sempre più alti, a causa dello Spread.

Quindi lo Spread sale perchè misura quanto siamo coglioni rispetto ai tedeschi, tanto per usare un termine tecnico che rende l’idea.

L’acronimo di TLTRO sta per Targeted Longer-Term Refinancing Operation e indica le maxi-iniezioni di liquidità a lungo termine della Bce per sostenere l’economia reale, avviate nel settembre 2014 attraverso aste a basso costo con scadenza a quattro anni.

Dovete sapere che il comma 1 dell’art.123 del TFUE, cioè del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, vieta i prestiti della BCE e delle Banche Centrali Nazionali agli Stati : “1 – Sono vietati la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della Banca centrale europea o da parte delle banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate «banche centrali nazionali»), a istituzioni, organi od organismi dell’Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l’acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali“.

Ma al comma 2 dello stesso articolo, c’è la rivelazione : “2. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che, nel contesto dell’offerta di liquidità da parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali nazionali e dalla Banca centrale europea lo stesso trattamento degli enti creditizi privati“.

Chiariamo questo passaggio perchè è importante.

La BCE e le Banche Centrali Nazionali come Banca d’Italia, non possono prestare soldi agli Stati, nè possono comprare direttamente da loro i Titoli di Stato, ma questo divieto non vale per le banche pubbliche che ricevono i soldi in prestito dalla BCE.

Quindi se l’Italia avesse un sistema di banche pubbliche importante come la Germania (più del 50%), potrebbe utilizzarle per “gestire” il debito pubblico in modo da pagare quasi zero di interessi, azzerando anche lo Spread maledetto.

comedonchisciotte controinformazione alternativa banche pubbliche interessi debitoNell’immagine a fianco potete vedere l’effetto nel sistema economico, considerato che praticamente tutto il denaro che usiamo proviene dalle banche private e comporta il pagamento continuo di interessi sul debito pubblico e privato pari a circa 200 mld di euro all’anno.

Un sistema di banche pubbliche permetterebbe allo Stato di incamerare una parte consistente di questi interessi, che potrebbe quindi essere redistribuita.

Questa cosa la diciamo da 5 anni inascoltati, da quando il nostro amico Claudio Bertoni di Ferrara, ebbe la geniale idea di chiedere direttamente alla BCE se questa soluzione si poteva adottare.

Questa la mail di risposta dall’Unione Europea e dalla Banca Centrale Europea

Da: Europe Direct <[email protected]>
Date: 13 gennaio 2014 10:50
Oggetto: [Case_ID: 0830870 / 1548784] art. 123- Delucidazioni
A: [email protected]

Gentile Signor Bertoni, 

La ringraziamo per il suo messaggio. Desideriamo scusarci per il ritardo.

Le inoltriamo le risposte alle sue domande, fornite dalla Banca centrale europea:

1) comma 2 art. 123  TFUE: è possibile per un Ente creditizio di proprietà pubblica accedere all’offerta di liquidità, oggi al tasso dello 0,25%, della BCE?

1. Gli enti pubblici creditizi dell’area dell’euro sono un elemento importante del sistema bancario e pertanto hanno un ruolo essenziale nel fornire prestiti all’economia reale. Pertanto è importante per l’Eurosistema che essi siano trattati alla pari degli istituti creditizi privati nel contesto delle operazioni di rifinanziamento per assicurare un efficiente trasmissione delle decisioni riguardanti la politica monetaria all’economia. Pertanto la risposta alla sua prima domanda è si ed e per questo che l’articolo menzionato è presente nel Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE)*. L’articolo stabilisce che il divieto di scoperto bancario e altre forme di facilitazione creditizia in favore dei governi “non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che, nel contesto dell’offerta di liquidità da parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali nazionali e dalla Banca centrale europea lo stesso trattamento degli enti creditizi privati”.

2) Se sì come penso, questo Ente creditizio di proprietà pubblica può prestare denaro al Governo affinchè lo stesso possa pagare i suoi debiti ai mercati finanziari? Ovviamente attraverso la cessione a garanzia dei Titolo di Stato acquistati dall’Ente creditizio pubblico stesso?

2. Non è il ruolo della banca centrale di decidere per gli istituti di credito come utilizzare i soldi. In pratica, gli istituti di credito possono liberamente prestare i soldi ai governi o comprare i loro titoli di stato, nonché prestare soldi a qualsiasi cliente. Questo è possibile nel caso in cui esista una decisione commerciale indipendente da parte dell’ente pubblico creditizio di entrare in tale rapporto con lo Stato. In questo contesto è necessario ricordare la clausola stabilita dall’articolo 124 del TFUE, che stabilisce quanto segue: “È vietata qualsiasi misura, non basata su considerazioni prudenziali, che offra alle istituzioni, agli organi o agli organismi dell’Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri un accesso privilegiato alle istituzioni finanziarie.” Lo Stato, nel caso in cui adottasse una legge, regolamento o qualsiasi altro strumento giuridicamente vincolante, che obbligherebbe un istituto finanziario a comprare i titoli di stato governativi, violerebbe l’articolo 124.

3) E l’Ente creditizio pubblico può decidere liberamente il tasso di interesse?

3. La domanda non è chiara. Tuttavia, nel contesto della decisione indipendente presa dall’istituto creditizio di prestare soldi ai clienti, il prezzo dell’operazione deve essere basata su considerazione finanziarie e economiche (per esempio, il profilo di rischio del cliente). Per quanto riguarda la decisione di comprare titoli di stato pubblici, si aspetta che il tasso di interesse nominale per i titoli governativi (come per gli altri) venga determinato dalle caratteristiche del titolo stesso (incluso il profilo di rischio dell’emittente, la liquidità e commerciabilità del titolo, etc.). Il rendimento effettivo del titolo (emesso da un pubblico o provato) negoziato sul mercato riflette l’evoluzione di queste caratteristiche nel tempo.

Ci auguriamo che queste informazioni possano esserle di aiuto. La preghiamo di contattarci nuovamente in caso avesse ulteriori domande.

Le risposte della BCE sono molto interessanti, vale la pena di leggerle con attenzione, ma vorrei sottolineare due frasi importanti di questa risposta :

  • Gli enti pubblici creditizi dell’area dell’euro sono un elemento importante del sistema bancario e pertanto hanno un ruolo essenziale nel fornire prestiti all’economia reale. Quindi cosa aspettiamo a realizzarle?
  • In pratica, gli istituti di credito possono liberamente prestare i soldi ai governi o comprare i loro titoli di stato, nonché prestare soldi a qualsiasi cliente. Quindi perchè prendiamo i soldi in prestito dai mercati finanziari, anzichè dalle nostre banche pubbliche?

Tenetevi pronti e segnate in agenda il 23 novembre 2018 ore 15,30, organizzeremo a Roma un evento di rilevanza nazionale all’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, un convegno dal titolo “Società, economia e moneta positiva“, per rivendicare il nostro diritto di cittadini a realizzare una società diversa, basata su una economia ed una moneta finalmente positiva.

Saranno con me amici come Antonino Galloni, Giovanni Zibordi e Marco Cattaneo, ma anche altri dei quali sto aspettando conferma. Sarà obbligatorio l’accredito mandando una mail a [email protected], indicando nome e cognome, comune di residenza di ciascun partecipante. Obbligatoria la giacca per gli uomini, ma comunque a tutti è richiesto un abbigliamento consono al decoro dell’istituzione parlamentare.

comedonchisciotte controinformazione alternativa proposta moneta positiva fronteNel frattempo potete ripassare tutte le nostre proposte concrete e realizzabili per uscire dalla crisi economica, nel documento che potete scaricare nel nostro sito http://monetapositiva.blogspot.com/2018/09/proposta-moneta-positiva.html , che è stato inviato a tutti i responsabili politici ed economici del Governo, oltre che al Presidente della Repubblica.

La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito.

Fabio Conditi – Presidente dell’associazione Moneta Positiva

http://monetapositiva.blogspot.it/

Fonte: www.comedonchisciotte.org

10.10.2018

Pubblicato da Fabio Conditi

Presidente dell'Associazione Moneta Positiva con la quale porta avanti una campagna per riformare il sistema monetario, al fine di ottenere finalmente una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito. Ingegnere edile, specializzato in progettazione architettonica e strutturale, da anni studia il sistema economico e monetario attuale, analizzando le cause della crisi economica e le soluzioni concrete e realizzabili per uscirne. Ha contribuito a fondare diversi gruppi di cittadini che si occupano di economia, come Moneta 5 Stelle e Gruppo Cittadini Economia di Bologna e Ferrara. Ha scritto il suo 1° libro "Manuale in 12 passi per uscire dalla crisi" ed effettuato più di 100 incontri con i cittadini per divulgare questi temi, cui hanno partecipato più di 4.000 persone. E' appena uscito anche il suo 2° libro "Moneta Positiva - Riforma del sistema monetario" sottotitolo "La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito". http://monetapositiva.blogspot.it/p/libro.html

11 Commenti

  1. Io vorrei semplicemente dire questo: tempo fa seguivo abbastanza assiduamente le proposte della me-mmt portate avanti da Paolo Barnard e anche da altri. Per quanto gli argomenti trattati non fossero esattamente gli stessi dell’articolo, direi che, in linea di massima la direzione era questa. Le proposte di Barnard non erano rivolte specificatamente ad un partito politico piuttosto che un altro ed il motivo, era stato più volte ribadito, era che chiunque poteva realizzare tali proposte se ritenute “interessanti”. Nessuno schieramento politico ha mai voluto prendere in considerazione alcuna delle proposte della mmt e gli stessi 5S si sono ben tenuti alla larga nonostante molti iscritti premessero perché si affrontassero seriamente queste tematiche. I 5S all’epoca non erano al governo, forse era questa la loro giustificazione. Ora però mi chiedo, tornando all’articolo e tenendo conto che sia Lega che 5S, a parole, vogliono dare uno scossone a questa europa, come mai è così difficile realizzare le proposte di Conditi. Io credo sinceramente che fino a quando nessun partito politico dimostri un vero interesse per questi temi e sopratutto per le soluzioni di Conditi e/o della mmt o di chiunque altro, non si andrà mai da nessuna parte. E a me non pare che l’attuale governo sia su questa lunghezza d’onda.

    • Ora però mi chiedo, tornando all’articolo e tenendo conto che sia Lega che 5S, a parole, vogliono dare uno scossone a questa europa, come mai è così difficile realizzare le proposte di Conditi

      Non sei l’unico a chidertelo, tutte le persone pensanti con capacità di giudizio critico se lo chiedono.
      La mia risposta? Non lo vogliono. Volevano solo il Potere, l’hanno conquistato con roboanti promesse ma irrealizzabili, ora si spartiscono vantaggi e poltrone.
      Sarà campagna elettorale continua tanto il popolo che li ha votati impiegherà mesi o forse anni prima di capire che sono stati ingannati ancora una volta.

      • Ti confondi con PD ed i governi precedenti di DX.

      • Stiamo parlando di levare le costolette grasse dalla bocca del mostruoso cane sionista che si sta mangiando tutto il mondo.
        Il vero problema è questo: tutti quelli che ci provano muoiono. Tutti quelli che avvicinano la mano per levare l’osso a questo cane si ritrovano avvisati e subito si rimettono la manina in tasca. L’ultimo esempio è quello della Grecia di Tzipras, erano partiti con grande slancio per poi tornare indietro con la coda tra le gambe. La soluzione a questo problema non arriverà dalla politica ma dal basso. Per levare l’osso al cane bisogna essere tanti e iniziare a bastonarlo tutti insieme. Ripeto: DAL BASSO. Quando ci renderemo conto di quanto ci prendono per il culo le banche allora ne seguiranno rivolte e guerre civili. Auguri a tutti.

  2. I gestori del blog sono forse convinti delle scarse doti intellettive dei loro fruitori?
    Perché si pubblicano sempre gli stessi contenuti?

  3. Una cosa in particolare sarebbe utile capire meglio, ovvero il ruolo attuale e futuro della Banca d’Italia, la quale è vero che è a maggioranza di proprietà privata, ma rimane pur sempre un ente di diritto pubblico, stante le particolari funzioni che le sono assegnate e tutt’ora ricopre. Mi pare di aver letto da qualche parte che la Banca d’Italia ha al momento in pancia una buona parte del debito pubblico italiano, cioè dei nostri titoli di Stato, (nella misura di circa 3/400 miliardi di euro, acquisiti evidentemente dalle nostre banche con il benestare della BCE?). Se fosse confermato questo, già da ora lo Stato fa fronte al proprio debito con una soluzione ibrida, ma in fondo assimilabile a quella prospettata nel suo articolo, dott. Conditi, o sbaglio? Se non capisco male la differenza fondamentale sarebbe data dal fatto di stare o meno dentro l’euro, ovvero avere sovranità monetaria e moneta propria; nel caso di scelta pro euro, allora Banca d’Italia prevalentemente controllore del sistema bancario e una o più banche pubbliche (anche Cassa Depositi e Prestiti?) sul mercato come acquirenti dei titoli di Stato; nel caso di moneta sovrana, allora Banca d’Italia sul mercato come gestore ed acquirente dei titoli di Stato, anche quelli invenduti. Se mi permette di chiederglielo, che ne pensa al riguardo dott. Conditi?

  4. I suoi articoli sono sempre molto, molto interessanti.
    Grazie

  5. In Italia non ci sono più Istituti di Credito Pubblici da quando i Sinistri (dai tempi del governo Ciampi-Andreatta) sono andati al potere ed hanno colonizzato lo Stato dall’interno come un cancro.
    Hanno svenduto tutto quello che si poteva svendere ai “Privati” del sistema bancario dicendoci che “privato è bello” senza dirci che avremmo dovuto investire miliardi di unità di conto (euro) in miliardi di tonnellate di “vasellina” per ripianare un debito che non avrà mai fine perchè continua a crescere indefinitivamente per usura legalizzata.

  6. La questione del perché l’Italia non si è dotata di banche pubbliche per eliminare lo spauracchio dello spread e finanziare l’economia reale, va ricercata primariamente nella riforma del sistema bancario italiano degli anni ’90 del secolo scorso, quando, nel generale smantellamento delle partecipazioni statali, furono “privatizzate” anche le banche fino ad allora controllate dall’IRI. Ma non fu una vera e propria privatizzazione, perché il controllo delle banche fu trasferito alle Fondazioni che rappresentavano gli interessi dei gruppi di potere dei vari partiti PCI,DC,PSI ecc. I risultati conclusivi di quella “riforma” li abbiamo visti nelle vicende del MPS, delle 4 banche fallite B.Delle Marche, Etruria ecc. e in quelle ultime di Vicenza. La fetta maggiore della torta passò nelle mani dei residuati del PCI e della DC, Ds e Margherita, che insieme costituirono il partito di controllo PD. Personalmente assistetti all’atto di nascita di quell’ircocervo, in una sala di un noto hotel di Roma dove si riunirono i militanti, sul palco c’erano, al centro Carlo De Benedetti, a destra Rutelli, a sinistra Veltroni, prese per primo la parola De Benedetti e dopo vari bla bla, si dichiarò orgoglioso di essere la tessera n° 1 del nuovo partito. Quello è il PD, il partito delle banche e della finanza. Sull’altra sponda, cosiddetta di destra, fu concesso il monopolio dell’etere e un arricchimento senza pari alla banda che si rifaceva al PSI e alla massoneria di Gelli, creando un balletto di apparente contrasto politico fra destra e sinistra, che solo gli ingenui o disinformati potevano considerare come vero. In questo quadro come si poteva costituire una o più banche pubbliche? Quindi è vero che il nemico sta anche a Bruxelles, ma come cassa di risonanza del vero nemico che abbiamo in casa, il quale tuttora agita lo spauracchio dello spread e della catastrofe economica, nel tentativo vano di fermare l’azione di questo governo. Perciò invito tutti coloro che ancora credono di combattere la buona battaglia a destra o a sinistra, di riflettere sempre sul monito di Bertold Brecht:
    Il nemico

    Al momento di marciare
    molti non sanno
    che alla loro testa marcia il nemico.

    La voce che li comanda
    è la voce del loro nemico.

    E chi parla del nemico
    è lui stesso il nemico.

  7. Gli italiani dovrebbero essere contenti dello Spread a 300 ma anche a 400, 500 o 1000. Possono comprare loro i Btp con una ALTA cedola di interessi.