Home / ComeDonChisciotte / VA DAVVERO BENE…CI SONO 102 MILIONI DI AMERICANI IN ETA’ LAVORATIVA SENZA UN LAVORO
15335-thumb.jpg

VA DAVVERO BENE…CI SONO 102 MILIONI DI AMERICANI IN ETA’ LAVORATIVA SENZA UN LAVORO

DI MICHAEL SNYDER

theeconomiccollapseblog.com

ll governo federale utilizza molto attentamente dei numeri manipolati per coprire la depressione economica schiacciante che sta interessando questa nazione. Per il mese di settembre, il governo federale ci ha detto che 142.000 posti di lavoro sono stati aggiunti. Se questo fosse effettivamente vero, ciò sarebbe a malapena sufficiente per tenere il passo con la crescita della popolazione. Purtroppo, la verità è che i numeri reali sono in realtà molto peggiori.

I numeri non aggiustati mostrano che l’economia americana ha perso 248.000 posti di lavoro in realtà nel mese di settembre e il governo ha conteggiato più di un milione di americani per la categoria “Non nella forza lavoro”. Quando ho visto la prima volta i numeri, veramente non credevo ai miei occhi. Ma è possibile trovare i dati grezzi proprio qui. .Secondo l’amministrazione Obama, attualmente ci sono 7,9 milioni di americani che sono “ufficialmente disoccupati” e altri 94,7 milioni americani in età lavorativa che sono fuori dalla forza lavoro. Questo ci dà un totale di 102,6 milioni di americani in età lavorativa che non hanno un lavoro in questo momento.

Questa non è una ripresa economica – è una depressione economica di una grandezza quasi incredibile.

Questo è qualcosa che il mio amico Mac Slavo ha sottolineato l’altro giorno. Vi incoraggio a leggere la sua analisi proprio qui. Se misurassimo la disoccupazione nel modo in cui abbiamo facevamo decenni fa, saremmo davanti ad uno scenario simile alla Grande Depressione degli anni Trenta del secolo scorso.

Ma invece abbiamo lasciato che il governo federale ci somministrasse questo completamente fraudolento “5,1 per cento” di tasso di disoccupazione, e la maggior parte di noi crede alla panzane dei media, i quali sostengono che “tutto va bene”.

Beh no, non tutto va bene. A questo punto, il tasso di partecipazione alla forza lavoro è il più basso dal 1977. E il tasso di partecipazione alla forza lavoro per gli uomini è al livello più basso mai registrato. L’unico modo con cui il governo federale è riuscito a truccare i dati è stato quello di far finta che centinaia di migliaia di americani, disoccupati ormai da molti anni, lascino “spontaneamente” il mercato del lavoro.

Il grafico pubblicato qui sotto mostra come il nostro tasso di partecipazione della forza lavoro è peggiorato gradualmente dal 2000. E, in particolare, il calo – da quando Obama è entrato nella Casa Bianca – è stato molto importante. Sembra una “sana economia” a voi? ..

Labor Force Participation Rate October 2015

Per me, il rapporto popolazione occupata-popolazione totale è una misurazione molto più accurata del quadro occupazionale in America rispetto al tasso ufficiale di disoccupazione. Poco prima dell’ultima recessione, circa il 63 per cento di tutti gli americani in età lavorativa aveva un lavoro. Nel corso di tale recessione, quella cifra era scivolata sotto il 59 per cento ed è rimasta lì per diversi anni. Proprio di recente è leggermente salita di nuovo sopra il 59 per cento, ma come si può vedere ora stiamo cadendo ancora una volta …

Employment Population Ratio October 2015

Il motivo per cui questo numero è in calo sta nel fatto che molti americani hanno perso posti di lavoro ultimamente.

In realtà, stiamo assistendo ai più grandi licenziamenti di massa fin dal 2009

Il report sul lavoro (uscito pochi giorni fa, ndr) è stato descritto come “brutto”, anche se di certo non è stato un fulmine a ciel sereno: licenziamenti nei settori dell’energia, Big Tech, vendita al dettaglio, e altri settori hanno recentemente agitato il nostro roseo scenario.

“Il terzo trimestre si chiude con un aumento dei licenziamenti” così Challenger Gray,, che segue queste cose, ha iniziato la sua relazione di ieri. Nel mese di settembre, le grandi società statunitensi avevano annunciato 58,877 licenziamenti. Nel terzo trimestre, hanno annunciato 205,759 licenziamenti, il trimestre peggiore dai 240.233 fatti fuori nel terzo trimestre del 2009!

Da inizio anno siamo a quasi mezzo milione di annunci di taglio di posti di lavoro (493.431 per la precisione), in crescita del 36% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Alcune delle aziende che hanno recentemente annunciato licenziamenti includono Wal-Mart, RadioShack, Delta, Sprint, ConAgra, Caterpillar, Bank of America, la Halliburton, Qualcomm, Microsoft e Hewlett-Packard.

Se hai bisogno di trovare un lavoro o prevedi di cambiare lavoro nel prossimo futuro, il tempo è l’essenza. I lavori stanno per diventare molto, molto più difficile da trovare nei prossimi mesi, e quindi ogni singolo giorno di ricerca di lavoro è assolutamente fondamentale, a questo punto.

In questo momento, ci sono più di 100 milioni di americani che ottengono una sorta di assistenza da parte del governo federale ogni mese. La dipendenza dal governo è a un livello che non abbiamo mai visto prima nella storia degli Stati Uniti, e sta per andare molto peggio.

Se si arriva a un punto in cui il governo non è più in grado di prendersi cura di tutte queste persone, avremo un problema sociale enorme sulle nostre spalle. Più di un terzo delle persone che vivono nella nostra nazione non possono prendersi cura di se stessi in modo indipendente, e gli americani che stanno cadendo fuori dalla classe media crescono ogni singolo giorno. Quando lo Stato assistenziale inizierà a tremare, il caos che ne seguirà sarà di gran lunga peggiore di quanto la gente avrebbe il coraggio di immaginare.

Allora, cosa ne pensate?

I licenziamenti stanno cominciando ad interessare la vostra zona?

Non esitate ad aggiungervi alla discussione inviando un commento qui sotto …

Michael Snyder

Fonte: http://theeconomiccollapseblog.com

Link: http://theeconomiccollapseblog.com/archives/right-now-there-are-102-6-million-working-age-americans-that-do-not-have-jobs

5.10.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura del BUCANIERE

Pubblicato da Davide

  • Ercole

    La vera tragedia che colpisce il proletariato mondiale è il modo di produzione capitalista siamo di fronte ad una crisi sistemica che produce sovrapproduzione di merci e di denaro di conseguenza la disoccupazione, essa  è diventata il problema di tutti i paesi del mondo determinata dalla caduta tendenziale del saggio medio del profitto vale a dire più si introduce tecnologia nei processi produttivi "per poter competere a livello planetario " più si espelle forza lavoro .Vi e solo una strada per mettere la parola fine alla barbarie del capitale produrre per i bisogni e non per il profitto ma questo richiede un passaggio storico violento abbattere il capitalismo :proletari di tutto il mondo dobbiamo costruire anche noi il nostro esercito sociale e imparare a fare la guerra giorno dopo giorno .

  • GioCo

    Il lavoro è il grande mito che ci lascia orfani di un senso pratico, ma anche di uno civico e intelletuale e sociale.
    Schiacciati tra la base di cemento Marx e le leggiadre stupidaggini del martello Hayek, un contemporaneo di Huxley che sapeva bene cos’era una demoniocrazia, non temo di scorpire fosse gente sullo stile de "L’apprendista Stregone" Disney.
    Cioè col pallino di cambiare il mondo.
    Non che non l’abbiano fatto è che a ben vedere, non gli è andata meglio che a Topolino.

    Ma il lavoro era una attività lucrativa e fine a se stessa solo per il Mercante, l’ultimo gradino della moralità civile. Per il resto del mondo rurale è sempre stata una attività condotta per se stessi, Dio o la comunità. Qualche volta era un servigio al nobile, ma i servi erano separati dal grosso della comunità e difficilmente erano accolti meno che con diffidenza e sospetto.

    Il lavoro è sempre stato ripagato in natura che subito oggi si pensa sessuale, ma all’epoca significava più banalmente cibo, riparo, vestiti, attrezzi.
    Il lavoro era per forza quello di tutti per tutti, quello della necessità di vivere, di occuparsi dei molteplici aspetti quotidiani, come badare alle bestie o ai frutti della terra. Qualche volta procurarsi legno, minerali e cacciagione. Lavoro era imparare un mestiere, cioè specializzarsi una delle tante attività sociali, come la sartoria, la carpenteria, la metallurgia. Neanche allora mancavano speculatori, strozzini, ladri e imbroglioni, ma per lo meno c’era la decenza di considerarli per quello che erano e non altro.
    Oggi un lavoratore è meglio che sia almeno un servo e per un tempo di ripiego che tende a diventare sempre più un debito inestinguibile. Le ferie oggi sono concesse, non pretendibile. Spesso anche la busta paga è concessa, non pretendibile.

    La massa non chiede lavoro, chiede di esistere. Ma alzia cartelli con scritto "vogliamo il lavoro", che potremmo tradurre con "vogliamo essere pupazzi" e non "vogliamo il diritto di vivere". Perchè sono morti con il lavoro e di lavoro, sono dei morti e non lo sanno. Non si concepiscono come "virtutem" creativa, creatori in potenza, ma fruitori passivi di qualcosa come l’acqua che cade dal cielo e che qualcuno, forse Dio, deve fornire.
    Deve chi? Deve cosa? Il Governo deve il lavoro? L’élite deve il lavoro? Perché?
    In effetti nessuno deve niente a nessuno, ma l’autonomia è ridotta all’icapacità, come dico ormai da qualche tempo siamo disabili, non semplicemente gravi, ma gravissimi.

    Non sappiamo vivere, senza che ci piova dall’alto la corda con cui legare i nostri terminali e fare per un po’ i pupazzi per qualcun’altro che è già pupazzo. Questo ci da sollievo se non proprio felicità, ci fa sentire per un poco meno disabili.
    Finchè qualcuno non taglia le corde e al posto di prendere coscienza dello stato disastroso in cui versiamo ecco che cadiamo nella disperazione più nera.

    Certo, è evidente. Come un dsabile gravissimo che sia abbadonato nel deserto e al proprio destino.

  • Xeno

    Quoto 

  • marcoferro

    sono alla frutta per questo gli serve una guerra

  • rbk

    "The world is yours"amava ripetere il Che ma soprattutto un’altro famosissimo cubano.

  • Hadrian

    Riporto integralmente la dichiarazione ufficiale di Obama su trattato transpacifico ( i grassetti  sono miei ndr ). Riassumo in due parole : tutto a NOSTRO favore.

    October 5, 2015
    WhiteHouse.gov
    Statement by the President on the Trans-Pacific Partnership
    I’ve spent every day of my presidency fighting to grow our economy and strengthen our middle class. 
    That means making sure our workers have a fair shot to get ahead here at home, and a fair chance to compete around the world. 
    My approach to trade has been guided by a unifying principle: leveling the playing field for American workers and businesses, so we can export more products stamped Made in America all over the world that support higher-paying American jobs here at home.
    Over the summer, Democrats and Republicans in Congress came together to help the United States negotiate agreements for free and fair trade that would support our workers, our businesses, and our economy as a whole
    When more than 95 percent of our potential customers live outside our borders, we can’t let countries like China write the rules of the global economy. 
    We should write those rules, opening new markets to American products while setting high standards for protecting our workers and preserving our environment.
    That’s what the agreement reached today in Atlanta will do. 
    Trade ministers from the 12 nations that make up the Trans-Pacific Partnership finished negotiations on an agreement that reflects America’s values and gives our workers the fair shot at success they deserve.  
    This partnership levels the playing field for our farmers, ranchers, and manufacturers by eliminating more than 18,000 taxes that various countries put on our products
    It includes the strongest commitments on labor and the environment of any trade agreement in history, and those commitments are enforceable, unlike in past agreements. 
    It promotes a free and open Internet. 
    It strengthens our strategic relationships with our partners and allies in a region that will be vital to the 21st century. 
    It’s an agreement that puts American workers first and will help middle-class families get ahead.
    Once negotiators have finalized the text of this partnership, Congress and the American people will have months to read every word before I sign it. 
    I look forward to working with lawmakers from both parties as they consider this agreement. 
    If we can get this agreement to my desk, then we can help our businesses sell more Made in America goods and services around the world, and we can help more American workers compete and win.
  • giannis

    Gli basta abbattere un caccia russo in Siria e si comincia….

  • ligius

    posso dire la mia in quanto informato in prima persona viaggiando spesso negli States: ovunque vada, parlo delle principali città di stati come New York, Washington, Oregon, New Jersey Florida California … c’è lavoro quanto se ne vuole, dietro ad ogni taxi o furgone o autobus leggo sempre i cartelli "driver wanted", cos’ pure nei negozi, controllate su craigslist.org nel reparto job degli stati che volete e vi renderete conto della situazione reale. In US non lavora solo chi non ha convenienza o non ha voglia, ma il lavoro c’è e in abbondanza. Un caro amico, meccanico specializzato, si è iscritto a una lista di una ditta che trova lavori, e riceve circa 20 proposte al giorno, solo non ha possibilità di ottenere il visto, altrimenti sarebbe già partito.

  • ilsanto

    analisi corretta ma non vedo come cambiare il sistema, non c’è nessun esercito in vista, anzi nessuno si sente proletario, è una parola che non dice più nulla, anzi ci si vergogna al pensiero di esserlo, non ci sono più le grandi fabbriche, i sindacati, l’ideologia, i circoli. Niente non ci sono più le basi per costruire una coscienza di classe, pensaci, calano le tessere, gli abbonamenti all’unità, persino il PD mette ai margini la sinistra e allora la domanda è che fare ? non vedi che neanche qui trovi seguaci ? 

  • Ercole

    L’esercito lo creerà la crisi ,nel mondo ci sono tre miliardi di operai la coscienza di classe non si crea per educazione ,ma solo se individui il vero nemico oggi è importante costruire le avanguardie  che in ultima analisi dovranno guidare il proletariato contro lo stato borghese è un compito arduo e difficile ma e l’unica strada possibile :di quale sinistra parli ? Noi siamo  INTERNAZIONALISTI e abbiamo un discreto numero di circoli  non abbiamo nulla da spartire con i riformisti e cozzaglie  di sedicenti sinistri i seguaci li troveremo quando  l’ideologia dominante  (borghese )non sarà più in grado di gestire la crisi ,oggi si recano al voto solo il 40%degli aventi diritto e già  in atto una scollatura con le istituzioni borghesi più in là arriveranno le lotte….