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Mendicante che chiede la carità e la Ferrari

A cosa serve l’economia ?

DI FABIO CONDITI

comedonchisciotte.org

Potremmo mai affermare che l’economia funziona, se aumenta la ricchezza di pochi privilegiati a scapito di tutti gli altri ?Distribuzione della ricchezza mondiale

No, perché l’economia è in realtà l’insieme di attività, istituzioni e strumenti, il cui scopo è appunto regolare e soddisfare i bisogni di tutta la collettività.

Purtroppo stiamo invece assistendo ad un aumento sempre più marcato delle disuguaglianze tra pochi privilegiati ed il resto della popolazione, che favorisce la fame, la disoccupazione e la miseria, nonostante nel mondo ci siano risorse e lavoro in abbondanza per tutti.

Oggi nel mondo l’1% della popolazione possiede più del 50% della ricchezza esistente, mentre il 70% della popolazione si deve spartire solo il 3% di tutta la ricchezza, e questo divario sta crescendo sempre di più.

Nel 1930 John Keynes, probabilmente il più influente economista del secolo scorso, scriveva che nell’arco di cento anni la ricchezza disponibile sarebbe quadruplicata e allo stesso tempo la settimana lavorativa si sarebbe progressivamente ridotta fino ad arrivare 15 ore, consentendo così alle persone di avere tempo per le passioni, il tempo libero e la salute.

Si può dire che la profezia è stata già confermata nei suoi valori complessivi e medi, ma Keynes non aveva considerato la possibilità che la ricchezza finisse nelle mani di poche persone e che la riduzione delle ore di lavoro necessarie, producesse un aumento esponenziale dei disoccupati.

Questo è avvenuto perchè invece di alimentare la collaborazione tra le persone e i popoli, si sono inventate teorie economiche basate sulla competizione e sulla crescita a tutti i costi, senza curarsi delle vere esigenze degli esseri umani, del rispetto dell’ambiente e di tutto ciò che abita questo splendido pianeta. Hanno cercato in tutti i modi di convincerci che questo era il migliore dei mondi possibili, e che addirittura non esiste un altro sistema all’infuori di questo.

Ma le leggi dell’economia che seguitano ad insegnare sono solo lo strumento per raggiungere i risultati che si stanno palesando, nonostante cerchino di nasconderli, e che se si volesse realizzare uno scenario diverso, si potrebbero trovare leggi diverse e sistemi economici alternativi.

Vi invitiamo ad ascoltare Emilio Del Giudice, che è stato un grande fisico quantistico, ma ha anche spiegato in modo magistrale come l’economia che ci hanno insegnato fino ad ora, basata sulla competizione e sul libero mercato, è sicuramente fonte di malessere sociale e diseguaglianza, ma non è l’unica possibile :

L’economia oggi è diventato lo strumento attraverso il quale si cerca di imporre un sistema che non è naturale, quello in base al quale pochi individui controllano, gestiscono e condizionano la vita di tutti gli altri.

Esistono tante economie possibili, ma il mondo si è concentrato solo su una, non quella che migliorava le condizioni di vita di tutti, ma quella che permetteva a poche persone di aumentare i propri privilegi a scapito di tutti gli altri.

E molte persone, ignare, stanno dalla parte dei vincenti, nell’illusione di poter godere di una parte dei loro privilegi, senza rendersi conto che le condizioni di vita al contorno sono talmente peggiorate da non permettere loro comunque di vivere una vita tranquilla.

L’economia che ha vinto è quella finanziaria, che affonda le sue radici nel denaro e da esso trae la linfa vitale per acquisire le risorse di tutto il mondo ed il controllo del sistema economico, utilizzando questo strumento in fondo semplice, che si può creare dal nulla con un clic del computer, ma che è capace di creare la sottomissione di interi popoli attraverso il debito.

I vincitori del nostro tempo sono i banchieri, non per conquista improvvisa, ma per lenta ascesa a partire dal Duecento e forse anche prima. Avendo compreso prima di tutti gli altri la grande importanza dello strumento monetario, più delle merci e della loro trasformazione e vendita, hanno cercato in tutti i modi di impossessarsi della “creazione, gestione e controllo” del denaro, con il fine di manipolare il consenso della popolazione e condizionare i poteri economici, politici e militari.

In questo modo sono riusciti nel tempo ad aver la meglio sulla vecchia classe nobiliare, sui sovrani dei vari stati, sui politici di diverse nazioni e sul capitalismo industriale, ai quali negli anni si sono prima affiancati e poi sostituiti.

Come tutti i potenti, anche i banchieri sanno che l’obbedienza si ottiene per coercizione o per convinzione e la storia dimostra che hanno usato entrambi le vie. La violenza serve per eliminare quelli che hanno capito come funziona il sistema monetario e vorrebbero cambiarlo, ma per ottenere il consenso è anche necessario nascondere l’importanza della creazione e della gestione del denaro nel sistema economico, per fare in modo di potersene appropriare senza opposizione alcuna.

Per questo è stato necessario creare teorie economiche che nascondono come avviene la creazione del denaro, come viene gestita e da chi, in modo da evitare di individuare in questi temi, l’origine di tutte le disfunzioni e le crisi.

La tecnica utilizzata è sempre quella di individuare altre cause secondarie e far credere che il problema sia dovuto ad esse : globalizzazione, spesa pubblica eccessiva, sprechi, debito pubblico, evasione fiscale, lavoro nero, ecc… ma anche sollevare tematiche di distrazione di massa come le guerre, il terrorismo, i migranti, le religioni, i gender, ecc…

La manipolazione dell’informazione serve poi a far passare una percezione della realtà utile ai disegni del potere, convincendo governi e cittadini che la “creazione, gestione e controllo” della moneta da parte delle istituzioni “pubbliche” era sbagliata.

Anche gli esperti economici svolgono un ruolo importante, quello di convincere tutti che l’unica economia possibile è quella basata sul libero mercato, sulla concorrenza, su costi, ricavi e profitti.

Ci hanno convinto che il denaro è in assoluto il bene più importante e più prezioso, ma che l’unico modo possibile per poterlo utilizzare è attraverso il debito, cioè un prestito gravato sempre da interesse.

In realtà il denaro può essere e viene creato dal nulla senza alcun problema, ma viene oggi utilizzato principalmente per mantenere il potere ed alimentare i mercati finanziari, mentre poco o niente viene destinato all’economia reale ed al benessere dei cittadini.

Le persone sono viste solo come costi da comprimere o come acquirenti da convincere, mentre le risorse naturali sono trattate come merci da comprare e da vendere con il denaro creato dal nulla. In questa visione del mondo non c’è posto per la felicità delle persone, per la loro serenità, soddisfazione, affettività e salute.

Flussi di denaro nella piramide dell'economia

Al contrario, il sistema economico è stato progettato per prelevare continuamente risorse da lavoratori, aziende, cittadini e comunità, a tutto vantaggio di multinazionali, banche e fondi speculativi.

Lo strumento più efficace per permettere tutto questo è il debito, sia pubblico che privato, costruito intorno ad una moneta che non viene più emessa da uno Stato, ma solo ed esclusivamente da un sistema bancario che, prestandola con gli interessi, alimenta il debito stesso in modo esponenziale.

L’attuale sistema economico e monetario, basato essenzialmente sulla moneta a debito, alimenta un flusso continuo di denaro, sottratto dai cittadini e dalle aziende che rappresentano l’economia reale, il quale finisce per arricchire quella ristretta cerchia di persone che lavora nell’economia finanziaria.

Il fine è quello di mantenere il potere di poche persone su tutte le altre, ed è sempre più evidente che all’interno di questo sistema dichiaratamente contro le persone e l’ambiente, non troveremo più le risposte ai nostri problemi.

Se vogliamo permettere a tutti di vivere dignitosamente, nel rispetto dei limiti del pianeta e della piena occupazione, bisogna ripensare totalmente il sistema monetario che è alla base del funzionamento di quello economico e sociale.

Noi cittadini potremo trovare la soluzione ai nostri problemi, quello dell’abitare, dello studiare, del curarci, del provvedere a noi stessi, solo se usciremo da questo sistema monetario al servizio dei potenti e ne costruiremo un altro al servizio delle persone.

Solo quando ci convinceremo che il denaro ha valore solo perché noi tutti glielo attribuiamo, allora saremo in grado di immaginare una moneta di proprietà di tutti, libera dal debito e creata al solo scopo di migliorare la vita di ciascuno di noi.

Per questo chiediamo a tutti di dare il proprio contributo di verità, per capire e diffondere l’importanza del funzionamento del sistema monetario e della necessità che il suo controllo torni ad essere esercitato dalla collettività e per il bene di tutti.

Il sistema così come è stato realizzato è destinato a saltare comunque perché non è più sostenibile.

A questo punto ognuno di noi è chiamato a scegliere se impegnarsi per mantenere in vita un sistema che si distruggerà con le sue mani, o se adoperarsi per costruirne uno nuovo, destinato a cambiare e migliorare la vita di tutti.Incontro sulla sovranità monetaria a Modena

Noi qualche idea su come fare ce l’abbiamo, ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti.

Anche di te che ci stai leggendo.

Vieni a trovarci a Modena il 29 aprile 2017.

 

Fabio Conditi

Presidente dell’Associazione Moneta Positiva

http://monetapositiva.blogspot.it/

9.04.2017

 

Pubblicato da Fabio Conditi

Presidente dell'Associazione Moneta Positiva con la quale porta avanti una campagna per riformare il sistema monetario, al fine di ottenere finalmente una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito. Ingegnere edile, specializzato in progettazione architettonica e strutturale, da anni studia il sistema economico e monetario attuale, analizzando le cause della crisi economica e le soluzioni concrete e realizzabili per uscirne. Ha contribuito a fondare diversi gruppi di cittadini che si occupano di economia, come Moneta 5 Stelle e Gruppo Cittadini Economia di Bologna e Ferrara. Ha scritto il suo 1° libro "Manuale in 12 passi per uscire dalla crisi" ed effettuato più di 100 incontri con i cittadini per divulgare questi temi, cui hanno partecipato più di 4.000 persone. E' appena uscito anche il suo 2° libro "Moneta Positiva - Riforma del sistema monetario" sottotitolo "La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito". http://monetapositiva.blogspot.it/p/libro.html
  • fastidioso

    Rinaldi, Bagnai, Borghi, Galloni cosa ne pensano della proposta della moneta fiscale ?

    • Nino Galloni ne parla da anni e sostiene con noi qualunque proposto dove lo Stato utilizza la propria sovranità monetaria e/o fiscale per “stampare denaro” per l’economia reale.

    • Leo Pistone
      • Questo lungo articolo, troppo per i miei gusti, dimostra ancora un volta che la sinistra è incapace di capire che cos’è la sovranità, sia quando vuole rimanere nell’Euro, che quando ne vuole uscire. Se non si capisce che la sovranità monetaria e fiscale è ancora degli Stati e che dobbiamo ricominciare ad utilizzarla, non andiamo da nessuna parte.

        • Leo Pistone

          A me sembra che Porcaro faccia delle critiche molto chiare, nel merito delle quali lei non entra assolutamente. Per limitarsi a ribattere con altre accuse.

          • Se ti sembrano molto chiare, perchè non me ne dici qualcuna che per te è importante ? Non mi metto a discutere con un link !
            Ti sfido a tirarle fuori una che abbia un senso …

  • PietroGE

    Hai dimenticato il fattore più importante della disuguaglianza nella distribuzione di ricchezza a livello globale : la crescita demografica. Una crescita che è di tipo esponenziale e quindi difficilmente contenibile nel breve periodo. Dando una occhiata alle statistiche sulla crescita demografica per continente vediamo che i Paesi più poveri hanno un numero di figli per donna che oltrepassa i sei mentre in Europa siamo sull’uno virgola qualcosa. A questi livelli non c’è teoria economica che possa aumentare il reddito pro capite.
    Per quanto riguarda i Paesi industrializzati la situazione è più complessa. È vero che la finanziarizzazione dell’economia ha aumentato il divario tra ricchi e poveri, è vero anche che la globalizzazione ha contribuito più di tutto a diminuire il potere d’acquisto delle classi più povere dell’occidente. C’è stato un netto trasferimento di ricchezza verso l’Asia che ha impoverito non solo la classe operaia ma anche la classe media, non solo europea ma anche americana, come testimonia l’elezione di Trump.
    Questi sono problemi reali che non si possono risolvere con alchimie finanziarie o con pietre filosofali, ma con riforme profonde, protezione dei posti di lavoro che hanno un futuro, riqualificazione della manodopera, fine dell’immigrazione, efficienza della spesa pubblica ecc. ecc.

    • Holodoc

      La soluzione alla crescita demografica sta nell’istruzione. E’ infatti comprovato che tra i popoli dove il grado di istruzione è più alto si hanno meno figli pro-capite.

      Per promuovere l’istruzione di massa è necessaria però una politica di tipo sociale e quindi una economia non competitiva. Invece la società competitiva invece genera ottime scuole ma solo per pochi.

      L’istruzione combatte il fondamentalismo religioso, che relega la donna al ruolo di fattrice, fatto che incide direttamente sulla demografia.

      • PietroGE

        -Questa è la risposta classica che si sente sempre. È valida solo in minima parte. A parità di istruzione astratta conta l’ambiente culturale e soprattutto quello religioso in cui vivono le donne. Nell’islam è proprio l’istruzione (che non è laica ma sempre a carattere religioso!) che spinge le donne a fare sempre più figli. Quando si parla di istruzione si fa sempre l’errore di considerare l’istruzione secolarizzata europea, quest’ultima esiste solo in Europa e in occidente.
        -Le risorse per migliorare le vita delle persone scarseggiano sempre più, vedi il problema dell’acqua.
        -Per rispondere alla domanda, l’economia serve all’utilizzatore finale per migliorare la sua sicurezza di vita e il potere d’acquisto. Del resto : valore nominale, PIL, debito, crescita, recessione, giustamente o ingiustamente, se ne frega.

        • – Qualunque sia la causa della crescita demografica, essa non è mai “il fattore più importante della disuguaglianza nella distribuzione di ricchezza a livello globale”.
          – L’unica risorsa che scarseggia è il denaro che si può creare con un “clic”, letteralmente assurdo. Le reti pubbliche dell’acqua perdono il 30% dell’acqua trasportata perchè lo Stato non ha i soldi per aggiustarle.
          – Da Wikipedia “Per economia si intende … l’organizzazione dell’utilizzo di risorse scarse (limitate o finite), quando attuata al fine di soddisfare al meglio bisogni individuali o collettivi.

          • Holodoc

            La crescita demografica non è un problema finché crescono di pari passo le risorse disponibili. Siamo arrivati ad un punto in cui il pianeta non riesce a fornire più le risorse materiali in maniera sostenibile per soddisfare l’aumento esponenziale della popolazione.

          • marco schanzer

            limitate non vuol dire , affatto , scarse . Se no si fraintende .

      • RenatoT

        “ottime scuole solo per pochi.”
        Mi viene in mente Ivan Illich con “La scuola è l’agenzia pubblicitaria che ti fa credere di avere bisogno della società così com’è.”

        • Holodoc

          La scuola mi aveva fatto credere che la società avesse bisogno di me, ma poi ho scoperto che non era esattamente così…

          • marco schanzer

            anche perché non viviamo in una Società , ma in una comunita’ . Squilibrata .

          • L’economia attuale ti ha fatto credere che non ha bisogno di te, ma ti posso assicurare che non è così.

          • Holodoc

            Mi aveva fatto credere che aveva bisogno di me come impiegato ben pagato, adesso ha bisogno di me come operaio sottopagato e con 280 ore di ferie arretrate.

          • Holodoc

            Oggi le aziende cercano di guadagnare il massimo col minimo costo, questo mi fa sentire autorizzato a guadagnare il mio (piccolo) stipendio facendo il minor sforzo possibile, cioè lavorando meno che posso.
            Questo è il messaggio che mi arriva dal mondo del lavoro, nonostante le “irresistibili” tecniche motivazionali dei manager!

    • La crescita demografica non è mai un problema, soprattutto se hai le risorse per migliorare le condizioni di vita delle persone. E’ già ampiamente dimostrato che il miglioramento delle condizioni culturali e sociali della popolazione sono l’anticoncezionale più efficace.

      • marco schanzer

        il paese non c’e’ piu’ , lo abbiamo usato per competere e “crescere” . Abbiamo spazio per un decimo della popolazione attuale . Senza calcolare invasioni .

        • Holodoc

          Se la popolazione italiana per sopravvivere è obbligata a comprare grano dall’Ucraina o dall’America sarà sempre schiava. La popolazione di un paese dovrebbe rimanere nei limiti dettati dalle risorse disponibili nel proprio territorio. Se così non è sarà sempre una popolazione schiava.
          Per questo la demografia è essenziale, come lo è la gestione del territorio e dell’energia. Bisogna passare alle energie rinnovabili non solo per via dell’inquinamento, ma soprattutto per svincolarsi dal potere dei petrolieri.

          • marco schanzer

            Cose ovvie , ma , invisibili a molti . Per questo , un progetto democratico deve essere basato sul consenso .

    • Lucio Brovedan

      Problemi complessi quasi mai hanno soluzioni “semplici”. Tuttavia potrebbero comunque portare a parziali miglioramenti, non certo vere e proprie soluzioni, magari definitive. Questo pare evidente
      Delle alchimie finanziarie siamo già pesantemente vittime. E l’emissione di moneta, un simbolo senza costi che vale per convenzione, libera debito e senza interessi è tutt’altro che un’alchimia.
      Ma avrebbe il potere di imprimere un forte impulso per il miglioramento sociale.
      Forse la vera “alchimia” sta proprio nel fatto che ancora così tante persone non se ne rendano conto.
      A proposito del concetto; “protezione dei posti di lavoro che hanno un futuro, riqualificazione
      della manodopera, fine dell’immigrazione, efficienza della spesa
      pubblica” più che soluzioni sembrano obiettivi, buoni esiti delle scelte pratiche adottate.
      E quali scelte politiche può fare una classe dirigente, limitata dallo scellerato patto di stabilità (che anche un famosissimo politico europeista e pro-euro, avrebbe di recente definito “Patto di stupidità)?
      Una classe politica che ha fatto proprio il primo comandamento dei vertici bancari, finanziari, speculativi: quello di “servire il debito”?
      Anche se il debito è costruito in frode ai principi giuridici e contabili?
      Che vota compatta (rare encomiabili le eccezioni) il fiscal-compact?
      Una classe politica che si prostra ai dictat della troika mentre a parole dice di difendere una costituzione che invece proclama il principio della sovranità popolare?
      Che frutti ci possiamo aspettare con questa diffusa ignoranza, a tutti i livelli, sui temi economico-monetari? Da “esperti” formati secondo la teoria classica della moneta?
      Che inneggiano al “dio moderno” del libero mercato e della competitività, e non della cooperazione?
      La sovrappolazione come fattore concorrente di disuguaglianza sociale impallidisce di fronte alla divisione fra i “creatori” e i prenditori, a debito, della stessa moneta.

  • gianni

    i soldi sono la droga che i poteri danno al popolo per tenerlo al guinzaglio

    • La moneta-debito è lo strumento utilizzato per tenerci … nella ruota per criceti !

      • gianni

        magari cosi’ la gente e’ indaffarata a cercare lavoro e a faticare e non ha il tempo per riflettere ,pensare , guardarsi attorno , guardare dove vive

    • Leo Pistone

      Esatto. Basta parlare con qualcuno che abbia un reddito bastevole, o meglio ancora minimamente abbondante per i suoi bisogni, per rilevare la sua determinazione incrollabile a non prendere atto della realtà che lo circonda e il suo adagiarsi alla narrazione che ne fanno i media.

  • Signor Conditi, a 170 anni dagli studi di Marx ed Engels, eccoci qui ancora a chiederci a cosa serve l’economia.

    • L’economia è diventata lo strumento er giustificare e nascondere quello che sta accadendo.

      • Georgejefferson

        Ad un certo punto della storia, qualcuno ha capito che si poteva accrescere esponenzialmente l’ economia e l’ innovazione redistribuendo il plus valore del dato momento, più quello futuro, traslato temporalmente al presente grazie al credito…cosi che venisse speso, innescando l’ effetto domino voluto. Solo che non potevano cedere idealmente al socialismo redistributivo, come sarebbe stato giusto (il prodotto sociale cresce esponenzialmente proprio perchè “sociale”, cioè generato dall’ insieme delle forze produttive)…avrebbe generato più consapevolezza e minato il potere alla radice delle minoranze “proprietarie”. Allora bisognava redistribuirlo lo stesso per ottenerne gli effetti desiderati, ma in modo artificioso, cioè senza diritto di proprietà collettiva, e’ questa una delle funzioni reali del debito,sia pubblico che privato.

        • Ad un certo punto della storia qualcuno ha capito che se tutta la moneta fosse stata creata con il debito, si potevano sottomettere più facilmente non solo le popolazioni, ma anche gli Stati.
          Senza armi e senza guerra

          • marco schanzer

            qualcuno…che aveva , da millenni , la cultura del debito….e , piu’ recentemente , uno stemma rosso …Io , metterei fuori legge il debito , presente o futuro , perché e’ cosa contraria ai Diritti Umani (e bisognerebbe decidere se una parte della popolazione ha questi Diritti ) , e perché e’ un nonsenso matematico , e ancor di piu’ dal punto di vista governativo . Non si puo’ governare l’inesistente . E’ lo stesso concetto base del suo articolo .

  • AlbertoConti

    Giuste considerazioni, vale la pena di ampliarle e approfondirle, per uscire dalle sabbie mobili che ci stanno inghiottendo.
    L’economia riguarda tutti e ciascuno, è un fatto sociale, collettivo, tant’è che se ne misurano i parametri in termini statistici o di quantità aggregate. Ma soprattutto è una questione sistemica, cioè riguarda un organismo complesso le cui manifestazioni sono reciprocamente correlate, tutte. La tendenza alla concentrazione della ricchezza è in questo senso il maggior segno di fallimento dell’economia esclusivamente di mercato e privatistica. Solo uno stolto come Monti può vedere nella vicenda greca il maggior successo dell’euro, quando invece è esattamente l’opposto, così come i principi sui quali si basa tale economia (europea, e non solo) sono l’esatto opposto di ciò che serve veramente alla società nel suo insieme. Solo un totalitarismo può sostenere e giustificare, anche ideologicamente, le scelte estremistiche e sovversive dell’armonia sociale che hanno caratterizzato in senso economico questo progetto di unione europea, in realtà una unione di banche elette, o meglio dire degradate, a tiranni del popolo.
    Una pubblicità su radio popolare inizia dicendo che “per il socialismo se ne riparla tra mille anni … forse”, mentre il fallimento di questo modello economico, già oggi, ne è (del socialismo) la maggiore motivazione popolare, che sta già esplodendo dopo aver a lungo covato sotto le ceneri di un fuoco restauratore dell’ancien regime, magari nelle forme sbagliate, a destra, ma tanto i simil-Monti non se ne accorgono neppure.

    Quindi è sacrosanto ripartire da zero, chiedendosi a cosa serve l’economia e quindi a quali politiche dev’essere piegata, altrimenti piega tutti noi, come dimostrato dai fatti.

    • Caro Alberto, purtroppo penso che “la tendenza alla concentrazione della ricchezza” è il maggior segno di successo dell’attuale economia esclusivamente di mercato e privatistica. Quando Monti vede “nella vicenda greca il maggior successo dell’euro” è sincero, come quando dice che le sue politiche di austerity “hanno distrutto la domanda interna”.
      Questi sono gli obiettivi dell’attuale economia.
      Se non siamo capaci di inventarne un’altra, proseguiremo su questa strada.
      Ed una nuova economia non può usare lo stesso tipo di moneta a debito che usiamo da 4.000 anni !
      Il socialismo è fallito dove non ha affrontato questo problema, la Cina invece, che l’ha affrontato, è diventata la 1° economia del mondo.
      Paolo Barnard ha un caratteraccio, ma per fortuna che esiste e scrive ancora, perchè l’ultimo suo articolo sulla Cina compensa da solo tutte le sue intemperanze. http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1702

      • Holodoc

        Grazie per l’articolo. tra 2 settimane sarò in viaggio in Cina… Pechino e Shanghai… non vedo l’ora di verificare con i miei occhi!

  • marco schanzer

    Ci conosciamo ? Scrivo , e spiego , queste cose a destra e a manca , da sempre . Occorre , assolutamente , tentare di farle realizzare . Io ho esaurito , se non il fiato , almeno gli strumenti . Cominciamo dal far capire che i soldi stampati da altri non sono ne “risorse” ne ricchezza , e che la ricchezza e’ il lavoro socialmente utile . Il lavoro , che , non va confuso con lo stipendio ., perché va applicato nelle cose che servono , che amiamo , e che sappiamo fare . Se gli amatriciani avessero capito che le case si ricostruiscono con il lavoro e con l’intelligenza ingegneristica , non starebbero aspettando i soldi che l’europa non concede . Se insegnanti e genitori avessero capito che i controsoffitti logorati delle scuole , si ricostruiscono con le stesse due cose…non aspetterebbero che lo faccia il governo….

    • Alessandro Pedone

      Sta crescendo sempre di più la consapevolezza nell’importanza della questione monetaria. Dovremmo tutti dare un contributo affinché questo movimento superi la soglia critica del 2-3% della popolazione. A quel punto si potrà innescare un meccanismo irreversibile.

      • marco schanzer

        basta molto meno per creare un alternativa , per quelli che capiscono . Non ripetiamo l’orrore del M5S , che ha buttato via 8 milioni di voti , avuti stando fuori dal parlamento , non sviluppando un preciso progetto Democratico , e unendosi al parlamento . 8 milioni di persone , avrebbero potuto fare una gigantesca economia sociale , forse sufficiente a far emergere tutto il paese , e avrebbero potuto tirare l’Italia ( o una parte prescelta dell’Italia ) a lucido , lasciando i politici alle loro , trite , truffe . Per fare una economia indipendente , basta mezza dozzina di persone . Pensare su scala nazionale , e’ sbagliato , per una serie di ragioni , soprattutto perché qualsiasi movimento Democratico si basa sul consenso . 60 milioni di Italiani poco intelligenti , litigiosi , ignoranti , non possono trovare un consenso , nella liberta’ .

        • Creare una alternativa non è una cosa semplice, perchè devi convincere la maggioranza dell’elettorato e riuscire ad andare a Governare il paese. Certamente non ci riesci se denigri un Movimento di 8 milioni di persone che comunque sta provando a proporsi come alternativa a quelli che ci hanno portato in questa situazione. Dodici persone non fanno una economia indipendente, perchè dovranno comunque pagare le tasse e sottostare alle regolo del sistema. Per cambiare è necessario proprio pensare in scala nazionale, ricercando il consenso della maggioranza dei 60 milioni di italiani, proponendo un motivo valido per non essere come sempre poco intelligenti, litigiosi ed ignoranti.
          La libertà o è di tutti o di nessuno.

          • marco schanzer

            ho scritto il contrario….Devi driblare maggioranze e governi preesistenti . Non denigro , anche perché io c’ero , e mi sono impegnato . Ci hanno tradito , hanno tradito una occasione difficilmente ripetibile , non di vincere elezioni , ma di cambiare le regole del gioco . La poca intelligenza , l’ignoranza , la litigiosita’ hanno cause profonde , e non cambiano sulla base di una motivazione . Giudicarsi sul metro del vecchio regime , e ‘ una perdita di tempo .

          • Vedremo, io aspetterei a giudicare, la battaglia è appena cominciata

          • marco schanzer

            il momento di massimo potere e massima rispettabilita’ , era prima di entrare in parlamento . Non puo’ tornare . La Democrazia , non entra nel , bellissimo , palazzo di Montecitorio .

    • Non bisogna mai perdere la speranza e gli strumenti è necessario provarli tutti. Tra l’altro la questione che abbiamo scoperto, cioè che la sovranità monetaria è ancora dello Stato, è uno strumento veramente straordinaria perchè non spaventa le persone. Ma la cosa più importante è unire le forze tra tutti quelli che hanno “capito”, quindi appuntamento il 29 aprile a Modena !

  • Alessandro Pedone

    Bell’articolo Fabio. Il video del grande Del Giudice mi è piaciuto tanto. Il riferimento a Keynes mi ha ricordato questo articolo che ho scritto ormai alcuni anni fa http://www.aduc.it/editoriale/scarsita+prosperita_21452.php
    Mi colpisce sempre favorevolmente constatare come spesso persone che la pensano in modo simile ritrovano sempre gli stessi riferimenti culturali.

    • Grazie Alessandro, hai colto esattamente nel segno e riporto un passo fondamentale di Keynes che spiega come i cambiamento dovrà essere anche culturale :
      “Dovremo avere il coraggio di assegnare alla motivazione “denaro” il suo vero valore. L’amore per il denaro come possesso, e distinto dall’amore per il denaro come mezzo per godere i piaceri della vita, sarà riconosciuto per quello che è : una passione morbosa, un po’ ripugnante, una di quelle propensioni a metà criminali e a metà patologiche che di solito si consegnano con un brivido allo specialista di malattie mentali. Saremo, infine, liberi di lasciar cadere tutte quelle abitudini sociali e quelle pratiche economiche relative alla distribuzione della ricchezza e alle ricompense e penalità economiche, che adesso conserviamo a tutti i costi, per quanto di per se sgradevoli e ingiuste, per la loro incredibile utilità a sollecitare l’accumulazione del capitale.”

      • Alessandro Pedone

        Hai citato un altro pezzo di Keynes che a mia volt avevo citato in un articolo del 2013… Siamo in sintonia…

  • Gino2

    Condivido l’articolo! Grazie.

    Il danaro è (dovrebbe essere) solo un mezzo per fare girare beni e servizi. In sè non ha nessun valore. Posso concepire che ci siano dei “freni” all’emissione di moneta (che come si dice giustamente nell’articolo, si crea dal nulla), ma che dei soggetti privati siano diventati esclusivi “fornitori” di moneta ha fatto diventare il danaro un “bene” ed è chiaro che questo ha un unico evidente macroscopico scopo: il potere!

    La propaganda e manipolazione in merito a queste materie è così radicata che si fa fatica a mostrare a persone anche intelligenti e colte, il gioco dietro la moneta, il “trucco” dietro il debito. Sono riusciti a far credere che il debito pubblico sia il “problema” di una nazione, come se fosse un individuo troppo indebitato, giocando con le parole. Sradicare tali credenze e fraintendimenti anche in persone che studiano l’economia a livello universitario è veramente difficile e fa capire quando la “credenza” , il non voler approfondire e capire con la propria testa le cose, il peso della propaganda centenaria e la comunicazione collusa, siano un ostacolo e un peso bello grosso!

  • Tonguessy

    L’attuale situazione (che i filosofi hanno chiamato postmodernità) è il frutto maturo del capitalismo. E’ un vero peccato che Keynes non avesse studiato abbastanza bene Marx per capire che la caduta del saggio di profitto avrebbe potuto, invece di favorire la redistribuzione, concentrare maggiormente i capitali nelle mani di sempre meno persone attraverso la speculazione finanziaria. Quando il mercato raggiunge l’asintoto (funzione data, ovvero saturazione) ci sono due vie: modificare il sistema produttivo verso una socializzazione dei benefici e quindi meno ore lavorative e meno ricchi in circolazione oppure il contrario, che è stata la strada intrapresa. Lo Stato diventa così il garante del benessere dei cittadini oppure il garante del benessere di poche persone scandalosamente ricche.
    Alcune note a latere: la rivoluzione borghese iniziata con la Revolta dè Ciompi è stata portata a termine grazie alla scienza, verso cui i nobili non avevano molto interesse. La scienza moderna nasce essenzialmente con la balistica: l’equazione di secondo grado risolve il problema delle cannonate che non finivano mai dove la fisica aristotelica prevedeva. La Cina dei mandarini, contrariamente a quanto successe qui in Europa, riuscì a disinnescare nel ‘500 (quando era la maggiore potenza mondiale) la miccia della rivoluzione borghese, godendosi altri secoli di tranquillo feudalesimo.
    Infine su Del Giudice: giova ricordare che fu lui, assieme a Preparata, a stilare il primo report scientifico sulla fusione fredda. All’epoca diceva che con metà del costo di un centravanti si sarebbe potuto ingegnerizzare la scoperta, e chiunque con una spesa modica (circa 1000€ attuali) avrebbe potuto dotare la propria abitazione di acqua calda perenne. Sappiamo come è andata a finire…….

    • Karl Marx lo aveva capito nei scritti giovanili qual’era il ruolo dominante della “Aristocrazia finanziaria”, ma poi anche lui nei suoi scritti più maturi, come il “Capitale”, ha fatto l’errore di identificare nel capitalismo industriale il ruolo principale svolto nell’economia, relegando i “commercianti di denaro” al ruolo di soggetti “neutrali”.
      La storia purtroppo ci sta dimostrando che aveva ragione il giovane Marx quando diceva : “Mentre l’aristocrazia finanziaria faceva le leggi, dirigeva l’amministrazione dello Stato, disponeva di tutti i pubblici poteri organizzati, dominava l’opinione pubblica coi fatti e con la stampa, in tutti gli ambienti, dalla corte sino al Café Borgne, si spandeva l’identica prostituzione, l’identica frode svergognata, l’identica smania di arricchirsi non con la produzione, ma rubando le ricchezze altrui già esistenti.”
      Su Del Giudice lui ha spiegato cosa è successo con la fusione fredda, è stata acquisita dal settore delle armi ed è quella che produce residui di uranio impoverito https://www.youtube.com/watch?v=8o6djrFAwUw.
      Diceva Mark Twain : “Il pericolo non viene da quello che non conosciamo, ma da quello che crediamo sia vero e invece non lo è.”

  • Ronte

    E basta con i fattucchieri economisti, la crisi è sistemica e si chiama CAPITALISMO!!!

    • Il capitalismo classico è ormai scomparso, oggi esiste e prospera il capitalismo ultra-finanziario. Non c’è peggior sordo ci chi non vuol sentire.

      • marco schanzer

        Bella discussione , nel senso che non ho letto insulti , e tutti hanno cercato di entrare nel merito . Si puo’ fare di piu’ : quando alcune persone si mettono d’accordo per produrre e condividere cibo , edilizia , sapere , sfuggono allo sfruttamento . Bastano poche persone . 3 e’ gia’ un buon inizio . Con 10 ci si sentirebbe parte di uno stato indipendente , e si produrrebbe una cultura molto articolata .