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VOGLIAMO I COLONNELLI? NO, GRAZIE, CI BASTANO I SOLDI

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
Libero pensiero

Blitz all’alba dei carabinieri del Ros di Brescia, che hanno eseguito 24 ordini di custodia cautelare (due sono arresti domiciliari) – 15 in Veneto – , e 33 perquisizioni, a carico di un gruppo di persone accusate di terrorismo ed eversione del sistema democratico, oltre che alla fabbricazione di armi. Gli arresti riguardano numerosi veneti che militano tra le file del movimento indipendentista, tra cui l’ex parlamentare e fondatore della Liga Veneta Franco Rocchetta, gli ex Serenissimi Luigi Faccia e Flavio Contin e il leader dei Forconi Lucio Chiavegato. Secondo le indagini del Ros, coordinate dalla procura bresciana le persone arrestate farebbero parte di «un gruppo riconducibile a diverse ideologie di tipo secessionista che aveva progettato iniziative anche violente finalizzate a sollecitare l’indipendenza del Veneto e di altre parti del territorio nazionale». http://corrieredelveneto.corriere.it

Circa trent’anni fa, il grande regista italiano Mario Monicelli firmò un gustoso film di acuta satira politica che si intitolava “Vogliamo i colonnelli”, interpretato da Ugo Tognazzi. Era una commedia di costume che pescava nella tradizione classica della cultura cinematografica dell’epoca (quando ancora esisteva chi produceva, finanziava, distribuiva, realizzava, pensava e scriveva film) e pur pescando nell’attualità di quel momento, poneva l’accento su un concetto base dell’italianità di sempre: il cialtronismo becero, la vera firma del patrio tricolore.

Nella foto: Il nuovo «Tanko» sequestrato nel Padovano

Il film si rifaceva a una tragedia vera istituzionale: il coinvolgimento di apparati dello Stato al servizio di gruppi occulti dell’estrema destra che volevano organizzare un golpe in Italia, guidato dal generale De Lorenzo e dal colonnello Amos Spiazzi. Il golpe abortì e i militari vennero travolti da un gigantesco scandalo politico che fece tremare l’intera impalcatura istituzionale.

Finì nel nulla del consueto dimenticatoio.

Sempre in bilico e privi di equilibrio, sospesi sul baratro che ci divide tra la farsa e la tragedia, noi cittadini assistiamo sgomenti -come in un film di fantascienza- al ripetersi di episodi sconcertanti che si ripropongono a seconda delle decadi seguendo lo stesso identico copione. Cambiano gli attori comprimari, le comparse, la scenografia, la regione, le mode, ma la sceneggiatura è sempre la stessa.

L’arresto operato dai carabinieri questa mattina dei 24 secessionisti veneti, compreso il sequestro di un aspirante carro armato da guerra, a mio avviso si inseriscono molto bene in questo teatro pecoreccio, proprio come nel film di Monicelli (andatevelo a vedere, ve lo consiglio, credo fosse del 1973). Matteo Salvini, il sedicente leader della Lega Nord, un individuo che non ha capito di essere più vicino a Ugo Tognazzi che a Federico Barbarossa, ha dichiarato con gli occhi luccicanti: “Lo Stato non ci fa paura”.
Lo credo bene. Ha ragione,

Non si capisce per quale astruso motivo i leghisti dovrebbero avere paura di uno stato che li ha sostenuti, finanziati, sovvenzionati, alimentati, custoditi, esaltati ed eccitati, dato che la loro storia politica -sulla carta con documenti alla mano- ruota soltanto intorno ad appalti, nomine in enti pubblici decotti lombardi, piemontesi, veneti, emiliani; privilegi abnormi, giganteschi sprechi di danaro pubblico dei contribuenti a beneficio di famiglie private leghiste. E’ stato davvero buono e generoso lo Stato con i leghisti, è un loro amicone, è il loro sponsor più fedele, perchè mai dovrebbero averne paura?

Non si capisce neppure perchè concorrano all’attuale tornata elettorale europea, visto che nel periodo 2009-2014 su 412 riunioni ufficiali della specifica commissione di Bruxelles che si occupava di problemi dell’agricoltura e dell’industria riguardanti anche l’Italia, Matteo Salvini abbia segnato una partecipazione nell’ordine dello 0,1%. Si è visto soltanto alla 412esima riunione, l’ultima in calendario, quando è stato sbeffeggiato dal Presidente che gli ha detto “lei è un vero fannullone, non è mai venuto a lavorare neppure un giorno; nessuno l’ha mai visto a Bruxelles”.

In compenso l’abbiamo sempre visto in televisione, ospite fisso di tutti i talk show, per 5 anni.
E’ il suo vero e unico lavoro.
Quello è l’investimento della Lega Nord, così come quello del PD e di Forza Italia.
Matteo Salvini è il BPT dei sedicenti secessionisti.
BPT è un acronimo che sta per Buoni Poliennali del Tesoro.
In questo caso sta per Bambolotti Promozionali Televisivi: è tutto ciò che sono.
Dietro non c’è nulla.

Così come non c’è niente dietro questa cosiddetta secessione, se non il dato sociologico che a me interessa: la cupola mediatica ha annunciato in televisione il risultato del referendum che dava 3 milioni di voti ai veneti amanti della rottura, mostrandoci sindaci con la banda diagonale di un inedito colore, mentre poi andando a fare i conti è venuto fuori che i votanti erano stati 128.000 di cui -curiosamente- ben 32.000 provenienti dalla Repubblica del Cile nell’estremo Sud America, nobile nazione che non ci risulta abbia niente a che spartire con i dogi di Venezia.
Quindi, il risultato autentico è stato moltiplicato per trenta volte.

E’ come dire che Il M5s alle ultime elezioni ha ottenuto 265 milioni di voti validi: tanto per rendersi conto della folle idiozia del teatro becero che stanno costruendo.

Si tratta di prove generali di falsificazione mediatica pilotata, di cui avevamo avuto già i primi accenni con Silvio Berlusconi e i suoi “personal bpt” che alla tivvù urlavano che lo avevano votato in più di 10 milioni quando erano stati, invece, 7, 3 milioni. Nessun giornalista ha mai neppure accennato a una correzione. Così come nessuno ha corretto Matteo Renzi quando sosteneva che al governo ci è andato perchè glie lo hanno chiesto i 3 milioni di votanti alle primarie, mentre invece lui ha preso soltanto 1 milione e 850 mila voti. Neppure Civati e Cuperlo che erano stati votati hanno osato ricordare l’esistenza dei propri elettori.
Così come Saccomanni aveva detto che la crisi era finita.
Così come oggi ci spiegano che la ripresa è iniziata e l’Italia sta cambiando.
Sono prove generali di falsificazione mediatica, tutto qui.
Tanto abboccano tutti.

Nessuno ricorda nulla, nessuno mantiene memoria di nessun evento o persona, nessuno custodisce i dati della realtà oggettiva perchè ciò che conta è l’ordine di scuderia del momento.

Due sere fa, Lilly Gruber ha titolato la sua trasmissione 8 e 1/2 così: “Tremonti: l’anti Grillo”. In studio c’era il giornalista Giannini di Repubblica. Entrambi i membri onorari della cupola mediatica hanno presentato agli italiani la novità della stagione, Giulio Tremonti, come se stessero parlando di una new entry nella politica nazionale, senza neppure menzionare o ricordare che nel 2011 era Ministro dell’economia e ha portato l’Italia sull’orlo della bancarotta, difendendo l’euro con tutto se stesso. Adesso, questa novità elettorale ha scritto un libro per spiegare perchè l’euro non va bene, così come Salvini, Maroni, Zaia, i quali si sono battuti con il coltello tra i denti per difendere l’euro nel 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, facendosi sovvenzionare, finanziare, sostenere e dando un solido contributo al dissesto sia nazionale che europeo. Da quando sono stati esclusi dalle manovre di palazzo (quelle oscure, clandestine e di corridoio) all’improvviso sono contro l’euro, non si comprendono le motivazioni di tale cambiamento.

Un’ora dopo la trasmissione nella quale Gruber e Giannini avevano introdotto la novità elettorale del momento, su Rai3 Giovanni Floris osava presentare una novità del Nuovo Centro Destra, il volto nuovo della politica bella del governo, l’onorevole Nunzia De Girolamo, record europeo di faccia di bronzo, cacciata a calci dal governo Letta, travolta da uno scandalo.
Non le è stata rivolta neppure una domanda su quella penosa vicenda di piccolo squallore familista locale in quel di Benevento, perchè ciò che conta è cancellare la memoria, falsificare la realtà e cercare di valorizzare i BPT di regime.

Capisco perchè Mario Monicelli, due anni fa, si sia buttato dalla finestra in seguito a disperazione esistenziale, nell’accorgersi quanto fosse attuale il suo delizioso film del 1973.
Noi abbiamo la possibilità di fare di meglio, per evitare il suicidio della nazione.
Buttiamo via dalla finestra le illusioni e la visibilità legata alla falsificazione del reale.
Ma soprattutto buttiamo via dall’Europa questi avanzi di se stessi, ricordando chi siamo e da dove veniamo, per poter avere una possibilità di comprendere dove vogliamo andare.
Euro o non euro è irrilevante, dato che ciò che davvero conta è chi controlla il meccanismo e con quale obiettivo. Che cosa ci facciamo di un ritorno alla lira se a gestirla è un fannullone?
Tutta questa cagnara è paccottiglia per palati beceri.
Cerchiamo di affrontare la complessità del reale e parlare dei temi che contano per davvero.

La borsa di Milano vola.
Confindustria adesso è contenta.
Le banche pure.
Il governo anche.
In compenso l’Istat ci comunica che la disoccupazione è aumentata ancora toccando il 13,2%.
Alla fine di quest’anno raggiungerà il 14%.
Per loro non conta.
Per noi sì.

In Europa bisogna andarci con un unico chiaro obiettivo: pretendere di cambiare rotta e subito, per rilanciare investimenti massicci e produrre lavoro e occupazione. Il resto non conta.

I programmi ci sono, i soldi anche, le idee operative pure: questa è la realtà.

Parliamo di questo invece dei secessionisti inventati dai BPT.

Come dicono a Venezia, queste non sono altro che ciacole da comare.

La farsa diventa tragedia quando ci si accorge che la gente pensa che siano cose serie. Questo sì è davvero Questo si che è davvero tragico.

Sergio Di Cori Modigliani

Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it

02.04.2014

Pubblicato da Davide

  • Firenze137

    Con tutto il rispetto e anche ammirazione. Ma dopo aver detto male di Salvini e gli altri.. per carità un dire male giustificato e che condivido. Ma come ne usciamo dal problema dei probemi e cioè l’ECONOMIA ?

    "Euro
    o non euro è irrilevante, dato che ciò che davvero conta è chi
    controlla il meccanismo e con quale obiettivo. Che cosa ci facciamo di
    un ritorno alla lira se a gestirla è un fannullone?"

    Esattamente. Condivido questa frase che centra perfettamente il cuore del problema. Non è il tipo di Banconota che fa la differenza ma CHI i la gestisce.

    Non a caso l’Homo Sapiens – nel caso specifico l’Ammericani come direbbe Sordi – hanno pensato bene di recidere il cordone ombelicale dal controvalore in oro dell moneta  dollaro ( Bretton Wood) per poterci fare con la moneta che cacchio volevano. Tanto ai tempi era la moneta di riferimento e quindi erano loro i registi delle "fluttuazioni"  di mercato e del potersi pagare quello che volevano con l’"alleggerimento quantitativo" o QE .

    A chi di noi non piacerebbe potersi dotare in casa di una stamperia di alleggerimento quantitativo per pagarci le bollette o comprarsi una macchina nuova.  E chi l’ha detto che l’alleggerimento quantitativo dei soldi QE che servono a Renzi, (che lo ha annunciato che gli servono e che visto che nessuno si è mosso lo ha ridotto..)  lo devono decidere  "altri" . Sarebbe tanto facile se a Firenze ci fosse ( come in passato c’è stato con il fiorino) una bella stamperia di QE . I problemi dell’Italia sarebbero risolti immediatamente.

    MA se aprite qualsiasi canale TV con i talk del niente che simulano di parlare di economia , vi dicono NOOOOO stampare moneta fa aumentare l’inflazione. !!
    E via discorrendo con le solite menate che oramai ci fanno venire solo la nausea.

    Quindi caro Modigliani noi che potemo fà se i "soldi" se li stampano gli altri, ci guadagnano gli altri, ci fregano ogni giorno gli altri, ci.. UCCIDONO gli altri.

    Questo è il problema da risolbere dopo che abbiamo detto male di tutti. Ma poi domattina io che devo fare ?

  • Georgejefferson

    Lasciamo perdere chi ancora non ha capito nulla delle ragioni dell’euro in economia,che non riguarda "la moneta neutrale".Al solito nessuno risponde dei numerosi "cambiatori dell’europa",cosa fanno dopo che "ti dicono di no",finti tonti tutti,no intiendo,cambiare europa,no siento.

  • dana74

    certo che no, DA BRAVO SINISTRO AMI LA FINANZA CHE LA TROIKA INCARNA.LA CHIAMATE DEMOCRAZIA

  • dana74

    "In Europa bisogna andarci con un unico chiaro obiettivo: pretendere di cambiare rotta e subito, per rilanciare investimenti massicci e produrre lavoro e occupazione. Il resto non conta."


    Ingenuità, stupidità o complicità"?

    Ma con chi crede di avere a che fare Modigliani in Europa? 
    Certo, vai li e gli dici "io voglio il cambiamento" e loro, camerieri dei banchieri, vuoi che generosamente non te lo concedino?

    Tra i beceri E GLI ILLUSIONISTI che amano INGANNARE preferisco i primi
  • Simec

    E’ un errore storico, l’Italia, che si avvia al suo sbocco naturale: il fallimento. Finiremo come la Jiugoslavia. e poi ricostruiremo qualcos’altro. questo modello di stato, ormai putrescente, è finito. Non gli basteranno tutti glii sbirri del paese a fermare il popolo che prima o poi troverà il modo di sollevarsi e liberarsi di questo stato vampiro asservito alle oligarchie finanziarie. L’euro ci porterà alla Rivoluzione. Dopo rinasceremo e ricominceremo. come è sempre stato nella Storia. Perchè tutte le dittature nascono eppoi muoiono. E la nostra non farà eccezione. La gente vuole liberarsi da questo stato grassatore non solo per soldi ma anche er dignità. ci vergognamo del nostro presidente, delle istituzioni, dei partiti corrotti, delle banke criminali, dei media bugiardi. E’ arrivato il momento di dire BASTA. Non solo per soldi.

  • helios

    La
    farsa diventa tragedia quando ci si accorge che la gente pensa che
    siano cose serie.  Questo sì è davvero Questo si che è davvero tragico.

    la tragedia esiste già in Veneto e sono le basi USA.
    La gente da sempre sa che sono cose serie e tragiche.
    Vogliamo dire,davanti alla solerzia degli arresti ‘secessionisti’ non esiiste una certa preoccupazione oltreoceano?

  • clausneghe

    E’ in leggero ritardo il Blogger dai quattronomi, per quel che riguarda il "dobbiamo andare in Europa per cambiare le regole" infatti Grillo ha appena lanciato dal suo Blog l’Idea di indire un referendum per l’uscita dall’Euro e a giudicare dai commenti, sembra voluta dalla maggioranza, non solo l’uscita dalla moneta unica ma anche da questa UE che solo disgrazie ci ha portato.

    Poi sbaglia Sergio quando sottovaluta il malcontento dei Veneti, che non sono eredi di Barbarossa ma anzi suoi nemici, quando erano il Leone  Serenissimo.
  • Tao

    Che le banche impegnate a governare questo disgraziato paese tramite i propri camerieri (oggi il minus habens Renzi, ieri Letta e ieri ancora Mario Monti) detestassero in maniera viscerale chiunque osasse profondersi in un qualche anelito di contestazione, dovrebbe ormai essere un fatto assodato. Ciò che invece in tutta evidenza non è ancora chiaro a tutti, sembra essere il punto fino al quale questo stato mafioso e clientelare sembra disposto a spingersi, pur di eliminare sul nascere qualsiasi forma di critica o contestazione.
    Se molti avevano pensato che la folle accusa di terrorismo, gettata sulle spalle di un manipolo di No Tav (1), colpevoli di aver difeso la terra in cui vivono, costituisse un’eccezione nella quale era maldestramente incespicata la magistratura, tutti costoro da oggi in poi saranno costretti a ricredersi e ad ammettere che giudici, banchieri e mestieranti politici hanno ormai fatto della persecuzione una regola, finalizzata ad impedire qualsiasi forma di dissenso……

    Questa mattina infatti, alle prime luci dell’alba, i carabinieri dei Ros di Brescia hanno portato a termine 24 arresti e 33 perquisizioni (la maggior parte delle quali in Veneto) con l’accusa demenziale di terrorismo ed eversione, nei confronti di un gruppo di persone a vario titolo legate all’indipendentismo.

    Non si tratta, come lascerebbero intendere le accuse, di una congrega di teppisti facinorosi, di bombaroli avvezzi a nascondersi nell’ombra, di spietati killer prezzolati o di saguinari sterminatori di donne e bambini. Bensì semplicemente di persone normali che in varia misura inseguivano il “sogno” dell’indipendenza del proprio paese, a prescindere dal fatto che si tratti di un proposito più o meno condivisibile.
    Fra di loro molte persone anziane, cinque donne e perfino quel Lucio Chiavegato che, anzichè nascondersi nell’ombra ha capeggiato la tanto vituperata protesta dei Forconi dello scorso dicembre.

    Come nel caso dei No Tav, quello che immediatamente salta all’occhio è l’enorme sproporzione fra le presunte colpe degli arrestati e l’enormità di un’accusa (terrorismo ed eversione) che non avrebbe alcuna ragione di esistere, se non in un’accezione punitiva, attraverso la quale si vuole in tutta evidenza “educare” chiunque carezzi il proposito di contestare le scelte che i banchieri ed i loro camerieri politici amano calare dall’alto.

    Dopo i terroristi No Tav i terroristi secessionisti, e poi? Sarà la la volta dei terroristi anti europeisti o di quelli che inneggiano alla decrescita? Verrebbe quasi voglia di sorridere, se sullo sfondo di tanta schizofrenia non ci fosse il dramma di persone rinchiuse nelle patrie galere e di famiglie rovinate dalla mano di un giudice. In quelle stesse patrie galere dove i decreti svuota carcere regolarmente sbattono fuori chi è colpevole di reati  ben differenti da quelli di opinione, gli unici sempre pronti a trasformarsi in terrorismo.

    Marco Cedolin
    Fonte: http://ilcorrosivo.blogspot.it [ilcorrosivo.blogspot.it]
    Link: http://ilcorrosivo.blogspot.it/2014/04/sono-tutti-terroristi.html [ilcorrosivo.blogspot.it]
    2.04.2014

    1) http://ilcorrosivo.blogspot.it/2012/01/dopo-le-bastonate-la-santa-inquisizione.html [ilcorrosivo.blogspot.it]

  • bstrnt

    Credo sia evidente come questo stato bischero utilizzi baggianate magari create ad arte per imbastire i più assurdi complotti.

    Ma credono davvero che la gente si beva la stronzata di una decina di persone con lancia in resta, ovvero con un catorcio di ferro arrugginito, alla conquista di piazza S. Marco?
    Qual è il monito che si vuole dare?
    Da cosa si doveva sviare l’attenzione?
    Dal voto di oltre 2 milioni di persone che hanno fanculato i quisling di stato?
    Dalle figure immonde di un indegno presidente della repubblica?
    Dal fatto che, veneti o meno, la gente non ne può più di questi imbecilli collocati nelle istituzioni?
    Ci si rende conto che abbiamo un parlamento infestato di idioti, farabutti e ladri che rubano al popolo e fanno leggi per i criminali della finanza internazionale (unica eccezione M5S che non ostante qualche lassismo, per altro prontamente emarginato, continua ad essere coerente)?
    Controllate, l’importante è che il debito pubblico non cali, se no come si fa a mantenere sotto giogo il popolo bue!
    Glissano sul fatto (orrore) che il Veneto chieda la secessione, ma sono servilmente d’accordo che la secessione del Kossovo dalla Serbia, magari dopo epurazione dei serbi, sia cosa perfettamente legale …. pagliacci vestiti da politicanti!
  • mozart2006

    Vorrei dire una cosa ai trogloditi riunitisi qualche giorno fa a Treviso
    con le bandiere di San Marco, che parlano a stento l’ italiano e
    diversi dialetti tanti quanti sono i loro campanili di riferimento: la
    Serenissima era una Repu
    bblica
    aperta al mondo, che promuoveva la libera stampa, conosceva l’
    importanza di curare l’ ambiente per evitare catastrofi idrogeologiche e
    accoglieva chiunque, ebreo, turco, armeno o ateo, purché rispettasse la
    legge e lavorasse, trattava con lo Stato Pontificio alla pari e non da
    governo suddito.

    Ed
    oltre che di "capannoni", scusate tanto, ma con la sua ricchezza ha
    contribuito a disseminare tutta la terraferma di ville palladiane e
    chiese colme di capolavori e a sfornare compositori che hanno
    contribuito allo sviluppo musicale di tutta l’ Europa.

    Visto
    che a voi di tutto questo non ciava un bel casso, che siete contro gay,
    immigrati e terroni, siete bigotti basabanchi (almeno in pubblico), con
    l’ arte e la cultura vi pulite il culo ed è giá tanto se leggete la
    Gazzetta dello Sport, e adesso vi volete rinchiudere nella riserva come
    gli indiani, che dirvi? Fatevi un’ altra bandiera e lasciate in pace la
    gloriosa storia di quella Repubblica.

    Come
    simbolo metteteci le ombre de vin, la figa, oppure lo spritz e l’
    ombrellone. Che non sono cose brutte, per carità, ma non sono
    esattamente i valori etici e culturali su cui fondare uno stato.

    Firmato:
    un veneto fuori dal Veneto, sempre orgoglioso delle proprie radici, ma
    abbastanza sconcertato dal delirio letto in questi giorni, che continua a
    ridurci a macchietta agli occhi dell’ opinione pubblica.

  • Giancarlo54

    Driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin! Non ha sentito la sveglia suonare? Stai ancora sognando?

  • Bellerofon

    Bravissimo!
    Io sono fiorentino: quando sento parlare di Granducato di Toscana mi ride il c..o!

    😀

    Ma per favore…!