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USCIRE DALLA NATO ?

DI BRUNO ADRIE

brunoadrie.wordpress.com

Il 17 novembre 2014, in un’intervista di Cadena Serr, Pablo Iglesias dichiarava che il giorno in cui sarebbe diventato capo del governo, avrebbe tentato di far uscire la Spagna dalla NATO, organizzando un referendum con il quale la propria nazione avrebbe deciso sovranamente il ritiro dall’Alleanza. “Io sono un patriota e non mi piace che ci siano militari d’altri paesi in suolo spagnolo”. Poi aggiungeva: “Credo che la NATO ci faccia correre dei rischi”.

Oggi, un anno dopo quella patriottica proclamazione, Pablo Iglesias lascia chiaramente intendere che il problema non riguarda più il ritiro dall’Alleanza. Ora il suo piano consiste nel “riformulare le funzioni di questa organizzazione”.
Egli intende d’ora in avanti dotare Europa e Spagna di una “maggiore autonomia strategica” all’interno dell’organizzazione, “approfondendo la Politica europea di difesa e di sicurezza (PESC) per affrontare le relazioni con i nostri vicini e le questioni globali da una prospettiva esclusivamente europea”.

L’ex capo di stato maggiore dell’esercito, all’epoca del governo socialista di Zapatero, Julio Rodríguez è dello stesso avviso. E’ senza dubbio la ragione per cui Pablo Iglesias l’ha nominato come numero due nella lista che Podemos ha presentato a Saragozza alle ultime elezioni. Pablo Iglesias aveva addirittura già proposto a questo generale di riserva di diventare un giorno suo ministro della Difesa.

Formazione da pilota d’aereonautica, Julio Rodríguez ha diretto nel 2011 i bombardamenti della guerra imperialista, condotta dalle potenze occidentali, contro la Libia di Gheddafi, e La izquierda diario ha sottolineato come il generale sia sempre stato un forte sostenitore dell’Alleanza, ricordando per l’appunto che nel luglio del 2009, in un seminario tenutosi presso l’Università Menéndez Pelayo, in occasione del 60 ° anniversario dell’Alleanza, il generale ha affermato che quest’ultima era “insostituibile”.

Ironia della sorte, il reclutamento di Rodríguez da Podemos ha avuto luogo il 4 novembre 2015, giorno della visita del Segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, alla città di Saragozza, in occasione delle manovre previste nel quadro dell’operazione Trident Juncture 2015, un’operazione che ha riguardato tre paesi (Spagna, Italia e Portogallo) e che ha coinvolto 36 000 uomini e 30 nazioni. Secondo il sito web del Ministero della Difesa francese, il Trident Juncture 2015 è la “più grande esercitazione congiunta condotta dall’Alleanza dal 2002 e [la] prima esercitazione sviluppata in prospettiva di una ristrutturazione della capacità di azione rapida della Nato”. Altra ironia della sorte è che in quel quel giorno avrebbero avuto luogo a Saragozza manifestazioni anti-NATO in cui sarebbero stati sventolati gli slogan: “Stoltenberg torna a casa!“, un appello coerente con lo spirito degli Indignados, ma non ripreso da coloro che hanno portato la lotta di quest’ultimi nell’arena della politica.

Ma a cosa ci riferiamo parlando di NATO? In un articolo intitolato La strategia americana e l’Europa pubblicato, nel 2005 sul sito dell’Istituto di Strategia Comparata, (e che purtroppo non è più attivo), Bruno Colson rievoca alcuni capisaldi della NATO. Secondo Colson, “l’obiettivo degli Stati Uniti in Europa è chiaro e si combina, nell’immediato, in un doppio registro. Il primo è rendere (e garantire) che l’Europa sia stabile e sicura per far sì che i soldati americani non debbano versare il loro sangue. Il secondo, invece, si premura che le economie europee rimangano in condizioni sufficientemente buone per poter offrire opportunità di investimento e creare posti di lavoro negli Stati Uniti.”

In tutta la sua opera, Bruno Colson si basa sulle testimonianze di diplomatici Statunitensi che guardano tutti nella stessa direzione. Ad esempio, per Richard Holbrooke, assistente segretario di stato per l’Europa tra il 1994 e il 1996, “la NATO è un’associazione di economie di libero mercato, di democrazie di libero mercato” e per Stuart Eizenstat, che ha ricoperto la funzione di ambasciatore presso l’Unione europea e di Vice Segretario del Commercio, ”gli obiettivi economici degli Stati Uniti in Europa sono connessi con la loro politica estera.” Per Warren Christopher, segretario di Stato durante il primo mandato di Bill Clinton, la NATO è “al centro della strategia globale degli Stati Uniti” e secondo l’ex vice segretario alla Difesa Walter Slocombe, il “coinvolgimento degli Stati Uniti nella NATO non è una questione di altruismo”.

Questa concezione di necessità di dominio da parte della NATO in Europa è stata limpidamente sintetizzata nel marzo 1992 dal Defense Planning Guidance, ”redatto da funzionari del Dipartimento di Stato e del Pentagono, sotto la direzione del Vice Segretario della difesa per gli Affari Politici, Paul D. Wolfowitz, e in collaborazione con il Consiglio di Sicurezza Nazionale”.
Tale documento, che ha definito quello che dovrebbe essere il nuovo ordine mondiale, insisterebbe sul fatto che “la NATO, veicolo degli interessi americani in Europa, deve rimanere il primo garante della sicurezza nel Vecchio continente” (Colson).

Ed ecco a voi l’organizzazione che Pablo Iglesias desiderava un anno fa cacciare dal suolo spagnolo, e che ora ha intenzione di insidiare con il fine di affrontare i problemi internazionali “da una prospettiva esclusivamente europea”.

Colui che metterà in dubbio la coerenza della posizione di Pablo Iglesias potrebbe vedersi obiettare con tutta ragione che il leader di Podemos non ha modificato il suo programma – escludere gli Stati Uniti dalla scena europea – ma solo il metodo – piuttosto che cacciare la NATO, farne un’entità esclusivamente europea. Ma sussiste il problema di sapere come attuerà la propria folle politica che consiste nel cacciare gli Stati Uniti dal posto di comandante dell’Alleanza. Potremmo seriamente interrogarci su quali leve possa contare – non lo dice nemmeno lui – per realizzare il suo progetto.

Da una parte, la NATO è una voce unica imposta dall’esterno e da un concerto di nazioni in disaccordo su molte questioni geopolitiche – come definire in effetti una politica estera europea che possa conciliare gli imperativi geopolitici della Polonia o degli Stati baltici, che nulla hanno a che vedere con quelli di Francia o di Germania? Dall’altra, come ha ricordato Bruno Colson “una cancellazione progressiva della NATO costituirebbe un grave danno per gli Stati Uniti.” Essa segnerebbe anche la fine del progetto di conquista e smembramento della Russia, che va al di là di quanto stabilito dalle promesse elettorali di cui si è fatto carico il leader di Podemos.

Dal momento che Pablo Iglesias non fa altro che mentire, e quali che siano le ragioni di questa menzogna – ignoranza, calcolo elettorale o doppiogioco – noi temiamo che non rappresenti una seria speranza per gli spagnoli che desiderano restituire una dignità che è stata loro confiscata da una classe politica opportunista e collusa con gli oligarchi che tirano le fila della globalizzazione.
Una classe politica di cui possiamo sospettare, prima o poi, l’adesione, ammesso che questa non sia già avvenuta.

Bruno Adrie

Fonte: https://brunoadrie.wordpress.com

Link: https://brunoadrie.wordpress.com/2015/12/26/pablo-iglesias-a-la-conquete-du-pouvoir-partie-2-lotan-par-bruno-adrie/

26.12.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CHRIS BARLATI

Pubblicato da Davide

  • mago

    La nato non é mai servita a nulla, solo fine se stessa come buco nero dove gli stati hanno buttato miliardi di euro in armi vendute sempre dai soliti noti con metodi alquanto discutibili e progetti sul nulla con pletore di super stipendiati…quindi per giustificare tutto cio` si deve necessariamente creare qualche ipotetico nemico e qualche reale caso..quindi é piu`fattibile e credibile che possa difenderci da un attacco extraterrestre che da tutto il resto…

  • cardisem

    Il problema non è se si deve o non si deve uscire dalla NATO: è chiaro che se ne debba uscire…

    Il problema è se se ne può uscire e come….

  • iskra

    Dalla NATO si esce se scopro il NEMICO ,se è un nemico sociale ci vuole un esercito sociale ,ma l’esercito sociale non si crea per educazione ,esso si crea se scopre il nemico, e impara a fare la guerra giorno per giorno .

  • FlavioBosio

    Leggendo il trattato?

    Troppo complicato?
  • cardisem

    E che pensi che si tratta di un pezzo di carta?
    Se gli USA decidono che gli interessa mantenere le sue basi in Italia e che l’Italia deve obbedire, tu che fai? Ti armi di bastone e caccia gli americani in mare?
    Hai mai sentito parlare di gladio?

    Non si tratta di dire agli USA: levate il disturbo.
    Occorre poterli costringere ed averne la forza…

    Mai sentito parlare di colpi di stato, di rivoluzioni colorate?

  • cardisem

    Sei sulla strada buona… Concordo… Ma è dura…