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VI SIETE MAI CHIESTI PERCHE' IL MONDO E' UN SIMILE CAOS ?

DI ROBERTO SAVIO

informationclearinghouse.info

Dedicato alle generazioni dei più giovani

Mentre la terza guerra mondiale non è stata formalmente dichiarata, i conflitti di tutto il mondo stanno raggiungendo livelli mai visti dal 1944.

Naturalmente, per la grande maggioranza di persone in tutto il mondo, le notizie su questi conflitti sono solo parte della cronaca quotidiana, ma un’altra quota di essa verte sul caos esistente nei nostri paesi.

Esso è così complesso e confuso che molte persone hanno rinunciato al tentativo di tentare qualsiasi forma di comprensione profonda, così ho pensato che sarebbe stato utile offrire dieci spiegazioni di come siamo riusciti a creare questo caos.

1) Il mondo, così come esiste oggi, è stato in gran parte plasmato dalle potenze coloniali, che lo hanno diviso tra di loro, ritagliandosi Stati senza alcuna considerazione per le realtà etniche, religiose o culturali esistenti. Questo era particolarmente vero per l’Africa e il mondo arabo, dove è stato imposto il concetto di stato sui sistemi di tribù e clan.
Solo per fare alcuni esempi, nessuno dei paesi arabi di oggi esisteva prima del colonialismo. Siria, Libano, Iraq, i Paesi del Golfo (tra cui l’Arabia Saudita) erano tutte parti dell’impero ottomano. Quando questo scomparve con la Prima Guerra Mondiale (come gli imperi russo, tedesco e austro-ungarico), i vincitori – Gran Bretagna e Francia – si sedettero a un tavolo e redassero i confini dei paesi che avrebbero dovuto gestire, come avevano fatto prima con l’Africa. Quindi, mai guardare a quei paesi come equivalenti a paesi con una storia di identità nazionale.

2) Dopo la fine dell’era coloniale, era inevitabile che per mantenere questi paesi artificiali in vita ed evitare la loro disintegrazione, sarebbero stati necessari uomini forti per coprire il vuoto lasciato dalle potenze coloniali. Le regole della democrazia sono state utilizzate solo per raggiungere il potere, con pochissime eccezioni. La primavera araba ha effettivamente spazzato via dittatori e autocrati, solo per sostituirli con caos e fazioni in guerra (come in Libia) o con un nuovo autocrate, come in Egitto.
Il caso della Jugoslavia è istruttivo. Dopo la seconda guerra mondiale, il maresciallo Tito smantellò il Regno di Jugoslavia e creò la Repubblica socialista Federale di Jugoslavia. Ma noi tutti sappiamo che la Jugoslavia non sopravvisse alla morte del suo uomo forte.
La lezione è che senza creare un processo molto partecipativo e unificante dei cittadini, con una forte società civile, le identità locali giocheranno sempre il ruolo più decisivo. Quindi ci vorrà tempo prima che molti dei nuovi paesi saranno considerati paesi reali privi di conflitti interni.

3) Dalla Seconda Guerra Mondiale, l’ingerenza delle potenze coloniali e delle super-potenze nel processo di consolidamento dei nuovi paesi è stato un ottimo esempio di disastro causato dall’uomo.
Prendete il caso dell’Iraq. Quando gli Stati Uniti hanno assunto l’amministrazione del paese nel 2003, dopo l’invasione, il generale Jay Garner fu nominato Direttore dell’Ufficio per la Ricostruzione e l’Assistenza Umanitaria ed ha resistito solo un mese, perché era considerato troppo aperto nei confronti dei punti di vista locali.
Garner fu sostituito da un diplomatico, Jan Bremmer, che ne ha preso il posto dopo un briefing di due ore con il Segretario di Stato, Condoleeza Rice. Egli ha proceduto immediatamente a sciogliere l’esercito (creando così 250.000 disoccupati) e a licenziare chiunque nell’amministrazione fosse un membro del partito Ba’ath, il partito di Saddam Hussein. Ciò destabilizzò il paese, e il caos odierno un risultato diretto di questa decisione.
L’attuale primo ministro iracheno, Nouri al-Maliki, che Washington sta cercando di rimuovere in quanto lo ritiene causa della polarizzazione tra sciiti e sunniti, era il candidato americano preferito. Così è stato per il Presidente dell’Afghanistan, Hamid Karzai, che ora è violentemente anti-americano. Questa è una tradizione [consolidata] che risale al primo intervento degli Stati Uniti in Vietnam, dove Washington portò al potere Ngo Dihn Dien, che si ribellò ai dettami statunitensi finché non venne assassinato.
Non c’è spazio qui per fornire esempi di errori simili (anche se meno importanti) compiuti da altre potenze occidentali. Il punto è che tutti i leader installati da potenze esterne non durano a lungo e portano instabilità.

4) Siamo tutti testimoni del fatto che la lotta religiosa e l’Islam estremista siano una minaccia crescente e inquietante. Pochi fanno qualche sforzo per capire perché migliaia di giovani siano disposti a farsi saltare in aria. Esiste una correlazione evidente tra la mancanza di prospettive di sviluppo/occupazione e l’inquietudine religiosa. Nei paesi musulmani dell’Asia (gli Arabi Musulmani rappresentano meno del 20 per cento delle popolazioni Musulmane di tutto il mondo), l’estremismo a malapena esiste.
E pochi si rendono conto del fatto che la lotta tra sciiti e sunniti sia finanziata da paesi come l’Arabia Saudita, il Qatar e l’Iran. Quei rami dell’Islam hanno convissuto fianco a fianco per secoli e ora stanno combattendo una guerra per procura, come accade per esempio in Siria. L’Arabia Saudita ha finanziato i Salafiti (la forma puritana dell’Islam) in tutto il mondo e ha fornito quasi due miliardi di dollari per il nuovo autocrate egiziano, Abdel Fattah el-Sisi, perché sta combattendo la Fratellanza Musulmana, che predica la fine dei re e sceicchi e il potere per il popolo. Anche quella in Iraq sta diventando una guerra per procura tra l’Arabia Saudita, il difensore dei Sunniti, e l’Iran, difensore degli Sciiti.
Così, quando si considerano queste guerre di religione, occorre sempre guardare chi c’è dietro di esse. Le religioni di solito diventano bellicose solo se vengono usate. Basti guardare la storia europea, in cui le guerre di religione sono state inventate dai re e combattute dalla gente. Naturalmente, una volta che il genio è uscito dalla bottiglia, ci vorrà molto tempo per rimettercelo. Quindi questo problema ci accompagnerà per un bel po’ di tempo.

5) La fine della Guerra Fredda ha scongelato [nel senso di sbloccato NdT] il mondo, che era stato tenuto stabile dall’equilibrio tra le due superpotenze. I tentativi di creare alleanze regionali o internazionali per portare stabilità sono sempre stati ostacolati dagli interessi nazionali. Il miglior esempio è l’Europa. Mentre tutti parlavano di Crimea, di Ucraina e di Vladimir Putin (reso paranoico dall’accerchiamento occidentale, strategia seguita dall’amministrazione di George Bush Jr. in poi) e di come costringerlo ad ascoltare Stati Uniti ed Europa, le imprese europee hanno continuato il commercio, a dispetto dello sbandierato embargo. E ora, l’Austria ha silenziosamente [anche nel senso di tranquillamente NdT] firmato un accordo con la Russia per aderire al South Stream, un gasdotto che porterà il gas russo verso l’Europa – alla faccia della sedicente unità di un’Europa cui è stato chiesto a gran voce di ridurre la propria dipendenza energetica dalla Russia.
Un mondo multipolare è in divenire, ma resta da capire quanto stabile. In Asia, Cina e Giappone stanno aumentando i loro investimenti militari, alla pari dei paesi circostanti. E mentre i conflitti locali, come quelli in Siria, in Iraq e in Sudan, non stanno degenerando in un conflitto più allargato, ciò si verificherebbe senza dubbio in Asia.

6) In un mondo sempre più diviso da una recrudescenza degli interessi nazionali, l’idea stessa di una governance condivisa sta perdendo forza, e non solo in Europa. Le Nazioni Unite sono diventate marginali come arena in cui raggiungere consenso e legittimità. I due motori della globalizzazione – il commercio e la finanza – non fanno parte delle Nazioni Unite, che rimangono bloccate su temi come sviluppo, pace, diritti umani, ambiente, istruzione e così via. Sebbene questi temi siano cruciali per un mondo vivibile, non sono visti come tali da chi è al potere. Conclusione: le Nazi
oni Unite stanno diventando irrilevanti.

7) Allo stesso tempo, anche valori e idee considerati universali, come la cooperazione, l’aiuto reciproco, la giustizia sociale e la pace internazionale vista come un paradigma totalizzante stanno diventando irrilevanti. Il presidente francese Francois Hollande incontra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, non per discutere di come fermare il genocidio in Sudan o il sequestro di bambini in Nigeria, ma per chiedergli di intervenire con il suo Ministro della Giustizia per ridurre un’ammenda gigante comminata a una banca francese, la BNP-Paribas, per attività fraudolente. L’incombente problema del controllo del clima era in gran parte assente nell’ultima riunione del G7, per non parlare del disarmo nucleare… eppure questi sono le due principali minacce per il pianeta!

8) Dopo il colonialismo e i regimi totalitari, la frase chiave dopo la seconda guerra mondiale fu “l’attuazione della democrazia” [spesso diventata “esportazione della democrazia” NdT]. Ma dopo la fine della Guerra Fredda, la democrazia fu data per scontata. In effetti, negli ultimi venti anni, la formula della democrazia rappresentativa sta perdendo il suo fascino. Il pragmatismo ha portato alla perdita della visione a lungo termine, e la politica è diventata sempre più semplice amministrazione.
I cittadini si sentono sempre meno legati ai partiti, che sono sostanzialmente diventati egocentrici e autonomi. Gli affari internazionali non sono considerati strumenti del potere da parte di partiti, e le decisioni vengono prese senza la partecipazione [del popolo, a differenza di quanto imporrebbe l’uso della democrazia NdT]. Ciò porta a scelte che spesso non rappresentano i sentimenti e le priorità dei cittadini.
Il modo in cui il piano di salvataggio di Cipro dalla crisi finanziaria di qualche anno fa è stato trattato in seno alla Commissione Europea è stata ampiamente riconosciuto come un esempio lampante di mancanza di trasparenza. Poche persone certamente fanno più errori rispetto a molte…

9) Un elemento assai importante del caos è stata la crescita di ciò che i suoi sostenitori, soprattutto nel mondo finanziario, chiamano la “nuova economia” – un’economia che contempla la disoccupazione permanente, la mancanza di investimenti sociali, una riduzione delle imposte per i grandi capitali, la marginalizzazione dei sindacati e una riduzione del ruolo dello Stato come regolatore e garante della giustizia sociale. Le disuguaglianze stanno raggiungendo livelli senza precedenti. Le 85 persone più ricche del mondo possiedono la stessa ricchezza di 2,5 miliardi di persone.

10) Tutto ciò ha un suo corollario. Non è un caso che tutti i media mainstream in tutti i paesi abbiano la stessa lettura, visione del mondo. L’informazione oggi ha sostanzialmente eliminato analisi e processo, per concentrarsi sugli eventi. La loro capacità di seguire il caos mondiale è minima, e essi si limitano a ripetere ciò che afferma chi si trova al potere. È assai istruttivo vedere come i mezzi di comunicazione siano molto analitici per quel che riguarda gli affari nazionali e molto superficiali per ciò che concerne le questioni internazionali. I media dipendono in gran parte da tre agenzie di stampa internazionali, che rappresentano il mondo occidentale e dei suoi interessi. Avete letto qualcosa, su qualsiasi giornale, in merito all’accordo del gas tra l’Austria e la Russia?

In ultima analisi, vi lascio con un ultimo punto: non siate mai soddisfatti di ciò che si legge sui giornali, cercate costantemente di ottenere ulteriori e opposti punti di vista attraverso la Rete. Ciò vi aiuterà a guardare il mondo con i vostri occhi, e non con gli occhi di qualcun altro che probabilmente è parte del sistema che ha creato questo caos. Non siate gregge [nel testo “non andate con la marea NdT]… cercate l’altra faccia della luna. E se vi dicono che conoscono le cose, bene, basta che guardiate i risultati. Quindi, siate voi stessi e, se commetterete un errore, almeno sarà un vostro errore.

Roberto Savio, fondatore e presidente emerito della Inter Press Service (IPS), agenzia di stampa, ed editore di Other News

Fonte: www.informationclearinghouse.info

Link: http://www.informationclearinghouse.info/article39073.htm

12.07.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di PG

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    Citaz."così ho pensato che sarebbe stato utile offrire dieci spiegazioni di come siamo riusciti a creare questo caos". fine Cit.

    Già l’inizio è opinabile, nel senso che non mi riconosco in quel "SIAMO". Io non ho contribuito per nulla a creare sto casino, anzi ne sono vittima, come la maggioranza delle persone. Sarebbe ora di parlare di quel un per cento poi raffinato all’un per mille responsabile per come va il mondo. Per come lo vogliono far andare loro, che guadagnano in tuti i sensi mentre la gente comune crepa tra atroci sofferenze. Altro che "SIAMO"!  Sono, Essi sono.
  • ROE
    Se 1 su 1.000 è riuscito e riesce a dominare 999, qualche colpa l’avranno ancbe i 999 …

  • GioCo

    Fermo restando che ben poco può fare il cittadino medio, oltre che rovinare se stesso e la vita delle persone che gli sono accanto e fermo restando che le decisioni pubbliche e di massa a livello economico, giuridico, politico, così come l’informazione, rimangono punti chiave per la speranza di una svolta più umana rispetto la situazione attuale, non possiamo considerarci del tutto estranei.

    Perché viviamo in questo mondo e portiamo con ciò il nostro contributo all’impero del caos.
    Dire che "non abbiamo creato noi questo casino" anche se formalmente condivisibile ci porta verso il distacco dalla possibilità di dare anche solo quel piccolo contributo che è per noi possibile.

    E’ un deresponsabilizzarsi. Cioè esattamente quello che è nell’interesse di chi governa oggi.
    Il punto però è da capire bene: i governanti NON sono responsabili di quanto accade, c’è una importante corresponsabilità e l’incoscienza pilotata dalla brama di potere è un elemento della zuppa caotica in cui ci troviamo.

    Tutti, ma proprio tutti, dato lo straordinario casino in cui ci siamo ficcati, dopo pochi tentativi (anche solo di capire) cedono alla tentazione di arrendersi, ognuno nella modalità compatibile alla propria posizione sociale. Se sei piccolino dirai "non ho provocato io questo casino" se occupi un posto di potere politico dirai "ce lo chiede il mercato", ma la solfa non cambia mai. E’ un continuo scaricabarile che immette caos nel complesso della struttura sociale umana. Chiunque si oppone con vigore viene spappolato, per il semplice fatto che le correnti di irresponsabilità rimesse in circolo, permangono tali finché non trovano un bersaglio utile su cui scaricarsi. Tipicamente un bersaglio che non può avere comunque strumenti per rispondere a tutta sta massa di responsabilità.

    Chiamasi "capro espiatorio". Un tempo ne bastava qualcuno, oggi è mattanza.
    Finché la massa non si veglia (e secondo me non si sveglia) continuerà così fino al collasso.

  • GioCo

    Fermo restando che ben poco può fare il cittadino medio, oltre che rovinare se stesso e la vita delle persone che gli sono accanto e fermo restando che le decisioni pubbliche e di massa a livello economico, giuridico, politico, così come l’informazione, rimangono punti chiave per la speranza di una svolta più umana rispetto la situazione attuale, non possiamo considerarci del tutto estranei.

    Perché viviamo in questo mondo e portiamo con ciò il nostro contributo all’impero del caos.
    Dire che "non abbiamo creato noi questo casino" anche se formalmente condivisibile ci porta verso il distacco dalla possibilità di dare anche solo quel piccolo contributo che è per noi possibile.

    E’ un deresponsabilizzarsi. Cioè esattamente quello che è nell’interesse di chi governa oggi.
    Il punto però è da capire bene: i governanti NON sono responsabili di quanto accade, c’è una importante corresponsabilità e l’incoscienza pilotata dalla brama di potere è un elemento della zuppa caotica in cui ci troviamo.

    Tutti, ma proprio tutti, dato lo straordinario casino in cui ci siamo ficcati, dopo pochi tentativi (anche solo di capire) cedono alla tentazione di arrendersi, ognuno nella modalità compatibile alla propria posizione sociale. Se sei piccolino dirai "non ho provocato io questo casino" se occupi un posto di potere politico dirai "ce lo chiede il mercato", ma la solfa non cambia mai. E’ un continuo scaricabarile che immette caos nel complesso della struttura sociale umana. Chiunque si oppone con vigore viene spappolato, per il semplice fatto che le correnti di irresponsabilità rimesse in circolo, permangono tali finché non trovano un bersaglio utile su cui scaricarsi. Tipicamente un bersaglio che non può avere comunque strumenti per rispondere a tutta sta massa di responsabilità.

    Chiamasi "capro espiatorio". Un tempo ne bastava qualcuno, oggi è mattanza.
    Finché la massa non si veglia (e secondo me non si sveglia) continuerà così fino al collasso.

  • haward

    Perfetto per spiegare come va il mondo ai bambini delle scuole elementari. Per i
    ragazzini delle medie mi sembra un tantino superficiale 

  • Albertof
    Qualche settimana fa, durante un’escursione in montagna, ho avuto modo di farmi una domanda simile mentre trasportavo una considerevole quantità di immondizia (bottiglie di birra, di plastica, pacchetti di sigarette, ecc) trovata sui sentieri che avevo percorso. Cercavo di immaginarmi la faccia di coloro che, come me, avevano calcato quei posti bellissimi, magari ammirando il panorama sorseggiando una bella birra fresca e poi, nel bel mezzo di un indimenticabile tramonto, avevano gettato la bottiglia per terra e magari, giusto per ingannare il tempo, l’avevano pure frantumata con un sasso raccolto per terra. Che persone potevano essere? Cosa passa per la mente di queste persone? Quali sono le loro priorità e quali sono le cose importanti per cui, eventualmente, combattere? Poi mi sono chiesto. A quale ceto sociale potessero appartenere? Miliardari sfacciati in cerca di nuove emozioni? Operai frustrati in perenne lotta con i padroni-schiavisti? Professionisti abbandonati dalle loro mogli? Confesso che non sono riuscito a tracciare un quadro preciso e sufficientemente convincente. Si, in effetti è veramente difficile capire il perché di questo regno del caos. Chissà se un pò di luce ad una questione così complessa non possa giungere rispondendo ad una domanda molto più banale: Chi ha gettato la bottiglia di birra tra le anemoni e i garofani selvatici?
  • Zret

    Essi!

  • Tonguessy

    E invece sono convinto che il primo passo verso il cambiamento sia il riconoscere la responsabilità dei fatti. Scaricabarile invece è il proiettare sugli altri le proprie responsabilità. Capro espiatorio: potrebbe essere Luigi XVI ghigliottinato per avere dilapidato le fortune francesi per sostenere la sua guerra imperialista nel Nuovo Mondo?

    Come vedi le interpretazioni hanno confini molto poco rigidi, e tutto dipende dall’angolo di osservazione. 
    Personalmente neanch’io mi ritengo responsabile della situazione attuale, anche se posso ammettere che forse faccio meno di quanto dovrei per cambiarla.
    Insomma non si tratta di accusare inutilmente qualcuno di far andare le cose male. La realtà è che esistono pochissime persone che a seguito dello stato di cose presente ne ricavano immensi benefici. Quindi o tu sei in grado di smentire questo dato di fatto (vatti a leggere la distribuzione mondiale delle ricchezze negli ultimi decenni), demolendo così tutta l’ipotesi che esistano pochi e ben identificabili responsabili, oppure devi semplicemente accettare che a nessuno di noi poveracci piaccia essere accusati di correità, ovvero essere associati a quel manipolo di scalmanati irresponsabili che stanno rovinando il pianeta 
  • Salymar
    certo, tutto succede quando l’uomo crede di poter fare a meno di Dio e abbraccia il "non serviam" luciferino ……
  • Cataldo

    Se i giovani li aiutiamo cosi.

    Intanto dal 1944 ad oggi abbiamo visto massacri continui, certo se uno
    non sa che sono accaduti, come sembra, penserà che oggi sono aumentati,
    ma non mi sembra uno di quei momenti, sotto il punto di vista dei
    numeri, che pure contano.

    Il mondo stabile che ha visto lui sarà stato il cortile di casa sua, intanto abbiamo avuto una rivoluzione industriale, il lavoro si è redistribuito a livello globale, ma questo è accaduto in modo stabile, forse si è rotto qualche bicchiere nei brindisi di capodanno.

    Intanto il caos maggiore lo vedo nella natura spuria dei punti elencati, ma mi soffermerò solo sull’impostazione Caos e non Caos.

    Quello che è enormemente cambiato in realtà è il nostro modo di vedere le cose, che, per alcuni, permette di avere a costi bassi un quadro della situazione globale, prima dell’era digitale era possibile solo a specializzati, visto il tempo e le risorse necessarie.
    Molto più ampia è quindi la massa di dati su quello che accade. A questo aggiungiamo la dislocazione inevitabile che comporta la velocità estrema dei cambiamenti tecnologici nelle modalità di percezione delle informazioni.

    Ma l’ordine che dovrebbe contrapporsi a questo Caos è solo una nostra declinazione degli strumenti interpretativi della realtà, una contrapposizione, declinata in un prima e dopo, vicino lontanto etc etc,  in realtà non esiste perchè Il Caos è tutto quello c’e, ad iniziare dal raggio cosmico che altera il genoma e produce una mutazione utile, che  è un presupposto non da poco 🙂

    Negli anni 70 c’erano articoli che iniziavano esattamente con lo stesso titolo di questo su insospettabili riviste che leggevo aspettando dal barbiere con papà.

    Limitandosi a scenari all’ingrosso
    Anche ai tempi della guerra fredda c’era caos, solo che allora lo inserivamo in un contesto, appunto la guerra fredda, che non è  che sia stato brillantissimo per farci comprendere la natura degli eventi, visto come è finita la "guerra fredda" e come stiamo messi adesso, tanto per dirne una.

    Quindi magari, evitare di generare confusione, andare ventre a terra parlando, ma sopratutto leggendo, di cose reali aiuterebbe il nostro a non sgomentarsi per il Caos.

    E poi,  uno che NON spiega ai giovani che le religioni sono pretesti dai tempi delle crociate … bhoo

  • SanPap

    come la capisco !

    l’altra sera tornavo a casa percorrendo una strada ad altissimo traffico, il GRA.

    Esco da una curva cieca e mi trovo davanti un materasso a doppia piazza appoggiato al guardrail; mi sono posto la sua stessa domanda: a chi può essere venuto in mente di scaricare un materasso sul guardrail (del GRA in curva, mettendo a repentaglio la sua vita e quella degli altri) ?

    Una piccola aggiunta: in questi giorni l’AMA sta facendo una campagna che prevede la raccolta gratis e a domicilio dei rifiuti ingombranti su appuntamento telefonico.


  • Adespoto

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    Ma certo, noi comuni individui
    non siamo mai responsabili, è questo che ci hanno insegnato.

    Cosa puoi fare tu, piccolo
    microbo, di fronte alla straordinaria forza dei potenti che governano il mondo?
    Nulla, è evidente. Non è certo colpa tua se i nazisionisti commettono un
    genocidio annunciato, e non è certo colpa tua se gli americani si sono
    autoproclamati padroni del mondo e si comportano di conseguenza. Figuriamoci se
    puoi fare qualcosa per fermare la violenza devastante di una qualsiasi guerra o
    per impedire che milioni di persone continuino a morire di fame.

    Hai già partecipato (e magari
    organizzato) diversi sit-in e marce della pace, ma i risultati sono stati
    insoddisfacenti. Per la salvaguardia dell’ambiente poi, fai pure la raccolta
    differenziata e sono certo che sgrideresti duramente tuo figlio se lo vedessi
    buttare qualcosa per terra…

    Si, hai ragione, si può proprio
    dire che tu abbia la coscienza pulita e che per questo ti senta giustamente in
    pace con essa. Ma permettimi qualche domanda:

    non è che per caso quando vai
    alle urne decidi di votare per colui che ti ha fatto pagare meno tasse, pur
    sapendo che è un lestofante, mafioso e senza scrupoli? No, non credo.

    Non è che per caso quando devi
    scegliere una banca o un fondo d’investimento ti preoccupi solo del tasso
    d’interesse, ignorando più o meno volontariamente quali siano le “attività
    finanziarie” principali del suddetto Istituto (traffico d’armi; di organi;
    sperimentazioni farmaceutiche su animali o uomini di quarta fascia…)? Nooo, non
    credo!

    Non è che per caso quando entri
    in un comune supermercato indirizzi le tue scelte verso il prodotto più
    conveniente non preoccupandoti di sapere se l’azienda che lo produce continui
    altezzosamente a inquinare l’ambiente corrompendo chiunque possa solo pensare
    di impedirglielo, e che magari neghi i diritti fondamentali ai suoi operai,
    costretti comunque ad accettarne le condizioni?

    No, non credo.

    Non è che per
    caso ti piace andare a mangiare in quelle catene di fast food che hanno
    costruito un impero economico fondato sugli allevamenti intensivi e sfruttando
    i ragazzi di 18/20 anni consumandoli fino all’osso per una paga ridicola; e non
    è che, sempre per caso, continui a bere bibite dalla composizione sconosciuta i
    cui geniali produttori hanno fatto affari d’oro con il terzo reich di Adolf
    Hitler? Sono certo di no.

    E non è che,
    ancora per caso, da buon ecologista/ambientalista, vai a lavorare in bicicletta
    per poi salire su un aereo 3 o 4 volte l’anno scegliendo destinazioni esotiche
    per le tue vacanze;

    o tieni il riscaldamento
    acceso 24h al giorno a temperature tropicali durante l’inverno per poi fare lo
    stesso con il condizionatore d’aria all’arrivo dei primi caldi…? No, non credo.

    Insomma, non prenderai
    mica le tue decisioni quotidiane sulla base della comodità, della convenienza o
    del profitto, in barba a quella che dici essere la tua etica?

    No, non credo! Perché
    se così fosse non saresti certo una vittima del sistema, bensì un complice, e di sicuro non
    potresti essere in pace con la tua coscienza.