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UNO SCANDALO

DI JACQUES SAPIR

russeurope.hypotheses.org

Dunque il governo polacco vuole organizzare la commemorazione della liberazione del campo di Auschwitz, il prossimo 27 gennaio, senza invitare Vladimir Putin. È un suo diritto. Vuole commemorarla con il governo ucraino, senza dubbio in memoria dei circa due-tre mila volontari ucraini che già solo ad Auschwitz aiutarono i nazisti (ed erano molti di più altrove). È un suo diritto. Ma in tal caso si assuma la responsabilità dell’enormità dell’atto. Sappiamo molto bene che non è il popolo polacco ad esprimersi per bocca di questo governo. Non provi a nasconderlo, accampando vari pretesti.

La giustificazione avanzata dal ministro degli esteri polacco è allo stesso tempo stupefacente e rivelatrice. Pretende che Auschwitz sia stata liberata da «truppe ucraine». Non saprei cosa sia più grave: l’enormità della menzogna o la faccia tosta con cui è stata pronunciata.

Auschwitz (Osewiscim) fu liberata dagli uomini della 332esima Divisione di Fanteria dell’Armata Rossa, appartenenti al «1° Fronte d’Ucraina». Bisogna sapere che nell’organizzazione che si era data l’Armata Rossa un «Fronte» designava un gruppo di uomini armati incaricati di operare su una direttrice strategica. Il 1° Fronte d’Ucraina era il nome del gruppo di soldati che aveva combattuto in Ucraina e che da lì stava risalendo verso la Polonia. Non si trattava affatto di una definizione «etnica».

Qualsiasi storico lo sa. I sopravvissuti furono curati da medici sovietici, venuti in tutta fretta da Leningrado, perché sapevano come trattare persone denutrite. Sa anche che il 25 luglio 1944 le truppe del 1° Fronte d’Ucraina (2° reggimento carri armati, del generale Bogdanov) avevano liberato il campo di Maïdanek scoprendo l’orrore dello sterminio sistematico e industriale che caratterizza il nazismo. I principali corrispondenti sovietici di guerra, Vassily Grossman (autore di Vita e destino), Konstantin Simonov (autore di I vivi e i morti), Boris Gorbatov e Evgeni Kryler si recarono sul luogo. I loro reportage guadagnarono le prime pagine dei giornali sovietici. Tuttavia fu necessario aspettare l’aprile del 1945, quando gli anglo-americani scoprirono a loro volta Bergen-Belsen e i campi situati a ovest, perché a tali reportage fosse accordato qualche credito. Simonov testimoniò davanti alla commissione di inchiesta russo-polacca.

Nulla giustifica le menzogne del governo polacco.

Tuttavia la sua complicità con il governo di Kiev, al cui interno si trovano – ahimè – i discendenti ideologici degli ucraini che collaborarono con i nazisti, da una spiegazione.

L’insieme dei politici europei dovrebbe denunciarlo forte e chiaro e rifiutarsi di partecipare a quella che, ormai, non è più una commemorazione ma una pagliacciata. Se François Hollande andrà ad Auschwitz, in un simile quadro, sappia che infangherà il suo nome e quello della Francia.

Jacques Sapir

Fonte: http://russeurope.hypotheses.org

Link: http://russeurope.hypotheses.org/3352

25.01.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARTINO LAURENTI

Pubblicato da Davide

  • lupoalberto

    NESSUNO può menar vanto di aver liberato il complesso concentrazionario formato da circa 40 campi che vengono impropriamente detti “campo di Auschwitz! Nessuno ! Furono i Tedeschi a liberare Auschwitz della loro presenza! Esattamente nella notte tra il 17 ed il 18 Gennaio 1945, come confermato (servisse!) dalla fonte ebraica per eccellenza, l’ebreo levi primo! I sovietici “liberatori” arrivarono ad Auschwitz-Monowitz verso il mezzogiorno del giorno 27 Gennaio 1945, 9 giorni dopo che i Tedeschi avevano lasciato ai ricoverati all’ospedale la facoltà di seguirli o restare nel campo. Il levi dovette rinunciare a seguire i Tedeschi…“Non era una questione di ragionamento: anch’io avrei seguito probabilmente l’istinto del gregge se non mi fossi sentito così debole: la paura è supremamente contagiosa, e il suo effetto immediato è di indurre una persona a cercare di fuggire“ Teniamo presente che il levi sta parlando di fuggire con i “nazisti” e non (dai) “nazisti”. Qui si sta parlando di fuggire con gli stessi “nazisti” che avevano presuntamente effettuato il più grande sterminio immagNESSUNO può menar vanto di aver liberato il complesso concentrazionario formato da circa 40 campi che vengono impropriamente detti “campo di Auschwitz! Nessuno ! Furono i Tedeschi a liberare Auschwitz della loro presenza! Esattamente nella notte tra il 17 ed il 18 Gennaio 1945, come confermato (servisse!) dalla fonte ebraica per eccellenza, l’ebreo levi primo! I sovietici “liberatori” arrivarono ad Auschwitz-Monowitz verso il mezzogiorno del giorno 27 Gennaio 1945, 9 giorni dopo che i Tedeschi avevano lasciato ai ricoverati all’ospedale la facoltà di seguirli o restare nel campo. Il levi dovette rinunciare a seguire i Tedeschi…“Non era una questione di ragionamento: anch’io avrei seguito probabilmente l’istinto del gregge se non mi fossi sentito così debole: la paura è supremamente contagiosa, e il suo effetto immediato è di indurre una persona a cercare di fuggire“ Teniamo presente che il levi sta parlando di fuggire con i “nazisti” e non (dai) “nazisti”. Qui si sta parlando di fuggire con gli stessi “nazisti” che avevano presuntamente effettuato il più grande sterminio immaginabile di ebrei ed altri nell’intera storia dell’universo

  • zara

    Le autorità del campo lasciarono circa settemila persone , la massima parte degenti nella baracche infermeria. Una parte del  personale medico rimase anch’esso con i ricoverati in attesa dei russi. Queste sole ragioni ci consentono di dubitare della vulgata che vuol propinarci i quattro milioni di gasati.

    Non si lasciano testimoni.
  • cardisem

    E dunque 9 giorni senza mangiare?
    Sfido io che erano “denutriti”!

  • cardisem

    Ma chi è questo Sapir?

    Ammetto lo “scandalo”, ma io lo vedrei da ben altre parti…

  • andriun

    Diciamo che diamo atto agli internati dei gulag, di non essersi inventati fantomatiche storie sulle camere a gas, nonostante che anche li morirono, come riportano gli stessi filmati documentario un sacco di ebrei: alcuni addirittura divorati vivi dagli insetti attratti dalle sostanze zuccherine(normalmente miele) che gli veniva spalmato addosso, solo per non essere stati abbastanza efficienti nel lavoro assegnato. 

    Per quel concerne Primo Levi, documenti storici attestano che sia stato più volte ricoverato nell’infermeria del campo in quanto riconosciuto inabile al lavoro, cosa che lascia leggermente "scioccati" se si pensa che avrebbero potuto benissimo gassarlo, invece sprecare tante medicine per nulla. 
    Il fatto poi risulta essere ancora più strano se si pensa che preoccupato per le proprie condizioni fisiche e avendo sentito voci che riportavano la famosa frase: "passato per il camino", veniva scherzosamente deriso dagli stessi infermieri a cui aveva cercato di chiederne spiegazioni. 
  • Franco-Traduttore

    In un articolo che sarà pubblicato a
    brevissima scadenza (credo), Dmitry Orlov, fra le altre cose, ha scritto
    questo:

    Prendete ad esempio le parole pronunciate recentemente a Berlino dal
    Primo Ministro ucraino Yatsenyuk, telecomandato dal Dipartimento di Stato degli
    Stati Uniti: scoprirete che è stata l’URSS ad aver invaso la Germania nazista e
    non il contrario!

    Prendo atto che l’opinione di
    Yatsenyuk non è poi così isolata, anche in Italia e fra i lettori di questo  sito c’è chi la pensa allo stesso modo.

    Anche i 30 milioni di russi che sono
    morti nei 5 anni di guerra sono un’invenzione. I milioni di ebrei gasati?
    Figurarsi, non erano 6 milioni, ma solo 4 e mezzo.

    Una cosa però francamente mi
    sorprende. Nel senso che non la capisco. Ammesso e non concesso quanto scritto
    nel primo commento, ma se i tedeschi se ne andarono da Auschwitz, non è
    perché stava arrivando l’Armata Rossa? Ovvero, se non fossero arrivati i russi,
    i tedeschi se ne sarebbero andati spontanemente? Gli ebrei deportati, poi,
    figurarsi se, con l’ospitalità a 5 stelle che stavano ricevendo, non avrebbero
    preferito andarsene con i tedeschi!

    Cerco sempre di ricordare, pensando
    soprattutto a me stesso, il motto di CdC: Disapprovo
    quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo – Evelyn
    Beatrice Hall, The Friends Of Voltaire.

  • GioCo

    Parlare oggi dei campi di sterminio è complesso e si riesce solo nella misura in cui ci si sottrae alla pesantissima cappa di reverenza dogmatica che l’opprime.
    Se si lascia a parte la lotteria dei numeri dei morti (di cui ci frega davvero molto poco, se si considera "la qualità" delle procedure che non erano pensate certo per arrestarsi e non si sarebbero arrestate senza l’avanzata russa, procedure caratterizzate da un grado di industrioso cinismo davvero senza pari nella storia dell’umanità intera e a noi nota) pochi ricordano ad esempio che il gas fu "testato" su prigionieri dell’armata rossa che di fatto con la loro morte "misero il bollino di produzione" all’industria dello sterminio. Quella che poi Levi (quel Primo che pochi leggono con attenzione) descrisse come "un grande esperimento biologico sociale". Cioè quello liberista, perchè i campi erano strettamente connessi all’industria bellica, chimica e siderurgica, all’impianto economico e all’impianto educativo anglofoni (Hitler prese ad esempio per la sua riforma scolastica, il modello inglese). No russi. I tedeschi non si limitarono a produrre "l’industria di morte" ma costruirono ingranaggi umani per alimentare la stessa "industria di morte". Cioè quello che sta accadendo adesso alla struttura sociale "occidentale", ma un po’ per volta, con calma che sennò ci si accorge.
    L’idea di fondo era chiarire se era possibile costruire una identità così rincoglionita (da un cocktail di bugie, vessazione fisica, psicologica e paranoia) da indurla non solo al suicidio, ma all’omicidio (dei simili e dei cari). Una figura che si doveva produrre in cooperazione con il nemico dichiarato e con lena, per lo smantellamento della sua intera struttura sociale onorata, santificata e sostenuta (fino a quel momento). Senza ritrattarla.
    L’esperimento ebbe un successo talmente limpido, da colorare le speranze di generazioni di dominatori liberisti angosciati dall’incubo comunista, accendendo opportunità di dominio totalitario futuro come mai prima. Infatti furono applicate le "nuove scienze sociali" (trasformando il cittadino in obbiettivo militare) rapidamente, con risultati stupefacenti, come tutti possiamo constatare senza ombra di dubbio (a patto che sia rimasta sufficiente residua materia grigia). Per esempio in nome della democrazia furono create, appoggiate e finanziate le più feroci e repressive politiche totalitarie del mondo. Chiaramente sempre giustificate dalla russo-fobia, che deteneva il primato (almeno cinematografico) della cattiveria. L’elenco si spreca, per cui non vi annoio.
    Poi la russia si dimise dalla guerra fredda e il giochino dello scaricabarile lasciò con il cerino in mano i liberisti, per qualche tempo. Ma perché fermarsi? Arriva Bush Jr. e "colpo di genio!", creare un terrorismo che "non si vince mai". Esperienza c’era, materia prima non mancava … vabbé, non a livello presidenziale, ma quello non era mica il braccio, era solo la mente. Vuota (ovviamente).
    Una piccola risistemazione alla struttura, una lucidatina ai nuovi armamenti e il gioco è fatto.
    Ma il diavolo fa le pentole senza … scaldare l’acqua. Dalle rivoluzioni dei nativi latino americani, al risveglio nazionalista Russo alla crescita economica Cinese "fuori controllo, i "the Masters of the Universe" iniziarono a sentirsi prima a disagio poi "the Masters of the cracked". Beh, non è che rinsavirono, non era nelle loro corde. Giunti a quel punto poi, con un processo di collasso sociale già innescato e inarrestabile, proprio quando l’Umanità era all’ingresso del nuovo campo di sterminio mondiale, già pronto (linee ferroviarie e bare incluse) da cui "nessuno avrebbe potuto scappare". Non è che vai in TV e dici: "cazzo, ci spiace, ce l’avevamo messa davvero tutta e ci eravamo quasi riusciti a sterminarvi, ma poi ci è andata male … pazienza … adesso facciamo pace?".
    Beh, non ci crederete (io per primo stento) ma è quello che hanno fatto, solo non in TV ma alla casa bianca e a porte chiuse, "solo per intimissimi". Nessuno s’azzardi a collegare il "caso Lewinsky" (per favore, cerchiamo di restare seri! ;). Dovendo rivelare parte del piano per contrattempi non previsti hanno "promesso" posti di salvezza a "personale non addetto" per l’imminente "armageddon": un viaggio organizzato con tappa al prossimo paradiso. Ovviamente sono promesse inconsistenti, ma tanto non costano niente. Sono come i saluti, come le strette di mano, fanno piacere a chi li riceve. Così tutto è salvo. Tranne i dementi (ovviamente).
    E’ che a questo punto, mi riesce davvero complicato stabilire da che parte della barricata stiano i "veri dementi". Ma di sicuro, essendo un niente cosmico che racconta favole facendo finta di sapere, è probabile che il problema sia solo mio. Almeno spero.

  • MarioG

    "Una cosa però francamente mi sorprende. Nel senso che non la capisco. Ammesso e non concesso quanto scritto nel primo commento, ma se i tedeschi se ne andarono da Auschwitz, non è perché stava arrivando l’Armata Rossa? Ovvero, se non fossero arrivati i russi, i tedeschi se ne sarebbero andati spontanemente? Gli ebrei deportati, poi, figurarsi se, con l’ospitalità a 5 stelle che stavano ricevendo, non avrebbero preferito andarsene con i tedeschi!"


    Penso che la risposta sia ovvia: se ne andarono perche’ erano in ritirata. Quindi, di fatto i Russi liberarono il campo. 
    Ma il nocciolo de primo commento, a cui si riferisce, mi sembra piuttosto un altro: perche’ lasciare prigionieri vivi nel campo, ovvero perche’ lasciare loro la scelta se rimanere o ritirarsi coi tedeschi, anche in vista di future testimonianze. Si puo’ pensare che quelli che scelsero di ritirarsi fossero tutti collaborazionisti, ma non sembra questo il caso se si da credito al passo di Levi. 
    Mi sembra quindi che siano fatti da prendere in considerazione piuttosto che essere banalizzati.




  • castagna

    Deprimiamoci un po’, oggi è un’altra Giornata della Menzogna.

    Che è uno di quei giorni in cui ci si sente negativi al massimo
    grado circa la possibilità di affrancarci dalle grandi Mafie
    Internazionali, e in cui si ha la minima stima del genere umano.

  • Tonguessy

    Ma anche tu ti ci metti…era ospitalità a 6 stelle, quella offerta ad Auschwitz.
    Il revisionismo storico non è da confondere con il negazionismo. I nazisti se ne andarono perchè ormai il loro compito di accudire la spa a 6 stelle era finito, dato che stavano per arrivare i russi. Sapevano che avrebbero perso troppo tempo in salamelecchi del tipo "entra prima lei o esco prima io?" Era gente dalla mentalità pratica, le SS. Mica nazisti qualsiasi…Pensa che Himmler (quello della Notte dei Lunghi Coltelli) per non far perdere troppo tempo ai russi  che lo cercavano per ringraziarlo, era così timido che si vestì da civile per passare inosservato.
    E adesso mi aspetto che tu difenda fino alla morte questo mio diritto di sparare cazzate. Ma non sperare che io faccia altrettanto.

  • Tonguessy

    Analisi che sostanzialmente condivido. Solo su un punto sono decisamente contrario, quando parli di " industrioso cinismo davvero senza pari nella storia dell’umanità intera", dimenticando la storia dei popoli amerindi, sterminati in misura ben maggiore dal contatto letale con l’Occidente. Le stime variano dai 100 ai 200 milioni di morti, con intere culture cancellate. Non credo che il cinismo nazista sia mai stato superiore a quello USA, basta leggere i resoconti di Wounded Knee, uno dei tanti efferati massacri made in USA che fanno impallidire qualsiasi atrocità nazista.
    Forse vale la pena, quando si affrontano certe analisi non embedded, di non cedere alle tentazioni della storiografia embedded, che sono sempre in agguato.

  • makkia

    Non è questione di banalizzare. La "minaccia bolscevica" era stato uno spauracchio diffuso per tutto il conflitto, in Germania. Originariamente serviva a giustificare l’odio contro la Russia e a incoraggiare le truppe nella loro "santa" guerra. Allora come oggi il nemico doveva essere crudele, spietto e meritevole di qualsiasi distruzione.
    Con la rovinosa campagna di Russia e l’avanzata sovietica, questo effetto psicologico diventò un boomerang e una vera psicosi: "arrivano i barbari, i mostri".
    E, come accade, la cosa si trasformò in una "profezia auto-avverante": i tedeschi avevano inflitto enormi sofferenze senza pensarci per niente e ora i russi volevano vendetta per i 20 milioni di morti. Pare che Stalin stesso raccomandasse alle truppe di "umiliare l’orgogliosa femmina tedesca".

    Non c’è sorpresa che gli ebrei subissero il contagio di questa fobia e avessero paura sia dei nazisti che dei russi. Come è ridicolo pensare che se i tedeschi avessero voluto portare via i prigioneri trasportabili, gli ebrei si sarebbero potuti rifiutare. Come è comprensibile che davanti al terrore ignoto molti abbiano scelto quello conosciuto. Infatti chi scelse di non andare coi tedeschi era perché si sentiva abbastanza in forze (sia fisiche che psicologiche) da intraprendere una lunghissima fuga evitando sia tedeschi che russi.

    Leggendo Levi non ci sono dimostrazioni della "caritatevolezza" dei nazisti, per quanto le si voglia cercare estrapolando, e l’impiccato che urla "kamaraden, ich bin der letze" testimonia con quanta anticipazione aspettassero l’arrivo di chiunque sconfiggesse i tedeschi.

  • bastafake

    Pare che i piani per il prossimo "paradiso" prevedano 500 milioni di "fortunatissimi" privilegiati che potranno salvarsi e passare il resto della propria esistenza su quel che resterà di questo pianeta, in compagnia di sè stessi e della propria lucida follia sanguinaria… Mi viene da ridere al solo pensarci!

    Credi che gente così possa mai convivere pacificamente in un ambiente magicamente plasmato da inferno a paradiso? Che abbiano già una testa di scorta da usare in caso di paradiso?

    Davvero ti chiedi da che parte della barricata stiano i dementi? Se disgraziatamente io fossi uno degli eletti avrei molta più paura del dopo "armageddon" che del prima.

  • eresiarca

    È sempre uno dei loro… Shapiro, Sapir…

  • MarioG

    Con "banalizzante", mi riferivo alla frase sull’"ospitalita’ a 5 stelle" (Grillo permettendo) del commento testa. Altrettanto si potrebbe dire della "caritatevolezza".
    Non c’entra proprio nulla.
    Quello che lei cerca di spiegare puo’ avere  un senso, ma getta grossi dubbi sulla vulgata officiciale su quello che avveniva nei campi.
    Non ha senso distruggere le installazioni compromettenti e lascaire qualche milgiaio di testimoni in vita nelle infemierie.
    Quanto pensa ci avrebbero messo a liquidarli?
    Non ha senso scegliere di fuggire di fronte ai mostri sovietici, se fino al giorno prima i tedeschi liquidavano qualche migliaio di persone al giorno.
    Questo e’ di una evidenza palmare. Una spiegazione come la sua e’ una pura scalata sugli specchi

  • makkia

    Mah, sulla vulgata ufficiale i dubbi si può benissimo farseli venire.

    Se però li si fonda su deduzioni estemporanee allora sono dubbi da bar. O da paranoici del complotto. E qui su CDC ci sono "complottisti" (nell’accezione di "interessati a spiegazioni non-ortodosse") ma spero meno paranoici possibile.

    Ai dubbi da bar si risponde facendo un discorso più in generale, sperando di alzare il tono. Oppure con altre risposte da bar, perché tanto le risposte articolate non interessano l’interlocutore e la sua tesi precostituita da difendere.

    Per esempio: distruggere installazioni e non uccidere i prigionieri in infermeria.
    ecco qua alcune spiegazioni a ca##o, tanto per buttare lì:
    1. tanto erano già mezzi morti
    2. contavano che i russi li avrebbero finiti loro (erano mostri, no?)
    3. i tedeschi erano in confusione, senza ordini, hanno agito in modo incoerente
    4. non erano veri testimoni dei forni. Perché, tranne i kapo e gli addetti, chi vedeva un forno non lo raccontava. Dal punto di vista dei prigionieri erano voci, quello che potevano testimoniare era "solo" che chi non era più in grado di lavorare spariva.

    Tutte spiegazioni deboli (e il fatto che siano reciprocamente compatibili non le rafforza minimamente). Ma niente in confronto alle boutade di esordio: la inesistente liberazione per il fatto che le SS non sono state così toste da aspettare i russi e se ne sono scappate "ben" 8 giorni prima; o sul fatto che abbandonare i malati significhi non essere poi così cattivi (e quindi rinforzare dubbi sull’inesistenza tout court dell’olocausto); sul fatto che sarebbe stato meglio falciarli a raffiche di mitra per non lasciare testimoni; e sorvolo, per non sparare sulla croce rossa, sulla tesi che i russi sarebbero crudeli per essere arrivati dopo 8 giorni.

    Un conto è dubitare (e anche fortemente) sulla "industria dell’olocausto" e sul ricatto morale che l’occidente subisce incessantemente da quasi 70 anni, come fanno Dieudonné o Finkelstein.

    Un altro conto sono le "prove" come la mancanza di coloratura blu (cioé di ZyclonB) sulle pareti delle camere a gas o di aperture di ventilazione invisibili in foto aeree che quelle aperture non le cercavano.
    E di queste prove inconsistenti fanno parte appunto le testimonianze "falsificanti" fornite niente meno che dagli stessi ebrei (soprattutto quando contemporaneamente si argomenta che non potevano aver visto niente a cagione della disposizione orografica del complesso di Birchenau). Quello sì che è arrampicarsi sugli specchi.

  • cardisem

    Poco fa, a Rainews24, è appena terminato un “lungo servizio” sul “Giorno della Memoria”… (dove però non ho sentito nessun commento all’assenza di Putin in Auschwitz)
    In genere, non mi soffermo mai più di qualche minuto sugli innumerevoli servizi di questo genere… Questo volta però ho voluto dedicare una maggiore attenzione, un maggior tempo, a questi servizi scabrosi dove è estremamente pericoloso lasciarci sfuggire qualsiasi opinione non conforme ai dettati di quella legge che in Italia nel 2000 ebbe tra i suoi produttori il Violante di cui si è parlato tempo addietro per la mancata nomina a giudice costituzionale…

    Or bene, non è mia intenzione soffermarmi sulla questione del revisionismo storico ovvero denigratoriamente "negazionismo”…, dove il fatto più strano è per me che si continuino a mandare persone in galere per una questione storiografica… Sorvoliamo!

    Per ragioni anagrafiche, considerata la maggior parte di noi come parte terza, per nulla responsabile dei fatti storici della seconda guerra mondiale, mi chiedo quale risultato si vuole ottenere con queste “commemorazioni” sancite per legge?

    Trovo assolutamente debole la motivazione comunemente addotta “perché non accada più”… Nello stesso anno 1945 con Hiroshima e Nagasaki l’orrore è a mio avviso ancora più grande di quello che i Giudici di Norimberga pretendevano – da che pulpito! – di poter giudicare e condannare…

    Dunque, quale altro serio e fondato motivo si può ipotizzare?

    Io ne ravviso due:

    a) la produzione industriale e artificiale di un "senso di colpa” in tutti noi che siamo obiettivamente e indiscutibilmente terzi e non responsabili dei fatti accaduti. È una operazione ideologica e religiosa al tempo stesso, un’imposizione di un complesso valoriale…

    Cosa non accettabile per ovvi motivi che non credo abbiano bisogno di spiegazione.

    b) una richiesta di risarcimento materiale e morale… Cito Norman Filnkelstein e la sua "Industria dell’Olocausto”, cui mi pare ci sia poco da eccepire…

    In conclusione, è un’operazione politica con la quale ancora a 70 anni dalla fine della guerra i vincitori di allora intendono mantenere le loro basi militari non solo sui territori invasi e conquistati nel 1945, ma fin dentro la testa, il cervello, la mente, il cuore, i sentimenti, i meccanismi psicologici e di formazione del pensiero dei figli dei vinti di allora…

    Aggiungo ancora che la questione principale non è se determinati fatti siano veri o non esattamente nel modo in cui vengono raccontati e imposti, ma se mai la causa e l’origine di quei fatti (e dunque ricerca storica, se la si può fare liberamente) ed ancor più l’uso politico e strumentale che ancora oggi se ne continua a fare…

  • cardisem

    PS – Commentando le cose dette in Rainews24, trovo davvero fragile la spiegazione che i “tedeschi” e/o "nazisti” avessero voluto "cancellare" le "prove" dei loro “crimini”… A quei livelli si ha tutto il coraggio non solo di riconoscere ciò che si sarebbe fatto, ma anche di giustificarlo…. Non diversamente e con minore fondamento di come Israele, nato sulla "pulizia etnica della Palestina" (Pappe), ogni anno celebra la sua "fondazione” che per i palestinesi è la “Nakba”, il cui ricordo è proibito per legge…

    I "grandi criminali” non sarebbe “grandi” se non avessero neppure il coraggio dei “crimini” che vengono loro attribuiti e che evidentemente nel loro modo di pensare non dovevano essere “crimini” perché altrimenti non li avrebbero compiuti…

    Io non credo che esistano dei “criminali” che compiono le loro azioni sapendo che sono "crimini”… Siamo noi che li imputiamo loro come "crimini” e possiamo solo farlo se riusciamo a vincerli in guerra e poi anziché concludere un trattato di pace istituiamo un tribunale dove il "nemico" vinto è ipso facto un "criminale”…

    A tanta barbarie, a confondere il “criminale” (che ruba, stupra, uccide…) e il "nemico” che combatte una "legittima guerra" (…), si è giunti appunto con il Tribunale di Norimberga, di cui uno dei giudici è ormai noto come il responsabile di Katyn, fatto attribuito ai “nazisti” vinti che non c’entravano nulla…

  • MarioG

    Appunto: restano le spiegazioni a c…

    Sinceramente non ho capito a cosa si riferiva parlando di "boutade d’esordio".
    Non so se il dubbio riguarda il fatto che i tedeschi si siano ritirati 8 giorni prima dell’arrivo effettivo dei russi nel campo. Ovviamente prendo per buono cio’ che leggo qui.
    Se questo e’ vero, significa che non e’ certo stata una ritirata improvvisata, in fretta e furia.
    Ripeto, perche’ vedo che insiste: non e’ il problema di dimostrare la caritatevolezza di chicchessia. Il fatto di lasciare qualche migliaio indietro perche’ cosi’ hanno scelto, fa a pugni con la presunta segretezza di tutta l’operazione di sterminio e il fatto che la ritirata sia stata organizzata in tutta calma rende il dubbio degno di considerazione (la spiegazione 4 e’ assurda, se si da’ credito all’ annientamento di 1 mln di individui nel campo).
    Comunque se la cosa le sembra "estempoaranea", discorso chiuso.
    PS. Sulle altre questioni cui accennava in calce, non ho conoscenze cosi’ specifiche.
    Per quel poco che ho letto in proposito, so che le strutture che vengono (o meglio venivano) presentate come camere a gas, hanno gravi "incongruenze" (fino all’impossibilita’ di funzionare come tali) e che ad ogni modo sono state piu’ tardi riconosciute come semplici "ricostruzioni". 
  • MarioG

    Penso che la motivazione a) centri il problema.

    L’operazione ha portato un enorme dividendo politico o geopolitico.
    In che cosa consiste? Nell’annientamento di ogni velleita’ nazionale in ambito Europeo.
    L’insistenza ossessiva fa si’ che si stabiliscano nelle persone collegamenti inconsci fra qualsiasi iniziativa ispirazione nazionale e il Crimine Supremo. Questo indipendentemente dall’effettiva contiguita’ col nazionalsocialismo. Ormai il riflesso e’ stato impresso a livello emotivo e non razionale.
    Si noti un fatto interessante. L’azione propagandistica, con le giornate della memoria, i film, lo spuntare come funghi dei musei dell’olocausto… ha avuto un picco proprio verso la fine della guerra fredda, non nelle immediate vicinanze del dopoguerra. Ovvero quando, per la fine dei blocchi, era necessario prevenire certe "derive". 
  • MarioG

    Prima notazione en passant: 

    mi sembra che, saggiamente, il tribunale di Norimberga abbia evitato di attribuire ufficialmente la strage ai Tedeschi, anche se ovviamente i Russi premevano in tal senso. Evidentemente tutti sapevano che i tedeschi non c’entravano nulla e hanno capito che cio’ avrebbe rischiato un domani di delegittimare completamente il tribunale. Questo e’ un mio ricordo un po’ vago di letture passate. Se qualcuno e’ piu’ informato rettifichi.
    L’osservazione principale riguarda la distruzione delle prove.
    La tesi ufficiale dello sterminio pianificato si basa ovviamente sul presupposto della segretezza totale dell’operazione, tanto che si ammette che anche nei documenti piu’ segreti non e’ mai nominata, se non con un linguaggio ‘codificato’ (il problema delle fonti).
    Come gia’ ho scritto in un altro post, questo contrasta (a mio parere)  con le circostanze del ritiro dei tedeschi da Auschwitz avvenuto 8 giorni prima dell’arrivo dei russi (quindi non in modo affrettato e caotico): ovvero lasciando indietro nelle infermerie coloro che scelsero di non seguire i tedeschi, ebrei compresi.
    Perche’ far saltare un’istallazione compromettente lasciando poi migliaia di persone del campo in mano ai nemici?
     Il fatto, preso da solo, non e’ certo dirimente. Tuttavia non ho ancora ascoltato una spiegazione credibile.  
  • makkia

    Ci sono incongruenze, sì. E ci sono spiegazioni a queste incongruenze.
    Tuttavia il dibattito è aperto perché le incongruenze sono abbastanza labili e meriterebbero approfondimenti, mentre dall’altra parte ci sono spiegazioni alle incongruenze che sono altrettanto labili (come lo "scambio di prove" fra te e me).

    Il problema è che i difensori della "vulgata ufficiale" spesso preferiscono demonizzare i dubbiosi invece di smontare le loro ipotesi. E i dubbiosi si fanno strumentalizzare da istanze postnaziste o antisemite (porgendo il fianco alle accuse degli ufficialisti) e contano più sull’adesione emotiva alle loro tesi che a un serio lavoro: in pratica si comportano più come investigatori alla "Codice da Vinci" che come studiosi di storia.

    Su tutto ci si mette l’orrenda deriva giuridica in cui siamo adesso, per cui fare ricerca su queste materia è a rischio di processo per "incitamento all’odio razziale".

    Chi ci rimette è la Storia (con la A maiuscola).

    Non è però un buon motivo per aderire supinamente a eclatanti "rivelazioni" su come la versione ufficiale sia falsa. "Falsa" è una parola grossa e richiederebbe parimenti grosse dimostrazioni. Sicuramente più fondate di "Levi ha scritto queste due frasette quindi l’olocausto non c’è stato" (sto deliberatemente esasperando, a titolo esemplificativo).
    E, comunque, già il "metodo" di irrompere in un topic riguardante il non invito di Putin ad Auschwitz per lanciare questo tipo di messaggi dà l’idea di un atteggiamento più sensazionalistico che interessato alla Verità (non parlo dello scambio fra te e me ma del post che ha "lanciato" e orientato la maggior parte dei commenti)

  • cardisem

    Evito di addentrarmi in una "scienza” assai pericolosa oltre che assai deprimente…
    Ritorno su una mia immediata reazione di buon senso:
    – si i tedeschi/nazisti avevano fatto a livello "istituzionale” (non certo di nascosto e privatamente e singolarmente) una data cosa (…), io trovo illogico, non credibile, non plausibile che non avessero anche la "buona coscienza” di ciò che hanno fatto o loro si attribuisce…
    – se non avessero avuto la piena persuasione di ciò che facevano, nessuno li costringeva a farlo…
    – e se questa piena persuasione e convinzione giuridica e morale avevano, non avevano nessun motivo per farlo di nascosto, per vergognarsene prima, durante e dopo il fatto… e dunque non capisco quale "prove" avrebbero dovuto distruggere nell’imminenza della loro stessa morte sul campo di battaglia, al termine di una guerra il cui vero inizio è il 1914…

    Oggi volevo postare un commento a un articolo de L’Osservatore Romano, ripreso da parecchi siti… Vi ho rinunciato per ovvi motivi, ma siccome l’ho scritto e può essere di qualche interesse lo ricolloco qui:
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    Siamo alle solite… Manca una definizione pregnante del concetto di antisemitismo, cosa assai grave perchè essere definiti "antisemiti” è un titolo di reato… La definizione di antisemitismo è rimessa interamente alla discrezione degli stessi "ebrei” che così dispongono di una “lettre de cachet” con la quale possono mandare in galera chiunque desiderino… Ed infatti, si trova ad esempio in Gilad Atzmon questa definizione di antisemita [la si trova poca sopra su CDC]: “un tempo si diceva antisemita una persona che odiasse gli ebrei, oggi è antisemita qualsiasi persona che gli ebrei odiano o che riesca antipatico o non gradito agli ebrei”. Lo stesso Della Pergola – il Demografo – è un ebreo israeliano, che in ragione del suo mestiere (demografo) dovrebbe ben sapere che nen 1861 in Palestina la popolazione ebraica "autoctona” era appena il 3,5% della popolazione complessiva (arabo palestinese e arabo cristiana) ed è solo con la grande pulizia etnica del 1948 (Ilan Pappe) che gli immigrati ebreo-sionisti possono finalmente diventare "maggioranza” in un paese la cui popolazione originaria è stata scacciata e ancora oggi viene continuamente vessata… Or dunque, se io so e valuto queste cose e le giudico con giustizia ed equità, sono dunque anche io un… “antisemita”?  Signori… Sono stanco e stufo di tante angherie, di tanta menzogna…