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VA TUTTO BENE

DI JIM QUINN
theburningplatform.com

“I fatti non cessano di esistere solo perché li ignoriamo” ( Aldous Huxley)

Lo scorso sabato mattina mi sono svegliato, e sfogliando il giornale locale ho scoperto che va tutto bene. Un pezzo dell’Associated Press magnificava un mercato del lavoro florido, uno straordinario smercio di automobili, un mercato immobiliare in rapida ascesa e una borsa proiettata verso inediti picchi storici. Come si fa a non essere entusiasti? Se i grandi media dicono che l’economia va alla grande, dev’essere vero. Perché mai dovremmo permettere ai fatti di guastare un bel racconto? Se il mercato azionario si è risollevato ai livelli del 2007, allora per i posti di lavoro del paese sarà di sicuro una cuccagna.

Il grafico qui sopra racconta una storia un po’ diversa. I 500 [titoli] di Standard & Poors hanno riconquistato quasi tutto il terreno perduto dall’ottobre 2007, dato che Bernanke e i politici di Washington hanno scelto di salvare Wall Street e fottere l’economia reale. Dal 2007 la popolazione in età lavorativa è cresciuta di 12,8 milioni, e gli americani occupati sono 4 milioni di meno. Le rilevazioni dello scorso dicembre da parte del Bureau of Labor Statistics, spacciate dai media come prova di una ripresa dell’occupazione, raccontano una storia un po’ diversa:

•Il numero di americani disoccupati è aumentato di 126.000 unità in un mese.
•Altri 169.000 americani hanno abbandonato il posto, sicuramente perché si saranno arricchiti coi profitti di borsa.
•Rispetto al settembre 2012 ci sono 250.000 disoccupati in più.
•Rispetto all’ottobre 2012 ci sono 6000 occupati in meno.
•Il tasso di disoccupazione riportato al grande pubblico è salito al 7,9% ( quello reale ha raggiunto il 23%
)

E questo è solo il quadro degli ultimi mesi. Se si allarga la prospettiva partendo dal 2007 la situazione si fa orripilante, dato che i posti di lavoro persi risultano più di 10 milioni. Chi di noi non conosce qualcuno che lascia volontariamente il posto di lavoro, soprattutto in un periodo di crisi economica che gli riduce le entrate del 30%? Ma sì, a che serve una busta paga? Solo perché ci sono 101 milioni di americani in età lavorativa che non lavorano e il tasso di occupazione è del 63,6%, un record negativo trentennale, non significa che non stiamo vivendo un magnifico risorgimento occupazionale, almeno a quanto dicono i grandi media.

Le grandi menti della CNBC, della Fox, della CNN e gli altri portavoce dello status quo corporativo, hanno diffuso la favola che la diminuzione della forza lavoro americana dipende dai Baby Boomer [1] che vanno in pensione. Tenuto conto che il Boomer medio ha un totale di 90.000 dollari di risparmi, e che il 28% di loro ne ha meno di 1000, ho il sospetto che non siano in molti a voler uscire dal mercato del lavoro. I Boomer hanno occupato ulteriori 4 milioni di posti a partire dai bassi tassi del 2009, mentre i lavoratori tra i 16 e i 54 anni ne hanno persi 2,9 milioni. Sarebbe questo il segnale di un mercato del lavoro in ripresa? O lo sarebbe il fatto che negli ultimi due anni le paghe orarie reali sono in diminuzione?

Qualche curioso si potrebbe chiedere come facciano le vendite di automobili a crescere se ci sono 4 milioni di occupati in meno e i salari reali sono in picchiata. Ma naturalmente gli pseudo-giornalisti dei grandi media non vengono pagati per fare i curiosi, pensare criticamente o pensare punto e basta. Vengono pagati per rigurgitare una propaganda che tenga le masse ignoranti e inerti. Il “favoloso” recupero nella vendita di automobili è stato sostenuto dal ritorno ai prestiti facili, quelli dati anche ai debitori dalla pessima fedina creditizia. C’è una ragione se il governo federale non ha tentato di scorporare il suo controllo dell’80% di Ally Financial (alias GMAC, Ditech, Rescap) [2]. Il governo sta cercando di creare una ripresa fittizia distribuendo prestiti inaffidabili a chiunque sia capace di mettere una X su una cambiale, e offrendoli con un’interesse dello 0% per sette anni. Come fa esattamente una finanziaria a fare profitti con prestiti allo 0% su sette anni, fatti a gente che non ha i mezzi per ripagarli? La società Experian ha di recente rilevato che il 44% di TUTTI i finanziamenti per l’acquisto di automobili dell’anno passato sono andati a debitori ad alto rischio. Quando una finanziaria non deve preoccuparsi di perdere o guadagnare coi prestiti che fa, chiunque può comprarsi una Cadillac Escalade. Le perdite provocate da questi prestiti subprime saranno nell’ordine dei miliardi quando la prossima fase di questa crisi colpirà. I contribuenti si beccheranno il conto senza rendersene conto, proprio come hanno fatto negli ultimi cinque anni. Il trend che mostra questo diagramma non è altro che una truffa sponsorizzata dal governo.


Laurea in stupidità

La ripresa fasulla del settore auto che il governo ha architettato è una bazzecola rispetto alla bolla che sta gonfiando nel settore dell’educazione superiore. Da quando il governo federale si è fatto carico dell’85% del mercato dei prestiti studenteschi nel 2009, il debito arretrato è salito da meno di 600 miliardi a più di 1000. I federali non si preoccupano di rischio creditizio o di prestiti in sofferenza. Per le perdite, ci andate di mezzo voi. Il raddoppio dei prestiti studenteschi aveva lo scopo di abbassare il tasso di disoccupazione, togliendo più gente possibile dal settore della forza lavoro potenziale. I 600.000 iscritti alla University of Phoenix, che seguono i corsi on line di intreccio di canestri seduti nel seminterrato della casa materna, sovvenzionati da 20.000 dollari dei contribuenti, non rientrano nel novero dei disoccupati.
Man mano che l’imbroglio viene a galla, le iscrizioni a queste fabbriche di diplomi cominciano a crollare. Il New York Times riferisce che:

“Le iscrizioni presso la University of Phoenix, e nel resto del settore for-profit, negli ultimi due anni stanno diminuendo, in parte a causa della crescente concorrenza da parte di altri operatori on line, incluse università pubbliche e non profit, in parte per via della crescente pubblicità negativa riguardante reclutamenti irregolari, basso numero di diplomati e alto numero di protesti (…), e l’accusa che queste scuole accettino studenti che non hanno quasi nessuna possibilità di laurearsi solo per ottenere i contributi federali.”

L’iscrizione di studenti che non hanno la possibilità di laurearsi è esattamente quello che l’amministrazione Obama e i sostenitori dello status quo desiderano.

Osservando il diagramma qui sopra verrebbe da pensare che gli Stati Uniti stiano producendo la meglio gioventù della loro storia. Niente di più lontano dalla verità. Degli 1,66 milioni di studenti (pubblici e privati) che hanno affrontato gli esami di ammissione all’università, solo il 43% ha ottenuto punteggi che dimostrino la loro preparazione per buoni risultati al college, questo secondo i dati diffusi dal College Board , il gruppo non profit che gestisce i SAT [esami di ammissione ai college]. I dati dei SAT corrispondono a quelli dell’ACT [altro tipo di esame di ammissione], secondo i quali quasi il 75% degli studenti dimostra di non essere pronto per il college. Se i punteggi del SAT hanno raggiunto un record decennale al ribasso, come fanno le iscrizioni all’università ad averlo al rialzo? Il sistema scolastico pubblico controllato dal governo da’ un diploma a beoti analfabeti funzionali, per poi finanziarli perché si iscrivano a college di quarta categoria sparsi per il paese.
Approssimativamente ogni anno le scuole superiori licenziano 3,4 milioni di diplomati. Il milione e 600.000 che affronta il SAT costituisce la crème de la crème. Se il 50% degli studenti che hanno dato il SAT ha avuto risultati tanto penosi, immaginate quanto debba essere bamba il restante 50% che non l’ha nemmeno affrontato. Il risultato di tutti questi test è che solo 700.000 tra tutti i diplomati (il 21%) sono in grado di ottenere un B-meno (o di più) all’università.

Pensateci un attimo. Solo il 21% di tutti gli studenti diplomati al liceo è abbastanza intelligente da ottenere una B-meno al college, ma il 70% di loro vi si iscrive. Naturalmente, una cosa è iscriversi, tutt’altra cosa laurearsi. Attualmente solo il 30% ci riesce. Il restante 40% si ubriaca, fornica, tira tardi, si fa bocciare, fa un sacco di debiti e alla fine molla. Oggi ci sono all’incirca 13 milioni di iscritti al college (tra i 18 e i 24 anni di età), e almeno 6 milioni non hanno la minima possibilità di laurearsi. Se il governo federale non li finanziasse, starebbero giustamente cercando un lavoro adatto alle loro capacità intellettuali. I tassi di iscrizione sarebbero così alle stelle se ci fossero 6 milioni di nullità in meno a immatricolarsi presso le 4000 più mediocri istituzioni educative del paese?

I burocrati del governo federale che credono di poter controllare i meccanismi della finanza per condurre la nostra economia verso più verdi pascoli, stanno in realtà creando una nuova bolla di mutui subprime. L’implosione totale dei diplomifici, che si sono ingozzati come porci al truogolo dei prestiti federali, è il momento della verità per le enormi perdite legate ai prestiti studenteschi, perdite che graveranno sulle spalle dei contribuenti americani. Gli stratagemmi ingannevoli, le frodi e le manipolazioni finanziarie dei diplomifici assistiti dal denaro pubblico – Corinthian Colleges (giù del 90%), ITT (giù del 90%), Apollo Group (giù dell’80%) e DeVry (giù del 60%) – sono venuti alla luce quando i loro malguadagnati profitti si sono dissolti e le loro azioni sono crollate. Presso la regina degli inutili diplomi on line, la University of Phoenix, le iscrizioni sono calate da 600.000 a 400.000, e 115 dei loro 227 campus stanno chiudendo. La prova che la gran parte di questa bolla è stata creata da imbroglioni in cerca di guadagno è data dal fatto che il 60% di tutti i prestiti studenteschi è a carico di persone al di sopra dei trent’anni, con un 33% dovuto da persone con più di quarant’anni. È gente che ha creduto nella bufala della “riqualificazione” perpetuata dai burocrati e dai portavoce dei grandi media.

Ma il governo federale continua a far gonfiare la bolla sempre di più, mentre il credito al consumo non esigibile ha raggiunto record mai visti. Peter Thiel ha di recente paragonato questa bolla a quella immobiliare che ancora ci affligge:

“Abbiamo una bolla nel settore educativo, così come abbiamo avuto una bolla immobiliare… Tutti pensavano di dover possedere una casa, pagandola qualunque fosse il costo. Oggi si crede che dobbiamo tutti andare al college, e la gente pagherà qualunque sia il costo. Al giorno d’oggi ci sono molti tipi di carriere professionali che garantiscono ottimi introiti, tanto che l’idraulico medio guadagna quanto il medico medio. Non mi rendevo conto di quanto fosse compromesso il sistema educativo. Negli Stati Uniti ora abbiamo mille miliardi di debito studentesco. A essere cinici, si potrebbe dire che è il prezzo di mille miliardi di bugie su quanto sia efficiente quest’educazione.”

Mentre la truffa dei diplomifici sta implodendo, il tasso di insolvenza sta già salendo alle stelle. Quelli che abbandonano gli studi non possono più pagare il loro prestito, e perfino chi si è laureato in un college decente si ritrova a fare il cameriere a vita, senza riuscire a stare dietro ai pagamenti. Milioni della generazione Y [nati tra i tardi ’80 e i primi ’90] sono vittima della schiavitù del debito, senza possibilità di affrancamento.

Il tasso di insolvenza dei prestiti studenteschi, secondo la società di valutazione FICO, si situa negli ultimi due anni intorno al 15%, contro il 12,4% del periodo 2005-2007. Questo prova che i prestiti distribuiti da quando il governo ha preso il controllo di questo mercato sono stati elargiti a pioggia, nel tentativo inconsulto di ridurre artificialmente il tasso di disoccupazione. Il debito studentesco medio è arrivato l’anno scorso 27.253 dollari (rispetto ai 17,233 del 2005), mentre, sempre secondo la FICO, la maggior parte dei 605 banchieri intervistati a dicembre si aspettano nei prossimi sei mesi un aumento delle insolvenze. Andrew Jennings, capo analista della Fair Isaac, ha così dichiarato:

“È una situazione insostenibile, e ne stiamo già pagando le conseguenze. Quando la crescita dei salari rallenta e i posti di lavoro sono meno numerosi che in passato, per gli individui diventa impossibile accedere a prestiti studenteschi sempre più onerosi senza aumentare di parecchio il rischio di insolvenza.”

Quando la bolla dei mutui subprime è esplosa, c’erano almeno delle garanzie [le case] a limitare un po’ i danni. Quando esploderà la bolla dei finanziamenti per le automobili, ci saranno almeno le auto da confiscare. I debiti studenteschi invece sono l’ultima spiaggia del cattivo credito, senza nessun bene a garanzia e milioni di disoccupati come debitori. La situazione è peggiore di quanto indichino le cifre delle insolvenze. Più di metà dei prestiti studenteschi è in sospensione o procrastinazione, il che significa che attualmente non stanno restituendo nulla. Questo vuol dire che il tasso di insolvenza è in realtà il doppio del 15% ufficiale. Quello che viene dopo si può sinteticamente riassumere con le parole del famoso economista John Kenneth Galbraith: “La merda colpisce il ventilatore.”

Il salvataggio involontario da parte dei contribuenti per questo disastro creato dal governo federale supererà i 200 miliardi, una volta che la cacca avrà finito di riversarsi sul ventilatore.

Dovunque mi giri non sento parlar d’altro che del grande recupero del settore immobiliare che sta trainando l’economia, creando posti di lavoro e stimolando un ritorno agli acquisti al dettaglio da parte di milioni di consumatori sgravati dai debiti. Gli economisti della CNBC a libro paga di Wall Street, i “giornalisti” economici del NYT, e perfino la ghenga di oche giulive di Fox News, tutti mi assicurano che il mercato immobiliare è in forte ripresa, e che questo è il momento migliore per comprare. In questa storiella ci sono solo un paio di problemi. Niente della propaganda seminata dai portavoce della cleptocrazia è sostenuta dai fatti. E il modestissimo rialzo in vendite e prezzi che si è verificato è dovuto alla collusione, alla frode e alla manipolazione di Wall Street, della Federal Reserve, del Ministero del Tesoro e altri interessi clientelari.
Sfido chiunque a mostrarmi il boom immobiliare nel sottostante diagramma sull’acquisto di nuove case. La vendita di nuove case è “decollata” fino a un livello annuale di 369.000, soltanto il 74% in meno del picco del 2006 e circa il 50% in meno della media a lungo termine. La vendita di nuove case è caduta a dicembre con il ritmo più veloce dal febbraio 2011. Anche la vendita di vecchie case è caduta a dicembre, prosegue a un ritmo simile a quello del 1999 ed è comunque del 30% sotto quello del 2006. In un paese con 115 milioni di case di proprietà, con mutui dai tassi ai minimi storici, c’è stato un totale di 26.000 nuove case vendute a dicembre, e solo 10.000 di queste sono state effettivamente costruite. Da un certo punto di vista, la vendita di nuove case è allo stesso livello del 1967, quando la popolazione statunitense era di 200 milioni.

Il grande piano dei cleptocrati possiede aspetti multipli, progettati per far rientrare qualsiasi fesso fiducioso nel mercato. La Federal Reserve ha acquistato oltre mille miliardi di mutui tossici, permettendo alle banche criminali di Wall Street di continuare a violentare il pubblico americano. Bernenke ha portato i tassi dei mutui ipotecari a livelli (quasi) mai tanto bassi triplicando il suo bilancio, con la promessa di quadruplicarlo entro la fine dell’anno. Portando i tassi reali di interesse sotto zero Bernanke persegue il doppio proposito di attirare con rendimenti positivi nuova gente nel mercato azionario, e invogliare “investitori” verso il mercato immobiliare.

Il ruolo di Wall Street in questa operazione è stato quello di ritardare il processo di pignoramento di milioni di case, diminuendo la quantità di giacenza sul mercato. Creando un’artificiale scarsità di giacenza disponibile, sono stati in grado di spingere i prezzi ancora più in alto, con lo scopo di tenere ancora in ballo il 25% dei proprietari insolventi. Il Ministero del Tesoro, tramite le sue compartecipate (Fannie, Freddie, FHA) garantisce il 95% di tutti i mutui ipotecari, con la FHA che richiede solo un anticipo del 3,5%, mentre le centinaia di miliardi di perdite presenti e future se le accolleranno i contribuenti
americani. Avete presente il ciclo della vita? Ecco, questo è il ciclo governativo della frode.
L’ultima parte del piano è quella di attrarre investitori nel mercato. Fannie Mae e Freddie Mac hanno venduto grandi quantità di immobili pignorati agli amici ammanicati di Wall Street a prezzi inferiori a quelli di mercato, in modo da poterli inserire nel mercato degli affitti. Questo ha artificialmente ridotto ancora di più la disponibilità per le vendite, e spinto in su i prezzi almeno del 20% negli scenari della passata bolla, Phoenix, Las Vegas e la California. Investitori e speculatori danno conto del 30% di tutte le vendite immobiliari, con un altro 24% di vendite all’asta [3]. Un mercato sanissimo, come no. Con questo pressing a tutto campo, i pezzi da novanta vorrebbero produrre un recupero del settore immobiliare, ma il diagramma in basso dimostra la vanità dei loro sforzi. I prezzi reali delle case, anche utilizzando l’indice governativo dei prezzi al consumo (CPI), manipolato e fittizio, si sono a malapena sollevati dal loro minimo, e restano ai livelli del 1990. I prezzi reali degli immobili sono ancora inferiori del 40% rispetto ai picchi del 2006.

Se fosse in corso una ripresa immobiliare, come mai le richieste di mutui restano ai livelli del 1997? Se la ripresa ci fosse, ci sarebbero più richieste di mutui. È semplice. Questi sedicenti giornalisti hanno davvero un barlume di pensiero critico, o si limitano a rivestire il ruolo che gli ha assegnato la cleptocrazia?

Essenzialmente, lo scopo primario dei cleptocrati è stato quello di proteggere e incrementare la ricchezza degli oligarchi che controllano Wall Street, Washington e l’America delle corporation. Hanno conseguito l’obbiettivo, distruggendo nel contempo la classe media e condannando le future generazioni a un ergastolo di schiavitù del debito.

Se davvero si sta verificando un solido recupero occupazionale, una forte crescita nella vendita di automobili, una ripresa dei consumi, un aumento della vendita di case e del loro prezzo, come mai il PIL nel quarto trimestre è negativo? I grandi media l’hanno immediatamente dichiarato il miglior PIL negativo di tutti i tempi. Hanno dichiarato pomposamente che il PIL sarebbe stato positivo se le spese per la difesa non fossero diminuite. Queste disgraziate caricature di giornalisti hanno evitato di citare il grosso aumento nelle spese, sia statali sia per la difesa, durante il terzo trimestre, proprio a ridosso del voto, spese che ammontano al 3,1% del PIL e che hanno aiutato Obama nella sua rielezione. Una persona più malfidata di me potrebbe avere qualche dubbio su questi aumenti di spesa prima delle elezioni.

Per caso i portavoce governativi nei media hanno messo in discussione il risibile tasso di inflazione (0,60%) utilizzato per calcolare il PIL del quarto trimestre? Neanche per idea. Avrebbe guastato la favoletta della ripresa. Perfino utilizzando le cifre aggiustate del CPI, il 2,0% avrebbe portato a un PIL del -1,5%. L’utilizzo costante delle cifre dell’inflazione reale rivela quello che ogni famiglia di classe media americana sente nelle ossa – l’economia è stata sostanzialmente in recessione sin dai primi anni 2000. L’enorme mole di debito contratto dal governo ha mascherato l’autentica natura del nostro declino economico.

No, non va tutto per il meglio. Ogni cittadino sveglio e consapevole sa che il tessuto economico, finanziario, imprenditoriale e sociale di questo paese è a brandelli, e ogni giorno va sempre peggio. Dall’inizio di questa sedicente ripresa, dalla metà del 2009, nel paese si sono creati 4 milioni di posti di lavoro, dei quali più del 100% [sic] sono andati a lavoratori con più di 55 anni, inclusi forzosamente nella forza lavoro dalla politica di zero interessi di Bernanke. In questo stesso lasso di tempo 16 milioni di americani hanno dovuto ripiegare sui buoni pasto. Come sarebbe potuto succedere se l’economia fosse in ripresa? O il governo e i grandi media stanno mentendo riguardo la ripresa economica oppure l’amministrazione Obama ha ingannevolmente favorito l’utilizzo di buoni pasto per ragioni di voto di scambio [4]. Qual è la verità che vi piace di più?

Tutto si riduce a questo. I gruppi di interesse economico, i finanzieri d’alto bordo, le corporation, i politicanti cooptati, i burocrati governativi e l’industria mediatica hanno tutti il preciso interesse a mantenere il corrotto e distruttivo status quo. Sono diventati ricchi e potenti manipolando la valuta, saccheggiando voracemente le ricchezze della nazione, distruggendo la classe media lavoratrice, utilizzando la loro abilità nell’uso dei mass media propagandistici per convincere le masse docilmente ignoranti ad imparare ad amare la loro schiavitù da debito. La nostra nazione, un tempo orgogliosa, indipendente, autosufficiente, formata da individui amanti della libertà, è degenerata in una cleptocrazia, nella quale una piccola cricca di uomini potenti dirige lo spettacolo col solo scopo di incrementare la ricchezza personale e il potere politico della classe dirigente, a spese del resto della popolazione. In sostanza operano un’appropriazione indebita e uno schema piramidale sostenuti dallo stato, per depredare le masse degradate, anestetizzate e tecnologicamente distratte. Il nostro intero sistema è stato conquistato, e stiamo arrivando all’ultima fase dello sfacelo, e infine alla resa dei conti, in cui sia il colpevole sia l’innocente soffriranno le terribili conseguenze di un collasso monetario, di morte e distruzione su larga scala, e probabilmente della guerra, civile e mondiale.

“Il governo federale è impegnato in una finta operazione di controllo, in quella che appare un operazione di racket insieme a una manciata di banche di investimento. Può darsi che abbiano iniziato in buona fede, ma sembra che si siano subito volti all’inganno e alla corruzione. Non si tratta di un singolo evento storico, ma di un furto continuato nel tempo, con l’ausilio di alcune banche di Wall Street e di politici pagati per mezzo di un sistema corrotto di contributi elettorali e di traffico di influenze. Non è cosa nuova nella storia, purché si legga la versione non censurata. Ma la gente pensa che oggi non possa più succedere, che le cose nel passato fossero in qualche modo diverse, come se si guardasse a un paese straniero e lontano. È una delle facce dell’illusione del progresso generale.

Quel che abbiamo oggi è la fase di insabbiamento di uno scandalo, come quando, durante il Watergate, la Casa Bianca faceva quadrato. La differenza è che la corruzione nel governo è oggi molto più pervasiva, e include una parte significativa dei grandi media, il che rende difficili delle riforme sostanziali. Molto di quello che finora è trapelato è stato concepito per distrarre e placare una popolazione giustamente indignata. Il governo federale inganna il Congresso e il pubblico, chiude un occhio su eclatanti conflitti di interesse, e deprezza sostanzialmente la valuta trasferendo la ricchezza della nazione alle proprie clientele. E chi di dovere non applica le leggi a sua disposizione, e Washington batte la fiacca, accettando montagne di dollari dai malfattori.” ( Jesse )

L’intero sistema è corrotto alla radice. Entrambi i partiti politici, le agenzie di controllo, Wall Street, la Federal Reserve e i grandi media sono complici in questa enorme truffa. Giorno dopo giorno diventano più audaci nella disperazione. Le menzogne, la disinformazione e la propaganda che diffondono diventano ogni giorno più spericolate e oltraggiose. Stanno utilizzando il metodo della Grande Bugia [se devi dire una bugia, dilla grossa] su larga scala. Hanno disperatamente bisogno di attirare altri burattini nel mercato azionario e in quello immobiliare per far andare avanti il gioco ancora un po’. Si sente nell’aria che abbiamo raggiunto un punto critico. Il sistema che hanno creato è matematicamente insostenibile. Quindi non si riuscirà a sostenerlo. Il mondo sta impazzendo. I governi di tutto il mondo fanno a gara nel rovinarsi a vicenda. Austerità e inflazione per i cafoni e caviale e champagne per la cricca di Davos, questa è la strada che hanno scelto. Non va affatto tutto bene. Ben Bernanke e gli oligarchi che dirigono lo spettacolo verranno per sempre immortalati nei libri di storia, una volta che la farsa sarà giunta alla sua spettacolare conclusione.

“Se nient’altro ci riesce, un insuccesso spettacolare può sempre garantire l’immortalità.” ( John Kenneth Galbraith
)

Jim Bell
Fonte: www.theburningplatform.com
Link: http://www.theburningplatform.com/?p=48126
6.02.2013

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DOMENICO D’AMICO

Note del traduttore

[1] “Un baby boomer è una persona nata tra il 1945 ed il 1964 nel Regno unito, negli Stati Uniti, in Canada o in Australia. Dopo la Seconda guerra mondiale questi paesi evidenziarono un grande incremento nelle nascite, un fenomeno comunemente conosciuto come baby boom.” [ Wikipedia]

[2] Si tratta di un enorme consorzio bancario che opera massicciamente nel settore del credito al consumo (soprattutto per l’acquisto di automobili).

[3] Nel testo si parla di “distressed sale”, cioè di vendite urgenti per coprire scadenze incombenti o per l’impossibilità di far fronte ai mutui ecc. [Investopedia ] [4] L’originale ( the Obama administration has been fraudulently encouraging people to go on food stamps to win votes in elections) è talmente sconnesso da esigere una completa riformulazione.

Pubblicato da Davide

  • Ercole

    E’ l’ennesima conferma che il sistema capitalista fa acqua da tutte le parti,esso è giunto al capolinea ,e stanno tentando in tutti i modi di allungargli l’agonia che lo porterà a morte sicura .A noi proletari internazionalisti spetta il compito di spazzarlo via e rigettarlo nel posto che gli è consono con annessi e connessi : Nella spazzatura della storia …

  • mincuo

    E’ essenzialmente tutto vero.
    Solamente c’è anche qualcosa di meno peggio, qui sono selezionati particolarmente gli aspetti più negativi.
    Ciò non toglie che siano veri e dipingono un qudro seppur parziale, reale,veritiero. E’ un articolo di un giornalista invece che di un lecchino e come si vede un giornalista VERO mette SEMPRE il contesto, mette i dati, non fa AFFERMAZIONI e basta. LA GENTE NON DISTINGUE MAI INVECE. E si fida delle affermazioni SEMPRE.
    I numeri non mentono molto, vanno semmai controllati, ma se la fonte è buona ci si puo’ fidare. E si capiscono, specie se si abitua la gente a capirli.
    A parte i banksters, l’elite ecc..che approfittano, se uno (normale) riflette vede che in sostanza in USA si è dato denaro alla gente, in varie forme, ma questo non funziona, come alcuni “esperti monetari” qui credono succeda automaticamente. Il denaro dato funziona se sotto ci sono progetti che hanno un ritorno economico, per quanto ampia sia la valutazione, se no si crea debito e/o si ritarda il pagamento del conto.
    Riguardo ai dati sul CPI (inflazione) è la stessa storia dell’Argentina solo che in tono molto minore.
    Peraltro il CPI ufficiale USA la sottostima ma l’SGS (una misura alternativa indipendente) la sovrastima un po’.
    Come si vede se uno sconta il GDP (PIL) nominale USA per l’inflazione “tarocca” (o il GDP deflator tarocco) allora il PIL reale così ottenuto è positivo, ma se lo si sconta per l’inflazione reale (SGS) il PIL reale è negativo fin dal 2000.
    In Argentina questo scherzo lo hanno fatto con il CPI (inflazione) ufficiale al 9 o 10% mentre l’inflazione reale era più che doppia e così sono venute fuori le crescite mirabolanti del PIL Argentino.
    Naturalmente per qualche Pappagallorosso se dici degli USA che taroccano il PIL e il CPI e così creano una cescita fasulla allora va bene, anzi applausi, ma se dici la stessa cosa per l’Argentina allora è perchè sei “cattivo” (minimo). E così anche se dici che i giornalisti Governativi USA sono dei pataccari va bene, ma quelli Governaivi Argentini invece sono molto veritieri.
    Comunque sia per la cronaca questa è la reale inflazione Argentina dal 2007 anno in cui hanno cominciato a taroccare pesantemente i dati sostituendo ai vertici i tecnici dell’INDEC (Istituto di Statistica) con dei vertici “politici”.
    Che hanno elaborato dei “dati” politici.
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  • mincuo

    Sono 200 anni che continuano certuni come un disco rotto con il sistema capitalistico al capolinea, la fine imminente, l’agonia, la morte sicura. 200 anni e sempre la stessa musica, sempre la fine imminente, ma il capitalismo, e nella sua versione peggiore, cioè il banditismo monopolista, è VISPISSIMO. E i banditi loro rappresentanti si sono seduti direttamente al Governo un po’ ovunque, da quanto deboole è.
    Ma quelli sono sempre lì imperterriti con lo stesso disco e la Linea del Partito. E’ così è solo questione di mesi, per circa la centesima volta.

  • mincuo

    N.B.
    3m/3m SAAR sta per Seasonally Adjusted Annual Rate (qui m.m. a 3mesi)
    Oya sta per Over year ago.

  • ireneo

    Sì. giusto, gli Statunitensi non se la passano tanto bene, ma per fortuna che non seguono quei bari del Governo Argentino, se no starebbero peggio. Più o meno la logica di Monti, dobbiamo soffrire, ma senza di me saremmo come in Grecia. Proprio stamattina pensavo, ma se io faccio da idraulico una riparazione GRATUITA ad una persona e quella mi ripaga con una riparazione GRATUITA della mi auto, il dio PIL decresce sicuro ma il benessere delle persone no. Economisti liberisti, darvi all’agricoltura, no, eh?

  • Andrea500

    Comunque se l’è cavata un pò meglio del comunismo, mi pare

  • ilnatta

    il meno peggio sarebbero le rosee previsioni sulla produzione di petrolio di scisti e fracking? ho letto anche di alcune produzioni che dovrebbero rientrare in patria. quanto c’è di vero in tutto questo?

  • ilnatta
  • mincuo

    Io non sono un economista “liberista” però nemmeno un analfabeta Ireneo. Il PIL lo calcolava pure Lenin per tua conoscenza e pure Stalin.
    Inoltre non occorre la tua riparazione gratuita in cambio di una riparazione gratuita. Basta che decidi di non conteggiare più niente. Il PIL è solo una maniera di conteggiare prodotti e servizi. I quali in genere hanno un valore. Comunemente in denaro, perchè è la misura comune da 3000 anni. Ma lo puoi abolire il PIL, oppure conteggi in buoni sentimenti. Riparare un rubinetto = un buon sentimento. Riparare l’auto = 2 buoni sentimenti, ad esempio.

  • mincuo

    No, il meno peggio è che ci sono anche dati economici non così brutti. Qualcuno discreto. Per le produzioni che potrebbero rientrare bisogna vedere anche se faranno una legislazione favorevole o no.

  • mincuo

    Comunque mi piace Ireneo il tuo mondo. Tu gli ripari il rubinetto che perdeva e lui ti ripara l’auto. Perfetto. Quindi se ti si era fuso il motore lui te lo cambia. Tanto se lo fa dare gratis. Certo che in Italia c’è bisogno di intelligenze così.

  • Mondart

    E perchè credi facciano tanto casino sul meccanismo monetario ?? … Perchè è IMPOSSESSANDOSI di questo elementare principio giuridico ( scambio ) che ti sfruttano, oh bella ( e non dar retta ai gatekeeper … )

  • Ercole

    Noi internazionalisti abbiamo due certezze :La crisi del capitalismo è irreversibile ,e nel mondo ci sono due miliardi di operai,l’unica incognita è nel fatto di non cadere nella trappola nazionalista come risposta alla crisi (GUERRA) come è avvenuto nel 1915 e nel 1940, ma indicare la strada del superamento di questo sistema sociale con la RIVOLUZIONE proletaria . Terze vie non esistono, e portano solo alla conservazione dell’esistente.

  • mincuo

    Elementare è l’unica parola che si può prendere. Però è molto, ma molto ambiziosa in questo caso.

  • robertoz

    Al Governo Americano, o meglio alle lobbies di vario genere che ci sono in USA, servono anche molti militari, sempre di più, in questa maniera sono sicuri di avere i ricambi per quelli che tornano dal fronte o sono ammazzati!