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USA, UN GETTONE DA UN TRILIONE DI DOLLARI PER ABBATTERE IL DEBITO

DI GIULIETTO CHIESA
ilfattoquotidiano.it

Se il debito di uno Stato verso i suoi cittadini è troppo alto, c’è sempre un modo per abbassarlo, o per fare finta che non esista nessun tetto. La faccenda che voglio qui raccontare sembra che non ci riguardi direttamente, essendo tutta americana. Ma la racconto proprio perché ho il sospetto che, invece, ci riguardi molto da vicino.

Qual è il modo? Semplice. Il Segretario al Tesoro autorizza la creazione di un gettone di platino, sul quale fa incidere il tradizionale “Abbiamo fiducia in Dio” e, appena sotto, un numero imprecisato di zeri, a loro volta preceduti dalla magica cifra “1”.Poi il nostro Segretario di Stato prenderebbe il gettone e andrebbe a depositarlo nella cassaforte della Banca di Stato. E, da quel preciso momento, potrebbe tranquillamente spendere quella cifra per fare ciò che uno Stato che si rispetti deve fare: che so, pagare le pensioni, o finanziare l’assistenza agli anziani, o quella sanitaria, o costruire scuole o qualunque altra attività saggiamente programmata.

Voi direste, ne sono sicuro: Ma che sciocchezza è questa? Ci stai raccontando un gioco di prestigio, un trucchetto come quello dei giocatori delle tre tavolette che bazzicano ancora attorno ai mercatini rionali?

Niente affatto. Si dà il caso che proprio di questo si è discusso negli Stati Uniti all’inizio dell’anno. In effetti il debito Usa è diventato un po’ altino e vola ora attorno ai 16,4 trilioni di dollari (un trilione vale mille miliardi). E c’è una legge che dice pressappoco che, se il debito di bilancio sale oltre il tetto stabilito, automaticamente il governo deve tagliare in corrispondenza le sue spese.

Siamo in scadenza e c’è – quest’anno come nel precedente – un braccio di ferro tra il Presidente e l’opposizione repubblicana  per decidere se si può alzare quel tetto. Con ogni probabilità, alla fine, si raggiungerà un accordo. Ma non è detto. E allora che succederebbe?

Ecco perché la storia del gettone di platino è uscita fuori un’altra volta. Con una proposta precisa: facciamoci un bel gettoncino da un trilione di dollari, così avremo il respiro sufficiente per – come dicono i napoletani – “adda passà ‘a nuttata”.

Pensate (scrive International Herald Tribune dell’11 gennaio scorso): “In un attimo il luccicante nuovo asset cancellerebbe un passivo debitorio di un trilione di $”.

Immagino che chi sorrideva alle prime righe abbia smesso di sorridere. Infatti, in sfregio a ogni buon senso, ne ha parlato tutta la stampa americana. Al punto che il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, nella sua conferenza stampa del nuovo anno, ha dovuto rispondere a una dozzina di domande dei giornalisti, tra il divertito e l’incredulo. Ma senza smentire niente. Meglio fingere stupore. “Giuro che non ho in tasca nessuna moneta”, avrebbe esclamato. Ma le domande piovevano perché si sapeva che, alla Casa Bianca, anche di questo si era parlato nelle ore precedenti.

Io, per esempio, non ci ho trovato niente di comico. Piuttosto qualche brivido. Se la Casa Bianca, il palazzo presidenziale del mondo libero, anzi liberissimo, si occupa di queste faccende, vorrà dire che “qualche cosa c’è”. Se poi ne parla anche il New York Times, vorrà dire che è una notizia (il New York Times le notizie le fa, prima ancora che diffonderle). E le fa bene, essendo il portavoce finale del Comitato d’Affari che regge tutto il mondo libero, anzi liberissimo.

Così i suoi giornalisti vanno a guardare le leggi federali  e scoprono che ce n’è una del 1997 che autorizza – certo per una strana coincidenza – il Ministero delle Finanze a “coniare ed emettere lingotti di platino e monete di platino secondo specifiche, disegno, varietà, quantità denominazioni e iscrizione definite, a discrezione del Segretario di Stato, quando occorra”.

Forse i legislatori intendevano altre cose, chissà, monete commemorative per i collezionisti. Ma quale collezionista migliore potrebbe esserci del Governo degli Stati Uniti, per gettoni da un miliardo di dollari?

Ecco, mi è passata la voglia di ridere, definitivamente, quando sono arrivato in fondo all’articolo. La cui autrice, per non passare per scema, aveva messo in guardia il lettore circa la “remotamente vaga possibilità” che una cosa del genere potesse accadere. Ma aveva poi dovuto aggiungere che perfino il premio Nobel per l’Economia, Paul Krugman – il quale scrive sulle stesse colonne – l’ha presa in considerazione, insieme all’economista repubblicano Donald Marron, che guida il “Centro per la politica fiscale”. Marron, per essere più precisi, aveva proposto non un gettone da un trilione di dollari, ma una serie di gettoncini più modesti, da soli 25 milioni di dollari ciascuno. Voi capite che non fa molta differenza.

Ecco perché mi è venuto un brivido finale. Se basta un trucchetto come questo per salvare gli Stati Uniti, come mai a noi dicono che il debito dobbiamo pagarlo con il sangue? Lo so, lo so, noi non abbiamo la Federal Reserve e abbiamo invece la Banca Centrale Europea. Peccato davvero. Ma chiederei al nostro futuro governo di andare a Francoforte e chiedere a Mario Draghi di far coniare anche lui un gettone di platino da un trilione di euro. Così da consentirci di evitare il pareggio in bilancio, che i magliari di casa nostra (o cosa nostra) hanno già introdotto in Costituzione. 

Giulietto Chiesa
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/21/usa-un-gettone-da-un-trilione-di-dollari-per-abbattere-il-debito/475580/
21.01.2013

Pubblicato da Davide

  • albsorio

    “Se il debito di uno Stato verso i suoi cittadini…” partiamo male, lo Stato rende i suoi cittadini debitori perchè anziche emettere lui la moneta lo fa fare ai privati i quali vogliono in cambio titoli di Stato.—- Proprio in virtù del fatto che se lo Stato emettesse lui la moneta non ci sarebbe debito pubblico ma ricchezza pubblica.—- L’idea di debito pubblico nasce dalla frode della moneta privata garantita da debito pubblico.

  • albsorio

    Riguardo alla monetina di Super Pippo, mi ricorda la barzelletta di quello che volendo nascondere un’elefante in un campo di papaveri gli dipinse le unghie di rosso. —- Il problema è che l’economia predatoria basata sulla moneta privata garantita da debito pubblico è arrivata al capolinea della realta, non a caso i cinesi usano la credibilità residua del dollaro per convertirlo in cose, oro, cibo, metalli etc. la crescita esponenziale di questo fenomeno cinese induce a pensare che la grande idea venuta agli economisti di coniare la monetina di Supr Pippo non avra successo.

  • RicBo

    la notizia sembra sia stata già smentita, comunque finchè il dollaro sarà la moneta di riferimento mondiale per gli scambi delle materie prime gli Usa non avranno mai problemi, scaricheranno il loro debito sul mondo e chi s’è visto s’è visto. questo anche finchè potranno occupare militarmente qualsiasi zona sfugga al loro controllo. ma fra una trentina d’anni non credo che sarà più possibile continuare con questo giochetto.

  • Allarmerosso

    “Se il debito di uno Stato verso i suoi cittadini…” che poi detta così sembra che dobbiamo aspettare noi i soldi dallo stato e non darglieli.
    Se poi consideriamo che lo stato siamo noi ce li dobbiamo dare da soli ? ….

  • amensa

    da quanto scrivi è evidente che non ti sei mai posto il problema :
    “quanto vale la moneta ?” dove per moneta puoi mettere ciò che vuoi , dollaro, euro, yen, ecc…..

  • clausneghe

    Bah, allora tiriamo fuori anche noi un bel disco di platino,che ce vole con tutti i canterini che abbiamo, a scovarne uno,chessò, di Albano o Sergio Endrigo,vuoi che non ne abbiano mai vinto uno?
    Finito di ridere,ricordo a tutti che la vera moneta che conia in continuazione il Faro della Libertà, è forgiata partendo da un metallo denso,morbido,duttile e malleabile,volgarmente chiamato piombo. Che in certe situazioni d’uso, come si sà, vale più dell’oro.

  • surfgigi

    queste sono complicazioni volute per non far capire il nocciolo vero del problema . gli usa impongono il dollaro come mezzo di scambio per le materie prime.i problemi sono del resto del mondo che deve accettare cartaccia o procurarsela per l’interscambio fra nazioni.esempio per quando si discute di questo dal barbiere:”tu scambieresti una petroliera carica di benzina con una valigia piena di cartaigienica?”eppure funziona così.

  • Primadellesabbie

    A volte i paradossi consentono di mettere a fuoco il problema: già che ci siamo, diciamo a Draghi di far coniare un gettone da un trilione per ciascuno di noi e accreditarlo sul nostro conto. Se ha da fare, possiamo anche attendere qualche giorno…