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VITTORIA DEL NAZIONALISMO TEDESCO TRAVESTITO DA EUROPEISMO

FONTE: SCENARIECONOMICI.IT

La grande vittoria della Merkel, non è per niente il trionfo dell’europeismo, come ci vogliono far credere i giornalisti neo liberisti del tengo la rata del mutuo ed i vari politici maggiordomi.
Il voto tedesco è il risultato del più bieco ed egoistico nazionalismo, espresso in maniera ipocrita e codarda dietro il siparietto dell’europeismo adottato dal partito della Merkel.
La cancelliera, come slogan vincente ha sottolineato che l’euro è per gli interessi della Germania, quindi europeisti o no, la moneta unica fa i comodi dei tedeschi.

Nella foto: Militanti della Cdu di Angela Merkel festeggiano la vittoria alle elezioni tedesche (Kai Pfaffenbach, Reuters/Contrasto)Cosa ovvia, la Germania grazie all’euro, ha bloccato la rivalutazione della sua moneta, impedendo inoltre agli altri Stati di svalutare. Bloccare la rivalutazione della propria moneta, bloccando anche la svalutazione monetaria degli avversari rappresenta un monumento al nazionalismo più aggressivo, altro che Europa solidale.

Vorrei domandare ai giornalisti collaborazionisti, se è europeista, una nazione che si finanzia a tasso zero con il trucco degli spreads, ossia niente interessi da pagare se si specula su un altro Stato.

La vittoria nazionalista – darwiniana in Germania significa il perpetuare sofferenze nel resto d’Europa, Francia inclusa, ma nel lungo periodo la politica della Merkel si rivelerà controproducente per i tedeschi stessi.

Grazie alla Germania andiamo verso un’Europa sempre più polarizzata, sinistra italiana del fogno europeo avvertita…

Fonte: www.scenarieconomici.it
Link: http://www.scenarieconomici.it/vittoria-del-nazionalismo-tedesco-travestito-da-europeismo-populista/
22.09.2013

Pubblicato da Davide

  • MassimoContini

    L’Euro è stata una anticipazione forzata da Mitterand

    invece che la conclusione di un lungo processo di interattivita’ europea

    come era previsto all’inizio.

    Anticipazione FORZATA per zavorrare la Germania

    al momento della RIUNIFICAZIONE.

    Se gli togli l’Euro

    i tedeschi andranno ancora piu’ a EST

    e la loro economia ugualmente galoppera’.

    Il problema evidentemente non sono loro.

  • Tao

    «Un risultato super», che consentirà «altri quattro anni di successi». Sono le prime parole, agghiaccianti, della regina neoliberista Angela Merkel dopo il trionfo del referendum a cui ha sottoposto se stessa, chiedendo ai tedeschi il via libera per continuare a far precipitare nel baratro il resto dell’Europa. Con oltre il 40% dei voti e ora la prospettiva di prolungare fino a 12 anni la propria stagione di potere, la Merkel è il primo leader di un paese europeo a ottenere la conferma degli elettori dopo l’inizio della grande crisi, la tempesta economico-finanziaria innescata dall’Eurozona. “Alternativa per la Germania”, il partito anti-euro, non entra neppure in Parlamento, dove probabilmente anche la cancelliera dovrà rassegnarsi alle “larghe intese” con l’incolore Spd, mentre né i Verdi né la Linke hanno mai attaccato frontalmente – come necessario – il sistema egemonico dell’Unione Europea che mette in croce i popoli, cominciando dai più deboli. Con il plebiscito tributatole dai tedeschi, a cui ha mentito – raccontando loro di aver frenato il Sud Europa “spendaccione” – la Merkel rischia di far impallidire persino il ricordo della “strega” Margaret Thatcher.

    Tra i primi a presentare le proprie congratulazioni alla zarina di Berlino il presidente francese François Hollande: il socialista che voleva a tutti i costi Van Rompuy e la Merkella guerra in Siria si è affrettato ad invitare la Cancelliera all’Eliseo «per prepararsi alle sfide del futuro». Il belga Herman Van Rompuy, esponente Bilderberg dell’élite finanziaria mondiale che ha progettato il disastro dei nostri paesi, come presidente del Consiglio Europeo si augura di «proseguire la stretta collaborazione» con la Merkel, «fiducioso che la Germania e il suo nuovo governo continueranno il loro impegno». Impegno che, orwellianamente, viene definito «un contributo alla costruzione di una pacifica e prospera Europa a servizio di tutti i cittadini». Pacifica e prospera Europa: quella che, da Atene a Madrid passando per Roma e Lisbona, sta letteralmente cadendo a pezzi. Buon ultimo, da Toronto, il semi-premier italiano Enrico Letta si è congratulato con la cancelliera «per il brillante risultato elettorale». A urne ancora aperte, Letta annunciava: «Se dovessero essere confermati i primi dati e il partito anti-euro dovesse rimanere fuori dal Parlamento, sarebbe un buon segnale per l’Unione Europea», quindi un pessimo segnale per tutti noi.

    Campane a morto, dunque, dal voto tedesco: ora, «i mercati dovrebbero festeggiare la vittoria europeista dittatoriale», scrive il blog finanziario “Il Punto – Borsa-Investimenti”. Ma gli sciacalli della speculazione che sta stritolando l’Europa non sono i soli a festeggiare: anche la Casa Bianca, scrive Maurizio Molinari sulla “Stampa”, ha tifato per la cancelliera, in apparenza distante dalla politica imperiale Usa. Gli interrogativi si concentrano sulle possibili svolte euro-atlantiche che Angela Merkel – dopo i “no” sul nucleare e sulla guerra in Siria – potrebbe firmare nel breve periodo. «La domanda a cui le elezioni devono rispondere è se la Germania, la più potente nazione dell’Europa, può guidarla verso la realizzazione di un’Eurozona competitiva e di Unione Europea forte e credibile», sostiene sulla “New York Review of Books” lo storico britannico Timothy Garton Ash. Enrico LettaPensiero che la rivista “Foreign Affairs” traduce così: «Angela Merkel, una volta rieletta, dovrà affrontare le turbolenze dell’Europa che lei stessa ha contribuito a creare».

    Per il magazine “Time”, ora la cancelliera «accelererà le decisioni per rafforzare l’Eurozona», cioè la camicia di forza nella quale le nostre economie dissanguate dai diktat di Bruxelles e Francoforte stanno soffocando. Per Benn Steil e Dinah Walker, europeisti del “Council on Foreig Relations”, «potrebbe avere inizio una fase assai più preoccupante di quella trascorsa», per il possibile via libera di Berlino all’uscita della Grecia dall’Unione Europea. Il rigore europeo a guida tedesca, avverte l’economista italo-danese Bruno Amoroso, rischia di far “scoppiare” l’Italia entro pochi mesi, prospettando per l’Europa una fine catastrofica, paragonabile a quella della Jugoslavia: un mercato del lavoro a basso costo è esattamente l’obiettivo dell’export della Germania, che chiese la testa di competitori come l’Italia, in cambio della rinuncia al marco imposta dalla Francia per autorizzare l’unificazione tedesca. Judy Dempsey, della Fondazione Carnegie, vede un futuro in cui la miope Germania unita – a cui sono state improvvidamente consegnate le chiavi dell’ex frontiera europea con l’Urss – ora dovrà «rafforzare le relazioni transatlantiche» e «cimentarsi con il primato americano in Asia», sfidando la Cina e coinvolgendo anche Judy Dempseyl’Europa nello scontro geopolitico all’orizzonte.

    In altre parole: la Merkel getterebbe la maschera e si preparerebbe a sostenere la guerra globale dell’Occidente, accanto alla potenza americana che si è appena confrontata con la Russia attorno al pericoloso teatro bellico di Damasco. Secondo questa interpretazione, osserva Molinari, il basso profilo finora tenuto da Berlino sulla crisi siriana «lascerà assai presto il posto a posizioni più marcate sui temi della sicurezza, a cominciare dalla questione del programma nucleare dell’Iran». Non è bastato il martirio della Grecia: votando la Merkel, i tedeschi intendono continuare la guerra sociale contro i popoli europei già sull’orlo del collasso. Ma ora, dicono svariati osservatori, li aspetta anche un’altra guerra: il conflitto imperiale dell’élite euro-atlantica contro il resto del mondo. Ultima fermata per un possibile risveglio dall’incubo, le elezioni europee del 2014: a patto che il Sud Europa si liberi dei suoi attuali politici, quelli che oggi si inchinano alla signora di Berlino e rinnovano il giuramento di fedeltà all’euro, il nemico numero uno dei loro popoli.

    Fonte: http://www.libreidee.org
    23.09.2013

  • mozart2006

    La crisi è tutta colpa del “Quarto Reich” e del gombloddo austro-teutonico-ugro-finnico e anche un po’ vichingo contro i poveri, ma impeccabili e infallibili popoli del mediterraneo, i quali brillano e trasudano cultura da tutti i pori della pelle.

    Da quando, poi, Thor non lavora più con Capitan America (bensì com la Merkel), Tony Stark va in giro in Audi e Spiderman ha perso il posto di lavoro, il gombloddo ha assunto dimensioni insopportabili per i nobilissimi e culturalissimi Paesi del mediterraneo!

    La NSA non spia più Fallitaglia, perché ne ha piene le palle di vedersi i pornovideo di Nanobunga.

    I Puffi, da quando hanno visto la candidatura di Gargamella, se ne sono andati in Svizzera.

    Ecco le vere cause della crisi!

    È assurdo anche pensare che la crisi sia stata causata dalla cialtroneria fallitagliota, almeno dagli anni 70 a oggi. Sarebbe un affronto alla grande cultura di Fallitaglia.

  • Hamelin

    Nonostante tutto i passi Avanti sono stati fatti.
    Una volta I Tedeschi sparavano e occupavano per conquistare .
    Adesso si comprano I politici dei paesi da occupare a cui delegano la conquista per corrispondenza…

  • AlbertoConti

    “… Se gli togli l’Euro
    i tedeschi andranno ancora piu’ a EST ” == Magari! Allora finalmente potremmo andargli dietro!

  • AlbertoConti

    E’ la versione modernizzata di questo IV Reicht

  • Jor-el

    D’accordo al 100%. l’Euro è una creatura più francese che tedesca, anzi, più precisamente, dei socialisti francesi, con la complicità della sinistra italiana post-tangentopoli. Bisognerebbe, infatti, smetterla di ragionare in termini di Euro collegandolo alle entità nazionali, sarebbe più preciso vedere la moneta unica come espressione degli interessi si un cartello di multinazionali e banche franco-tedesche (l’Euro-core) che non è detto saranno sempre in sintonia con quelli della Germania. Sarebbe, inoltre, un grave errore pensare che il governo tedesco abbia un reale potere sulle scelte della Commissione Europea e della BCE: è vero, invece il contrario. I politici tedeschi di destra-centro-sinistra sono marionette esattamente come quelli italiani, francesi, spagnoli, portoghesi, greci, olandesi eccetera, che hanno accettato di imporre ai popoli dell’Europa i trattati fondativi dell’Euro.

  • Jor-el

    Non dimentichiamo la fatidica scadenza del 2017, con la nascita del TTIP, la NATO economica…

  • AlbertoConti

    E sì, è assurdo. Pensa solo alla mafia siciliana, che prima ha accolto a braccia aperte Garibaldi e poi il partigiano Johnny. E sì, se così non fosse stato, il principale problema di Palermo non sarebbe il traffico! Comunque consolati, gombloddi e imperi ci sono sempre stati, e volente o nolente ne fai parte, anche quando prendi per il culo dicendo molte verità.

  • Allarmerosso

    Eh caro mio tu ridi e deridi ma i gombloddi come li chiami tu ci sono sempre stati e sempre ci saranno , il mondo funziona con accordi fra i potenti che per mantenere quel potere non possono fare le cose alla luce del sole.Pensi che i servizi segreti lo spionaggio e la geopolitica siano fantasie dei film o i film prendono spunto dalla realtà ?! La realtà supera la fantasia.

  • Earth

    Bella frase, questa te la rubo

  • dana74

    se per bieco nazionalismo si intende la RILUTTANZA dei cittadini tedeschi di pagare i debiti degli altri allora scriviamo pure che siamo dalla parte delle banche. Da cittadina italiana ad esempio non voglio ma sono costretta a pagare per il Tav, per Mps, e così via. Se i cittadini tedeschi non vogliono pagare gli errori altrui sono EGOISTI? Perché è quello che si sostiene e che sostiene la vulgata mainstream e perfino di controinformazione come non si sapesse che gli eurobond sono un favore alle banche. Ma davvero voi fareste da fidejussore ad uno che spreca denaro? Siamo seri.

  • dana74

    andrea G
    Ogni stato è giusto che faccia i propri interessi. L’Italia ha fatto carte false per entrare in europa, ha aumentato a sproposito la spesa pubblica approfittando dei bassi tassi europei, ha schiacciato di tasse, burocrazia e leggi assurde le imprese ammazzando la nostra competitività e la colpa è della Germania? Io trovo che fare impresa in italia è sempre più da masochisti e non certo per colpa dei tedeschi.
    ——–
    Sono d’accordo. Ma nessuno ci ha puntato la pistola alla tempia. Sono i nostri politici che ci hanno venduto. Io non sono arrabbiato coi tedeschi. Sono incazzato con i nostri governanti e con gli italiani caproni che pensano che colpa sia di evasori e paradisi fiscali.

  • dana74

    ecco le parole del profeta anti germania SAPELLI :”Basterebbe contemporaneamente, a livello europeo, cercare di cambiare lo statuto della Bce, per avere una Banca centrale che, come la Federal Reserve, stampi moneta e mutualizzi i debiti. ”

    SECONDO VOI da tal proposta, CHI NE GIOVEREBBE?

  • dana74

    LO SLOGAN VINCENTE DELLA MERKEL E NO AGLI EUROBOND FINCHé CI SONO IO.
    boh poi mi sono anche rotta di sti finti paladini della controinformazione che ripetono le accuse dei banchieri e mafie varie.

  • pasquale50

    Dana posso chiederLe che lavoro fa?

  • andyconti

    Diciamo che il “Quarto Reich” esiste, il complotto esiste, ma non impone nulla bensi’ approfitta e AGEVOLA la cialtroneria fallitagliota. Questa e’ la corretta visione che si deve avere del complottismo.

  • andyconti

    Vallo a spiegare ai berlusconiani che si aggirano in CDC.

  • Shivadas

    W i cialtroni abbasso il “Quarto Reich”. Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio

  • Shivadas

    Pasquale lascia stare. Abbiamo perso non solo l’orgoglio, ma anche la dignità di essere italiani. Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio.

  • Shivadas

    Pasquale lascia stare. Abbiamo perso non solo l’orgoglio, ma anche la dignità di essere italiani. Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio.

  • calliope

    D’accordissimo Dana74, Corruzione a tutti i livelli, burocrazia oscena e consorterie varie che dissanguano la nazione ogni giorno. Non si possono addebitare alla Merkel queste metastasi, magari ci fosse in Italia qualcuno che somigliasse alla lontana almeno alla Kanzlerin.