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Ci siamo costruiti una gabbia monetaria

Ci siamo costruiti una “gabbia monetaria”

DI FABIO CONDITI

comedonchisciotte.org

La guerra monetaria e finanziaria che stiamo inconsapevolmente combattendo, è impossibile da vincere se non ci liberiamo della “gabbia monetaria” che ci siamo costruiti e che riduce la nostra libertà di azione.

Un calcio per dire no alle riforme costituzionaliIl forte e chiaro NO al referendario costituzionale del 4 dicembre, ha per il momento scongiurato il rischio di peggiorare la nostra situazione, con nuove progressiva cessione di sovranità da parte dello Stato italiano a vantaggio di entità sovranazionali.

Lo scopo della riforma costituzionale voluta dal Governo Renzi era infatti, per loro stessa ammissione, un passaggio necessario per adeguare l’impianto costituzionale alla nuova “governance economica europea”. In pratica, rendere la Costituzione sempre più permeabile alle norme e disposizioni comunitarie, cedendo ovviamente sempre maggiori quote di sovranità nazionale.

In pratica avrebbe rinforzato la sbarre della gabbia.

Fallito dunque il tentativo di operare un cambiamento normativo dall’interno, attraverso la riforma costituzionale, è cominciato un vero e proprio attacco all’Italia, iniziato con “un piccolo emendamento all’articolo 507 del regolamento sui requisiti patrimoniali (Crr) prevede di delegare all’Eba, l’Autorità Bancaria Europea”, di cui abbiamo parlato dell’articolo precedente https://comedonchisciotte.org/siamo-in-guerra-monetaria-e-non-lo-sappiamo/.

L’obiettivo di questa manovra è rendere i Titoli di Stato italiani meno appetibili per il sistema bancario in modo da costringerlo a svenderli sui mercati finanziari, provocando l’aumento esponenziale dello Spread, cioè degli interessi che paghiamo sul debito pubblico.

Praticamente lo stesso effetto che ha causato le dimissioni di Berlusconi nel 2011 e l’arrivo del “commissario” Mario Monti (Presidente del Consiglio dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013), che, oltre all’applicazione rigorosa delle politiche di austerity e di privatizazioni, aveva il compito di introdurre in Italia le seguenti riforme che hanno ridotto la nostra sovranità :

– il Pareggio di Bilancio (Legge di Riforma Costituzionale n.1 del 20 aprile 2012, approvata da PD, PDL, Terzo Polo e Lega Nord >>>QUI);

– ratifica del Trattato che istituisce il MES Meccanismo Europeo di Stabilità (approvato nel luglio 2012 da queste forze politiche >>>QUI).

Non avendo la percezione di essere in una vera e propria guerra finanziaria e monetaria, siamo completamente impreparati all’arrivo dell’ennesimo attacco, sempre alla nostra Sovranità ed alle nostre libertà, proveniente dall’esterno, perché quello che talvolta esce per la porta, rientra per la finestra.

Come funziona il MES

Meccanismo Europeo di Schiavitù

Stiamo parlando della possibilità che venga applicato all’Italia il MES, cioè il Mostro Europeo di Schiavitù, come sarebbe più corretto chiamarlo, un intervento molto simile a quello realizzato in Grecia dal FMI, che ha prodotto gli straordinari risultati che tutti conosciamo.

Quello che è bene mettere in evidenza è che sia il tentativo di riforma costituzionale promosso dal Governo Renzi, sia il MES operano sulla base di un preciso spartito; sottrarre sovranità agli stati nazionali, per asservirli sempre più alla governance finanziaria.

Il MES infatti rappresenta un vero e proprio sistema di predazione di sovranità: offre sostegno in cambio di riforme. Il fondo è regolato dalla legislazione internazionale e ha sede in Lussemburgo. Può emettere  prestiti (concessi a tassi fissi o variabili) per assicurare assistenza finanziaria ai paesi in difficoltà ed acquistare titoli sul mercato primario e secondario, ma solo a condizioni molto severe e rigorose, che “possono spaziare da un programma di correzioni macroeconomiche, al rispetto costante di condizioni di ammissibilità predefinite” e sono definite di volta in volta dal Memorandum d’intesa.

L’assurdità è che il nostro Paese negli anni ha contribuito al MES versando ben 14,4 miliardi di euro e sottoscrivendo un capitale pari a 125,4 miliardi di euro, cioè il 17,7% dell’ammontare complessivo di 700 miliardi di euro utilizzabile per i prestiti “salva-stati”.

Quindi noi abbiamo pagato e garantito il sostegno economico ad una istituzione, il MES appunto, che poi ci “salva” con i nostri soldi, ma attraverso un “prestito” che comunque dovrà essere restituito con gli interessi e solo dopo aver acconsentito alle “riforme” che ci vengono richieste e che limitano la nostra sovranità.

In pratica il MES si muove sulla base di un approccio cash-for-riforme, cioè i Paesi membri  ricevono prestiti in cambio di riforme economiche.

Le riforme che vengono richieste ai Paesi membri, per poter accedere ad un programma di sostegno del MES sono sempre le solite e sono di tre tipologie:

1 – Consolidamento fiscale – misure per ridurre la spesa pubblica, riducendo i costi della pubblica amministrazione e migliorare la sua efficienza, ma soprattutto per aumentare le entrate, attraverso privatizzazioni e/o riforme fiscali;

2 – Riforme strutturali – misure per aumentare il potenziale di crescita, creare posti di lavoro e migliorare la competitività;

3 – Riforme del settore finanziario – misure per rafforzare la vigilanza bancaria o ricapitalizzare le banche.

Fino ad oggi, il nostro Paese è riuscito a fare a meno dell’aiuto del fondo, ma già prima della votazione referendaria, sui media e sulla stampa, erano iniziate a circolare con una certa insistenza, nefaste previsioni concernenti rischi di solidità del sistema bancario italiano in caso di vittoria del NO, vittoria che poi è puntualmente arrivata.

Monte dei Paschi di Siena

In particolar modo, l’accento era stato posto sul Monte dei Paschi di Siena, la banca italiana che ad oggi presenta i maggiori problemi di solidità patrimoniale, secondo gli stress test condotti dall’ Autorità Bancaria Europea (EBA).

In effetti, dall’inizio degli anni duemila, la banca senese non ha dato prova di grandi capacità strategiche  e di pianificazione, realizzando una commistione politico-finanziaria su una scala in Italia ancora inarrivabile, con l’acquisto di banche che non godevano di ottima salute, come Banca 121 e Banca Antonveneta, ma soprattutto realizzando operazioni speculative ed in derivati che hanno completamente rovinato la Banca più antica e prestigiosa al mondo, che fa gola a molti, visto che ha oltre 160 mld di attivo.

Alla luce dei risultati degli ultimi stress test, la BCE ha chiesto un aumento di capitale di circa 5 miliardi di euro, ma oggi a questa situazione di crisi si aggiungerà anche l’effetto dirompente del declassamento dei Titoli di Stato italiani all’interno dei patrimonio già scarsi del nostro sistema bancario, con l’effetto di peggiorare ancora di più i risultati degli stress test anche di tutte le altre banche come MPS.

L’obiettivo invocato da più parti, sempre più insistentemente, è quello di un intervento risolutore del Meccanismo Europeo di Stabilità, che significherebbe, per il popolo italiano, una disfatta totale; l’intervento del  fondo rappresenta la cessione incondizionata della “governance economica” ad una tecnocrazia che sta progressivamente depotenziando la sovranità degli Stati.

Il tutto per salvare una moneta nata male e proseguita peggio, corredata da un insieme di norme e trattati che stanno distruggendo le economie reali, impoverendo i popoli, creando disoccupazione e povertà crescenti, rendendo oltretutto ancora più instabile ed in crisi il sistema bancario.

Il Meccanismo Europeo di Stabilità rappresenta oggi una enorme idrovora di diritti e libertà, che con la corresponsabile negligenza o collusione della classe politica rischia di trovare spazio anche in Italia. Se poi a questo sommiamo il fatto che: i membri dell’organizzazione sono per Trattato immuni da procedimenti legali; gli atti scritti e i documenti ufficiali redatti sono inviolabili; i locali e gli archivi del MES sono inviolabili; l’ente ha come scopo quello di realizzare profitti e può avvalersi dei contributi di banche private sia per quanto riguarda le erogazioni da fornire, sia per quanto attiene le misure da chiedere in cambio ai paesi debitori, è evidente  che la sovranità dei singoli Stati membri rischia quindi di essere sostituita da una governance economica privata in grado di imporsi facilmente sugli organi sovrani dei vari stati nazionali.

La domanda che andrebbe rivolta ai nostri rappresentati politici dovrebbe essere: vale la pena ricorrere al MES, al bail-in, alla cinesizzazione dei salari, alla perdita dei diritti, alla precarizzazione del lavoro per salvare una banca, una moneta, una idea di società che ha prodotto e prosegue a produrre solamente miseria e povertà?

Perché non permettere ad uno Stato sovrano, in grado di creare una moneta, di avviare una diretta ricapitalizzazione di MPS o di altre banche in difficoltà, definendo nuove regole e limiti all’attività bancaria commerciale?

Come funziona la gabbia monetaria

Riassumiamo la situazione per chi non conosce le nostre analisi sul funzionamento del sistema economico e monetario, in modo da riuscire a comprendere la natura della “gabbia monetaria” che ci siamo costruiti (o meglio che ci hanno costruito con la nostra inconsapevole approvazione) :

1) il sistema bancario, coordinato ed alimentato dalla BCE, crea dal nulla la maggior parte del denaro che usiamo, cioè il 99,7%, attraverso la concessione di prestiti con interessi;

2) ma il sistema bancario crea il denaro soprattutto per speculazioni immobiliari e finanziarie, che avvantaggiano poche persone, attraverso un meccanismo di creazione instabile e perennemente a rischio di fallimento, per cui necessita ciclicamente di essere salvato dallo Stato, ovviamente con i soldi dei cittadini;

3) lo Stato, che ha rinunciato all’utilizzo della propria sovranità monetaria, coniando solo le monete metalliche, che sono lo 0,3% del totale, è costretto a finanziarsi solo con l’emissione di Titoli di Stato e l’aumento del debito pubblico, rimanendo sotto ricatto continuo dei mercati finanziari e delle banche;

4) ma lo Stato, per salvare il sistema bancario e ridurre il debito pubblico, si sottomette a cessioni di sovranità e politiche di austerity, che sottraggono risorse al sistema economico reale e alla vita della maggior parte dei cittadini.

5) la BCE, con la scusa di risolvere la crisi economica, non fa altro che creare denaro dal nulla per alimentare i mercati finanziari, con il QE, ed il sistema bancario, con le banconote e gli LTRO, cioè prestiti a tasso negativo;

6) come risultato, si torna al punto 1, in una situazione però progressivamente peggiorata.

Abbiamo anche provato a fare un breve video, per spiegare come funziona il sistema monetario attuale in modo semplice ed accessibile a tutti :

Lo vogliamo capire che questo circolo “vizioso” non solo ci impoverisce, ma ci sta rendendo “schiavi” sempre di più ?

La trasformazione del nostro sistema monetario, da strumento di crescita a strumento di schiavitù, è iniziata nel 1981, dall’ormai famoso “divorzio tra il Ministero del Tesoro e la Banca d’Italia”, ad opera di Beniamino Andreatta e Carlo Azeglio Ciampi, ma è proseguito durante tutti i Governi di centro-destra e di centro-sinistra, che adesso si scoprono critici verso il sistema che loro stessi hanno contribuito a realizzare.

Interessi pagati dall'Italia sul debito pubblico

Tutte le scelte che sono state fatte, hanno provocato un aumento del debito pubblico esponenziale, tanto che in 30 anni abbiamo pagato più di 3.000 mld di euro solo di interessi, e le soluzioni che ci propongono sono sempre le stesse dal 1992, cioè privatizzazioni e patrimoniali, perchè da sempre sono questi i veri obbiettivi, colonizzare l’Italia dopo averla convinta a non utilizzare gli strumenti monetari a disposizione dei paesi sovrani.

Ma la “gabbia monetaria” che ci siamo costruiti, in realtà si può aprire in qualunque momento, perché essendo la sovranità monetaria e fiscale di competenza esclusiva dello Stato, in qualunque momento potremmo decidere di uscire da questo meccanismo diabolico.

Basta cominciare a “stampare soldi“, che significa semplicemente creare strumenti monetari alternativi e validi solo sul proprio territorio per pagare le tasse, in modo tale da non costringere più lo Stato ad “elemosinare” soldi che vengono creati dal nulla, proprio da chi ha ricevuto dallo Stato stesso, la possibilità di crearli.

Ma dobbiamo anche aumentare la nostra consapevolezza su questi temi, e pretendere che i movimenti e/o partiti politici dicano in modo chiaro che lo Stato deve ricominciare a “stampare soldi”, in qualunque modo possibile, e che sono disponibili a metterlo al primo punto del loro programma elettorale. Altrimenti questa volta non li votiamo.

Possiamo liberarci dalla gabbia monetaria

Non è il momento di abbassare la guardia, anche se siamo riusciti a bloccare la “schiforma costituzionale”, dobbiamo restare vigili.

Una battaglia è vinta, ma la guerra per liberarci della gabbia è ancora tutta da combattere.

Anche perché molti non si rendono neanche conto di vivere in una vera e propria “gabbia monetaria”, che ci siamo costruiti da soli ma della quale possiamo e dobbiamo liberarci, basta acquisire la consapevolezza che la sovranità monetaria è nostra, ma non la stiamo utilizzando.

Solo così potremo affermare di vivere in una democrazia pienamente realizzata.

La moneta dovrà essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito.

 

Fabio Conditi   Presidente dell’Associazione Moneta Positiva

www.monetapositiva.blogspot.it

Fonte: www.comedonchisciotte.org

22.02.2017

 

Pubblicato da Fabio Conditi

Presidente dell'Associazione Moneta Positiva con la quale porta avanti una campagna per riformare il sistema monetario, al fine di ottenere finalmente una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito. Ingegnere edile, specializzato in progettazione architettonica e strutturale, da anni studia il sistema economico e monetario attuale, analizzando le cause della crisi economica e le soluzioni concrete e realizzabili per uscirne. Ha contribuito a fondare diversi gruppi di cittadini che si occupano di economia, come Moneta 5 Stelle e Gruppo Cittadini Economia di Bologna e Ferrara. Ha scritto il suo 1° libro "Manuale in 12 passi per uscire dalla crisi" ed effettuato più di 100 incontri con i cittadini per divulgare questi temi, cui hanno partecipato più di 4.000 persone. E' appena uscito anche il suo 2° libro "Moneta Positiva - Riforma del sistema monetario" sottotitolo "La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito". http://monetapositiva.blogspot.it/p/libro.html
  • PietroGE

    Beh, ma le riforme richieste :
    1 – Consolidamento fiscale – misure per ridurre la spesa pubblica, riducendo i costi della pubblica amministrazione e migliorare la sua efficienza, ma soprattutto per aumentare le entrate, attraverso privatizzazioni e/o riforme fiscali;
    2 – Riforme strutturali – misure per aumentare il potenziale di crescita, creare posti di lavoro e migliorare la competitività;
    3 – Riforme del settore finanziario – misure per rafforzare la vigilanza bancaria o ricapitalizzare le banche.
    noi non dovremmo farle in ogni caso? Che facciamo, assumiamo altri 50 000 nella pubblica amministrazione, come già programmato? E poi continuiamo a mantenere 20 centri indipendenti di spesa pubblica come le regioni? Non sarebbe ora di (almeno) dimezzarne il numero?
    Anche cominciare a stampare moneta propria non è senza rischi. Il debito pubblico in mano straniere è arrivato a 800 miliardi. Se vedono che stampiamo moneta chiederanno subito un aumento degli interessi che raggiungeranno la doppia cifra. Secondo me l’Italia non può andare avanti senza una ristrutturazione del debito (leggi : default) perché siamo in piena trappola debitoria : non cresciamo perché il debito è troppo alto ma se non cresciamo il debito sale.

    • Quello che serve è rilancio dell’economia, riduzione della disoccupazione, aumento dei redditi e della ricchezza per la popolazione più povera, interventi sismici ed energetici sul nostro patrimonio edilizio ed artistico, interventi di consolidamento idro-geologico del nostro territorio, aumento della produzione di beni e servizi eco-solidali, impianti di produzione di energie alternative, ecc…
      Per fare questo servono i soldi, che possono essere creati con un clic e senza aumentare il debito pubblico, il quale esiste solo ed esclusivamente perchè usiamo una moneta-debito che non è di proprietà dello Stato.
      I Titoli di Stato non riducono neanche la moneta dalla circolazione, tant’è che vengono utilizzati come garanzia, sia dalle banche che dalle istituzioni finanziarie, per creare ulteriore denaro elettronico dal nulla.
      Ma allora perchè lo Stato non crea direttamente lui moneta elettronica ?
      Cosa succederebbe se lo Stato emettesse ogni anno un certo quantitativo di moneta elettronica per finanziare le proprie uscite, magari a valenza fiscale per evitare i Trattati, in alternativa all’emissione di nuovi Titoli di Stato che sostituiscono quelli scaduti ?
      Semplicemente che il debito pubblico calerebbe e non ci sarebbe più nuovi interessi da pagare.
      Viviamo in una “gabbia monetaria” che ci siamo costruiti, ma è apribile in qualunque momento e non ce ne rendiamo conto !
      Il “default” non esiste per uno Stato che ha la sovranità monetaria come l’Italia.

      • PietroGE

        Il debito che è in mano straniera (in euro) va ripagato o no?

        • Si, ma è inutile farne dell’altro e lasciare ai privati la creazione del denaro, seguitando a pagare interessi a vita.
          Se sono lo Stato, il denaro lo creo io per conto dei cittadini e non pago più interessi.

        • marcobaldi

          Va ripagato nella nuova moneta (nella stragrande maggioranza dei casi) essendo sottoposti (ripeto: nella stragrande maggioranza) alla legislazione italiana.

          • PietroGE

            Supponiamo io sia il gestore di un grande gruppo internazionale di investimenti e che abbia un credito di 100 miliardi di euro nei confronti dell’Italia. Ora questo Paese decide di cambiare moneta, io però ho contratto il credito in euro e rivoglio i miei soldi, compresi gli interessi, in euro, altrimenti mi cerco un giudice e chiedo di acquisire asset e immobili per un valore equivalente. Domanda : può lo stato italiano rifiutarsi di pagare in euro il debito (compresi gli interessi)detenuto da stranieri?
            Poi, che uno stato sovrano non possa andare in default è chiaro : basta stampare moneta. Il problema è che il potere d’acquisto, che è quello che interessa veramente ai cittadini, è inversamente proporzionale alla quantità di denaro stampata. Quindi anche qui le cose non sono così semplici.

          • Abbiamo una visione del sistema economico piuttosto rudimentale. Lo Stato ha un bilancio nel quale attualmente entrano euro ed escono euro. Quindi se anche facciamo l’ipotesi che i Titoli di Stato debbano essere pagati in euro (e non è così), lo Stato utilizza i soldi delle sue entrate in euro, facciamo l’ipotesi siano 300 mld di euro. Il problema a questo punto si sposta su come fa lo Stato a far quadrare il suo bilancio avendo minori entrate per 300 ml di euro.
            Ha due alternative :
            1) emettere dei nuovi Titoli di Stato nella nuova moneta;
            2) emettere biglietti di stato o altri strumenti nella nuova moneta.
            Nel 1° caso aumenta il debito pubblico, nel 2° caso no.
            Il problema si sposta nel considerare come vengono utilizzati questi soldi, se finiscono in mano a speculatori immobiliari e finanziari non producono effetti positivi ma inflazione, se invece vengono utilizzati per aumentare la produzione di beni e servizi, non c’è inflazione perchè l’aumento di moneta corrisponde ad un aumento degli scambi di beni e servizi.
            Se ci liberiamo della gabbia monetaria e mentale che ci siamo costruiti, le cose sarebbero così semplici …

          • marcobaldi

            Si. Puo’.
            Sui titoli (la straguardo maggioranza) sotto giurisdizione italiana.
            È un rischio implicito per gli investitori che infatti si fanno pagare di più x questo

  • Simec

    prima o poi la ggente capirà che uno stato sovrano NON può fallire

  • clausneghe

    Un unico appunto, Conditi.
    Quel NOI è fuori luogo, bisognerebbe usare il LORO..
    Infatti io e tutti gli altri comuni cittadini Italiani non abbiamo costruito nessuna gabbia, semmai ci siamo finiti, quello sì.
    Cordialità.

    • Dico che la “gabbia monetaria” ce la siamo costruiti “noi”, ma specifico meglio che l’hanno costruita “loro” con la nostra inconsapevole approvazione, perchè in realtà purtroppo chiunque abbiamo votato, o anche quando non votavamo, con il nostro comportamento passivo abbiamo permesso tutto ciò, io per primo.
      Se tu hai “combattuto” per il cambiamento me ne compiaccio, ma la maggior parte delle persone fino ad oggi, me compreso, hanno permesso che la “gabbia monetaria” fosse costruita e rinforzata. Ora è il momento di “aprirla” …

      • clausneghe

        Sono d’accordo e grazie per la risposta.
        Sono convinto che bisogna resettare tutto, non solo la moneta.
        Questo Stato (delle cose) andrebbe abolito, ma siamo già nel terreno delle Utopie. Combattiamo contro le pale dei mulini (ed è pure bello), d’altronde siamo Donchisciottisti, o no?
        Avanti e continuiamo a provarci.
        Ciao

  • gix

    C’è un grosso ostacolo da superare, per fare in modo che la gente acquisisca consapevolezza della situazione come è realmente. E’ quello che ha consentito al sistema di sopravvivere finora senza che nessuno abbia mai provato a scoprire le carte del banco. Bisogna convincere la gente che l’economia dello Stato è cosa ben diversa dall’economia familiare, dove tanto entra e tanto esce, se non lavori non fai l’amore, se non guadagni non paghi e non pretendi, e via così per innumerevoli modi di dire che hanno attraversato i secoli. Su questo bisogna puntare, se si riesce a demolire questa presunta analogia, per cui la gente crede che lo Stato campi sulle tasse che riscuote, allora sarà tutto in discesa. Non sarà facile perché le persone tendono a fidarsi solo di quello che vedono, e a casa loro vedono solo che se non guadagnano non mangiano…

    • In realtà basta far capire alle persone che il denaro che usiamo oggi, non è un bene avente valore intrinseco come quando si usavano le monete d’oro, per cui può essere creato senza alcun limite di quantità.
      Ma l’unico soggetto titolare del diritto di creare soldi è lo Stato per conto dei cittadini, e visto che questa creazione ha costo “zero” perchè nella maggior parte dei casi è “elettronica”, allora lo Stato ne può creare quanto vuole e mettere all’attivo del proprio bilancio.
      Per tornare alla tua analogia con il bilancio familiare, è come se il papà avesse una macchina perfetta in grado di stampare tutte le banconote di cui ha bisogno.
      Questo è uno Stato sovrano !

  • marcobaldi

    Conditi:
    Lei non ha capito proprio cos’ è il debito pubblico.
    Mi perdoni:
    Il debito pubblico altri non è che il risparmio privato (di norma DOVREBBE ESSERE il risparmio dei cittadini di quel paese).
    O meglio: È una delle due modalità di accumulazione del risparmio finanziario nei paesi capitalistici. L’ altro è il risparmio privato gestito dal settore privato.

    Ora.

    Indovini un po cosa succede se otteniamo questo “grande successo” di eliminare integralmente la mediazione del credito (di questo stiamo parlando) da parte dello Stato…..

    Le nostre pensioni? Giocate tutte alla roulette delle borse valori. E così le nostre assicurazioni sanitarie ecc.

    Le sembra una bella prospettiva?

    Ecco. L’ establiclement, che lei a parole vorrebbe rovesciare nelle loro fondamenta teoriche, sogna esaltamente questo…

    • Gino

      Come vedi sono riusciti a inculcare nella testa della gente, grazie alla parola “debito”, il fatto che il debito pubblico è un male! Mentre è il sistema monetario bancario (fino a ora) è stato basato proprio sul debito. HO avuto diatribe infinite con gente che si definiva laureata in economia che insiste nel dire che lo Stato può gestire una nazione, che in 50 anni ha raddoppiato la sua popolazione (e quindi tutto ci che ne comporta) senza fare debito. Gli ho spiegato anche io il discorso del risparmio ma anche le facoltà di economia mentono e inculcano menzogne nella testa di chi non potrà prendesi anche 100 lauree ma non riesce a pensare con la propria testa!

      Questo ovviamente non toglie il fatto che l’Italia abbia accumulato debito perchè un paese oltremodo corrotto. Ma un paese che cresce dopo una guerra e deve ricostruire e “arricchire” una popolazione che raddoppia in 50anni non può non fare debito. Tutti i paesi hanno il debito che è appunto la quantità di quanto si è cresiuti e quanto si risparmia.
      Uno stato sovrano della propria moneta NON PUO’ FALLIRE e le politiche Keynesiane sono state bandite perchè non contemplavano la deregolamentazione selvaggia di mercati, la distruzione degli stati nazione in cambio di un mondo dove a governare sono i potentati e le lobby commerciali, industriali bancarie e finanziarie!

      • marcobaldi

        Ok. Pero’ la solfa della corruzione (gli italiani non sono antropologicamente piu’ corrotti dei tedeschi, dei greci, dei filippini) è anch’ essa un tara ficcata nella testa degli sfruttati (senso di colpa).
        È proprio una balla supportata da NESSUN elemento fattuale la correlazione tra corruzione e debito pubblico. I giapponesi -per dire- non sono -con il loro 250% di debito- piu corrotti dei russi (17% di debito/pil)….

        • Gino

          No. La relazione è che c’è un debito pubblico non corrispondente ad una effettiva ricchezza e risparmio e crescita e valore di una società perché qualcuno semplicemente ruba e se la tiene per se. Tanto per farle un esempio banale il debito pubblico italiano non ha ancora garantito un’autostrada da Salerno a Reggio. Perché si sono f o t t tu t i i soldi!

          • marcobaldi

            No. Falso.
            A fronte di un debito pubblico di circa 2300 mld gli italiani hanno accumulato una ricchezza privata stimata in quasi 9000 mld.
            Quindi.
            Il ns debito pubblico ha fruttato e come!

            Guardati i dati sulla spesa pubblica primaria. Tra le più basse d’Europa.
            E tra le più efficienti. Ebbene si. (Leggasi 800 mld di avanzo primario -record mondiale- degli ultimi 25 anni)

          • stefanodifrancesco

            Dunque seguendo la sua osservazione:
            1- lo Stato italiano fa Avanzi Primari da 800 miliardi in 25 anni (quindi toglie soldi all’economia);
            2 – ma la ricchezza degli italiani è salita a 9 mila miliardi, raddoppiando dal 1995.
            Questa sarebbe la dimostrazione che il debito pubblico è utile e fruttuoso?

            Cioè, se lo Stato toglie soldi da 25 anni all’economia reale ma la ricchezza degli italiani sale; di grazia, da dove arrivano i soldi che finiscono nei c/c delle famiglie italiane?

          • marcobaldi

            1) esatto
            2) io seguivo la sua logica del commento precedente.
            A fronte di una grossa passività gli italiani hanno fatto un enorme attivo (grazie, anche, a quel debito pubblico)

            Il punto è (SAREBBE) ricollocare la spesa pubblica dal risparmio privato privo di rischio ECCESSIVAMENTE PREMIATO DA 35 ANNI di interessi reali che NON SI SONO VOLUTI CONTROLLARE verso altro tipo di spesa pubblica;
            Investimenti innanzi tutto; e ANCHE la tanto vituperata spesa corrente.
            Il punto è che per fare questo (ed è NECESSARIO) bisogna che il governo si riprenda il controllo della BC.

            Siamo d’ accordo?

          • stefanodifrancesco

            Perfetto, Marco!

          • Gino

            ma al fatto che abbiamo un sistema trasporti strade, sanita etc etc peggio del burundi non dice nulla? non se ne accorge che anche il burkiafaso in confronto è la svizzera? sa quanti soldi pubblici e quindi debito, sono stati spesi per finanziare opere mal fatto, incompiute ancora da finire etc etc etc’ Ma perchè negare l’evidenza? a che pro? bbbbbooh!

        • Gino

          Se ci sono popoli pii corrotti o meno di noi non so. Probabile. Certo la mafia è italiana e ha condizionato la storia di questo paese in maniera determinante come lo ha fatto la chiesa. Inutile negarlo!

    • stefanodifrancesco

      In primo luogo è il deficit pubblico e non il debito pubblico una componente del risparmio privato.
      In secondo luogo, il deficit genera dal livello di spesa pubblica e del livello di imposizione fiscale. La spesa, e questa è la nozione CHIAVE, non dovrebbe essere finanziata a debito perché lo Stato ha la propria sovranità monetaria e quindi , la scelta di indebitarsi mediante l’emissione di BTP con annessi interessi passivi è un “favore ” che i Governi fanno al sistema bancario.
      Il punto centrale è semplicemente questo:la spesa pubblica NON va finanziata mediante l’emissione di BTP .

      • marcobaldi

        Non va necessariamente finanziata così. Certo.
        Ma hai capito quale è la vera funzione del debito pubblico?
        (Comunque: il debito pubblico è la somma di TUTTI i deficit. Per definizione)

        • stefanodifrancesco

          E’ vero…ma finanziare la spesa a debito, mediante emissione di BTP che hanno pagato interessi reali di favore per molti anni, è senza dubbio il peggior modo possibile. Interessi passivi che, dopo l’avvento dell’euro, son finiti in larga misura all’estero.

  • marcobaldi

    Il punto è proprio liberarsi dal “pensiero unico”.
    Non avallarlo implicitamente…

    • stefanodifrancesco

      Il punto, a mio avviso, dovrebbe essere “impedire che il risparmio delle famiglie nasca sotto forma di prestiti bancari erogati dal sistema bancario a governi, imprese e privati cittadini”. Riuscire ad immaginare un sistema basato su una moneta dei cittadini e non sul debito bancario, già sarebbe un primo importantissimo passo verso la libertà.

      • marcobaldi

        Temo che dimenichi un aspetto:
        Il denaro e’ potere di acquisto.
        Ergo:
        È CREDITO.
        Possibile che a fronte di un credito non ci sia del debito?

        • Non è solo possibile, ma una realtà.
          Qualunque oggetto che ha un valore riconosciuto da tutti, ha un potere di acquisto che mi permette di comprare beni e servizi, quindi come dici tu è un credito, ma non è automatico che c’è anche un debito.
          Se questo oggetto che ha un valore l’ho ricevuto in prestito, allora è chiaro che quando l’ho in mano ho un debito.
          Ma se ad esempio trovo una pietra preziosa, o produco un oggetto di valore, quel bene è un credito ma non debito, ovviamente detratti i costi per ottenerlo.
          Così se sono uno Stato che ha l’autorità per creare una moneta a corso legale che ha valore ed è riconosciuta da tutti, quando lo Stato la crea e la spende non genera debito ma solo ricchezza.

  • AlbertoConti

    Sono commosso dalla perseveranza di Fabio Conditi, tanto quanto scoraggiato da molti commenti “di parte”, anche se gli autori non lo sanno.
    Piccolo esempio: “il debito pubblico è bello, perchè è il risparmio dei cittadini” E’ ovvio che sia così, l’ha detto un americano che ha fatto i soldi in borsa, e poi si è dedicato a divulgare il verbo sacro, la rivelazione in terra!
    Supponiamo che Mario abbia un buon lavoro, redditizio, che gli consente di riempire un bel salvadanaio personale. Ma chi obbliga Mario a “investire” tutti i suoi risparmi in titoli di Stato? Gli conviene poi così tanto gonfiare il debito pubblico, i cui interessi sono pagati con le sue stesse tasse? Se poi Mario esagera arriva la troika, sai che bello! E che ci sta a fare la cosiddetta “industria del risparmio gestito”? A già, a far fare i soldi a tipi come il suddetto guru, tanto buono e generoso.

    • Gino

      Ma di cosa parli? Della MMT? Ma ti pare siamo tutti cretini?
      IL debito non è bello perchè risparmio dei cittadini.
      Il debito pubblico è implicito nelle politiche keynesiane di espansione.
      gli investimenti pubblici sono fatti a debito e , come ho gia scritto, una nazione che ha un sistema bancario di questo tipo è obbligato a fare debito se in 50 anni gli raddoppia la popolazione e il paese cresce come è cresciuto dal 46 a ora.

      Vi fate infinocchiare dalla parola debito e vi fa in tilt il cervello in due secondi e mezzo e non riuscite a vedere l’ovvio!
      infatti tutti i paesi tutti tutti tutti tutti tranne chi non appartiene al sistema bancario della FR ha il debito. Non si tratta di virtuosismo o no si tratta di OBBLIGO, di come funziona un sistema.

      • AlbertoConti

        “Non si tratta di virtuosismo o no si tratta di OBBLIGO, di come funziona un sistema.” Finalmente al dunque: il sistema è un OBBLIGO! Ogni sistema è stato un obbligo per chi ha preferito restarci dentro. Il prossimo obbligo nel nostro sistema sarà di arrostire al plutonio.
        Filosofia a parte non mi pare che siate tutti cretini, chissà, magari il cretino sono proprio io. L’esempietto ironico era comunque rivolto a chi usa il cervello solo in minima parte, lasciando il resto alla fiducia in qualcun’altro.
        Ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale.
        Un po’ meno casuale il riferimento ai bastian contrari di un’idea sicuramente giusta.

        • Gino

          Cosa altro può fare Mario?

        • Bentornato Alberto, sentivo la tua mancanza !
          Proviamo ad analizzare ciò che riceve lo Stato quando emette Titoli di Stato : apparentemente sembra ricevere una moneta a corso legale pregiata come l’euro, quindi un “valore” in cambio del suo debito. In realtà non riceve una vera moneta a corso legale, ma una semplice “promessa di pagamento in euro”, la moneta elettronica bancaria, che le banche creano dal nulla nel loro passivo di bilancio, mettendo a garanzia nell’attivo, proprio i Titoli di debito emessi dallo Stato, che per questo “servizio” paga alle banche un interesse.
          Alla fine il debito pubblico cresce perchè lo Stato paga interessi su una “promessa di pagamento” (in moneta legale che solo lo Stato può autorizzare), garantita dai suoi stessi Titoli di debito.
          Ma perchè lo Stato non se la fa da solo, quella moneta elettronica ?Forse così si capisce che è una fregatura …

          • AlbertoConti

            Caro Fabio, quella è una delle tante fregature. Purtroppo la gente sa in cuor suo che le banche, così come sono adesso, li sta fregando, ma quando cerchi di spiegargli come sembra non capire, o si rifiuta di capire, che è poi lo stesso.
            La realtà è oggettivamente complessa, e nei dettagli è facile perdersi, per chi è in buona fede, e ancor più facile rimestare nel torbido, per chi tanto in buona fede non è. E pensare che il sistema monetario si basa sulla fiducia, mentre la gente ne ha sempre meno, perfino in se stessa, e proprio per questo rinuncia a ragionare in proprio, a sognare un cambiamento.
            Tu però continua così. Alla prossima.

    • marcobaldi

      Nessuno obbliga nessuno a comprare titoli di stato.
      Se vuoi che i tuoi risparmi siano al sicuro con tassi che tendenzialmente sono pari all’ inflazione (non ci guadagni; non ci perdi; mantieni semplicemente il valore).
      Se vuio rischiare PER GUADAGNARE senza lavorate; diciamo; c’ è la possibilità di fare tanti investimenti privati quanti ne vuoi.

      • AlbertoConti

        Se i tassi sono pari all’inflazione, allora lo spread sui tassi è anche lo spread sull’inflazione. E cosa succede tra due Paesi che hanno uno spread reciproco inflattivo sempre dello stesso segno, ma condividono la stessa moneta? Esattamente quello che osserviamo oggi. Grazie dello spunto.

        • marcobaldi

          In pratica si. Nel lungo periodo lo spread segnala anche i differenti tassi di inflazione tra Stati sovrani che adottano la stessa moneta.
          Ed è un guaio insormontabile.

          • AlbertoConti

            Infatti. C’è in più una banale considerazione, che però nessuno fa mai pur implicando conseguenze devstanti.
            Mentre il classico spread sul decennale è una calamità che si rinnova di anno in anno, con picchi nei momenti in cui il ricatto del vincolo esterno si fa più “necessario” (dal loro punto di vista), lo spread inflattivo significa per noi una diminuzione del potere d’acquisto reale della moneta (rispetto alla “stessa” moneta utilizzata in Germania). Questa diminuzione del potere d’acquisto, o aumento dei costi compresi quelli di produzione (che ci mandano fuori mercato), non è di pochi punti anno su anno, ma si somma anno dopo anno con quella passata, raggiungendo così in soli 15 anni uno “spread complessivo” attorno al 30%, che è, ottimisticamente, la svalutazione implicita di una nuova lira nata come parità iniziale con l’euro. Svalutazione rispetto alle valute estere, non rispetto al potere d’acquisto interno che rimarrebbe tal quale, essendo già scontata la sua svalutazione progressiva. Purtroppo queste realtà sfuggono ai cagasotto terrorizzati da un ritorno alla sovranità monetaria.

          • marcobaldi

            Perfetto. Ottimo. Mi piace la sua volontà di comprendere i fatti x quello che sono senza tanti moralismi.
            Solo da puntualizzare che la svalutazione sarà ben poca cosa (nel medio-lungo periodo).
            Ci sarà -questa si nell’ ordine di grandezza da Lei esposto- una rivalutazione del (neo)Marco tedesco.
            E la Germania è il nostro principale competitori nei 5 nostri maggiori mercati internazionali.