Home / ComeDonChisciotte / VIAGGIO NEL CALIFFATO – LA GIUSTIZIA OPPRESSIVA DELL'ISIS
15741-thumb.jpg

VIAGGIO NEL CALIFFATO – LA GIUSTIZIA OPPRESSIVA DELL'ISIS

DI OMAR AL-WARDI

joshualandis.com

Molti credono che sotto il controllo dello Stato Islamico (ISIS) si viva in un clima di terrore costante e alcuni pensano addirittura che in queste aree non esista nulla di simile alla vita normale. Io stesso ho scritto molto riguardo ai crimini e alle azioni disumane compiute da questo gruppo nell’est della Siria, in particolare a Raqqa e a Deir el-Zor ed in effetti la maggior parte di ciò che è stato scritto su questo argomento è vero. Tuttavia molti autori hanno scritto adottando un punto di vista limitato e tenendo un occhio chiuso.

Alcuni di loro non hanno mai trascorso del tempo sul terreno e si limitano ad immaginare la realtà accettando gli stereotipi che i media ripetono fino alla nausea. Io sono cresciuto nella provincia siriana di Al-Jazeera e vi sono tornato molte volte da quando l’ISIS ne ha preso il controllo, fermandomi in diverse città per osservare gli atteggiamenti di conoscenti e parenti.

Quando sono andato ad Al-Bukamal per la prima volta dopo che era stata conquistata dall’ISIS nell’estate del 2014, mi sembrava di fare un viaggio verso l’inferno. Ero davvero terrorizzato e in ogni momento mi aspettavo di essere prelevato dal mio veicolo per essere torturato. Pensavo che non sarei mai tornato vivo dal territorio controllato dall’ISIS, avevo ormai interiorizzato l’idea che esso governasse solamente tramite il terrore. Ho rischiato di svenire per la paura ai posti di blocco lungo la strada. Tuttavia, ad eccezione della comprensibile intensità di barriere di sicurezza e checkpoints, non vidi alcuna immagine che corrispondesse agli stereotipi diffusi dai media e da me ormai accettati.

Scoprii che Al-Bukamal era una città inaspettatamente sicura, nella quale le persone non potevano attaccarsi a vicenda, truffare al mercato o riempire le strade di mozziconi di sigaretta. Anzi la città appariva più pulita e salutare di come non l’avessi mai vista. Il fumo era completamente sparito, così come le persone che erano solite sprecare il loro tempo sedute nei caffè. Era una città completamente diversa da quella che conoscevo all’inizio della crisi siriana. Fra gli abitanti, circa 400,000 fra città e villaggi vicini, era emerso un consenso sul governo ISIS. La prova più evidente di questo è forse il fatto che le aree controllate dallo Stato Islamico sono quelle dalle quali è meno probabile vedere partire i giovani alla volta dell’Europa, un punto che in molti sembrano aver sottovalutato. Infatti se qui la vita fosse davvero così infernale, tutti sarebbero partiti per la Germania, l’Austria o persino per la Turchia, invece la maggior parte delle persone sono rimaste e non hanno abbandonato le loro case e la loro terra.

Ho ignorato la famosa domanda: Tu odi lo Stato Islamico? L’ho fatto perché conosco già il motivo per cui alcuni odiano questo gruppo e la domanda alla quale voglio rispondere è invece come possono altri amare un’organizzazione così sanguinaria e criminale che taglia teste e trascina le persone lungo la strada dopo averle uccise e fatte a pezzi. Le risposte sono state realistiche, coerenti e facevano tutte riferimento ad un punto in particolare: l’ISIS ha portato la giustizia nella città.

Ho visto con i miei occhi come la gente di Al-Bukamal non sia più oppressa come nel passato. Qui la maggior parte delle persone che ISIS ha imprigionato sono proprio membri del gruppo. Il regime non esita infatti a punire i propri affiliati qualora dovessero infrangere la legge. Persino un emiro dell’ISIS fu processato e mandato in carcere dal governatore locale quando si scoprì che aveva abusato del suo potere per aggredire persone innocenti.

Questo è il modello di giustizia che l’ISIS si sforza di portare ad Al-Bukamal così come a Raqqa. Le città della regione hanno accettato lo hanno accettato e gli hanno concesso il diritto di usare la violenza per punire i criminali e i trasgressori. Hanno rinunciato volontariamente all’uso della violenza per poter vivere una vita più giusta ed equa. Ai forti non è permesso di dominare sui deboli, né ai ricchi di sfruttare i poveri o ai capi tribù di sfruttare i loro uomini. Tutti vivono equamente, senza alcuna eccezione o nepotismo.

Il fattore più importante che ha convinto le persone ad accettare il “Califfato” è il fatto di poter uscire a qualsiasi ora del giorno o della notte senza essere molestati dall’Esercito Siriano Libero (FSA) o derubati da sedicenti affiliati di Al-Nusra e questo è vero soprattutto per le aree tribali della provincia. Più di una persona mi ha raccontato di come l’onore delle donne non venga mai violato e questo viene confermato anche dai nemici di ISIS nella regione, i quali ammettono che da quando esso ha assunto il controllo, non vi è stata alcuna aggressione a donne o ragazze. Ciò è l’opposto di quanto avveniva sotto Jabhat al-Nusra, quando i bordelli operavano apertamente. Oggi si può stare certi che nella strada da Dar al-Zor ad Al-Anbar, una distanza di oltre 350 km, nessuno si farà del male se rispetterò la legge..

Una delle ragioni principali per cui isis è stato accettato dalla maggioranza è che durante i primi anni della rivolta contro Assad la corruzione qui era dilagante. Prima governarono le milizie che si diedero il nome di FSA, le quali se la spassavano come ladri e banditi e i civili vivevano con l’ansia e la paura di essere molestati e magari uccisi. Poi venne Al-Nusra, preoccupata solo del potere e non della giustizia o di offrire un giusto governo. Fra FSA e Al-Nusra la società andò persa, infatti nessuno osava rivolgersi alle autorità per risolvere le dispute. Una volta che il Califfato prese il controllo della regione, le persone hanno tirato un sospiro di sollievo e si sono sentite meno oppresse.

In realtà i residenti di Al-Bukamal non possono odiare i membri dell’organizzazione e quelli che lavorano con loro quando li vedono tentare di offrire acqua ed elettricità a prezzi accessibili e nemmeno possono odiare l’organizzazione quando vedono che i prezzi sono fissati a livelli ragionevoli. I combattenti dell’ISIS vigilano per loro fino a notte fonda. Questa realtà distrugge l’odio e sebbene alcune persone nell’area non vogliano che il gruppo rimanga al potere, lo desidera invece il debole e anche il povero che non ha nessuno che badi a lui. E’ vero che alcuni combattenti hanno privilegi speciali, ma si tratta di una minoranza e non c’è paragone con quelli di cui godono gli ufficiali che prima erano con il governo o quelli dei combattenti del FSA o Al-Nusra.

ISIS ha tutta la capacità morale e materiale necessaria per ricostruire le città di cui prende il controllo e, cosa più importante, possiede la volontà di garantire una vita migliore alle persone. Non è ancora capace di adottare le moderne tecniche necessarie per migliorare le vite delle persone come promette di fare, ma si sforza per ottenerle.

Gli aerei che volano sopra i territori controllati dall’ISIS hanno otenuto solo una vittoria reale e non si tratta dell’uccisione dei combattenti o dell’aver ostacolato i movimenti dell’organizzazione, ma dell’aver impedito al gruppo di offrire servizi alla comunità.

Io cerco di presentare un’immagine realistica dell’ISIS, una che può essere in accordo ma anche in contrasto con quella di un’organizzazione sanguinaria, poiché è impossibile per un regime criminale governare senza offrire sicurezza fisica e sociale. Ma ciò è realmente menzionato per macchiare l’immagine dell’organizzazione.

La domanda è: si è sviluppata una società dello Stato Islamico? Ovvero, l’organizzazione si è integrata nella società? Finora il gruppo non può parlare di una “società ISIS” nel vero senso del termine, poiché la paura e il terrore ancora governano la società. Ma con il passare del tempo, se il regime resterà al potere almeno 3 anni, mi aspetto che si formerà una vera società dello Stato Islamico e questa è la paura maggiore per quanto riguarda le regioni orientali. Da questa società nasceranno idee estremiste e terroriste.

Omar al-Wardi (pseudonimo di un siriano cresciuto nella provincia di Al-Jazira, ora controllata dall’ISIS)

Fonte: www.joshualandis.com

Link: http://www.joshualandis.com/blog/a-trip-to-the-caliphate-oppressive-justice-under-isis-by-omar-al-wardi/

21.11.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ANNA MARIA BERTANI

Pubblicato da Davide

  • MaxpoweR

    … e la marmotta confezionava la cioccolata…

  • idea3online

    Se analizziamo la capacità della Russia o dell’URSS in campo tecnologico, basta ricordare che il primo satellite è stato mandato in orbita dai russi, il primo uomo nello “spazio” fu un russo, il primo essere vivente in orbita fu progetto della Russia. Parliamo come attività pionieristica. Perciò a livello tecnologico le due super potenze si equivalgono anche se in alcuni casi la Russia ha caratteristiche pionieristiche tecnologiche. Il dominio degli Stati Uniti è il dollaro, è la struttura finanziaria. Il dollaro finanzia tutto, finanzia il bene e finanzia il male. Con la capacità tecnologica non puoi creare masse al seguito, le masse vogliono il denaro, i popoli amano il denaro, con esso puoi fare diventare il bianco nero, ed il nero bianco. Proprio per questo gli USA hanno investito il tutto e per tutto sul dollaro, finanziarizzazione del mondo con debito, hanno azzerato i tessuti industriali delle colonie, più nazioni vengono azzerate in capacità produttiva, più il dollaro si rafforza, in quanto le stesse nazioni non potendo produrre beni, sono costrette a finanziare dall’esterno le loro economie, ed il dollaro finanzia le colonie, e le colonie non possono produrre, e se le stesse non possono produrre non possono emettere una valuta nazionale, in quanto senza valore perchè non avendo prodotti da vendere non potrebbe entrare valuta estera da acquirenti stranieri. Perciò l’obiettivo principale è distruggere gli apparati produttivi delle colonie.

    Se la Russia inviò il primo satellite in orbita, ed il primo uomo in orbita fu russo, significa che le sue capacità militari sono allo stesso livello degli USA. la forza degli USA, è il dollaro, essere creditore di tutto il mondo, la maggioranza del tenore di vita del mondo sia ricco che povero, è debito in dollari, gli USA in mano hanno un’arma superiore all’atomica, potrebbero fare saltare il dollaro, e salterebbe il tenore di vita di miliardi di uomini. Se gli USA si sentiranno depotenziati, probabilmente lo scontro diretto con la Russia non lo cercheranno, perchè percepiscono che sarà un pareggio, gli USA vogliono la vittoria, ed quando il loro predominio sarà sotto pressione cronica, faranno tremare il pianeta con il dollaro, e dopo cercheranno lo scontro diretto con la Russia e la Cina. Adesso le proveranno di tutte i colori con le guerre per procura, quando capiranno che come accadde con le guerre arcobaleno anche le guerre delegate faranno cilecca, agli USA rimarrà l’arma del dollaro, del debito espresso in dollari. La Cina e la Russia intanto acquistano oro, rafforzano le loro economie interne, incentivano l’agricoltura, economia chiusa all’interno tra i cittadini, ed economia esterna tra stati, lo stato è mediatore tra economia e popolo, solo così potranno resistere alla minaccia del collasso sistemico. Solo incentivando la piccola impresa agricola, applicando poca burocrazia, a svantaggio della grande distribuzione agricola, la burocrazia rafforza la grande distribuzione, solo la piccola impresa agricola potrà fornire la base, le fondamenta per resistere ad un collasso sistemico, infatti se l’apparato agricolo viene incentivato tramite piccole aziende in cooperazione con lo Stato in modo tale che lo stesso gestisca i prezzi di vendita all’ingrosso di tutti i beni agricoli, così non aggredibili dagli speculatori della grande distribuzione in modo tale che il tessuto non venga indebolito dall’Avarizia di pochi o dai “distruttori” del lavoro di milioni di persone, e così quando ci sarà il collasso sicuramente molti dalla città andranno nelle periferie, i campi avviati da anni, prima del collasso, saranno pronti ad accogliere una marea di disoccupati e dar da mangiare a milioni di uomini in caso di blocco delle importazioni prima che i mercati internazionali ripartano solo dopo avere fatto un nuovo ordine finanziario.

  • blobbb

    sei mai stato in quelle zone per giudicare?

  • RicardoDenner

    Pedofilia ed Isis sono i due argomenti che è bene non approfondire troppo..se ci teniamo a rimanere al mondo…e non vogliamo essere linciati..o associati alle patrie galere per favoreggiamento del male assoluto..

  • GioCo

    Quello che dice l’articolista ha senso. In effetti non abbiamo visto giustizialismi di locali, ma di gente straniera e per colpire gli stranieri.

    Detto questo ha senso che i locali siano trattati bene, la corruzzione ha infinite forme per manifestarsi. I soldi (abbondanti) dell’ISIS devono essere per forza spesi per creare consenso, sennò la guerra con che giustifica la porterebbero avanti? non hanno la forza dei numeri e devono sembrare un opposizione politica armata, non una conquista condotta dall’estero.
    Ma non me la prenderei con i poveracci che dopo infinite vessazioni conoscono un minimo di tolleranza nel fondamentalismo. Più che altro mi interrogo su come dovesse fitta la rangnatela nepotistica da quelle parti.

    Da Saddam a Geddafi, abbiamo poi capito che i regimi funzionano tutti così, costruiscono consensi e quindi radicano la loro presenza portando benessere che è poi solo corruzione. E’ stato fatto così per le destrutturazione delle capagne nel processo di urbanizzazione: si decostruisce una identità storica millenaria sostituendola con un altra di compromesso e progettata a tavolino, per incatenare alla percezione pubblica il benessere al consumo anche se le due cose sono perfettamente antitetiche. Lo si fa occultando ovviamente le ifinite sfaccettature inaccettabili e le orride ipoteche future. Ad esempio con l’eliminazione coatta improvvisa di ogni benessere ottenuto in caso di necessità urgente.

  • geopardy

    Caro Gioco,

    a me sembra che loro vogliano una società poco complessa, con regole chiare e semplici, mentre le nostre società sono estremamente complesse e molto difficili da replicare in zone come quelle e quando si tenta di applicarle, degradano in corruzione dilagante ed esclusione sociale di molti.
    C’è, inoltre, un enorme desiderio di giustizia e ridistribuzione, come poteva essere l’iniziale ideologia del Baath, che si è trasformata, con il tempo, in successione dinastica da padre in figlio, con tutto l’ambaradan di corruttela associato.
    Non so come andrà  finire lì, ma in Somalia, diversi anni fa, le forze islamiche avevano ottenuto il medesimo risultato, cioè, moralizzazione, eliminazione della delinquenza, redistribuzione delle ricchezze,  poi, sono state spazzate via e la situazione è degenerata ulteriormente in anarchia.
    In più c’è la questione sunnita sia lì che nel confinante Iraq e se fosse impedita la creazione di un qualcosa simile ad un loro stato, non so cosa possa accadere in futuro.
    Dovranno essere molto bravi gli attori regionali ed internazionali a gestire la situazione dopo, altrimenti, si avrà ulteriore caos.
  • andriun

    "…In effetti non abbiamo visto giustizialismi di locali, ma di gente straniera e per colpire gli stranieri."

    Non è proprio così, ricordo che venivano giustiziati anche persone del luogo e mi pare pure che  vi fosse un caso nato dalla richiesta di una donna che se non erro era stata violentata senza essercene il motivo.
    Il popolo per quanto "bue" va "guidato": a lui non interessa se Caio o Sempronio si arricchiscono o siano corrotti, l’importante che sia dia una parvenza di giustizia locale che tenga conto anche dei più deboli(quando lo sono veramente). Se poi sotto di loro si ottengono vantaggi che lo Stato ti nega pur sapendo che ti dovrebbero essere riconosciuti ecco che il sostegno diventa assicurato.
    In fondo non è un concetto difficile, basta rifarsi a quanto avviene in Italia con la mafia: uno Stato nello Stato.
    La differenza se vuole, sta nel fatto che la mafia i delitti anche atroci che compie non ama pubblicizzarli, se non a livello locale, ma va anche detto che ne farebbe volentieri a meno, se non vi fosse costretta ogni tanto con essi ad incutere il "giusto" timore e quindi ristabilire quei rapporti di forza nonchè gerarchia indispensabile a tutte le società grandi o piccole perchè possano funzionare: esattamente quello che farebbe/o che fino a qualche tempo fa in qualità di capofamiglia un UOMO faceva nei confronti della Moglie/Compagna e che lei stessa salvo casi sporadici non aveva da lamentarsene in quanto erano fondamentalmente giuste. 
    Quindi se va detto che l’ISiS come la mafia usa strumenti che appaiono arcaici come l’era dell’uomo(molto più vicini al pensiero medioevale che moderno), resta un fatto incontrovertibile che entrambe esistono perchè la gente le sostiene e se lo fa, non lo fa per nulla, ma perchè in esse vede quella sorta di ordine e giustizia di cui loro necessitano e che lo Stato ufficiale, se pur solo apparentemente più moderno, non riconosce/riconosceva loro.
    Basti per fare un semplice confronto il diverso comportamento che si è tenuti oggi a tenere nei Paesi occidentali (questa volta l’Italia ufficiale) nei confronti di una denuncia per violenza nei confronti di una donna. Faccio notare che solo l’uso del termine violentare, pone la donna su un piano decisamente superiore a prescindere dei torti che abbia commesso o dalle responsibilità ivi contenute, in cui per assurdo alle volte invece potrebbe succedere che il carnefice o quello che si vuole per forza essere tale, in quanto uomo, risulti solo la vittima di una società decadente e femminilizzata. 
    Senza andare nel tragico è sufficiente rifarsi mentalmente a quelle segretarie che, da prima cedono per amor di carriera(l’opportunismo rientra nella sua naturale predisposizione), alle lusinghe/attenzioni del proprio datore di lavoro, gustandosi quindi i frutti immeritati/meritati che da questa può trarre e poi quando stufe o peggio rose dalla gelosia di una rivale, decidano di denunciarlo appellandosi al decoro femminile per violenza sessuale. In questo caso il carnefice per la società occidentale è chiaro che risulta essere l’imprenditore, ma che lo sia veramente per la giustizia vera(cioè quella che non sia di tipo femminilizzato come quella italicana), mi sembra che risulti del tutto evidente. 
  • omega86

    Ah, ecco perchè non attaccano Israele: li c’è giustizia sociale in abbondanza

  • Matt-e-Tatty

    1) Nelle esecuzioni ISIS i condannati hanno la tuta arancione come i prigionieri di guerra seviziati quotidianamente dagli americani, a noi occidentali fa un effetto vedere le decapitazioni ISIS ma ad un iracheno che ha subito la nostra "democrazia" fa lo stesso effetto di orrore?

    2) Tempo fa ho curiosato in un forum di islamici in lingua italiana, parlavano dell’ISIS con uno spirito diverso da come ne parliamo noi in Italia.

    3) Osservando la cartina di Iran e Iraq con le attuali aree di influenza si nota che quelli dell’ISIS hanno conquistato un’area geografica enorme, lo hanno fatto senza alcun supporto da parte della popolazione o di una sua parte?

    4) Conosciamo così bene (noi occidentali) il pensiero e le aspirazioni dei mussulmani? Perché a me risulta che la maggior parte della gente (me compreso) sa poco e niente degli islamici.

    Potrebbe anche essere vero.

  • trigone

    Quindi mi sembra non ci sia nessun problema.

    L’ISIS è un falso problema, il vero problema è l’oppressione del regime siriano di Assad.
    Perchè allorra l’Occidente non arma e foraggia questo bel gruppo di volontari per rimuovere il regime di Assad?
    Ah già vero, lo sta già facendo.
  • lopinot

    Niente di nuovo tutto sommato: Mussolini prometteva legge e ordine, Hitler anche, Franco pure, Videla non ne parliamo, Sukarno, urca quanto ordine, Pol Pot, beh, forse quello ha esagerato, ma quanto a silenzio…

  • Phitio

    Tutti i regimi totalitari, dapprima protano l’ordine e poi portano il caos, il loro caos. Diventano paranici non appena iniziano a perdere terreno, sotto la spinta delle leggi della fisica, vioi che sia l’iperestenzione del loro raggio di controllo, vuoi che sia il declino delle risorse su cui poggia il loro potere economico militare…
    E qaueto punto, parte l’orrore, il loro.

    I tedeschi sotto Hitler non avevano portato ordine, disciplina, lavoro? Certo! E’ proprio per questo che Hitler fu VOTATO e GOVERNO’. Poi la storia e’ nota. Ed i campi di sterminio pure.

  • Phitio

    scusate gli strafalcioni, ho scritto di fretta

  • neroscuro2014

    "nella quale le persone non potevano attaccarsi a
    vicenda, truffare al mercato o riempire le strade di mozziconi di
    sigaretta. Anzi la città appariva più pulita e salutare di come non
    l’avessi mai vista. Il fumo era completamente sparito, così come le
    persone che erano solite sprecare il loro tempo sedute nei caffè."
    Wow! Allora è proprio un bel posto: è la Svizzera del medio-oriente. Ma non comprate gli orologi a cucù là che non si sa mai che non ci sia del semtex dentro.

  • clausneghe

    Queste merde barbute vorrebbero imporci la sharja e vietarci bacco tabacco e venere. Come se non bastasse il nostrano Giovanardi..,

    Non accetterò mai uno stile di vita imposto dai fanatici moralisti, per difendere il mio diritto al piacere, anche fisico, non esiterei a contrastarli a colpi di mitra.
    Maiali, tornate nel vostro medioevo, sgozzatori bestiali
    Abbasso le religioni, in particolare la vostra. Bestie.
  • flucekk76

    Assad ha comunque diritto a difendersi dall isis e i compari finanziatori il dovere di  essere scoperti …… l’infinito doppio gioco dei britannici. ..

  • penzones

    Una serie di commenti surreali  che assurdamente passano sopra  ai morti trucidati senza pietà a Parigi a alle
    duecento e più vittime dell’attentato all’airbus russo. Mentre lo stesso
    articolo passa sopra con grande leggerezza alle stragi di appartenenti alle
    varie confessioni non sunnite e che hanno provocato milioni rifugiati.

    Guarda caso, in questo momento la
    propaganda neocon è di nuovo all’attacco, e riappare il tentativo di dare al Daesh  una patente di legittimità e affidargli il grande
    stato sunnita che hanno idea di impiantare nell’area, il quale prenderebbe tutta
    la Siria arrivando fino a Bagdad. Per arrivarci, e creare dal nulla stati su
    basi etnico-confessionali, gli USA vogliono la distruzione dell’apparato
    statale laico in quanto organismo che ha permesso la convivenza
    interconfessionale ed etnica all’interno di varie nazioni arabe, e quindi, fare
    al "tiranno" Bashar Al Assad, al suo governo "corrotto", e alla Siria quello che hanno fatto alla Libia di Gheddafi e
    all’Iraq di Saddam Hussein.

    Ancora più della violenza c’è da avere paura della
    forza ipnotica che il potere ha sulla coscienza delle persone. Sembra che
    l’opinione pubblica sia in balia di forze che la possono plasmare a piacimento.
    A quelle basta parlare, per esempio, di lotta alla corruzione per blandire la
    buona fede delle persone e renderle consenzienti verso azioni che servono a
    smantellare tutto quello che a loro è di ostacolo. Infatti, lascia senza parole
    come l’argentina, con le ultime elezioni, si sia rimessa nelle mani delle
    stesse banche e multinazionali americane che le hanno procurato una delle crisi
    economiche più disastrose nella storia del paese.

  • mixmux

    Come al solito i commenti sono più utili dell’articolo!

  • makkia

    Buffo: il confronto è solo con i banditi della "moderata, democratice e laica" FSA (quelli che sparano ai piloti inermi nel paracadute) e Al Nusra (quella che, ci dicono, infilava aerei nei grattacieli e adesso è "non troppo estremista").
    Non c’è nessun confronto col governo regolare: quelli sono mostri per definizione, quindi "persino il Daesh è meglio di Assad".

    A parte questa narrazione neocon, una persona sana si ricorderebbe di come mai in Afganistan i talebani furono inizialmente accolti a braccia aperte ed erano il legittimo governo al momento in cui George W. cominciò a bombardare: perché rispetto ai feroci Signori della Guerra che spadroneggiavano, i talebani avevano portato il precario ordine che non ti ammazzavano in mezzo alla strada per niente, ma solo se contravvenivi alla Sha’ria.